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O.M.C.I.

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

28
Marzo
2015

Mediazione civile: cittadini male informati dai propri legali;

La vera applicazione della legge sulla mediazione civile passa attraverso i Giudici.

Pubblichiamo l'ordinanza del giudice di pace di Monza dott. Debora Ravenna

Giudice di Pace di Monza

Procedimento numero: 8157/2014        Rito Ordinario

Altri contratti tipici ed obbligazioni non rientranti nelle altre materie

Giudice: RAVENNA DEBORA

Parti nel procedimento:
.....Omissis...........

Il GDP a scioglimento della riserva che precede, lette le istanze delle parti e gli atti, esaminati i documenti, così provvede: non sospende l’esecuzione provvisoria in quanto non si ravvisano i “gravi motivi” richiesti dall’art. 649 c.p.c., la somma escussa , infatti è molto modesta.

Letto l’art.5 comma 2 del D.lvo n°28/2010, valutata la natura della causa – che verte in tema di mancato pagamento di spese straordinarie per il figlio della coppia – "rilevato che dall’esame degli atti e dei documenti emerge una situazione di grave conflittualità tra i genitori, conflittualità che può solo aumentare se non si interviene tempestivamente con una procedura stragiudiziale, invita le parti a procedere alla mediazione". Precisa che la mediazione disposta dal giudice è condizione di procedibilità della domanda. Precisa altresì che, perché sia soddisfatta la condizione di procedibilità, è necessario che le parti si presentino personalmente avanti al mediatore, assistite dai propri legali, e che partecipino all’incontro di mediazione e non solamente a una sessione informativa.
Per Questo Motivo:
dispone della mediazione ex art. 5 comma 2° D.lvo 28/2010, assegna il termine di 15 giorni alle parti per depositare la domanda di mediazione avanti ad un Organismo di Monza,
FISSA
l’udienza al 27/05/2015 ore 9:45 all’esito della procedura di mediazione.
Si comunichi.

Monza,

GDP
Dott.ssa Debora Ravenna

 

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Ultimo aggiornamento Sabato, Marzo 28 2015
  
25
Marzo
2015

Da Roma a Siracusa, a Firenze, a Milano, Anche per il Tribunale di Vasto la mediazione si deve svolgere con le parti…e se non ci sono, il mediatore dovrà rinviare perché compaiano;

Da Roma a Siracusa, a Firenze, a Milano, Anche per il Tribunale di Vasto la mediazione si deve svolgere con le parti…e se non ci sono, il mediatore dovrà rinviare perché compaiano;

I Giudici Ribadiscono per l’ennesima Volta che Nella mediazione è fondamentale la percezione delle emozioni nei conflitti e lo sviluppo di rapporti empatici ed è, pertanto, indispensabile un contatto diretto tra il mediatore e le persone parti del conflitto.

Inutile far finta di Presentarsi all’incontro di Programmazione per pooi non proseguire, (La Mediazione è effettiva sino a che non sia Finita);

Il Tribunale di Vasto, con sentenza del 9 marzo 2015, che si inserisce nel filone giurisprudenziale ormai costante, che ha ribadito più volte l’acclarato principio della indispensabilità della presenza delle parti nel procedimento di mediazione, onde assicurarne l’effettivo svolgimento, ha cercato di andare oltre, stabilendo dei principi interessanti e innovativi, soprattutto per quanto riguarda i “poteri” del mediatore. La questione riguardava, e riguarda troppo spesso come altre volte, un procedimento di mediazione in cui, in sede di primo incontro, le parti non erano comparse personalmente, e la procedura si era chiusa perché una delle parti, rappresentata dal legale e non assistita, aveva dichiarato di non voler procedere.
Per il Tribunale, trattandosi di mediazione demandata (ma la sentenza afferma che i principi che stiamo per affrontare si applicano anche alle mediazioni di cui all’art. 5, comma 1 bis, del D. Lgs. 28/10), l’ordine del giudice è da ritenersi osservato soltanto in caso di presenza della (obbligatorie) parte (o di un di lei delegato), accompagnata dal difensore e non anche in caso di comparsa del solo difensore, anche quale delegato della parte (anche perché, in questo caso, ai sensi di legge, il legale avrebbe dovuto essere assistito da un collega).
A sostegno di tale tesi, il Tribunale, dando dimostrazione di ben conoscere la materia, ribadisce alcuni principi fondamentali e, come detto, ormai accertati: il primo è che la natura della mediazione di per sé richiede che all’incontro con il mediatore siano presenti (anche e soprattutto) le parti di persona. L’istituto, infatti, mira a riattivare la comunicazione tra i litiganti al fine di renderli in grado di verificare la possibilità di una soluzione concordata del conflitto; questo implica necessariamente che sia possibile una interazione immediata tra le parti di fronte al mediatore. E’ chiaro che la semplice presenza dei legali è in netto contrasto con questo principio.
Il secondo, anch’esso ormai acclarato, è il principio per cui i difensori (mediatori di diritto) sono senza dubbio già a conoscenza della natura della mediazione e delle sue finalità (come, peraltro, si desume dal fatto che essi, prima della causa, devono fornire al cliente l’informazione prescritta dall’art. 4, comma 3 del D. Lgs n. 28/2010), e quindi non avrebbe senso imporre l’incontro tra i soli difensori e il mediatore in vista di una inutile informativa. Ritenere che la condizione di procedibilità sia assolta dopo un primo incontro, in cui il mediatore si limiti a chiarire alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, vuol dire in realtà ridurre ad un’inaccettabile dimensione notarile il ruolo del giudice, quello del mediatore e quello dei difensori.
Una volta accertati questi principi, che fanno seguito ad una giurisprudenza ormai molto numerosa e unanime (Firenze, Roma, Milano, Cassino, Palermo, Rimini e molte altre), però il Tribunale fa di più.
Infatti, per la sentenza in commento, sarà il mediatore, che nel caso descritto, essendo soggetto preposto istituzionalmente ad esercitare funzioni di verifica e di garanzia delle disposizioni che garantiscono l’effettivo svolgimento della procedura, adottare ogni provvedimento opportuno per raggiungere detto scopo. Ad esempio, secondo il Tribunale di Vasto, il mediatore potrà disporre un rinvio sollecitando il legale a far comparire personalmente la parte (come fa spesso lo scrivente); in caso di ulteriore assenza, secondo la sentenza, il mediatore potrà anche mettere a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte a ciò invitata non ha inteso partecipare personalmente agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato (diverso dal difensore e munito degli opportuni poteri), per il caso di assoluto impedimento a comparire.
E’ molto interessante quanto aggiunge, al riguardo, il Tribunale di Vasto: “La parte che avrà interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda avrà l’onere di partecipare personalmente a tutti gli incontri di mediazione, chiedendo al mediatore di attivarsi al fine di procurare l’incontro personale tra i litiganti; potrà, altresì, pretendere che nel verbale d’incontro il mediatore dia atto della concreta impossibilità di procedere all’espletamento del tentativo di mediazione, a causa del rifiuto della controparte di presenziare personalmente agli incontri. Solo una volta acclarato che la procedura non si è potuta svolgere per indisponibilità della parte che ha ricevuto l’invito a presentarsi in mediazione, la condizione di procedibilità può considerarsi avverata, essendo in questo caso impensabile che il convenuto possa, con la propria colpevole o volontaria inerzia, addirittura beneficiare delle conseguenze favorevoli di una declaratoria di improcedibilità della domanda, che paralizzerebbe la disamina nel merito delle pretese avanzate contro di sè. Negli altri casi e, segnatamente, quando è la stessa parte che ha agito (o che intende agire) in giudizio a non presentarsi personalmente in una procedura di mediazione da lei stessa attivata (anche su ordine del giudice), la domanda si espone al rischio di essere dichiarata improcedibile, per incompiuta osservanza delle disposizioni normative che impongono il previo corretto esperimento del procedimento di mediazione”.
Il senso di tale statuizione, come detto, è ben evidente: la mediazione si fa con le parti, e ci auguriamo che tale principio, oltre a non essere ulteriormente in discussione, sia sempre più diffuso, e le Sanzioni sono e saranno sempre più Elevate.

