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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

21
Novembre
2020

Mancata adesione al procedimento di mediazione? Scatta la sanzione della condanna per lite temeraria.

Il rifiuto della proposta formulata dal Giudice e la mancata adesione al procedimento di mediazione invocato, ovvero un comportamento dal chiaro intento dilatorio, giustifica la condanna ex art. 96 c.p.c. e la condanna al pagamento delle spese di mediazione.

SINTESI: In relazione ad una richiesta di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. di diritti reali derivanti da una vertenza ereditaria, con sentenza del 15.07.2020 il Tribunale di Verona ha rilevato un evidente intento dilatorio da parte dei convenuti.
In particolare, uno dei convenuti eccepiva, in corso di giudizio, la necessità di esperire la procedura di mediazione, a pena di improcedibilità dell'azione giudiziale, pur essendo il procedimento scaturito dall'inadempimento degli accordi pattuiti a definizione del contenzioso ereditario, per il quale già era stata espletata la procedura di mediazione.
Per tale ragione, parte attrice instaurata la mediazione alla quale, però, il medesimo convenuto che l’aveva invocata ed eccepita non aderiva.
Inoltre, parte convenuta dapprima dichiarava in udienza di aderire alla proposta conciliativa formulata dal Giudice, ma successivamente non dava seguito alla parola data.
Tale condotta dimostra un evidente intento dilatorio, nonché l’assoluta mancanza di volontà conciliativa.
Anche l'’altro convenuto si era presentato personalmente in udienza per il tentativo di conciliazione disposto dal Giudice ed aveva dichiarato di aderire alla ipotesi conciliativa formulata, senza successivamente mostrare alcuna seria intenzione di dare esecuzione alla conciliazione.
Per tutte le ragioni sopra menzionate, il Tribunale di Verona, ravvisando e ribadendo un evidente intento dilatorio, accoglieva le richieste attoree e condannava le controparti al pagamento di una somma ai sensi del terzo comma dell'art. 96 c.p.c., nonché al pagamento delle spese sostenute dalla parte attrice per promuovere la procedura di mediazione.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Novembre 21 2020
  
17
Novembre
2020

Nella mediazione delegata il Giudice può caldeggiare le parti ad avvalersi di una consulenza tecnica in mediazione e informare le stesse delle conseguenze in caso di mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione;

SINTESI:

Nella mediazione delegata il Giudice può caldeggiare le parti ad avvalersi di una consulenza tecnica in mediazione e informare le parti che la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, ai sensi dell’art. 8 d.Lgs. 28/10 comporta le conseguenze previste dalla predetta norma e dall’art. 96, III comma, c.p.c. A seguito di accertamento tecnico preventivo, il Giudice del Tribunale di Roma, Dott.ssa Raffaella Vacca, il 22/10/2020, formulava una proposta ex art. 185 c.p.c. che veniva però rifiutata da una parte in giudizio, la quale contestava le risultanze dell’accertamento.
Di talché, il Giudice riteneva di poter procedere ad una mediazione delegata poiché vi erano margini negoziali tra le parti che avrebbero consentito loro di addivenire in breve tempo ad una soluzione della vertenza soddisfacente per entrambe.
Inoltre ciò avrebbe evitato lunghi rinvii causati dall’emergenza sanitaria in corso.
Inoltre, il Giudice riferiva espressamente di ritenere opportuno l’espletamento della consulenza tecnica in mediazione, anche per accertare il nesso di causalità tra fatti ed eventi e tra eventi e danni.
Per tali ragioni, il Giudice fissava un termine alle parti per depositare la domanda di mediazione, autorizzava l’Organismo di mediazione ad acquisire la relazione peritale e l’allegata documentazione, nonché ad avvalersi di un consulente tecnico iscritto all’albo dei consulenti tecnici d’ufficio del Tribunale di Roma e di un ausiliario iscritto nel medesmo albo, con il compito di rispondere a determinati quesiti e a quanto ritenuto necessario dall’Organismo di mediazione. invita i difensori ad informare i loro assistiti della presente ordinanza e, specificamente, della necessità di partecipare effettivamente, assistiti dai rispettivi avvocati, al procedimento di mediazione;
informa le parti che la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, ai sensi dell’art. 8 d.Lgs. 28/10 comporta le conseguenze previste dalla predetta norma e dall’art. 96, IIIcomma, c.p.c.;
rinvia all’udienza del 18.11.2021 h.11,15, con la precisazione che in ipotesi di raggiungimento di accordo, le parti potranno chiedere un’anticipazione d’udienza per la declaratoria di estinzione del giudizio.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Novembre 17 2020
  
