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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

04
Giugno
2020

PERCHE’ E’ OBBLIGATORIO OLTRE CHE CONVENIENTE PRESENTARSI SEMPRE IN MEDIAZIONE E QUALI SANZIONI SI APPLICANO SE NON SI PRESENTA IN MEDIAZIONE OBBLIGATORIA O DEMANDATA? O CI SI PRESENTA MA LA SI FA FINIRE MALE SENZA MOTIVI VALIDI E OGGETTIVI?

L’ingiustificata partecipazione al procedimento di mediazione espone la parte all’applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall’art 96 co III c.p.c. etc. (anche perchè i Giudici stessi sono OBERATI di lavoro e non possono più transigere e sopportare carichi di lavoro riguardanti Materie obbligatorie e/o Demandate in Mediazione, che dopo il covid 19 saranno sempre di più!
L’ammontare della somma deve essere rapportato:
-  allo stato soggettivo del responsabile;
-  alla qualifica ed alle caratteristiche del responsabile in quanto la sanzione deve costituire un efficace deterrente e deve essere significativa ed avvertibile;
-  ad ogni altra peculiare e specifica caratteristica della fattispecie oggetto di causa. Inoltre il Giudice Se una delle Parti, es: il Convenuto, non partecipa alla mediazione e costringe l'attore ad incardinare un giudizio evitabile, il giudice applica le sanzioni previste: dall'art 96 cpc ed ex art. 116 cpc., Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5 comma 1 bis, D.Lgs.28/10 s.m.i. , non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.
Ciò soprattutto nella circostanza in cui dalla mancata partecipazione alla mediazione discende la nascita di un giudizio che, altro non fa, se non caricare sull'attore esborsi che potevano essere evitati con il corretto esperimento della procedura stragiudiziale.
Per la concreta determinazione della somma, inoltre, ben possono prendersi come parametro di riferimento le spese legali liquidate. Se la Mediazione è obbligatoria o Demandata è dovere presentarsi fino a fine procedimento,  Oltre ad i motivi noti, è obbligatorio presentarsi per non incombere nelle sanzioni, per non intasare i Tribunali Civili e per tutti i Vantaggi che offre la Mediazione Stessa, è conveniente anche Venire in Mediazione, per i Tempi, i Costi le Agevolazioni Fiscali (Credito d'imposta). Visita www.omci.org ;
"si ricorda che l'avvocato è tenuto a informare l'assistito della  possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20 (esenzione di imposte fino a 50.000,00 Euro e credito di imposta fino a 500,00 Euro se si concilia o della metà se non si concilia) D.Lgs. 28/10 s.m.i. . L'avvocato informa altresì l'assistito dei casi in cui l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L'informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile. Il documento che contiene l'informazione è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 1bis, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione". Se tutte le parti eseguono un primo incontro anche in videoconferenza e dichiarano di continuare Le parti devono Pagare le indennità dovute, (In caso contrario, essendo il Verbale firmato anche in fondo pagina da tutte le Parti e Difensiri, un atto esecutivo, si potrà procedere direttamente con precetto per le somme dovute, più le spese legali; se una parte sola non accetta l'accordo o se il mediatore effettua una proposta ed ill giudice emette sentenza uguale alla proposta Le Parti o la parte che non ha accettato, viene condannata in base all'art.13 D.Lgs 28/10. s.m.i. La mediazione è uno strumento introdotto per consentire alle parti di evitare le lungaggini e le spese che comporta un giudizio dinanzi al Tribunale. Per tale ragione l’ingiustificata partecipazione di una delle parti alla mediazione comporta l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dal’art. 8 comma 4 del d.lgs. 28/2010 s.m.i.. Nell’applicazione di tale sanzione al giudice non è consentito nessuna ambito di discrezionalità né sull’an né sul quantum della sanzione, evitabile, partecipando semplicemente all'intero procedimento di Mediazione; OMCI, dal 2010, Specialisti nella Mediazione e nella Formazione Continua dei Mediatori!!!La Mediazione Civile e Commerciale non deve essere Vista come un sacrificio, una privazione di un diritto, ma al contrario, Vi evita anni in Tribunale; è una nuova Prassi stragiudiziale ed in Italia le cose nuove fanno sempre Paura, (all'estero esistono da decenni), anche se sono "Tutte a Favore del Cittadino" come in questo caso,  le ADR (Mediazione in Particolare), saranno sempre più il Futuro della Risoluzione Alternativa  delle controversie Civili e Commerciali, quando Lo proverete Tutti lo capirete, cambiando in primis la mentalità rigida che tutti un pò abbiamo in Italia, comprenderete che la Mediazione non è un sacrificio, ma al contrario,  niente più anni passati in Tribunale, tutto in Mani vostre e con il Credito d'imposta il costo è praticamente nullo, e cosa importantissima, il Verbale se Accordato, Firmato, dagli avvocati Consulenti, Dalle Parti e dal Mediatore ha valore Giudiziale, in quanto è a tutti gli effetti equipollente ad una sentenza di 1° Grado; cosa Volere di più!!! "Non si deve ma dimenticare di Pagare tutte le indennnità come scritto nelle Leggi, Nel Regolamento, nei vari modelli istanza in quanto non pagare nei tempi previsti comporta ovviamente conseguenze Rilevanti, sia  Per Le Parti, sia  Per gli Avvovati Consulenti": (Come previsto dall'art.16, comma 11, ex D.M. 180/10 s.m.i.)", si rammenta infatti che le indennità vanno pagate anche se la Mediazione viene eseguita con Videoconferenza, quando si intende proseguire, ed in caso di accordo gli avvocati possono firmare anche digitamente, anche in ultima seduta quando si continua, se si firma invece personalmente, in quanto l'ultima seduta è stata svota di Persona con la Firma di Tutti si sottoscrivono tutte le sedute, se più di una si dovrà pertanto pagare la dovuta indennità. La Mediazione inoltre è un Lavoro/Missione/Passione che non potrà mai essere svolto da algoritmi come presto invece sarà per altre professioni. Per questo OMCI continua a ricercare Mediatori da inserire nel proprio organico: Mediatori che devono essere Motivati, specializzati e Appassionati. Non esitare quindi a contattarci su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , La Mediazione sarà sempre di più la professione del Futuro e i Mediatori proprio per questo sono aggiornati in modo continuato, Vieni anche tu con noi, non attendere troppo, ma fallo subito e ricordate di controllare sempre che l'organismo sia anche ente di Formazione e abilitato dal Ministero della Giustizia attraverso la piattaforma https://mediazione.giustizia.it ; per mantenere l'organismo attivo ai bassissimi costi che abbiamo, per chi è Generoso e ne ha la possibilità sono benvenute donazioni sul codice iban IT90Y0200830320000101209025, per chi volesse divenire Socio, Ordinario o Sostenitore scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;