Marzo, 2015.

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Marzo 25 2015
  
19
Marzo
2015

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Marzo 23 2015
  
19
Marzo
2015

E’ sempre più urgente l'intervento del ministero di Giustizia!!!

E’ sempre più urgente l'intervento del ministero di Giustizia e del Consiglio Nazionale Forense

Mediatori di diritto? Questo il risultato!

Non è stata fatta la mediazione, nè quella iniziale  nè quella demandata dal giudice, risultato?  Il buon cittadino  si è visto rendere  esecutivo un decreto ingiuntivo e come se non bastasse  è stato condannato  al pagamento di 9.234,50 euro per compensi e spese forfettarie.

Pubblichiamo la sentenza

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI NOLA
II SEZIONE CIVILE
IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA, IN PERSONA DELLA DOTT.SSA
MARIA GABRIELLA FRALLICCIARDI

Ha pronunciato la seguente

SENTENZA

Ai sensi dell’art.281 sexies c.p.c.

Nella causa iscritta al nrg_____/2014

TRA

Ditta X, in persona del rappresentante p.t.____ rappresentato e difeso dall’avv._____

Opponente

NEI CONFRONTI DI

Banco ____ in persona del legale rappresentante p.t., con l’avv._______

Opposta

Oggetto: opposizione a decreto ingiuntivo n.___/2013 emesso dal Tribunale di Nola in data_____.

 

Conclusioni: come da atti di causa e verbali di udienza del____

 

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO

Con atto di citazione notificato in data 25.02.2014, la Ditta X in qualità di debitore principale e_____ in qualità di fideiussore, proponevano opposizione avverso il d.i. n. ___/2013 con il quale, in data _____questo Tribunale aveva ingiunto loro di pagare alla Banco_____ l’importo di euro 63.901,59, oltre interessi, a titolo di saldo debitore relativo al conto corrente n.1611/9353 acceso dalla ____ presso l’Istituto di credito ricorrente.

Si costituiva l’opposta chiedendo il rigetto dell’opposizione perché infondata.

Alla prima udienza di comparizione della parti, questo giudice, ritenendo non sussistessero i presupposti di cui all’art. 648 c.p.c., rigettava la richiesta di sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto e, rilevato che le parti non avevano provveduto ad esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione ex d.lgs. 28/2010, rinviava all’udienza del 05.02.2015, assegnando termine alle parti di quindi giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

All’udienza del 05.02.2015 le parti dichiaravano di non aver esperito il tentativo di conciliazione e, pertanto, chiedevano fissarsi udienza di discussione ai sensi dell‘art. 281 sexies c.p.c. al fine di dichiarare la improcedibilità dell’opposizione.

All’udienza del 24.02.2015, all’esito della discussione delle parti, il giudice ha deciso la causa dando lettura della sentenza.

Si osserva in diritto.

L’opposizione è improcedibile.

Al riguardo viene in rilievo il d.lgs. 28/2010 che, all’art. 5 ha introdotto, quale condizione di procedibilità per le controversie aventi ad oggetto, tra le parti, i contratti bancari, l’esperimento di un procedimento di mediazione ai sensi del medesimo decreto (…), prevedendo che altresì, qualora il mancato esperimento della mediazione venga eccepito dal convenuto o rilevato dal giudice entro la prima udienza, quest’ultimo assegni alle parti il termine di quindici giorni per l’avvio del procedimento in parola.

Ai sensi dell art. 5 cit., poi, il mancato esperimento della mediazione delegata dal giudice, così come nel caso di mediazione ante causam, comporta l’improcedibilità della domanda giudiziale.

Ciò premesso in ordine alla necessità di dichiarare l’improcedibilità dell’opposizione atteso che, come rilevato, le parti non hanno ottemperato all’invito del giudice di avviare il procedimento di mediazione, va ora stabilito quale sia la sorte del decreto ingiuntivo opposto per effetto di detta improcedibilità dell’opposizione.

Non ignora questo giudice che sul punto, all’indomani delle prime applicazioni interpretative della disciplina richiamata, si è formato nella giurisprudenza di merito (Trib. Varese, 18.05.2012) un orientamento secondo cui, vertendo il giudizio di opposizione sulla pretesa creditoria vantata dall’opposto e gravando su quest’ultimo attore in senso sostanziale, l’onere probatorio e le relative facoltà di domanda riconvenzionale, proponendo “domanda giudiziale” dovrebbe, conseguentemente subire gli effetti dell’eventuale declaratoria di improcedibilità e, in particolare di revoca del decreto opposto.

Ritiene questo giudice di aderire al diverso e non isolato orientamento (Cfr. Trib. Rimini, 05.8.2014) che, muovendo dalla necessità di fornire alla disciplina dettata dal d.lgs. 28/2010 una interpretazione sistematica, che sia coerente non solo con l’intero universo normativo in materia di giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ma, altresì, con la ratio che ha animato il legislatore dell’Istituto della mediazione obbligatoria, individuando nell’opponente il soggetto su cui graverebbe l’onere di coltivare il giudizio e, quindi, anche gli effetti pregiudizievoli di un’eventuale improcedibilità. Con la conseguenza che, una volta dichiarata l’improcedibilità dell’opposizione, il corollario giuridico di detta pronuncia non potrà che essere la conferma del decreto ingiuntivo opposto.

A ben vedere, infatti, tale opzione ermeneutica è quella che meglio si armonizza col contesto normativo in cui si inserisce il giudizio di opposizione e, in particolare, con il sistema di sanzioni previste dall’ordinamento a fronte dell’inattività del debitore ingiunto.

Si fa riferimento, in primo luogo, alla disciplina di cui al combinato disposto degli artt. 647 e 650 c.p.c. in virtù del quale, dichiarata l’inammissibilità dell’opposizione tardiva, il decreto acquista esecutività.

Medesima sanzione è prevista, poi, dal richiamato art. 647 c.p.c. per l’ipotesi di costituzione tardiva dell’opponente.

Viene in rilievo, infine, il dettato dell’art.653 c.p.c. che, per il caso di dichiarazione dell’estinzione del giudizio ai sensi dell’art. 307 c.p.c. , stabilisce che “il decreto che non ne sia già munito acquista efficacia esecutiva”.

D’altro canto, come pure correttamente evidenziato dall’opposto, ritenere che la mancata instaurazione del procedimento di mediazione conduca alla revoca del decreto ingiuntivo in capo all’ingiungente comporterebbe che, in contrasto con le regole processuali proprie del rito si porrebbe in capo all’ingiungente opposto l’onere di coltivare il giudizio di opposizione per garantirsi la salvaguardia del decreto opposto,  con ciò contraddicendo la ratio del giudizio di opposizione che ha la propria peculiarità nel rimettere l’instaurazione del giudizio – e, quindi, la sottoposizione al vaglio del giudice della fondatezza del credito ingiunti – alla libera scelta del debitore.

Del resto, se solo si considera che l’opposto è già munito di titolo che, come visto, è destinato a consolidarsi nel caso di mancata opposizione, appare evidente che è proprio l’opponente la parte più interessata all’esito del giudizio di opposizione.

Come anticipato in premessa, poi, una soluzione interpretativa appare maggiormente coerente anche con la finalità deflattiva che ha accompagnato l’introduzione da parte del legislatore dell’Istituto della mediazione: il formarsi del giudicato sul decreto ingiuntivo opposto, infatti, esclude che possa mettersi nuovamente in discussione tra le parti il rapporto controverso mediante la riproposizione della medesima domanda.

Pertanto, alla stregua di tutte le considerazioni esposte l’opposizione va dichiarata inprocedibile e, per l’effetto, dichiarato esecutivo il decreto ingiuntivo n.___2013 emesso dal Tribunale di Nola in data ____.

Le spese del giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate da dispositivo (….)

P.Q.M.