10
Novembre
2020

La mancata comparizione nella mediazione obbligatoria e nella mediazione demandata dell'istante configura l’improcedibilità della domanda giudiziale;

SINTESI: Il Tribunale di Brescia si è recentemente espressa in una causa condominiale per la quale la mediazione è obbligatoria ex L. 28/2010.
Parte attrice deduceva di aver svolto la mediazione e che la medesima aveva avuto esito negativo a causa della mancata comparizione di entrambe le parti processuali.
Il Condominio eccepiva la mancata mediazione obbligatoria e chiedeva che la domanda giudiziale venisse dichiarata improcedibile.
Il Tribunale ha svolto le seguenti considerazioni:

  1. chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di condominio è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione, pena l’improcedibilità della domanda giudiziale;
  2. l’onere di attivare la procedura di mediazione, sanzionato a pena di improcedibilità, deve gravare sulla parte processuale che, con la propria iniziativa, ha provocato l’instaurazione del processo assoggettato alle regole del rito ordinario di cognizione;
  3. viene, pertanto, distinta la posizione dell’attore da quella del convenuto: infatti l’improcedibilità della domanda nella mediazione obbligatoria e/o delegata è prevista solo nel caso in cui l’attore non abbia introdotto la procedura di mediazione o l’abbia gestita in modo viziato; invece, la mancata partecipazione del convenuto non impedisce di ritenere espletato il procedimento di mediazione;
  4. il rifiuto di partecipare alla mediazione deve considerarsi non giustificato sia in caso di mancanza di qualsiasi dichiarazione della parte sulla ragione del diniego a proseguire il procedimento, sia in caso di motivazioni inconsistenti o non pertinenti rispetto al merito della controversia; infatti, alle parti, non può essere riconosciuto un potere di veto assoluto ed incondizionato sulla possibilità di dare seguito alla procedura di mediazione;
  5. l'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il Giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

Nel caso di specie, la parte istante ha regolarmente introdotto la mediazione ante causa, la data del primo incontro è stata regolarmente comunicata, la parte invitata non ha aderito e nessuna delle parti si è presentata alla mediazione.
Il Giudice ha precisato che la parte istante avrebbe dovuto presenziare al primo incontro con il mediatore.
Inoltre il Tribunale, non ravvisando alcun valido motivo per l’assenza di entrambe le parti, ha ritenuto di non dover concedere ulteriore termine alle parti stesse per rinnovare la mediazione obbligatoria.
Infine, ha sottolineato che “Le conseguenze del rifiuto ingiustificato di procedere e di partecipare alla mediazione sono, se espresso dall’istante/attore, sovrapponibili alla mancanza tout court della introduzione della domanda di mediazione. Sarebbe un’aporia ritenere soddisfatto il precetto della legge in materia di mediazione obbligatoria e demandata, ritenendo che sia sufficiente al fine di integrare la condizione di procedibilità la semplice formale introduzione della domanda. Solo in presenza di ragioni ostative formali/procedurali (es. un convocato in mediazione caduto vittima di un grave incidente; ad un convocato deceduto nelle more della presentazione all’incontro) può ammettersi che sussista l’impossibilità ad iniziare la procedura di mediazione e quindi la ragionevolezza del considerare validamente concluso il procedimento di mediazione con l’avveramento della condizione di procedibilità e l’assenza di sanzioni”.
Per tali ragioni, l’Autorità Giudiziaria ha dichiarato improcedibili le domande attoree, ritenendo assorbite le ulteriori questioni di merito e condannando parte attrice a corrispondere a controparte le spese legali.