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Ultimo aggiornamento Sabato, Giugno 06 2020
  
01
Giugno
2020

Processo civile, Mediazione, Corsi, Fase 2 e fase 3;

Da Leggere Importante: La giustizia civile e la Mediazione Civile dopo il 12 Maggio e dal 03 Giugno;

SINTESI: Con il decreto legge n. 28 del 30 aprile 2020 il Governo ha modificato il decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, c.d. Cura Italia, appena convertito in legge, in relazione all’art. 83 relativo alle norme specifiche per tutte le attività giudiziarie e di conseguenza Stragiudiziarie. Piccola digressione: nella storia della Repubblica non è mai accaduto che una norma processuale introdotta con legge di conversione, contenente modifiche ad un precedente decreto legge, sia stata a sua volta emendata, il giorno stesso della sua entrata in vigore, da un ulteriore decreto legge contenente modifiche delle modifiche. Ma non è questo il tema… Entrando nel merito, i termini processuali ricominciano a decorrere dal 12 maggio 2020, come anche le udienze e o mediazioni. Quindi la giustizia sembrerebbe tornare alla normalità, ma non è così! Scorrendo il provvedimento si scopre che i commi 6 e 7 prevedono che, per tutelare la salute, dopo l’11 maggio le udienze si debbano tenere da remoto. La regola sembra corretta, peccato che in due mesi non si sia riusciti a disciplinare il processo da remoto. E così, si arriva alla lettera g del comma 7, che sembrerebbe una eccezione nell’eccezione e che, in realtà, risulta essere la regola vigente: in assenza di procedimento da remoto, "tutte le udienze saranno rinviate a data successiva al 31 luglio 2020" che, di fatto, è il 1° settembre, perché ad agosto vi è la sospensione feriale. La giustizia in Italia, quindi, resta sospesa per 7 mesi. Riprende dopo bar, ristoranti e parrucchieri,  senza dare però a differenza degli altri, un centesimo a fondo perduto agli Organismi (Almeno sino ad oggi)! (NOI, "tranne gli amministrativi, in quanto ancora in Cassa integrazione" per forza",  ricominciamo con tutte le precauzioni del caso, giuste distanze, mascherine, gel idroalcolico etc. tenendo sempre sotto controllo i Procolli), con i corsi per Mediatori da "50 Ore" a soli 500,00 Euro, con i corsi per i Mediatori Avvocati di diritto da "18 ore" a soli 350 Euro, con i corsi aggiornamento obbligatori da "18 ore", a soli 200,00 Euro, per nostri Mediatori a soli 150,00 Euro;  con le Mediazioni in videoconferenza e/o vis a vis se richiesto dalle parti, sempre mettendo in primo piano la sicurezza delle Persone (Come pricipio primario e fondamentale),  rispettando i DPCM, i regolamenti, i protocolli,  in modo tale che la Mediazione (Fonfamentale per La Giustizia ed i diritti di tutti) non si fermi mai, in quanto per Omci Le problematiche altrui siano risolte in modo semplice e veloce come solo in Mediazione si può fare. Essendoci però dovuti fermare  dal mese di febbraio in tutte le attività, almeno del 35-40%  per mantenere l'organismo attivo ai bassissimi costi che abbiamo, per chi è Generoso e ne ha la possibilità sono benvenute donazioni sul codice iban IT90Y0200830320000101209025, per chi volesse dvenire Socio, Ordinario o Sostenitore contatti invece Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Un Ringraziamento a tutti.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Giugno 04 2020
  
27
Maggio
2020

Locazioni, risoluzione anticipata per inadempimento fa scattare anche danno risarcibile;

E' risarcibile l’interesse contrattuale positivo, pari all’incremento patrimoniale netto che la parte non inadempiente avrebbe conseguito dall'esecuzione del contratto (Cass. 8482/2020)

Sintesi: Con la sentenza n. 8482 del 5 maggio 2020, la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione si pronuncia sull’entità e la natura del danno risarcibile in caso di risoluzione anticipata del contratto di locazione per adempimento della controparte. Dopo aver dato atto dei due contrapposti orientamenti giurisprudenziali sul punto, la Corte ribadisce il diritto del locatore ad ottenere il ristoro anche del c.d. interesse contrattuale positivo. Anche cioè di quanto avrebbe potuto conseguire se le obbligazioni fossero state adempiute o che, con l’uso della normale diligenza, avrebbe potuto ricavare dall’immobile nel periodo intercorso tra la risoluzione prematura ed il termine convenzionale del rapporto inadempiuto. La quantificazione del danno risarcibile - aggiunge la Corte - è valutazione riservata al giudice di merito, da effettuare tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto. e è vero infatti che il proprietario dell'immobile è libero di scegliere se goderne, direttamente o indirettamente, o anche di non utilizzarlo in alcun modo, non è altrettanto vero che queste scelte siano realizzabili e abbiano lo stesso valore economico, a prescindere dalle condizioni personali e di mercato e sul solo presupposto di effettiva disponibilità del bene. Se il proprietario non consegue l’interesse contrattuale voluto, consistente nella percezione di un canone a fronte del godimento garantito al conduttore, si determina un danno che non viene meno per la sola riacquistata disponibilità del bene. Il locatore continuerà infatti a subire il pregiudizio derivante dalla risoluzione fino alla successiva rilocazione del bene a terzi, oppure fino al termine del rapporto originariamente pattuito. Con specifico riferimento al caso di specie, i giudici osservano che la scelta di godere indirettamente dell’immobile attraverso la locazione era già stata fatta liberamente dalla società locatrice, che l’ha preferita sia all’esercitarvi direttamente un’attività produttiva, sia al non utilizzo e che è stata frustrata dall’inadempimento della conduttrice e dalla successiva risoluzione, privandola definitivamente dei crediti derivanti dal rapporto ormai risoltosi. Muovendo da tali considerazioni la Corte ha quindi rigettato il ricorso, compensando le spese tra le parti.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Maggio 27 2020
  
23
Maggio
2020

23/05/2020: il libro "NON SOLO SENTENZE" di MASSIMO MORICONI, sta avendo un grande riscontro di pubblico;

Come dimostra il recente Manifesto della Giustizia Complementare, il tema della mediazione quale percorso alternativo alla sentenza è attualissimo. La mediazione è il futuro, rappresenta la svolta fondamentale e unica per una Giustizia più umana, vicina alla persona e in tempi accettabili."