Il Tribunale di Nola, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando sulla causa iscritta al nrg.____/2014, così provvede:

  1. 1.    Dichiara improcedibile l’opposizione e, per l’effetto, dichiara esecutivo il decreto ingiuntivo____/2013 emesso dal Tribunale di Nola in data_____;
  2. 2.    Condanna l’opponente al pagamento, in favore di parte opposta, delle spese del giudizio di opposizione che liquida in complessivi €.8.050,00(di cui €.8.030,00 per compensi e €.30,00 per spese) oltre il rimborso forfettario pari al 15%, oltre Iva e CPA.

Nola, 24.02.2015

Il Giudice
dott.ssa Maria Gabriella Frallicciardi.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Marzo 19 2015
  
13
Marzo
2015

RAFFICHE DI SANZIONI O DI DICHIARAZIONI DI IMPROCEDIBILITA' PER CHI NON SI PRESENTA IN MEDIAZIONE DA TUTTI I TRIBUNALI ITALIANI;

Nella mediazione è fondamentale la percezione delle emozioni nei conflitti e lo sviluppo di rapporti empatici ed è, pertanto, indispensabile un contatto diretto tra il mediatore e le persone parti del conflitto.

RAFFICHE DI SANZIONI PER CHI NON SI PRESENTA IN MEDIAZIONE DA TUTTI I TRIBUNALI ITALIANI: 

IL TRIBUNALE ...... in composizione monocratica, nella persona del dott. Fabrizio Pasquale, alla pubblica udienza del 09.03.2015, al termine della discussione orale disposta ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c., ha pronunciato la seguente SENTENZA dando lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione, nel procedimento civile iscritto al n. 1221/12 del Ruolo Generale Affari Civili, avente ad oggetto: VENDITA DI COSE MOBILI e promosso da La Nuova O.C.M. s.n.c., in persona del legale rappresentante pro tempore, nei confronti di Rei Residence s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, entrambi rappresentati e difesi come in atti. ***************** LETTI gli atti e la documentazione di causa; ASCOLTATE le conclusioni rassegnate dai difensori delle parti; PREMESSO IN FATTO CHE 1. La Nuova O.C.M. s.n.c., assumendo di avere stipulato con la società convenuta un contratto di fornitura e posa in opera di serramenti in alluminio per un fabbricato in corso di costruzione di proprietà della Rei Residence s.r.l. per un corrispettivo di € Tribunale civile di Vasto Il Giudice Istruttore 140.000,00, ha convenuto in giudizio, innanzi a questo Tribunale, la società committente per ivi sentirla condannare al versamento della somma di € 96.221,35, a titolo di saldo asseritamente dovuto per tutte le forniture pattuite ed eseguite, ma non ancora pagate dalla convenuta. 2. La Rei Residence s.r.l., costituitasi in giudizio, si è opposta all’accoglimento della domanda, sull’assunto che la fornitura dei materiali non sarebbe stata ultimata e che i manufatti consegnati presenterebbero vizi e difetti; ha, pertanto, concluso per il rigetto della domanda, a motivo della sua infondatezza, chiedendo in via riconvenzionale la condanna di controparte al pagamento della somma di € 163.250,35 a titolo di risarcimento danni. 3. In corso di causa, il giudice istruttore, ritenuto che il comportamento delle parti (resesi disponibili alla individuazione di una soluzione conciliativa della controversia) suggeriva il ricorso a soluzioni amichevoli della lite, disponeva – ai sensi dell’art. 5, secondo comma, del D. Lgs. n. 28/10 – l’esperimento del procedimento di mediazione, il quale veniva dichiarato chiuso dal mediatore per mancata prestazione del consenso da parte della società convenuta. RITENUTO IN DIRITTO CHE 1. Lo scrutinio nel merito delle rispettive domande delle parti deve essere anticipato dalla trattazione di una questione pregiudiziale, relativa alla procedibilità della domanda, che assume carattere dirimente. Da quanto risulta dal verbale del procedimento di mediazione n. 25/14, instaurato innanzi all’organismo di mediazione istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di omissis, in sede di primo incontro svoltosi davanti al mediatore, le parti non sono comparse personalmente e la procedura si è chiusa poiché la società convenuta ,  Il Giudice Istruttore non ha prestato il proprio consenso al relativo espletamento. Orbene, a tal proposito, è appena il caso di evidenziare che le disposizioni di cui all’art. 8 del D.Lgs. n. 28/2010 (come modificato dalla legge n. 98/2013), lette alla luce del contesto europeo nel quale si collocano (cfr. in particolare, direttiva comunitaria 2008/52/CE) impongono di ritenere che l’ordine del giudice è da ritenersi osservato soltanto in caso di presenza della parte (o di un di lei delegato), accompagnata dal difensore e non anche in caso di comparsa del solo difensore, anche quale delegato della parte. Molteplici sono le argomentazioni che consentono di giungere a tale conclusione. a) Innanzitutto, la natura della mediazione di per sé richiede che all’incontro con il mediatore siano presenti (anche e soprattutto) le parti di persona. L'istituto, infatti, mira a riattivare la comunicazione tra i litiganti al fine di renderli in grado di verificare la possibilità di una soluzione concordata del conflitto; questo implica necessariamente che sia possibile una interazione immediata tra le parti di fronte al mediatore. Nella mediazione è fondamentale, infatti, la percezione delle emozioni nei conflitti e lo sviluppo di rapporti empatici ed è, pertanto, indispensabile un contatto diretto tra il mediatore e le persone parti del conflitto. Il mediatore deve comprendere quali siano i bisogni, gli interessi, i sentimenti dei soggetti coinvolti e questi sono profili che le parti possono e debbono mostrare con immediatezza, senza il filtro dei difensori (che comunque assistono la parte). D’altronde, il principale significato della mediazione è proprio il riconoscimento della capacità delle persone di diventare autrici del percorso di soluzione dei conflitti che le coinvolgono e la restituzione della parola alle parti per una nuova centratura della giustizia, rispetto ad una cultura che le considera ‘poco Tribunale civile di Vasto Il Giudice Istruttore capaci’ e, magari a fini protettivi, le pone ai margini. Non è, dunque, pensabile applicare analogicamente alla mediazione le norme che, ‘nel processo’, consentono alla parte di farsi rappresentare dal difensore o le norme sulla rappresentanza negli atti negoziali. La mediazione può dar luogo ad un negozio o ad una transazione, ma l’attività che porta all’accordo ha natura personalissima e non è delegabile. b) In secondo luogo, i difensori (definiti mediatori di diritto dalla stessa legge) sono senza dubbio già a conoscenza della natura della mediazione e delle sue finalità (come, peraltro, si desume dal fatto che essi, prima della causa, devono fornire al cliente l'informazione prescritta dall'art. 4, comma 3 del D. Lgs n. 28/2010), di talché non avrebbe senso imporre l'incontro tra i soli difensori e il mediatore in vista di una inutile informativa. Ritenere che la condizione di procedibilità sia assolta dopo un primo incontro, in cui il mediatore si limiti a chiarire alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, vuol dire in realtà ridurre ad un’inaccettabile dimensione notarile il ruolo del giudice, quello del mediatore e quello dei difensori. L’ipotesi che la condizione si verifichi con il solo incontro tra gli avvocati e il mediatore per le informazioni appare particolarmente irrazionale nella mediazione disposta dal giudice: in tal caso, infatti, si presuppone che il giudice abbia già svolto la valutazione di ‘mediabilità’ del conflitto (come prevede l’art. 5 cit.: che impone al giudice di valutare “la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti”). Questo presuppone anche un’adeguata informazione ai clienti da parte dei difensori; inoltre, in caso di lacuna al riguardo, lo stesso giudice, qualora verifichi la mancata allegazione del documento informativo, deve a sua volta informare la parte della facoltà di chiedere la mediazione. Come si vede, dunque, sono previsti plurimi livelli informativi e non è pensabile che il processo venga momentaneamente interrotto per un’ulteriore Il Giudice Istruttore informazione anziché per un serio tentativo di risolvere il conflitto. 2. Alla luce delle considerazioni che precedono, il giudice ritiene che, sia per la mediazione obbligatoria da svolgersi prima del giudizio ex art. 5, comma 1 bis, D. Lgs. n. 28/2010, sia per la mediazione demandata dal giudice, ex art. 5, comma 2, è necessario – ai fini del rispetto della condizione di procedibilità della domanda - che le parti compaiano personalmente (assistite dai propri difensori, come previsto dal successivo art. 8) all’incontro con il mediatore. Graverà su quest’ultimo, in qualità di soggetto istituzionalmente preposto ad esercitare funzioni di verifica e di garanzia della puntuale osservanza delle condizioni di regolare espletamento della procedura, l’onere di adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle parti, ad esempio disponendo - se necessario – un rinvio del primo incontro, sollecitando anche informalmente il difensore della parte assente a stimolarne la comparizione, ovvero dando atto a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte a ciò invitata non ha inteso partecipare personalmente agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato (diverso dal difensore), per il caso di assoluto impedimento a comparire. La parte che avrà interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda avrà l’onere di partecipare personalmente a tutti gli incontri di mediazione, chiedendo al mediatore di attivarsi al fine di procurare l’incontro personale tra i litiganti; potrà, altresì, pretendere che nel verbale d’incontro il mediatore dia atto della concreta impossibilità di procedere all’espletamento del tentativo di mediazione, a causa del rifiuto della controparte di presenziare personalmente agli incontri. Solo una volta acclarato che la procedura non si è potuta svolgere per indisponibilità della parte che Tribunale civile di Vasto Il Giudice Istruttore ha ricevuto l’invito a presentarsi in mediazione, la condizione di procedibilità può considerarsi avverata, essendo in questo caso impensabile che il convenuto possa, con la propria colpevole o volontaria inerzia, addirittura beneficiare delle conseguenze favorevoli di una declaratoria di improcedibilità della domanda, che paralizzerebbe la disamina nel merito delle pretese avanzate contro di sè. Negli altri casi e, segnatamente, quando è la stessa parte che ha agito (o che intende agire) in giudizio a non presentarsi personalmente in una procedura di mediazione da lei stessa attivata (anche su ordine del giudice), la domanda si espone al rischio di essere dichiarata improcedibile, per incompiuta osservanza delle disposizioni normative che impongono il previo corretto esperimento del procedimento di mediazione. 3. Nel caso in esame, nella procedura di mediazione demandata dal giudice non sono comparse personalmente né la parte attrice, né la parte convenuta, mentre in loro rappresentanza sono intervenuti soltanto i difensori, i quali non hanno, peraltro, esposto al mediatore alcun giustificato motivo dell’assenza dei rispettivi assistiti. Il mediatore ha dichiarato chiuso il procedimento, senza dare atto a verbale delle ragioni della assenza delle parti e delle eventuali iniziative adottate al fine di procurare la comparizione personale delle stesse. La procedura non si è, pertanto, svolta correttamente, in particolar modo a causa della ingiustificata assenza della parte che ha presentato (su disposizione del giudice) la domanda di mediazione, vale a dire del legale rappresentante della società attrice La Nuova O.C.M. s.n.c., che aveva interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda giudiziale. Occorre, pertanto, rilevare d’ufficio il mancato avveramento della condizione di procedibilità, ai sensi dell’art. 5, comma 2, D. Lgs. n. 28/10 e assumere le Tribunale civile di Vasto Il Giudice Istruttore conseguenziali determinazioni decisorie. A tal riguardo, secondo questo giudicante, non vi è altra possibilità se non quella di dichiarare l’improcedibilità della domanda attorea. Non è praticabile, per converso, l’alternativa soluzione di assegnare alle parti un nuovo termine per la reiterazione della procedura di mediazione, essendo questa già stata definita. La norma dell’art. 5, comma 1-bis, D. Lgs. n. 28/10, che impone al giudice l’obbligo di assegnare alle parti il termine per la presentazione della domanda di mediazione e di fissare la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’art. 6, si applica soltanto al caso in cui la mediazione è già iniziata ma non si è ancora conclusa e al caso in cui essa non è stata affatto esperita, ma non anche alla diversa ipotesi (come quella in esame) in cui la mediazione è stata tempestivamente introdotta e definita, ma in violazione delle prescrizioni che regolano il suo corretto espletamento. 4. Quanto al regime delle spese processuali, l’assoluta novità della questione, l’assenza di un consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità sul punto e la natura meramente processuale delle ragioni di reiezione della domanda, costituiscono eccezionali motivi che giustificano l’integrale compensazione delle spese di lite fra le parti. Per Questi Motivi Il Tribunale di ....., in composizione monocratica, definitivamente pronunciando sulla domanda promossa da La Nuova O.C.M. s.n.c., in persona del legale rappresentante pro tempore, nei confronti di Rei Residence s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, disattesa ogni diversa richiesta, eccezione o conclusione, così provvede: DICHIARA improcedibile la domanda di cui in epigrafe; DICHIARA interamente compensate tra le parti le spese di lite;                                        