(Tribunale di Brescia, Giudice Estensore Dott. Pezzotta - sentenza del 03.06.2020)

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Ultimo aggiornamento Martedì, Novembre 10 2020
  
09
Novembre
2020

Anche La mediazione online è un’occasione per avvicinare la mediazione alla gente ed il momento è ora;

Se è interesse dell' OMCI che la mediazione diventi un elemento fondamentale della nostra cultura sociale, è necessario guardare con interesse a ogni realtà che possa contribuire a diffondere la mediazione nel modo più ampio e diretto possibile. La rivoluzione della comunicazione digitale che stiamo oggi vivendo può essere una grande occasione per portare la mediazione nel quotidiano della gente e renderla facilmente accessibile attraverso quelle piattaforme di comunicazione che oggi rivestono un ruolo cruciale nella tenuta delle relazioni personali e sociali. Sia chiaro: la mediazione esprime tutto il suo potenziale con la presenza fisica dei suoi protagonisti, nel contesto protetto di una stanza di mediazione. La mediazione in presenza fisica è sempre da preferire per quanto possibile, perché è con il contatto fisico tra persone che si crea al meglio quella connessione umana e quel rapporto di collaborazione su cui la mediazione (così come la negoziazione e qualsiasi altra forma di dialogo, confronto e interazione) trova il suo ideale fondamento. Tuttavia, occorre evitare di commettere l’errore di chiudere gli occhi di fronte ai cambiamenti che questa emergenza sanitaria sta portando proprio nelle dinamiche di dialogo, relazione e interazione tra le persone. Dinamiche che vedranno una completa integrazione della interazione in presenza fisica con quella a distanza. La mediazione ha sempre avuto il pregio (a differenza del sistema giustizia) di essere stata capace di interpretare i bisogni di una società in continuo cambiamento e, come la società stessa, saprà adattarsi nel modo che risulterà più utile alle persone per gestire i propri conflitti. Per questo ci Vanno e necessitano Mediatori sempre aggiornati, Motivati e pronti ad adeguarsi ai cambiamenti di questa Società Moderna. Il Mediatore sarà sempre di più il Fulcro per dirimere controversie Civili e commerciali, ma deve in primis sapersi adattare alle nuove richieste del Mercato e della Giustizia Civile. Ricordiamo che un Organismo è un vero organo, che per funzionare bene, necessità sempre che tutti facciano la Loro Parte (Solo cosi un Organo Funziona); Il Mediatore Valido sa sempre che la Mediazione è il Modo migliore per le controversie e lo fa capire a tutti, per il bene della Giustizia della Società. Per tanto il Mediatore farà comprendere a tutti, imprese, liberi professionisti, ecc, che inserendo le Clausole Contrattuali o compromissorie eviterà le lungaggini ed i Costi del Tribunale. Una Volta inserita la Clausola infatti non andrà più in tribunale ma in caso di controversie potrà attivare la Mediazione Obbligatoria come da Clausola Contrattuale e tutto sarà più semplice e conveniente. Ci Vanno però Mediatori, Soci mediatori altamente Motivati e qualificati. Questo contraddistingue un Organismo da un altro. Le Clausole contrattuali da inserire sono disponibili sulla nostra home page a destra; La Figura del Mediatore è importantissima e lo sarà sempre di più. Per tutti gli Avvocati ed Economisti o chi si rivede in tutto questo deve solo con molta Motivazione eseguire il corso da 50 ore scrivendo semplicemente a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;  Verificati tutti i requisiti e superati i test potrà iniziare la Professione del futuro più bella in assoluto: Quella del Mediatore Civile professionista iscritto all'albo del Ministero della Giustizia.

Mediazione online: perché no?

La prima risposta alla domanda ”perché un mediatore dovrebbe usare la mediazione on line” potrebbe essere: PERCHE’ NO?

Perché un mediatore formato dovrebbe rinunciare ad una forma di comunicazione che esiste e che, soprattutto in questo periodo, ha mostrato tutte le sue potenzialità?

Perché un mediatore, in quanto tale sempre pronto al cambiamento, dovrebbe precludersi la possibilità di usare gli strumenti di un cambiamento che è già in atto?

Perché la diversità dello strumento della videoconferenza dovrebbe scoraggiare un mediatore abituato a confrontarsi su terreni spesso incerti e con tematiche spesso sconosciute come, ad esempio, le motivazioni profonde di un NO in mediazione?