In tale contesto e direzione l'esperienza del Giudice Massimo Moriconi rappresenta un punto di forza e un punto di riferimento per chiunque creda nelle possibilità di questo Paese di farcela. Anche dove - per la Giustizia Civile - appare un 'impresa quasi disperata, non lo è per la Mediazione, che anzi diventa indispensabile per La Giustizia Civile. Fonte: Ufficio stampa | Il Pensiero Giuridico.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Maggio 23 2020
  
18
Maggio
2020

Mediazione, Tribunale e la Professione del Mediatore Civile (una delle più belle in assoluto)

Quanti di Voi hanno provato l’esperienza di entrare in un Tribunale? Per quelli che l’hanno provato, dalle mie interviste, lo evirerebbero subito. Per quali motivi? In tribunale andrete sempre con la convinzione che avete già vinto, nessuno vi dirà mai che è una causa persa. Poi arriva la Sentenza, dove Voi nulla centrate perché è il Giudice che decide secco. Uno sarà felice perché ha vinto, l’altro sarà ancora più incattivito perché ha perso, ma intanto vi rifarete in Appello vi direte, in tanto Voi sborsate soldi in modo anche cospicuo, intanto passa il tempo, voi sarete sempre più stressati, nervosi in attesa della sentenza di Appello che puo’ confermare la 1° o ribaltare tutto, n ogni caso rimane la Cassazione e Voi nuovamente li, stressati,immotivati, nervosi Rancorosi in attesa dell’ultima sentenza che dirà senza più poterci fare nulla chi ha vinto e chi no. Ed intanto avrete passato dai 6 ai 10 anni in stato di Agitazione e perdendoci Molto.

LA MEDIAZIONE E NATA PROPRIO PER QUESTO

Entrambe le parti dovranno forse rinunciare a qualcosa ma in tre mesi chiudete tutto li. Non è Molto Meglio??? (Con l'entrata in Vigore delle direttive 2008/52 CE e 20013/11/UE) Aumenteranno le sanzioni per chi non si presenta e MOLTO DI PIU'. (Leggete le direttive sul nostro sito a destra sul link apposito). L’Odio non si combatte con l’odio, ma con l’Amore e la Pace (Questo è il mio concetto di Mediazione,  OMCI). In un mondo senza più Valori, ridotto allo stremo, con guerre dappertutto, persone che muoiono di Fame, Ricordiamoci di essere Uomini, portatori di pace se poi siete cattolici veri, dovrebbe essere il Primo Vostro obbiettivo, ma lo è anche per tutti gli altri, siamo gli unici Animali che si distruggono tra Loro invece di Aiutarci; L'avvocato in Mediazione, inoltre sarà un Valore aggiunto per Aiutare il Mediatore a raggiungere l'accordo, facendosi quindi anche una buona fama; La «mediazione» è l’attività svolta da un terzo imparziale: il Mediatore Professionista, iscritto in un Organismo di Mediazione registrato presso il Ministero della Giustizia, nel “Registro Organismi di mediazione”. La «mediazione» è  finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta, effettuata dallo stesso Mediatore, per la risoluzione della stessa senza passare alle vie Giudiziarie con i suoi relativi tempi e costi che tutti conosciamo. Dopo numerose sollecitazioni, in ultime la Direttiva 2008/52 CE, la Direttiva 2013/11/U.E.  il Parlamento e gli avvisi di Bruxelles, del CSM, dell’ANM, la L.96/17 art.11 Ter. La Mediazione Civile è obbligatoria a tutti gli effetti, sanando l’eccesso di delega anche da noi! Ci uniformeremo così agli altri paesi, nei quali esiste da decenni con Risultati Positivi fino al 85 ÷ 90%. Sai che è più conveniente sotto numerosi aspetti la mediazione civile invece che rivolgersi direttamente  al Tribunale? 1) I tempi: la Mediazione deve terminare entro un massimo di TRE mesi; 2) Spese ridotte; 3) Detrazioni di imposta fino ad un massimo di € 500,00; 4) Le parti invece di continuare ad avere rancori inutili perché non è odiando che si risolvono le situazioni durature nel tempo ma al contrario con un po’ di Amore Umano, Dialogo, e meno orgoglio personale,  possono ritrovare di comune accordo una soluzione amichevole: cosa non da poco. L’ Omci (Organismo di mediazione e conciliazione Italia), ha esperti mediatori in tutte le discipline, dalla Giuridica, all’economica, alla sociologica, etc. non esitare quindi a contattarci per risolvere al più presto i tuoi problemi, i tuoi Rancori Finiranno, non spendi praticamente nulla e non perderai più tempo prezioso e a questo che serve la Mediazione esistente in tutto il Mondo.

La Professione del Mediatore Civile (una delle più belle in assoluto)

Se sei interessato a svolgere questa nuova professione ma non hai ancora il titolo, prima di iscriverti ad Enti formativi che non sono anche Organismi di mediazione (gli unici che possono dopo il corso farti eseguire i 20 Tirocini richiesti) e iscrivere all’Albo dei Mediatori presso il Ministero della Giustizia, Omci propone:

Corso formativo per mediatori civili e commerciali della durata di 50 ore al prezzo di 500,00 Euro e corsi di 18 ore per  avvocati Mediatori di diritto, A sole 350,00 EURO e 200,00 Euro per i corsi di Aggiornamento, prezzi in assoluto tra i migliori, solo per il 2020! i nostri corsi sono basati su tutte le norme previste dai Decreti, ma poi Molto improntati sulla Materia essenziale della Mediazione Civile, grazie ai nostri Formatori che sono tutti Esperti per ambiti di settori e la preparazione sulla materia essenziale in mediazione, ovvero la COMUNICAZIONE, l’EMPATIA, la STRUTTURA dell’apprendimento, insomma le basi essenziali per conoscere il tipo di comunicazione, di formazione e del Livello Culturale di ognuno di Noi, Con La Nuova Legge La Mediazione è divenuta Obbligatoria a tempo Indeterminato e prestissimo le Materie obbligatorie saranno molte di più.

Il corso è rivolto ai laureati (anche laurea triennale in particolar modo, Avvocati o Laureati con Materie Compatibili con la Mediazione Civile e Commerciale) e ai diplomati iscritti in un albo professionale (es: Avvocati, geometri, consulenti del lavoro, commercialisti. Architetti, Notai, Ingegneri, Sociologi, Psicologi e tutti coloro che sono Laureati con Laurea Triennale o tutti coloro che sono iscritti ad un albo, riconosciuto dal Ministero della Giustizia).