Il Giudice Istruttore MANDA alla Cancelleria per gli adempimenti di competenza; DISPONE che la presente sentenza sia allegata al verbale di udienza. Così è deciso,

il 09.03.2015.

IL GIUDICE dott. Fabrizio Pasquale

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Marzo 25 2015
  
08
Marzo
2015

Il giudice invita il mediatore ad avanzare una proposta anche in assenza di richiesta delle parti e a riferire sull’esito tramite e-mail

IMPORTANTE SENTENZA: Il giudice invita il mediatore ad avanzare una proposta anche in assenza di richiesta delle parti e a riferire sull’esito tramite e-mail

 Il Giudice,

rilevato che per il procedimento n. R. G. ….. è chiamata l’odierna udienza del 23/01/2015 per la precisazione delle conclusioni; considerato che questo Giudice ha preso possesso dell’ufficio in data 14 febbraio 2014; considerata la necessità di riorganizzazione del proprio ruolo; considerate, in particolare, le esigenze di riorganizzazione delle udienze di discussione e di precisazione delle conclusioni, al fine di garantire il tempestivo deposito dei provvedimenti; ritenuto che deve farsi applicazione del criterio oggettivo della priorità di trattazione e decisione dei procedimenti con data di iscrizione a ruolo più risalente, anche alla luce delle indicazioni di cui al programma di gestione ex art. 37 D.L. n. 98/2011 del Tribunale di Siracusa per l’anno 2015; ritenuto che è attualmente in essere l’anticipazione ex officio e definizione dei procedimenti di pendenza ultradecennale, in ossequio al predetto programma di gestione; vista la variazione urgente della tabella organizzativa del Tribunale di Siracusa ai sensi del par. 14.1 della circolare sulla formazione delle tabelle di organizzazione degli ufficio giudicanti per il triennio 2012-2014 (prot. n. 311/int. del 7 aprile 2014), in conseguenza della quale il ruolo dello scrivente è stato oggetto di un aumento delle pendenze nella misura dì n. 200 unità, nell’ambito del riequilibrio del ruolo di altro magistrato componente dell’intestata Sezione; rilevato che, per il gravoso carico di ruolo, occorre quindi riorganizzare il ruolo secondo criteri sopra individuati; letto l’art. 5 co. II D. Lgs. n. 28/2010, così come introdotto dall’art. 84 del D. L. n. 69/2013, conv. con modif. nella L. n. 98/13; valutata la natura della causa, relativa a diritti disponibili e considerata l’ammissibilità della mediazione c.d. delegata, ai sensi dell’art. 5, co. n, d.lgs. n. 28/2010, trattandosi di procedimento per il quale non è stata ancora celebrata l’udienza di precisazione delle conclusioni; considerato altresì che nella presente causa è stata esperita C.T.U. e che, pertanto, ciò potrà ulteriormente facilitare l’attività del mediatore; rilevato che l’esperimento del procedimento di mediazione, che deve concludersi entro 3 mesi dalla relativa richiesta ex art. 6, d.lgs. 28/2010, non comporterà in concreto, anche in caso di esito infruttuoso della procedura, alcun ritardo nella decisione della lite; sottolineato che la soluzione conciliativa della controversia eviterà alle parti l’ulteriore aggravamento delle spese del processo, anche in relazione all’eventuale fase di impugnazione;

P.Q.M.