Avvicinarsi alla pratica della mediazione online costituisce certamente una nuova sfida che implicherà:

  • per il mediatore esperto la possibilità di rimodulare le proprie capacità professionali al tavolo della mediazione e di arricchire la propria “cassetta degli attrezzi” di nuovi strumenti;
  • per il mediatore neofita la possibilità di confrontarsi con uno strumento nuovo senza i pregiudizi derivanti alla lunga pratica delle mediazioni in presenza;
  • per l’utente privato costituirà uno strumento che garantirà l’accesso alla mediazione in generale (si immagini una sessione di incontro svolta con lo smartphone da una persona anziana);
  • per l’utente istituzionale o per il manager della grande azienda probabilmente sarà un’esperienza molto naturale ed anzi potrà persino facilitare la partecipazione ai procedimenti di mediazione;
  • per tutti potrà comportare un enorme risparmio di tempo ed essere di ausilio nella gestione degli impegni di lavoro, nin codesto caso non bisogna dimenticare di far firmare a biro le parti e digitalmente visual basic Pdf visibile il Verbale e L'istanza, Tutto scansionato A4 Risoluzione 200 Dpi.

Questo NON vuol dire che la mediazione online sarà utile o praticabile per tutti gli utenti o che sarà applicabile a tutti i procedimenti di mediazione o che sarà preferita da tutti i mediatori. Come è naturale che sia, ci saranno mediatori professionisti che non la adotteranno; ci saranno procedure di mediazione per le quali non sarà indicato lo strumento online; ci saranno utenti o avvocati che preferiranno la procedura tradizionale.

Se La Mediazione in questo periodo è fatta in modo Tradizionale è necessario ed essenziale però salvaguardare la salute, misurando la febbre prima di entrare, che non deve essere oltre i 37,5 Gradi centigradi, usando le Mascherine Chirurgiche, gel per lavarsi, Distanziamento tra le Parti di 1 Metro come richiesto dai DPCM, areare bene l'edificio etc.

Una evoluzione nel modo di fare mediazione dopo il “lockdown” che appare assai verosimile sarà la modalità ibrida, nella quale incontri in presenza si alterneranno in modo naturale a incontri online, secondo le esigenze dei partecipanti.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Novembre 11 2020
  
28
Ottobre
2020

Divisione ereditaria? L’accordo in mediazione è una transazione divisoria!

Con sentenza del 13.07.2020 il Tribunale di Milano ha rilevato che nel procedimento di mediazione in materia di divisione ereditaria l’accordo raggiunto tra le Parti costituisce una transazione divisoria non rescindibile ex art. 764, 2 comma, c.c.

Sintesi: Le divisioni ereditarie costituiscono una delle materie in cui la mediazione è obbligatoria, a pena di improcedibilità della domanda giudiziale.
L’obbligatorietà della mediazione tende a sollevare i Tribunali da tutta una serie di lite che spesso e volentieri coinvolgono non solo ed esclusivamente interessi e questioni prettamente giuridiche, ma anche fatti e richieste di carattere strettamente personale e spesso risalenti nel tempo che spesso non emergono in giudizio, ma possono trovare il giusto spazio in mediazione.
Ciò premesso, secondo la pronuncia del Tribunale di Milano del 13.07.2020, nel caso in cui nella mediazione in materia di divisione ereditaria venga raggiunto un accordo su svariate problematiche (valutazione della “massa ereditaria”, formazione delle quote ereditarie, indegnità a succedere, remissione di querele etc.), che preveda una divisione ereditaria tralasciando la corrispondenza dei lotti alle quote ereditarie (quindi senza che vengano indicate le quote di ciascun erede, il valore delle attribuzioni patrimoniali etc.), tale accordo costituisce una transazione divisoria non rescindibile ex art. 764, 2 comma c.c. e non una divisione transattiva rescindibile ex art. 764 co. 1 c.c..
Ciò sta a significare che tale accordo, non rescindibile, è una vera e propria transazione volta a comporre la lite circa l’esistenza o l’entità del diritto di chi pretende di partecipare al riparto dell’eredità e nel quale le parti si accordano sull’attribuzione delle porzioni senza procedere al calcolo delle misure corrispondenti alle quote e, quindi, a prescindere dal principio della corrispondenza tra quota ideale e quota di fatto. L’accordo non è, quindi, invece equiparabile alla divisione transattiva (rescindibile) che prevede lo scioglimento della comunione e l’attribuzione proporzionale delle quote con corrispondenza tra quota di fatto e quota ideale.