Sono disponibili moduli anche per corsi specializzanti per mediatori: fiscali, bancari, condominiali, e di tutte le Materie Necessarie per divenire un Vero Mediatore.  non esitare a contattarci per avere informazioni e per richiedere i moduli di iscrizione reperibili su www.omci.org , sotto il link Formazione nella Home Page;Per informazioni o invio moduli contattare: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Maggio 19 2020
  
13
Maggio
2020

Partecipazione personale delle parti e profili di improcedibilità;

Tribunale di Milano, sentenza del 11/02/2020

Sintesi: Il tribunale di Milano decide di aderire alla linea dettata dalla Corte di Cassazione in materia di partecipazione personale della parte alla mediazione.
Nel procedimento di mediazione, nel caso di specie obbligatoria, è innanzitutto necessaria la comparizione personale delle parti assistite dal difensore.
Le parti, però, conferita al difensore che le assiste di apposita procura, possono farsi sostituire dallo stesso durante il procedimento di mediazione.
La presenza del difensore debitamente incaricato non consente di dichiarare l'improcedibilità della domanda giudiziale per assenza delle parti al procedimento di mediazione.

P.Q.M.
Il Tribunale Milano definitivamente pronunciando ogni contraria istanza disattesa così dispone: 
condanna X.I. COMPANY SE a corrispondere a D.G.D. s.r.l. l'importo di Euro 19.299,51 oltre interessi legali dalla sentenza al saldo; 
condanna parte convenuta al pagamento delle spese del presente giudizio in favore di parte attrice che liquida in complessivi Euro 4835,00 per compenso professionale (valore medio sullo scaglione di riferimento,) Euro 264,00 per spese oltre rimborso forfettario I.V.A. e C.A.P. da liquidarsi al Difensore dichiaratosi antistatario. 
Così deciso in Milano, il 10 febbraio 2010. 
Depositata in Cancelleria il 11 febbraio 2020.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Maggio 14 2020
  
12
Maggio
2020

Corsi per Mediatori civili e commerciali professionisti anche ad hoc e la soluzione migliore la decidi tu!!!!!

OCCASIONE UNICA ED IRRIPETIBILE DA NON PERDERE:

Se sei interessato a svolgere questa nuova professione ma non hai ancora il titolo, prima di iscriverti ad Enti formativi che non sono anche Organismi di mediazione (gli unici che possono dopo il corso farti eseguire i 20 Tirocini richiesti) e iscrivere all’Albo dei Mediatori presso il Ministero della Giustizia, Omci propone:

Corso formativo per mediatori civili e commerciali della durata di 50 ore (minimo) A sole 500,00 Euro solo per il 2020 invece che 750,00 EURO e 200,00 Euro per i corsi di Aggiornamento un prezzo surreale ed unico, (Unica condizione il Corso parte con almeno 5 iscritti ma solo per il 2020 anche ad hoc, cioè con 5-6 soli iscritti)! Nel caso appena riportato il corso si esegue a Cavour (TO), Torino, Legnano, Sassari, ecc. Nelle sedi ove non abbiamo sedi Registrate, per chi è ben preparato, potremmo poi REGISTRARE altre sedi al ROM del Ministero della Giustizia con il Referente di zona con in quale ci siamo accordati e non prima di aver verificato  i requisiti acquisiti per essere Responsabile Regionale o di sede, in questo caso lo potrà fare anche chi ha già svolto il corso da 50 Ore. Il Corso puo’ essere di 6 giorni consecutivi (durata per 4 giorni di 8 Ore,30 Minuti e due giorni, durata 8 ore per un totale di 50 ore), oppure 2 W.E. (Giovedì,Venerdì, Sabato  e l'ultimo giorno  comprende anche l’esame finale di 4 ore), Totale 50 ore.

Inoltre teniamo corsi per Mediatori Avvocati di diritto da 18 ore senza esame finale in base all'ex art. 16, comma 4 Bis, D.Lgs.28/10. s.m.i. per avvocati di siritto a soli 350,00 Euro esente iva ENTRO Il 2020: Il Consiglio Nazionale Forense ha stabilito, con la circolare 6/C/2014, che per esercitare la professione di Mediatore civile un Avvocato debba seguire un corso di formazione della durata minima di 15 ore. N.B.: nonostante la sentenza del Consiglio di Stato n° 5230 del 17/11/2015 avesse riportato la formazione degli Avvocati “mediatori di diritto” nell’ambito del D.M. 180/2010, il Consiglio Nazionale Forense –con nota del 7 giugno 2016 – ha ribadito la validità del “percorso abbreviato” per la formazione e l’aggiornamento obbligatorio degli Avvocati mediatori.  Stanti i requisiti minimali della formazione prevista dal C.N.F., a norma dei rispettivi regolamenti, per garantire la competenza dei propri mediatori e la qualità dei servizi erogati. La formazione minima, comunque, garantisce agli Avvocati la possibilità di iscriversi a quegli Organismi che non richiedano requisiti di preparazione più elevati ai propri mediatori, avvocati: SOLO PER GLI AVVOCATI SI ESEGUONO QUINDI I CORSI DA MEDIATORI da 18 ORE a sole 350,00 Euro (SENZA ESAME FINALE) E 2 TIROCINI ASSISTITI SOLO PER IL 2020. L'aggiornamento Rimane per tutti però di ore 18 ore.

Omci effettua corsi con le Materie preparate e Verificate dai migliori professionisti nel settore ed inoltre non si limita a far leggere le norme come molti fanno, i nostri corsi sono basati su tutte le norme previste dai Decreti, ma poi Molto improntati sulla Materia essenziale della Mediazione Civile, grazie ai nostri Formatori che sono tutti Esperti per ambiti di settori, iscritti ai vari ordini e C.T. e la preparazione sulla materia essenziale in mediazione, ovvero la COMUNICAZIONE, l’EMPATIA, la STRUTTURA dell’apprendimento, insomma le basi essenziali per conoscere il tipo di comunicazione, di formazione e del Livello Culturale di ognuno di Noi, preparato direttamente dal Responsabile scientifico Sociologo nel settore organizzativo economico del lavoro esperto in comunicazione efficace, solo cosi si diverrà un Mediatore preparato e pronto ad individuare subito il tipo di cultura dell’interlocutore in modo di farlo sentire subito a proprio Agio, (la Mediazione è a questo che serve, non si è in tribunale, ma in un luogo agevole dove con una buona Mediazione, le parti riusciranno a mettere da parte quei rancori o contrasti interni ed esterni che altro non fanno se arrecare danni a se stessi e gli altri). Il Mediatore deve solo possedere un Computer, uno scanner Formato A 4 Risoluzione 200 DPI  una stampante e una sede da Registrare a R.O.M del Ministero della Giustizia ove non l’abbiamo.