1) DIFFERISCE l’udienza per la precisazione delle conclusioni;

2) visto l’art. 5, comma 2, D. lgs. n. 28/2010, così come introdotto dall’art. 84 del D. L. n. 69/2013, conv. con modif. nella L. n. 98/13, DISPONE che le parti, assistite dai rispettivi difensori, promuovano il procedimento di mediazione, con deposito della domanda di mediazione presso organismo abilitato, entro il termine di 15 giorni a decorrere da oggi;

3) EVIDENZIA la necessità che al primo incontro l’attività di mediazione sia concretamente espletata;

4) INVITA il mediatore ad avanzare proposta conciliativa, pur in assenza di congiunta richiesta delle parti ex art. 11, co. 1 d.lgs. 28/2010;

5) RAMMENTA che il mancato, effettivo esperimento della suddetta procedura è sanzionato a pena di improcedibilità della domanda;

6) INVITA le parti ad informare tempestivamente il Giudice, anche mediante comunicazione presso l’indirizzo email …… Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , anche in relazione a quanto stabilito dagli artt. 8, co. IVbis e 13 d.lgs. 28/2010, rispettivamente per l’ipotesi della mancata partecipazione delle parti (sostanziali), senza giustificato motivo, al procedimento di mediazione, ed in tema di statuizione sulle spese processuali del giudizio, in caso di ingiustificato rifiuto delle parti della proposta di conciliazione formulata dal mediatore.

Il Giudice

Dott. Alessandro Rizzo

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Marzo 25 2015
  
01
Marzo
2015

AVVISO AGLI ORGANISMI DI MEDIAZIONE E AGLI ENTI DI FORMAZIONE e POI:.....

l termine del 1° marzo 2015, previsto dalla circolare del 18 settembre 2014 per la registrazione degli organismi di mediazione e degli enti di formazione sul sistema informatico, è prorogato al 6 aprile 2015.

da ANPAR: in Perfetta Condivisione con Il presidente OMCI ROM 251 che ha già scritto al QUIRINALE (Nella Persona del Presidente della Repubblica stesso), in data 26/03/2015 e numerose Testate giornalistiche e Politici di Tutti gli schieramenti, perfettamente in accordo Con le Nostre idee; Ultimamente, si leggono comunicati stampa,  che rappresentano  scenari ricchi di equivoci e confusione, in materia di mediazione e di sistemi extragiudiziali.  Parole basate sull’equivoco  che consentono al cittadino  di seguire  l’evoluzione  delle “liberalizzazioni” in atto, come un danno  a loro carico piuttosto che, farli passare come benefici.

La commedia, si apre con un attore  che  rivolgendosi al Governo dice che: “l’attività di consulenza e di assistenza stragiudiziale (oggi esclusiva) a settori che non danno garanzia di specialità e professionalità, invadendo sfere di competenza dell’avvocatura che erano state giustamente tutelate”, un uscita questa quanto mai improvvidenziale  afferma (in Piena sintonia con il Presidente OMCI)  il giurista d’impresa  presidente dell’associazione nazionale per l’arbitrato & la conciliazione dal 1995, perché  si vuol far passare un principio  che vero non è.

L’attività di  consulenza ed assistenza  stragiudiziale  non ha nulla a che vedere con “l’attività giudiziale” anche se complementare tra di loro. Per esempio in una controversia di malasanità personalmente, preferisco  che extragiudizialmente  a valutare l’errore e il danno causato alla mia persona sia un medico piuttosto che un altro professionista. Non è un caso che gli organismi di mediazione dell’avvocatura, pur usufruendo di spazi pubblici pagati dai cittadini sono, secondo gli ultimi dati Istat del ministero di Giustizia, all’ultimo posto  nella graduatoria  degli organismi di mediazione  come attività (sic!). “E’ credibile“,   affidare  gli istituti di risoluzione alternative delle controversie a chi ne ha sempre parlato male? No!  Questo Governo deve abolire le Lobby:  non serve togliere ad una lobby per dare quel che si è tolto ad un’altra lobby.

Qualsiasi professionista deve poter svolgere in libertà la sua professione senza rendite di posizioni e  privilegi particolari. Oggi sta accadendo il contrario, a discapito dei cittadini. Esistono, infatti, ordini  professionali non in grado di tutelare i propri iscritti, avanzano pretese di controllo su altri ordini professionali  e/o  associazioni regolamentate e riconosciute a livello nazionale ed europeo. Tutto questo, toglie competitività al Paese e lo rappresenta  in sede europea come Paese soggiocato da lobby e da interessi specifici.  “Per Fortuna almeno in questo caso, si può dire che l’Europa c’è” e i Giudici in Maggioranza, anche!

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Ultimo aggiornamento Sabato, Marzo 07 2015
  
25
Febbraio
2015

Mediazione e Negoziazione assistita: rapporti tra i due istituti

Mediazione e Negoziazione assistita: rapporti tra i due istituti

Articolo 03.02.2015 (Roberto Visciola)

Sommario: 1. La necessaria convivenza tra negoziazione assistita e mediazione; 2. Coordinamento tra i due istituti, laddove obbligatori; 3. L'uso facoltativo dei due istituti; 4. Conclusioni

Mediazione e negoziazione assistita rientrano entrambi nell'ambito dei sistemi di ADR (Alternative Dispute Resolution), con finalità deflattiva del sistema giudiziario. Si tratta di due istituti che mirano a risolvere le controversie mediante un accordo di natura privatistica tra le parti in lite; due strumenti che non sono da considerarsi alternativi l'uno all'altro, bensì destinati a convivere e, talvolta, ad operare nell'ambito della medesima controversia.

Nel momento in cui, con decreto legge 12 settembre 2014, n. 132 (convertito, con modifiche, dalla L. 162/2014), è stata introdotta la negoziazione assistita, buona parte della classe forense, da tempo avversa all'istituto della mediazione, ha cantato vittoria, individuando nell'introduzione della negoziazione assistita l'automatica scomparsa della mediazione obbligatoria.

Si ricordi che l'Avvocatura già tentò di procedere alla eliminazione della mediazione obbligatoria impugnando il d.lgs. n. 28/2010 dinnanzi alla Corte Costituzionale, che ne dichiarò con sentenza n. 272/2012 l'illegittimità costituzionale, ma per mero eccesso di delega, sulla base del fatto che nella legge delega non era stata prevista la possibilità di introdurre una forma obbligatoria di mediazione.

La vittoria dell'Avvocatura ebbe, tuttavia, vita breve, dal momento che il legislatore decise, di lì a poco, di intervenire nuovamente con il c.d. “decreto del fare” (D.L. 69/2013, convertito con L. 98/2013) al fine di ripristinarne l'obbligatorietà, correggendo il vizio formale riscontrato dalla Corte.

Orbene, anche stavolta, con la negoziazione assistita, le attese di gran parte dell'Avvocatura in merito all'eliminazione della mediazione obbligatoria sono destinate, come vedremo, a rimanere vane.

1. La necessaria convivenza tra negoziazione assistita e mediazione

L'introduzione della negoziazione assistita con d.L. 132/2014 non elimina in alcun modo la mediazione obbligatoria, ponendo al più un problema di coordinamento tra i due istituti.

Non era, infatti, intenzione del legislatore quella di sostituire uno strumento alternativo di risoluzione delle controversie con un altro – e, del resto, non risultano esservi nel decreto legge disposizioni normative che possano lasciare intendere quanto sopra –, bensì era quella di offrire agli operatori di giustizia un ulteriore strumento col quale cercare di risolvere le controversie al di fuori delle aule giudiziarie.

La differenza tra i due istituti, fondamentalmente, risiede proprio nella presenza di un soggetto esterno, terzo, estraneo alla vicenda ed imparziale, qual è il mediatore, che è chiamato ad agevolare il dialogo tra le parti, ripristinandone la comunicazione e facilitando il raggiungimento di un accordo. A tal fine sono previste anche sessioni separate (con incontro tra il mediatore e solo una delle parti in lite) che, ovviamente, non possono aversi all'interno della negoziazione assistita.