(Tribunale di Milano, sentenza 13.07.2020 – Giudice Estensore Dott.ssa Cozzi)

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Novembre 06 2020
  
23
Ottobre
2020

Mediazione: L’obbligo di informativa dell’avvocato;

Cosa succede se l'avvocato non informa il suo assistito per iscritto e/o salta il procedimento andando direttamente in tribunale;

Sintesi: Sommario 1. Il contenuto dell’informativa 2. Le conseguenze sanzionatorie connesse alla violazione dell’obbligo di informativa;

1. Il contenuto dell’informativa

Nella nuova mediazione civile e commerciale, l’avvocato assume senz’altro un ruolo strategico.

L’articolo 4, comma 3, del Decreto Legislativo n. 28/2010, al fine di promuovere l’accesso alla mediazione, ha istituito un nuovo obbligo a carico dell’avvocato, sancendo che “All’atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato è tenuto a informare l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

L'informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile. Il documento che contiene l'informazione è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 1, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.”

La medesima ratio, ispirata a finalità promozionali dello strumento, si riscontra anche nella  normativa comunitaria. Il considerando n. 25 della Direttiva 2008/52/CE contiene un invito diretto rivolto agli stati membri ad “incoraggiare i professionisti del diritto a informare i loro clienti delle possibilità di mediazione”.

L’obbligo di informativa, in realtà, non rappresenta una novità assoluta nel nostro ordinamento.

L’articolo 40 del Codice deontologico forense aveva già previsto l’obbligo in capo agli avvocati di informare i propri assistiti “all’atto dell’incarico delle caratteristiche e dell’importanza della controversia o delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzioni possibili”.

La scelta di estendere gli obblighi informativi incombenti sull’avvocato alla procedura di mediazione appare perfettamente coerente con la consapevolezza maturata in ordine al ruolo strategico che l’avvocato assume nei processi di diffusione della cultura della mediazione.

Proprio tale consapevolezza ha animato i più recenti interventi normativi nel campo della mediazione civile, incidendo in modo significativo sul ruolo dell’avvocato, non solo nella fase antecedente all’instaurazione della procedura di mediazione, ma anche e soprattutto nel corso della stessa e sino al momento di definizione della stessa .

Il contenuto degli obblighi informativi è ben delineato dall’articolo 4, comma 3, del Decreto Legislativo n. 28/2010.

La disposizione in esame stabilisce che l’informazione debba riguardare:

- la possibilità di utilizzare il procedimento di mediazione al fine di definire una insorgenda controversia;

- l’obbligo di esperire il procedimento di mediazione, nei casi in cui il Decreto Legislativo n. 28/2010 ne abbia previsto l’obbligatorietà, a pena di improcedibilità della domanda;

- le agevolazioni fiscali previste dagli articoli 17 e 20 del Decreto Legislativo n. 28/2010.

Appare evidente come l’informazione debba riguardare sia la possibilità di accedere alla procedura di mediazione per la risoluzione delle controversie inerenti i diritti disponibili, quanto l’obbligo di accedervi nei casi in cui l’oggetto della controversia rientri tra le materie analiticamente elencate dall’articolo 5, comma 1 del Decreto Legislativo n. 28/2010, rispetto alle quali la procedura di mediazione si configura quale condizione di procedibilità dell’azione.

2. Le conseguenze sanzionatorie connesse alla violazione dell’obbligo di informativa

Dopo aver esaminato il contenuto e le modalità di adempimento degli obblighi di informazione previsti dal Decreto Legislativo, occorre verificare con attenzione quali siano le conseguenze sanzionatorie previste dall’ordinamento nel caso di violazione dei predetti obblighi.

La norma distingue due ipotesi:

- la violazione degli obblighi di informazione al cliente e, quindi, l’omessa informazione al cliente;

- la mancata allegazione del documento informativo, debitamente sottoscritto, all’atto introduttivo del giudizio o alla comparsa di costituzione e risposta.