Il corso è rivolto ai laureati (anche laurea triennale in particolar modo, Avvocati o Laureati con Materie Compatibili con la Mediazione Civile e Commerciale) e ai diplomati iscritti in un albo professionale (es: geometri, consulenti del lavoro, commercialisti. Architetti, Notai, Ingegneri e tutti coloro che sono Laureati con Laurea Triennale o tutti coloro che sono iscritti ad un albo, riconosciuto dal Ministero della Giustizia). E’ gradita la prenotazione per motivi logistico - amministrativi, almeno 20 giorni prima,  il luogo verrà comunicato sulla vostra e mail insieme alle date ed orari come richiesto dalla legge e alle parti circa 20 giorni prima, in modo da dare ad ognuno la possibilità di effettuare il Bonifico bancario.

E’ gradita la prenotazione circa 20 giorni prima dell’inizio dei corsi previsti, oppure allo stesso prezzo potrai usufruire del corso ad hoc con le date che preferisci. Sono disponibili moduli anche per corsi specializzanti per mediatori: fiscali, bancari, condominiali, e di tutte le Materie Necessarie per divenire un Vero Mediatore. quindi non farti sfuggire la prossima data e non esitare a contattarci per avere informazioni e per richiedere i moduli di iscrizione reperibili su www.omci.org , sotto il link Formazione nella Home Page;

Per informazioni o invio moduli contattare: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Maggio 31 2020
  
07
Maggio
2020

Pubblica amministrazione: non partecipare alla mediazione temendo un presunto danno erariale è una aporia;

Tribunale di Roma, ordinanza del 02-03-2020

Sintesi: Troppo spesso gli enti pubblici decidono di non partecipare al procedimento di mediazione seppur ritualmente convocati.
In ragione di questo malcostume è opportuno precisare che la partecipazione al procedimento di mediazione demandata è obbligatoria e non è giustificabile una scelta aprioristica orientata alla non partecipazione.
L'assenza della PA, inoltre, non può essere giustificata da un presunto danno erariale che la stessa pa rischia di subire. 
La mediazione punta a far si che tra le parti possa intervenire un accordo conciliativo in grado di assicurare un vantaggio per entrambe. Non partecipare alla mediazione semplicemente per evitare un possibile danno erariale è considerabile, quindi, una vera e propria aporia.

P.Q.M.


a scioglimento della riserva che precede,  DISPONE che le parti procedano alla mediazione demandata, ai sensi dell'art.5 comma secondo del decr.lgsl.28/2010, della controversia; 
INVITA i difensori delle parti ad informare i loro assistiti della presente ordinanza nei termini di cui all’art.4, co.3° decr.lgsl.28/2010, e specificamente della necessità di partecipare effettivamente e di persona 5 , assistiti dai rispettivi avvocati, al procedimento di mediazione; 
INFORMA le parti che l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’art.5, co.2° e che ai sensi dell’art.8 dec.lgs.28/10 la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione comporta le conseguenze previste dalla norma stessa; nonché dall’art. 96 III ° cpc; 
VA fissato il termine di gg.15, decorrente dal 20.4.2020 per depositare presso un organismo di mediazione, a scelta delle parti congiuntamente o di quella che per prima vi proceda, la domanda di cui al secondo comma dell’art.5 del dec.lgs.28/10; 
RINVIA all’udienza del 5.10.2020 h.9,30 per quanto di ragione.- Roma lì 2.3.2020 
AVVISI Il Giudice dott.cons.Massimo Moriconi

PS: OMCI HA ANCHE CASSAZIONISTI SPECIALISTI NEL DIRITTO MILITARE, CIVILE, PENALE, AMMINISTRATIVO, PER ESERCITO E FORZE DELL ORDINE; NON ESITARE A CONTATTARCI;

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Giugno 26 2020
  
05
Maggio
2020

OMCI RICERCA URGENTEMENTE NUOVI MEDIATORI DA INSERIRE NEL PROPRIO ORGANICO - COME ESEGUIRE LE MEDIAZIONI IN QUESTO PERIODO;

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In mediazione un qualsiasi rapporto tra e con le parti si deve basare sulla fiducia; in caso contrario, le parti non verrebbero coinvolte, non collaborerebbero e non si impegnerebbero a firmare un accordo commerciale, professionale o personale, che per alcuni potrebbe essere il più importante e il più significativo della propria vita.
L’Organismo si avvale, per le proprie mediazioni, di un gruppo di professionisti con competenze specifiche per ogni ramo del conflitto, uniti dall' intento di promuovere e di gestire strumenti alternativi di risoluzione delle controversie. Per questo motivo sono capaci di offrire soluzioni celeri e agevoli alle parti in lite riuscendo così ad evitare, quando possibile, il ricorso alle normali vie giudiziarie. Il Mediatore ha anche dei Doveri, di accettare il Regolamento che non è nulla di più che un Ricalco della Legge, a tutti gli effetti Leggi di secondo grado. Altra caratteristica per chi è Mediatore e che è iscritto all’albo del ministero della Giustizia e Visibile a Tutti. Il Mediatore è sempre aggiornato in quanto ogni biennio deve eseguire un corso di Aggiornamento di 18 ore e 20 Tirocini assistiti Permanenti, ma anche qui il costo è molto inferiore e per chi è iscritto ad altri albi lo sa bene.
Cordialità, simpatia, ironia, empatia, umiltà sono gli elementi principali per mettere le fondamenta per quel rapporto che da lì a breve dovrà diventare fiducia.
La fiducia la si guadagna, non è mai un diritto. Per guadagnarsi la fiducia occorre dimostrare correttezza e, sopratutto onestà. Per questo siamo sempre alla Ricerca di nuovi Mediatori, Motivati; se ti Rivedi non esitare a contattarci su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;

In questo tentativo di ritorno alla normalità vogliamo garantirvi la massima sicurezza.
Per ora si darà priorità all'uso della video-mediazione lasciando però a Voi e al Mediatore la libertà di decidere diversamente in base alle esigenze del caso.
Negli incontri di persona dal 18 Maggio (Salvo modifiche): occorrerà rispettare il distanziamento se in uffici di 2 m con mascherina guanti e gel disinfettante. Lo Stesso vale per i corsi di formazione: di stanziamento di 2 metri, obbligo di mascherina, guanti e gel.