Non è detto, dunque, che al fallimento della negoziazione assistita debba seguire automaticamente il fallimento della mediazione, proprio in quanto in quest'ultima vi è la presenza aggiuntiva di un soggetto esterno alla vicenda – ovvero il mediatore – che in certi casi può fare la differenza.

Ecco spiegato come, nell'ottica del legislatore, i due istituti sono destinati a convivere, in quanto, se è vero che il risultato finale può essere il medesimo (un accordo avente natura negoziale), diversa è la modalità seguita per raggiungerlo.

2. Coordinamento tra i due istituti, laddove obbligatori

Preme segnalare come non sussistano pericoli di sovrapposizione (obbligatoria) tra i due istituti, dal momento che l'art. 3, commi 1 e 5, del d.L. 132/2014, come convertito dalla L. 162/2014, fa salve le disposizioni che prevedono speciali procedimenti obbligatori di conciliazione e mediazione, comunque denominati e, in particolare, le previsioni di cui all'art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28/2010, ossia quelle collegate a materie per le quali debba obbligatoriamente esperirsi il procedimento di mediazione.

La negoziazione assistita, infatti, risulta obbligatoria nei casi in cui si voglia esercitare in giudizio un'azione in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti e nei casi in cui si intenda proporre in giudizio una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non superiori a € 50.000, fatta eccezione per le controversie nelle quali è prevista la mediazione obbligatoria (ovvero quelle in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari).

Le parti in lite non si trovano, dunque, nella condizione di dover necessariamente esperire i due procedimenti di ADR prima di poter procedere con la domanda giudiziale.

Occorre, in ogni caso, sottolineare che, nelle materie in cui è prevista la mediazione obbligatoria ben possono le parti scegliere preliminarmente di avvalersi della negoziazione assistita, con la precisazione che, in tal caso, laddove la tentata negoziazione fallisse, le parti sarebbero comunque costrette a esperire il previo tentativo (obbligatorio) di mediazione prima di poter precedere in sede giudiziaria, dal momento che non potrà altrimenti dirsi avverata la condizione di procedibilità di cui all'art. 5, comma 1 bis, del d.lgs. n. 28/2010.

3. L'uso facoltativo dei due istituti

Mediazione e negoziazione assistita risultano di particolare interesse per gli operatori di giustizia specie per i loro profili di obbligatorietà, dal momento che solo il previo esperimento di un tentativo di mediazione o di negoziazione assistita può consentire di procedere in sede giudiziaria, laddove la conciliazione fallisca.

Detti strumenti alternativi di risoluzione delle controversie risultano, peraltro, utilizzabili anche in via facoltativa dalle parti, sulla base di una loro libera scelta e/o dietro consiglio del loro legale, tenuto ad informarle di tale possibilità.

Ben potrà accadere che ad una mediazione fallita segua un tentativo di negoziazione assistita o, viceversa – e con maggiori probabilità di successo – ad una negoziazione fallita le parti decidano di avvalersi del procedimento di mediazione, stante l'aggiuntiva figura del mediatore, soggetto terzo ed imparziale, che opera quale facilitatore della comunicazione tra le parti in lite.

Spetta sicuramente all'abilità degli avvocati difensori capire se sussista o meno l'opportunità di avvalersi di detti istituti, laddove non siano previsti quali obbligatori, in particolare per quanto attiene alla mediazione, dati i costi aggiuntivi di detta procedura.

Ed è forse proprio nei casi in cui le parti decidono liberamente di avvalersi di detti strumenti che questi possono risultare realmente vincenti, proprio perché voluti e cercati dalle parti, e non imposti da specifiche disposizioni legislative. Del resto, la previsione, in certi ambiti, della loro obbligatorietà andrebbe intesa quale soluzione legislativa meramente temporanea, dettata dalla necessità di far conoscere detti strumenti agli operatori di giustizia, ancora oggi troppo legati ad una (risalente) cultura del conflitto, affinché possa diffondersi – in un'ottica deflattiva del contenzioso giudiziario – la (nuova) cultura della mediazione e della negoziazione.

C'è da sperare – ai fini di una buona riuscita di detti istituti – che, da un lato, nei casi di negoziazione assistita, le parti siano assistite da legali realmente intenzionati a raggiungere un accordo negoziale della controversia e che, dall'altro, nei casi di mediazione, le parti abbiano la fortuna di trovare un mediatore che sia davvero capace ed abile nel ripristinare il dialogo tra di esse, facilitando il raggiungimento di un accordo.

4. Conclusioni

a) Mediazione e negoziazione, entrambi facenti parte dei sistemi di ADR, non sono strumenti alternativi l'uno all'altro, ben potendo convivere all'interno di una medesima controversia;

b) Possono essere facoltativamente utilizzati dalle parti per risolvere la controversia insorta;

c) Vi sono situazioni tassativamente individuate nelle quali sono previsti quali condizioni di procedibilità della domanda giudiziale;

d) Non vi è pericolo di sovrapposizione, stante l'espressa previsione di cui all'art. 3, comma 1, del d.L. 132/2014;

e) Nelle materie in cui la mediazione è prevista quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale le parti ben possono esperire preliminarmente un tentativo di negoziazione assistita;

f) Il previo esperimento (facoltativo) di una negoziazione assistita non fa venir meno l'obbligatorietà della mediazione, nei casi in cui essa è prevista come tale, non potendosi dirsi avverata la condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Febbraio 25 2015
  
17
Febbraio
2015

ATTENTI A CHI VI FA CREDERE CHE LA MEDIAZIONE NON è CONVENIENTE O E' MEGLIO USARE ALTRI SISTEMI ALTERNATIVI:

ATTENTI A CHI INVIA E MAIL IN QUESTO PERIODO FACENDOVI CREDERE CHE LA MEDIAZIONE CIVILE NON CONVIENE E NON Dà RISULTATI: I DATI DICONO ESATTAMENTE L'OPPOSTO COME DA TUTTE LE STATISTICHE SE IL MEDIATORE é UN PROFESSIONISTA DELLA MEDIAZIONE, OVVERO UN ESPERTO IN COMUNICAZIONE, (O NELLA MATERIA DELLA CONTROVERSIA), E IN TECNICHE DI MEDIAZIONE, TUTTE MATERIE CHE NON VENGONO INSEGNATE A CERTE CASTE CHE ANCORA INSISTONO E FANNO DI TUTTO PER DISINCENTIVARE LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE (UNICO ISTITUTO OLTRE TUTTO CHE VI Dà DIRITTO AL CREDITO D'IMPOSTA E SOLLECITATO ANCORA OGGI DA BRUXELLES), PERCHE' AD OGGI SIAMO TRA I POCHISSIMI PAESI A NON FARLO DECOLLARE, Ma Con la Speranza e FIDUCIA CHE IL GOVERNO, ED IL PREMIER NON TENGA PIU' CONTO DELLE CASTE MA DEL POPOLO ITALIANO, E  INCENTIVI LA MEDIAZIONE COME ANCHE RICHIESTO DALLE DIRETTIVE EUROPEE E CI DIA UN AIUTO NEL PROMUOVERLA, DANDOLA IN MANO A CHI è COMPETENTE IN TALE MATERIA, I CITTADINI POTRANNO COSì POI VALUTARE COSA è MEGLIO E VALUTARE COSTI E BENEFICI IMPARAGONABILI,  in sintesi si riportano i nuovi Istituti:

Arrivano nuove procedure di conciliazione per “fare pace” al di fuori del tribunale, in questo modo evitando alle parti di dover andare davanti a un giudice e di aspettare i tempi biblici del processo. Ma, così come ogni strumento, la sua utilità dipenderà tutta dall’uso che se ne farà e dall’effettiva “buona volontà” delle parti di poter comporre la controversia. Il pacchetto per la giustizia civile introduce tre strumenti di soluzione stragiudiziale delle controversie, pensati per “spostare” o non fare arrivare le cause di fronte ai giudici:

1. gli arbitrati per le cause in corso di fronte a un collegio formato da avvocati,

2. le negoziazioni assistite dai legali, facoltative in alcuni casi e obbligatorie in altri,

3. i nuovi percorsi per le separazioni e i divorzi consensuali.