La violazione degli obblighi di informazione ha una incidenza diretta sul rapporto tra avvocato e cliente, determinando l’annullabilità del contratto d’opera professionale.

L’azione di annullabilità, rimessa alla discrezionalità della parte che vi ha interesse, soggiace alle norme di cui al Codice Civile.

Del tutto diverse sono, invece, le conseguenze previste nel caso di mancata allegazione del documento informativo al fascicolo processuale.

Sul punto, l’ultimo comma dell’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 28/2010, dispone che “Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 1, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.”

La norma ci impone di distinguere l’ipotesi in cui la mediazione sia “obbligatoria” da quella in cui sia “facoltativa”.

Il richiamo all’articolo 5, comma 1, fuga ogni dubbio.

Nel caso in cui il giudice accerti la mancata allegazione del documento informativo, nonché il mancato esperimento della procedura di mediazione, assegnerà alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione dell’istanza di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenze del termine di tre mesi previsto per la definizione della procedura di mediazione, decorrente dalla data di deposito dell’istanza presso la segreteria dell’Organismo di mediazione adito.

Nell’ipotesi in cui, invece, la parte abbia semplicemente omesso di allegare l’informativa ma abbia di fatto esperito la procedura di mediazione, per come si evince dalla documentazione prodotta in giudizio, la violazione dell’articolo 4, ovvero la mancata allegazione del documento, diventa, di fatto, del tutto irrilevante.

Nell’ipotesi delle mediazioni facoltative, invece, ove il giudice accerti la mancata allegazione del documento informativo, il giudice sarà tenuto ad informare la parte della possibilità di avvalersi della procedura di mediazione. In caso di assenza delle parti, il giudice potrebbe anche disporre la comparizione personale, al fine di illustrare alle parti le possibilità e le opportunità offerte dalla procedura mediatizia o onerare l’avvocato di produrre l’informativa, debitamente sottoscritta all’udienza successiva. Etc…

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Ottobre 23 2020
  
21
Ottobre
2020

La procura alle liti che menziona espressamente la possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione può essere utilizzata per avviare la procedura di mediazione delegata;

Il Tribunale di Bologna ha statuito che la mancata attivazione della procedura di mediazione per asserita assenza della procura alla mediazione comporta l’improcedibilità del giudizio;

SINTESI:

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Ottobre 29 2020
  
15
Ottobre
2020

SFRATTO PER MOROSITA' NEL PERIODO EMERGENZIALE? I GIUDICI INVIANO LE PARTI IN MEDIAZIONE!

Nel procedimento di sfratto per morosità, l'intimato eccepisca che la morosità è dipesa dalle restrizioni imposte dalla necessità di arginare l'epidemia da Covid 19, il Giudice non accoglie l'istanza di rilascio dei loci e rinvia le parti in mediazione, in virtù di quanto disposto dal D.L. 6/2020 convertito in L. 13/2020;