In base all’allegato 5 del DPCM del 26/04/2020 e UNI 10339, lo standard di affollamento massimo attributo per gli uffici è di 10 mq per persona;

fino a nuove disposizioni dallo stato e/o dal Ministero della Giustizia.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Maggio 31 2020
  
05
Maggio
2020

LE NUMEROSE E TALVOLTA TRASCURATE RESPONSABILITÀ DELL'AVVOCATO IN MEDIAZIONE;

Se l'avvocato è sempre molto attento ai profili di responsabilità professionale quando si tratta dell'assistenza in giudizio e se spesso lo è altrettanto con riguardo ai connessi profili disciplinari, non altrettanto si osserva nell'ambito dell'assistenza prestata nelle procedure di mediazione, quasi che le responsabilità del difensore siano minori e di minor peso nell'esecuzione di detto mandato.

Talvolta forse a qualcuno sarà capitato di provare la sgradevole frustrazione di una mediazione che non riesce neanche a superare lo scoglio del primo incontro informativo.  E forse a qualcuno sarà anche capitato di avere la sensazione che ciò sia stato determinato da un blocco posto da uno dei colleghi difensori.
A qualche mediatore forse è capitato di riscontrare grosse difficoltà comunicative tra i difensori delle parti o di percepire una tensione se non anche una conclamata antipatia tra gli stessi.
Qualcuno forse avrà assistito a battibecchi tra difensori o, addirittura, tra difensori e le loro stesse controparti e, forse, avrà anche avuto la sensazione che l'assenza del giudice e del naturale timore da questi incusso, fosse percepita dai difensori come una liberazione.
Forse qualcuno avrà visto difensori palesemente sopraffatti e succubi dei loro clienti o potrà testimoniare di parti che, appena entrate in mediazione, hanno totalmente delegato l'uso della parola ai loro avvocati
A qualche mediatore forse è capitato di discutere con difensori che pretendevano di assistere la parte in mediazione in forza della procura alle liti, reputando idoneo il potere di transigere e conciliare ivi previsto.
Non è forse raro, poi, vedere in mediazione avvocati così rilassati, da vivere l'incontro di mediazione alla stregua della pausa caffè o di un'udienza di rinvio davanti ad un GOT.
Che sino ad oggi non si abbia notizia di pronunce di condanna del CNF per violazioni deontologiche o sentenze che accertino responsabilità professionali di avvocati difensori in mediazione non significa che obblighi di natura civile e deontologica non ve ne siano anche in questa sede. 
Probabilmente se tutti gli avvocati avessero piena contezza delle gravi responsabilità gravanti sugli stessi in mediazione, non accetterebbero con tanta nonchalance l'incarico di assistere il proprio cliente in mediazione e forse quella rilassatezza, di per sé auspicabile in sede negoziale ed in mediazione, non sarebbe frutto di inconsapevolezza, ma di una alta professionalità negoziale.
L'argomento è ampio e si presta a molti approfondimenti, per cui in questa occasione lo si valuta solo in linea generale e come prologo per eventuali successive analisi più specifiche.
L'IDEA TRADIZIONALE DI DIFESA
Probabilmente l'errore di fondo commesso da molti difensori in mediazione è frutto di quella idea "tradizionale" secondo la quale il ruolo dell'avvocato sia inscindibilmente legato al processo; questo nella errata convinzione che solo nel processo possa esplicarsi la difesa dei diritti.
Questa idea forse deriva da una non corretta interpretazione dell'art. 24 comma 1 della Costituzione, che riconoscendo ad ogni individuo il diritto di agire in giudizio per la tutela dei suoi diritti e interessi legittimi, tuttavia, di per sé non impedisce né preclude che la stessa possa conseguirsi tramite forme alternative al processo
Si reputa, infatti, che il legislatore costituzionale abbia voluto sancire il principio secondo cui ciascuno ha diritto di agire in giudizio per la tutela dei suoi diritti e interessi legittimi, nel caso in cui ogni altro strumento alternativo e autonomo di regolamentazione dei diritti abbia fallito.
Fermo ciò, all'indomani dell'entrata in vigore del D.Lgs. n.28/2010, l'introduzione nel nostro ordinamento di un strumento alternativo di definizione delle controversie non necessitante dell'assistenza legale obbligatoria aveva probabilmente favorito il consolidamento di quell'idea tradizionale: se il processo (alias la difesa) necessita dell'assistenza legale mentre la mediazione no, non potrebbe che discenderne che l'assistenza in mediazione non costituisca attività di difesa.
Lo stesso dubbio sollevato dal TAR Lazio, che poi è sfociato nella sentenza della Corte Costituzionale del 2012[1], in fondo, muoveva dalle menzionate premesse. 
Si rammenta, infatti, che uno dei dubbi sollevati dal TAR Lazio era stato proprio il sospetto che la previsione di una mediazione obbligatoria prodromica al giudizio violasse il diritto di difesa[2]nella misura in cui ritardava e rendeva più gravoso l'accesso alla tutela giudiziale: l'unica vera tutela esistente in uno stato di diritto. Questo vizio, però, è stato in più occasioni disconosciuto dalla Corte Costituzionale nella misura in cui la Mediazione svolge una funzione deflattiva, che come tale soddisfa l'interesse pubblico, a costi assolutamente limitati e sostenibili. Già oltre dieci anni prima, infatti, la S.C.[3]aveva rimarcato essere suo orientamento consolidato che "l'art.24 della Costituzione, laddove tutela il diritto di azione, non comporta l'assoluta immediatezza del suo esperimento, ben potendo la legge imporre oneri finalizzati a salvaguardare interessi generali, con le dilazioni conseguenti. [...] [la Mediazione] tende a soddisfare l'interesse generale[...] evitando l'aumento delle controversie attribuite al giudice ordinario [...] e favorendo la composizione preventiva della lite".  
Non si dimentichi poi che la stessa Dir.2008/52/CE della Commissione europea all'art.5 comma 2, fa salva la possibilità per la legislazione nazionale di prevedere forme obbligatorie di mediazione "purchè tale legislazione non impedisca alle parti di esercitare il diritto di accesso al sistema giudiziario". La giurisprudenza comunitaria, poi ha ampiamente chiarito il quadro in cui la mediazione è chiamata ad operare, affermando il principio secondo cui "i diritti fondamentali non si configurano come prerogative assolute, ma possono soggiacere a restrizioni, a condizione che queste rispondano effettivamente ad obiettivi di interesse generale perseguiti nella misura di cui trattasi e non costituiscano un intervento sproporzionato ed inaccettabile, tale da ledere la sostanza stessa dei diritti così garantiti"[4].