Ma non si tratta di un modello inedito per la giustizia civile. Anzi. Gli strumenti che ora debuttano si aggiungono a una serie di forme alternative di risoluzione delle controversie già esistenti, alcune obbligatorie, altre facoltative, per ognuna delle quali cambiano l’organismo a cui rivolgersi, la procedura e i costi. Tanto che l’universo della conciliazione – creato per semplificare la gestione delle liti tra privati, cittadini e imprese – può diventare una babele per i non addetti ai lavori. Sono invece ancora in vigore il tentativo obbligatorio di conciliazione al Corecom in materia di telefonia e telecomunicazioni e quello relativo ad alcune controversie sul diritto d’autore.

La “mediazione”, come meccanismo pre-giudiziale per un numero di controversie che riguardano determinate materie è stato reintrodotto un anno fa vedere art. 5 comma 1 BIS e comma 2 D.Lgs.28/10 s.m.i..

C’è poi la classica procedura dell’arbitrato, (che può essere esperita in caso di Mediazione non conciliata, se Materia obbligatoria o Demandata), che però – anche dopo la riforma del 2006 – è rimasta poco diffusa. E questo anche se le forme “amministrate” presso le Camere di commercio e gli altri enti che ne gestiscono e regolamentano il procedimento pongano rimedio alle principali criticità dell’arbitrato “ad hoc”, cioè regolato direttamente dalle parti nella clausola compromissoria del contratto. In particolare, ad accelerare la chiusura delle liti in corso dovrebbe contribuire la possibilità data alle parti di trasferire di fronte a un collegio di arbitri (poco utilizzata dalle parti per i costi molto più elevati della Mediazione e per la (diffidenza Verso l’arbitro o arbitri, essendo questo una figura che non è il Giudice), per le controversie aperte in tribunale o in appello, che però non devono riguardare diritti indisponibili, né le materie di lavoro o previdenza, e non devono essere state assunte in decisione. In questo caso gli arbitri sono scelti – d’intesa tra le parti o dal presidente dell’Ordine – tra gli avvocati iscritti all’Albo locale da almeno tre anni. La convenzione di negoziazione assistita, invece, consentirà ai litiganti (anche nelle controversie di lavoro) di affidarsi ai propri avvocati per la soluzione definitiva della controversia. Inoltre, sarà obbligatorio passare dalla negoziazione assistita prima di andare in giudizio in alcuni casi: le controversie regolate dal Codice del consumo, i risarcimenti da incidenti stradali (per cui fino al 2012 era obbligatorio tentare la mediazione) e le domande di pagamento fino a 50mila euro (esclusi i casi in cui è obbligatoria la mediazione). Non è tutto. Potranno ricorrere alla negoziazione assistita dagli avvocati anche marito e moglie per separarsi o divorziare consensualmente, se non hanno figli minori o con handicap gravi o comunque non autosufficienti economicamente. Infine, le coppie in crisi, per separarsi o divorziare, potranno rivolgersi anche all’ufficiale dello stato civile.

1 | MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE: decisione a un terzo imparziale (PREVEDE IL CREDITO D’IMPOSTA) Lo strumento base più UTILIZZATO AL MONDO.

La mediazione costituisce il principale strumento di composizione negoziale delle liti civili e commerciali che riguardano diritti disponibili. Si svolge presso un organismo accreditato dal ministero della Giustizia attraverso l’opera di un mediatore – terzo imparziale e appositamente formato – che assiste le parti nella ricerca di un accordo amichevole, anche con la formulazione di una proposta.

Tre procedure

Introdotta e disciplinata dal decreto legislativo 28/2010, la mediazione è condizione di procedibilità in giudizio per le liti che riguardano una serie di materie, vedi art 5 comma 1 Bis e comma 2 D.Lgs 28/10 s.m.i..

La procedura si può anche attivare in via facoltativa o inserendo una clausola ad hoc nei contratti. Inoltre, il giudice, anche nei giudizi di appello – valutata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti – può disporre che le parti tentino di trovare un accordo.

2 | NEGOZIAZIONE OBBLIGATORIA: per i danni da incidenti stradali: Iter assistito dai legali: La riforma della giustizia fa debuttare l’obbligo per chi vuole iniziare una causa in alcune controversie di invitare, tramite il suo avvocato, l’altra parte a stipulare una convenzione di negoziazione assistita. Si tratta delle controversie disciplinate dal Codice del consumo, di quelle in materia di risarcimento del danno da incidenti stradali e delle domande di pagamento fino a 50mila euro (quando non è obbligatoria la mediazione).Termine di 30 giorni Perché la condizione di procedibilità si consideri avverata è sufficiente che l’invito di chi vuole iniziare la causa non sia seguito dall’adesione o che sia seguito da un rifiuto dell’altra parte entro 30 giorni o che comunque sia passato il termine di un mese. Provvedimenti urgenti: Il procedimento di negoziazione assistita non preclude la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale. Che cosa cambia: La negoziazione assistita obbligatoria è regolata dal decreto legge di riforma della giustizia, ma acquisterà efficacia solo dopo 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione. 03 | NEGOZIAZIONE FACOLTATIVA: Escluse le liti sui diritti indisponibili. Una chance in più: Al di là dei casi in cui è obbligatoria, le parti di una controversia possono sempre stipulare una convenzione di negoziazione assistita da un avvocato. Sono escluse solo le controversie che riguardano diritti indisponibili. È invece possibile per le controversie in materia di lavoro. La convenzione scritta: La convenzione di negoziazione assistita – che deve essere redatta in forma scritta – è un accordo con cui le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia con l’assistenza dei propri legali. La convenzione deve precisare il termine concordato dalle parti per espletare la procedura, che non può essere meno di un mese, e l’oggetto della controversia. Clienti subito informati: Per gli avvocati è dovere deontologico informare i clienti, al momento del conferimento dell’incarico, della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita. Che cosa cambia: Lo strumento debutta con la riforma della giustizia. L’obiettivo è quello di riuscire, coinvolgendo gli avvocati delle parti, a chiudere le liti prima che arrivino in tribunale. 4 | CONTRATTI BANCARI E FINANZIARI: Le controversie su conti correnti e investimenti:  Arbitro presso la Banca d’Italia: Per le liti sui contratti bancari e finanziari è prevista la mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