SINTESI: L’emergenza sanitaria, oltre ad avere modificato le abitudini di tutti ed essersi insinuata condizionando le nostre vite, ha comportato anche modifiche alla giustizia mediante udienze telematiche oppure con trattazione scritta ed anche mediante l’inserimento di una nuova mediazione obbligatoria. 
A tal proposito, l’art. 3 comma 6 bis del D.L. 6/2020, convertito in L. 13/2020 e modificato dal D.L 18/2020, dalla L. 27/2020, dal D.L 28/2020 e dalla L. 70/2020, ha stabilito che il rispetto delle misure di contenimento del Covid 19 debba essere sempre valutato ai fini dell’esclusione ex art. 1218 e 1223 cc della responsabilità del debitore anche in relazione all’applicazioni di eventuali decadenze o penali connesse a ritardi od omessi adempimenti.  
Il successivo comma 6 ter ha poi statuito che nelle controversie in materia di obbligazioni contrattuali nelle quali il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria può essere valutato ai sensi del comma 6 bis, il preventivo esperimento del procedimento di mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda.   
Di conseguenza, le controversie per i ritardi, le sospensioni, gli annullamenti e gli inadempimenti contrattuali, derivanti dall’emergenza Covid-19, vanno ad aggiungersi alle materie obbligatorie ex art. 5 comma 1-bis del D. Lgs. 28/2010 (condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari), con la conseguenza che per intraprendere una causa civile è obbligatorio svolgere precedentemente un tentativo di mediazione.  
Di fatto, la normativa così come testualmente formulata non prevede la materia come criterio selettivo delle controversie soggette a mediazione; inoltre, concretamente, avviene che l’esimente totale o parziale della responsabilità del debitore per il ritardato, inesatto o mancato adempimento dell’obbligazione assunta conseguente al rispetto delle misure di contenimento viene fatta valere dal convenuto/debitore e non dall’attore/creditore; pertanto, l’attore inizierà la causa, allegando solo l‘inadempimento, mentre il debitore eccepirà le ragioni per cui l’inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile, cosicché solo nel corso del giudizio il Giudice potrà verificare se ricorra o meno il presupposto della mediazione, invitando in caso affermativo le Parti a procedere ad espletare il procedimento di mediazione che, pertanto, da obbligatoria così come legislativamente intesa si tramuta di fatto in mediazione delegata.  
Un esempio di quanto sopra esposto è il provvedimento del Tribunale di Venezia del 28.07.2020 – Giudice Dott. Fabio Doro - che vede un’intimazione di sfratto per morosità (non preceduta da alcun procedimento di mediazione) opposta dalla parte intimata, la quale eccepisce che la morosità era dipesa dall’impossibilità di utilizzare l’immobile a causa delle restrizioni imposte dalla normativa sanitaria in materia di COVID-19.  
Nel caso di specie, il Giudice rileva come il mancato pagamento dei canoni si riferisca a mensilità in cui l’esercizio era chiuso e l’attività era ridotta a causa delle restrizioni imposte dalla normativa volta a contrastare l’emergenza sanitaria, configurandosi quindi un’impossibilità parziale temporanea di adempimento dell’obbligazione contrattuale che giustifica ex artt. 1256, 1258 e 1464 c.c. la riduzione della controprestazione o il recesso.  
Per tali ragioni, considerando la volontà di parte intimata di proseguire il rapporto contrattuale e considerata altresì la necessità di determinare l’an e il quantum della riduzione del canone di locazione almeno per il periodo del lock-down, ha rigettato l’istanza di rilascio dei locali ed ha rinviato le Parti in mediazione per un tentativo di definizione della vertenza.

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Novembre 06 2020
  
14
Ottobre
2020

PERCHE’ E’ OBBLIGATORIO OLTRE CHE CONVENIENTE PRESENTARSI SEMPRE IN MEDIAZIONE?

Se la Mediazione è obbligatoria o Demandata è dovere presentarsi fino a fine procedimento,  Oltre ad i motivi noti, è obbligatorio presentarsi per non incombere nelle sanzioni, per non intasare i Tribunali Civili e per tutti i Vantaggi che offre la Mediazione Stessa, è conveniente anche Venire in Mediazione Volontaria, per i Tempi, i Costi le Agevolazioni Fiscali (Credito d'imposta).

Si Ricorda che Per le spese di avvio, all'all'art. 16 DM 180/10, Modificato dal DM 139/14, art.7, comma 1, lettera B, (che è una Legge dello stato oltre che nel nostro regolamento che è una norma di secondo grado e il documento Istanza di Mediazione, per essere in piena conformità davanti alla Legge), al valere sull’indennità complessiva, è dovuto da ciascuna parte , per lo svolgimento del primo incontro, un importo di euro 40,00 per le liti di valore fino a 250.000,00 euro e di euro 80,00 per quelle di valore superiore, oltre alle spese vive documentate, (che noi abbiamo dovuto inserire il 40,00 Euro, in quanto siamo un Società Coopoerativa, con costi molto piu' alti e abbiamo messo il limite indispensabile per non rimetterci, ma l'abbiamo messo in modo legale e visibile da subito e non come altri che si fanno pagare es: il verbale, cosa che assolutamente non si può fare), versati dall’istante al momento del deposito della domanda di mediazione e dalla parte chiamata alla mediazione al momento della sua adesione al procedimento. l'importo è' dovuto anche in caso di mancato accordo.