Non deve poi trascurarsi un altro profilo sollevato a suo tempo dal TAR Lazio. Questi, infatti, aveva dubitato della costituzionalità di una norma che, non prevedendo l'assistenza obbligatoria, "non garantiva, mediante un'adeguata conformazione della figura del mediatore, che i privati non subissero irreversibili pregiudizi derivanti dalla non coincidenza degli elementi loro offerti in valutazione per assentire o rifiutare l'accordo conciliativo, rispetto a quelli suscettibili, nel prosieguo, di essere evocati in giudizio".
Nell'occasione il citato giudice aveva evidenziato la necessità di una maggiore più specializzata assistenza giuridica nella procedura di mediazione, e questo proprio al fine di evitare che le parti subissero in mediazione "irreversibili pregiudizi[...] dalla non coincidenza degli elementi loro offerti" da mediatori non giuristi, rispetto a quelli che sarebbero stati evocati nel successivo giudizio.  Con ciò implicitamente riconoscendo anche alla mediazione un ruolo che, in quanto alternativo al processo, non può prescindere dal diritto e dalla sua tutela. 
In ragione di ciò, da un lato, il C.N.F., prima ancora del legislatore, ha adottato una serie di norme tese a favorire e regolamentare l'accesso alla funzione di mediatore da parte degli avvocati, così garantendo i requisiti di imparzialità, neutralità e terzietà in capo all'avvocato-mediatore[5], mentre i rischi conseguenti all'assenza di competenze giuridiche in capo al mediatore sono stati risolti dal legislatore del 2013[6]con l'introduzione dell'assistenza legale obbligatoria in mediazione, così determinando una modifica di non poco conto dello stesso istituto. 
LA DIFESA IN MEDIAZIONE DOPO IL D.L.69/2013
La Cassazione con la sentenza n. 8473 del 7 marzo 2019 ha ricordato che con la novella del 2013 il legislatore ha in qualche maniera "affiancato all'avvocato esperto in tecniche processuali che rappresenta la parte nel processo, l'avvocato esperto in tecniche negoziali che assiste la parte nella procedura di mediazione" così segnando la "progressiva emersione di una figura professionale nuova, con un ruolo in parte diverso e alla quale si chiede l'acquisizione di ulteriori competenze di tipo relazionale umano, inclusa la capacità di comprendere gli interessi delle parti al di là delle pretese giuridiche avanzate".
A ciò si aggiunga, per meglio comprendere il nuovo ruolo difensivo che l'avvocato è chiamato a svolgere in mediazione, che la Relazione del CNF illustrativa delle modifiche apportate al Codice deontologico forense e all'introduzione dell'art.55 Bis (ora art.62 nel nuovo Codice) dopo avere affermato l'idea che quella del mediatore sia una funzione rientrante perfettamente nell'ambito dell'attività professionale dell'avvocato[7], con specifico riferimento al difensore in mediazione ha precisato che, a differenza dell'avvocato che svolga le funzioni di mediatore, "diversamente si è ritenuto [...] di non ravvisare la necessità e l'urgenza di intervenire sui profili deontologici dell'avvocato che assiste tecnicamente la parte nel procedimento di mediazione in quanto per quei profili vale l'applicazione delle attuali e vigenti regole deontologiche proprie dell'attività professionale in genere"[8]. 
Il corollario di detto asserto è solo uno: è diversa la difesa, ma sempre di difesa si tratta.
RESPONSABILITA' PER VIZI DELL'ACCORDO
Tralasciando in questa sede l'ulteriore ruolo che l'avvocato è chiamato a svolgere a garanzia della regolarità e validità della mediazione, di cui in altra occasione si è detto, certamente nei confronti del proprio assistito l'avvocato ha la responsabilità della conformità dell'accordo alle norme imperative e che questo sia giuridicamente valido.
Egli ha anche la responsabilità che lo stesso possa assolvere alla funzione di titolo esecutivo; ed ha l'obbligo di munirsi di adeguata procura alla mediazione, posto che in difetto di essa, la mediazione e qualsiasi eventuale accordo sarebbe suscettibile di impugnazione.  A tale profilo di responsabilità è connesso l'ulteriore obbligo di avere contezza della differenza esistente e rimarcata anche dalla S.C. tra la procura alla lite e la procura alla mediazione, così come dei relativi obblighi di forma. 
Ma oltre a detti profili d’immediata percezione, ve n'è forse uno ancor più importante, costituendo esso il presupposto da cui scaturiscono i predetti obblighi: quello della professionalità e competenza specifica di cui il difensore dev'essere dotato. 
Detto principio è stato ribadito anche dalla Cassazione n.8473/2019, ove osserva che la novella del 2013, "introducendo la presenza necessaria dell'avvocato, con l'affiancare all'avvocato esperto in tecniche processuali che rappresenta la parte nel processo, l'avvocato esperto in tecniche negoziali che assiste la parte nella procedura di mediazione, segna anche la progressiva emersione di una figura professionale nuova, con un ruolo in parte diverso e alla quale si richiede l'acquisizione di ulteriori competenze di tipo relazionale e umano, inclusa la capacità di comprendere gli interessi delle parti al di là delle pretese giuridiche avanzate".
Questa specializzazione (in quanto caratterizzata da ulteriori competenze di tipo relazionale e umano, inclusa la capacità di comprendere gli interessi delle parti al di là delle pretese giuridiche avanzate) pur simile quella richiesta nella negoziazione assistita, appare forse ancor più impegnativa rispetto a quella richiesta in giudizio, per la quale l'avvocato ha ricevuto adeguata formazione da parte dell’Università e del tirocinio forense. 
RESPONSABILITA' ANCHE IN ASSENZA DI ACCORDO
Se quindi è evidente una responsabilità del difensore per tutti i casi in cui l'accordo risulti invalido ed impugnabile perché nullo, annullabile o perché concluso da persona priva dei necessari poteri di rappresentanza, non può (che) ritenersi contenuta in detti ambiti la sua responsabilità, sia essa professionale che deontologica.
Ritenere infatti che l'obbligo del difensore sia circoscritto all'attestazione che deve rendere in calce all'accordo appare riduttivo.  Se infatti l’accordo rappresenta il culmine dell’attività in mediazione, non meno importanti ed impegnative sono tutte le fasi di negoziazione che all’accordo conducono.