È consentito, in via alternativa, anche l’accesso ad altri strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie. In particolare, per le operazioni e i servizi bancari e finanziari, è possibile rivolgersi all’Arbitro bancario finanziario presso la Banca d’Italia, un sistema che non prevede la necessità di assistenza legale. Le decisioni rese secondo diritto non sono vincolanti, ma se la banca non le rispetta, il suo inadempimento è reso pubblico. Conciliazione alla Consob: Per le liti legate all’adempimento degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con la clientela che riguardano servizi di investimento o di gestione collettiva del risparmio, si può attivare la conciliazione presso la Camera di conciliazione e arbitrato Consob, che gestisce l’arbitrato anche in una forma semplificata. Che cosa cambia: La riforma della giustizia lascia invariata la conciliazione presso l’Abf e la camera Consob. Le procedure sono rimaste invariate anche dopo l’introduzione della mediazione obbligatoria .5 | CONTRATTI DI LAVORO: C’è l’obbligo sui licenziamenti «giustificati» : Conciliazione facoltativa: Per le controversie individuali di lavoro (regolate dall’articolo 409 del Codice di procedura civile) è prevista, in via facoltativa, la possibilità di attivare un tentativo di conciliazione presso la commissione di conciliazione alla direzione provinciale del Lavoro competente per territorio, anche tramite il sindacato. Lo stesso tipo di lite può essere decisa da arbitri, se previsto dalla legge o nei contratti o accordi collettivi di lavoro. Esistono diverse forme di arbitrato per le controversie di lavoro, ridisegnate dalla legge 183/2010, fermo restando che le parti devono sempre avere la possibilità di scegliere la via giurisdizionale. Conciliazione obbligatoria: Il tentativo di conciliazione è obbligatorio per le liti sui contratti di lavoro certificati. Inoltre, dal 2012 è obbligatoria la conciliazione preventiva alla Dtl per i datori che occupano più di 15 lavoratori ed effettuano licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo. Che cosa cambia: La riforma approvata dal Governo consente la negoziazione assistita dagli avvocati anche per le controversie sui diritti dei lavoratori. Le conciliazioni non saranno impugnabili. 6 | TELEFONI ED ENERGIA: cellulari, web e pay tv:  La doppia opzione: Per le controversie tra utenti e operatori delle comunicazioni (telefonia fissa e mobile, internet, televisione a pagamento) è previsto un tentativo obbligatorio di conciliazione che può svolgersi gratuitamente presso i Corecom competenti davanti ai quali compaiono consumatori e società del settore. In alternativa si può andare davanti alle Camere di Commercio. Il settore dell’energia: L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico offre gratuitamente il servizio di conciliazione ai clienti del settore energia. Il servizio è volontario e gratuito e si svolge online. Che cosa cambia: La recente riforma della giustizia non cambia le procedure di conciliazione esistenti per le controversie in materia di tlc ed energia. 7 | SEPARAZIONE E DIVORZI: Il matrimonio non finisce in tribunale: Dall’avvocato: La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato può essere utilizzata anche per le separazioni e divorzi consensuali (e per le modifiche delle condizioni di separazioni o divorzio). Questa possibilità è esclusa se i coniugi hanno figli minori, maggiorenni incapaci o con handicap grave o economicamente non autosufficienti. L’accordo raggiunto produce gli stessi effetti dei provvedimenti del giudice. In municipio: Marito e moglie potranno decidere di concludere un accordo di separazione personale o di divorzio (e di modifica delle relative condizioni) anche rivolgendosi all’ufficiale di stato civile, anche di un Comune diverso da quello in cui si erano sposati. Anche questa possibilità è esclusa se ci sono  figli minori, maggiorenni incapaci o con handicap grave o economicamente non autosufficienti. L’atto compilato e sottoscritto di fronte all’ufficiale di stato civile ha le stesse caratteristiche della sentenza. Che cosa cambia: I due nuovi percorsi alternativi al ricorso al giudice per separazioni e divorzi consensuali saranno introdotti dalla riforma della giustizia.8 | ARBITRATI RITUALI (Per le materie individuate, escluse quando la Mediazione è obbligatoria o Demandata): Decidono tecnici ed esperti: Lo strumento: L’arbitrato è uno strumento di risoluzione delle liti civili e commerciali alternativo al processo; esso consente alle parti di scegliere soggetti di fiducia per decidere la lite tra tecnici ed esperti della materia. Si utilizza se le parti hanno inserito, nel contratto o nello statuto, la clausola arbitrale oppure, qualora la lite già esista, se hanno redatto un compromesso. Inoltre le parti possono decidere che gli arbitri decidano le controversie future non ancora insorte relative a uno o più rapporti contrattuali. L’arbitrato amministrativo: Nella prassi di diffonde sempre più l’arbitrato amministrativo da una istituzione a ciò preposta – spesso la Camera di Commercio – che regolamenta e gestisce la procedura.  Cosa cambia: La riforma vuole potenziare anche l’arbitrato, con l’estensione della translatio iudicii ai rapporti tra processo e arbitrato. 9 | ARBITRATO PER LE CAUSE IN CORSO Quando non vi è la mediazione Demandata o Obbligatoria): Un collegio composto da avvocati: Le liti coinvolte. Le parti possono chiedere di trasferire le cause civili in corso in tribunale o in appello di fronte a un collegio di arbitri. La chance è ammessa solo per le controversie che non riguardano diritti indisponibili e che vertono in materia di lavoro, previdenza, assistenza sociale, stato e capacità delle persone. Inoltre, la causa non deve essere ancora stata assunta in decisione .Come funziona: Le parti, con istanza congiunta, chiedono al giudice di trasferire la lite di fronte agli arbitri. Il giudice trasmette il fascicolo al presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati del circondario per la nomina del collegio. Il procedimento prosegue davanti agli arbitri. Gli arbitri: Gli arbitri sono individuati d’accordo tra le parti o dal presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, tra gli avvocati iscritti da almeno 3 anni all’Ordine territoriale che non hanno avuto condanne disciplinari definitive e che si sono dichiarati disponibili in precedenza.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Febbraio 17 2015
  
14
Febbraio
2015

OMCI PENSA A TE IN TUTTO:

Nota di chiarimento alla sentenza Tar Lazio n. 1351/2015 del 23/01/2015: Con la presente nota si informa che, tutti coloro che intendono usufruire del servizio di mediazione erogato dall'Organismo OMCI, sono tenuti al pagamento della somma pari ad euro 40,00+IVA da versare al momento della richiesta del servizio, e per la parte chiamata al momento della partecipazione al primo incontro di mediazione: OMCI ROM 251, IBAN: IT90Y02008 30320000101209025 Causale: Contratto di Med. N°… Inoltre, per tutti i servizi aggiuntivi che verranno eventualmente richiesti, sarà addebitato il relativo costo così come stabilito da Regolamento OMCI www.omci.org ; L'Organismo OMCI fa presente che i costi suddetti non rivestono qualifica ne di spese di avvio del procedimento ne di spese vive o Compensi di Mediazione (Quali sono le spese di Avvio e le indennità tabella A Art 16 D.M. 180/10 s.m.i.),  ma semplicemente costi da corrispondere a seguito di un contratto di servizio stipulato tra l'utente al momento della sottoscrizione dell'istanza di mediazione e l'Organismo che si impegna allo svolgimento del servizio richiesto. (OMCI non appena saranno Date Nuovi disposizioni, può in ogni momento decidere di non avvalersi più della quota contrattuale);

Sappiamo bene che siamo in un periodo di Forte Crisi Economica, Sociale e di smarrimento: E' quanto risulta dai nostri sportelli informativi presso gli enti territoriali ove siamo presenti,  Constatiamo che nessuno sa che cosa sia La mediazione Civile (che a Pieno Regime darebbe una Marea di Posti di Lavoro) e costi irrisori per gli Utenti; Per darle un forte impulso per Venire in contro a Tutti,  (dai giovani ai meno giovani, Bravissimi proffessionisti nelle proprie Materie e nella comunicazione, materia essenziale per un buon Mediatore che comunque farete bene nei Corsi effetuati presso di noi) , abbiamo deciso seppur sconveniente per noi, di effettuare i Corsi da Mediatore Civile allo stesso prezzo da ormai 4 Anni , ma anche ad hoc, decidete Voi i giorni in base alle Vostre oppotunità. E non basta, con la normativa Vigente Visto che non tutti hanno un avvocato di Fiducia Abbiamo deciso (senza alcun compenso o contratto con loro, ma solo e sempre per Favorire i cittadini) di interpellare e Valutare molti Avvocati,  prendendo i nominativi solo di quelli che Credono Fortemente nella Mediazione, La Vedono per quello che è stato da sempre il nostro principale Mortto: Evitarvi di continuare a Vivere con l'Odio, Odio che distrugge dentro, chiunque, esattamente l'opposto della Mediazione dove le controversie si risolvono (non dando la Vosta Vita in mano ad altri) ma scegliendo Voi, di comune accordo la Soluzione Migliore e con il consulente (avvocato) che incentiva proprio questo (per il Mediatore è Ovvio essendo il suo compito); Per chi non ha un'avvocato di Fiducia si Rivolga pure a noi che li passeremo direttamente i nominativi di quelli più portati a tale Missione e a prezzi sicuramente molto favorevoli, in questo modo Con la Firma delle Parti, degli avvocati (consulenti) che firmano per verificarne la Formalità ed il Rispetto delle Norme imperative e La Firma del Mediatore che certifica l'autenticità, il Verbale sarà direttamente esecutivo come una sentenza di 1° grado. Non esitate quindi e x info scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;

OMCI CONTINUERA' SEMPRE A FARE IL POSSIBILE PER VENIRE INCONTRO ALLA GENTE!

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Febbraio 20 2015
  

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