La mediazione è uno strumento introdotto per consentire alle parti di evitare le lungaggini e le spese che comporta un giudizio dinanzi al Tribunale. Per tale ragione l’ingiustificata partecipazione di una delle parti alla mediazione comporta l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dal’art. 8 comma 4 del d.lgs. 28/2010 s.m.i., evitabile, partecipando semplicemente all'intero procedimento di Mediazione; Inoltre è obbligo dell'avvocato  informando bene il suo assistito sull'obbligarietà della Mediazione per iscritto.

OMCI, Specialisti nella Mediazione e nella Formazione Continua dei Mediatori!!!

La Mediazione Civile e Commerciale non deve essere Vista come un sacrificio, una privazione di un diritto, ma al contrario, Vi evita anni in Tribunale; è una nuova Prassi stragiudiziale ed in Italia le cose nuove fanno sempre Paura, (all'estero esistono da decenni), anche se sono "Tutte a Favore del Cittadino" come in questo caso,  le ADR (Mediazione in Particolare), saranno sempre più il Futuro della Risoluzione Alternativa  delle controversie Civili e Commerciali, quando Lo proverete Tutti lo capirete, cambiando in primis la mentalità rigida che tutti un pò abbiamo in Italia, comprenderete che la Mediazione non è un sacrificio, ma al contrario,  niente più anni passati in Tribunale, tutto in Mani vostre e con il Credito d'imposta il costo è praticamente nullo, e cosa importantissima, il Verbale se Accordato, Firmato, dagli avvocati Consulenti, Dalle Parti e dal Mediatore ha valore Giudiziale, in quanto è a tutti gli effetti equipollente ad una sentenza di 1° Grado; cosa Volere di più!!! Non si deve ma dimenticare di Pagare tutte le indennità come scritto nelle Leggi, Nel Regolamento, nei vari modelli istanza in quanto non pagare nei tempi previsti comporta ovviamente conseguenze Rilevanti, in quanto l'organismo, i Mediatori, ecc, Vanno tutti pagati in tempi rapidissimi. La Mediazione inoltre è un Lavoro/Missione/Passione che non potrà mai essere svolto da algoritmi come presto invece sarà per altre professioni. Per questo OMCI continua a ricercare Mediatori da inserire nel proprio organico: Mediatori che devono essere Motivati, Saper cercare, portare Mediazioni, essere specializzati e Appassionati. Non esitare quindi a contattarci su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , La Mediazione sarà sempre di più la professione del Futuro e ci saranno anche notevoli cambiamenti sulla normativa a favore di tutti gli attori della Mediazione per favorirla sempre di più, proprio per questo i nostri Mediatori sono aggiornati in modo continuato, Vieni anche tu con noi, non attendere troppo, ma fallo subito e ricordate di controllare sempre che l'organismo sia anche ente di Formazione e abilitato dal Ministero della Giustizia attraverso la piattaforma https://mediazione.giustizia.it ed ora Abbiamo aperto una nostra sede sul tribunale di Milano, per vedere tutte le nostre sedi cliccate sul link a destra Le nostre sedi Registrare al ROM e le nostre sedi secondarie.

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Ottobre 16 2020
  
19
Settembre
2020

Corte di cassazione, sezioni unite, Mediazione obbligatoria: dopo l'opposizione a decreto ingiuntivo l'onere grava sul creditore;

Decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione, se il creditore non attiva la mediazione il decreto è revocato (Sezioni Unite n. 19596 del 18/09/2020);

Sintesi: Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo relativo a controversie soggette a mediazione obbligatoria, una volta decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l'onere di promuovere la procedura di mediazione grava sulla parte opposta; con la conseguenza che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità dell'opposizione conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo. E' questo il principio di diritto affermato dalle Sezioni Unite della Corte di cassazione con la sentenza 18 settembre 2020, n. 19596. Con l'ordinanza interlocutoria 18741/2019 la Terza Sezione della Suprema Corte ha rimesso alle Sezioni Unite la soluzione della questione di massima di particolare importanza relativa all'individuazione della parte processuale tenuta a promuovere la procedura di mediazione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Settembre 22 2020
  

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