L’assistenza obbligatoria dell’avvocato è quindi espressione dell’esigenza di assicurare alla parte una difesa, ovvero una tutela dei diritti del proprio assistito, da intendersi non in senso processuale ma sostanziale; tutela che può prestarsi anche (e forse il più delle volte) non assecondando il proprio assistito in comportamenti e attività contrari al diritto ed ai suoi stessi interessi e che non può circoscriversi alle fasi contenziose del processo, essendo pacificamente svolta dal difensore anche in sede stragiudiziale
L'OBBLIGO DI DILIGENZA
Facendo riferimento alla giurisprudenza formatasi in materia di responsabilità professionale, si rammenta come questa discenda dal venir meno all'obbligo di diligenza da parte dell'avvocato.
Come ricordato in più occasioni dalla S.C., l'esistenza di norme deontologiche costituisce un importante punto di riferimento nella connotazione della diligenza richiesta al professionista. La violazione delle norme deontologiche, quindi, può incidere nella stessa individuazione di profili di negligenza, imprudenza imperizia.
Da ciò ne consegue come il non riuscire a garantire la qualità della prestazione[9]o l'efficaciadella medesima[10], rileva anche sotto il profilo della responsabilità civile. Già solo questo aspetto dovrebbe far tremare i polsi al difensore, cui un cliente insoddisfatto potrebbe imputare il mancato raggiungimento di un accordo (fermi gli oneri probatori richiesti dalla legge anche in termini di nesso causale).
Quei canoni, poi sono strettamente connessi ad altri quali quello della competenza(art.9 C.D.) e dell'aggiornamento(art.15). Questi nel caso di specie impongono all'avvocato la conoscenza non solo delle norme procedurali della mediazione, ma anche e soprattutto la conoscenza dell'istituto in senso sostanziale, nonché il possesso o l'acquisizione delle indispensabili competenze e capacità di tipo relazionale e umano di cui si è detto, così come la consapevolezza stessa delle loro indispensabilità, per l'assolvimento in maniera puntuale e diligente di un mandato in mediazione.
Correlato a quanto sopra è anche l'obbligo d’informativa di cui all'at.4 comma 3 del D.Lgs. n.28/2010[11], un obbligo di portata più specifica e contenuto differente da quello disciplinato dall'art.17 del codice deontologico. 
Un obbligo di risultati e non di mezzi, analogamente a quello di consulenza(anche in mediazione); un obbligo che incide grandemente sulle decisioni del proprio assistito, con conseguenti gravi responsabilità sull'avvocato negligente, ove la scelta operata dal cliente (in forza di un'informativa omessa o non corretta) sia per lui fonte di danno.
A ciò si aggiunga che detta violazione potrebbe incidere anche sulla stessa validità dell'eventuale accordo, nella misura in cui la procura alla mediazione conferita all'avvocato sia inficiata da una non sufficiente consapevolezza dell'oggetto dell'incarico (cfr. artt.1325 e 1346 c.c.)[12].
Se di norma la giurisprudenza in tema di responsabilità professionale parla di diligenza media, escludendo responsabilità (salvo colpa grave o dolo) quando la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà (cfr. art. 2236 c.c.), tuttavia non si possono trascurare gli artt.14 e 26 C.D. che impongono all'avvocato di non accettare incarichi che non sia in grado di svolgere con adeguata competenza e l'obbligo di associare altri nella difesa ove siano necessarie competenze specifiche ulteriori.Pertanto non sarà esente da responsabilità l'avvocato che privo delle necessarie competenze e capacità anche di tipo relazionale e umano assuma un mandato di assistenza in mediazione. 
Il canone della fedeltà[13], poi, non si traduce solo nell'obbligo di evitare qualsiasi ipotesi di conflitto di interessi[14],palesemente violato dall'avvocato che per soddisfare il proprio interesse all'introduzione o alla coltivazione di un giudizio, dissuadesse il cliente dalla adesione alla mediazione o dalla conclusione di un accordo, ma in tutta una serie di comportamenti di per sè già rilevanti deontologicamente[15].   
Da ultimo, in questa rapida carrellata, può ricordarsi l'obbligo di riservatezza rimarcando come la portata dell'obbligo sancito dagli artt.9 e 10 D.Lgs.n.28/2010 sia di più ampia portata e appaia maggiormente stringente rispetto a quello sancito dall'art. 51 C.D.
Per concludere, ogni qualvolta da detti comportamenti, rilevati sotto il profilo disciplinare, dovesse discendere un danno patrimoniale in capo al cliente, la responsabilità dell'avvocato che con troppa leggerezza (alias negligenza, imprudenza ed imperizia) ha prestato la propria assistenza in mediazione sarebbe anche civile e non solo deontologica.
E non si pensi poi che quella deontologica sia di minore portata e rilevanza rispetto a quella civile, perché se la responsabilità professionale può essere oggetto di assicurazione (seppur con certi limiti), lo stesso non può dirsi per quella disciplinare.
La consapevolezza di ciò da un lato può consentire all'avvocato di coltivare una specializzazione in un settore ancora sufficientemente nuovo, dall'altro consentirebbe alla stessa mediazione di raggiungere quei risultati che hanno giustificato la sua introduzione nel nostro ordinamento e che possono conseguirsi solo quando il lavoro di mediatori seri e competenti esalta l'assistenza di difensori altamente professionali.


[1]La n.272

[2]Di cui al citato art.24 della Costituzione

[3] Cfr. C.Cost. n.276/2000

[4]Cfr. Sentenza 14.06.2017 Corte di Giustizia Europea (Causa C-75/16) e prima ancora sentenza 18.03.2010 (C-317/08) richiamate anche da Tribunale Firenze 08.05.2019 RG 9550/2017
[5]Introducendo l'art.55bis al Codice Deontologico Forense, poi trasfuso nell'art.62 del Nuovo Codice.

[6]Cfr. D.L. n.69/2013

[7]Cfr Relazione CNF, testualmente: "Ciò nella consapevolezza che la funzione e l'attività dell'avvocato che svolga la funzione di mediatore rientrino a pieno titolo nell'ambito dell'attività professionale in senso proprio"

[8]Per il quale era stato introdotto appunto l'art.55bis, poi trasfuso nell'art.62 del nuovo Codice deontologico Forense

[9]Rilevante ex art. 12 C.D.

[10]Cfr. L. n.247/2012 art.1 comma 2 lett.c

[11]"All'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato è tenuto ad informare l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di M. [...] L'avvocato informa altresì l'assistito dei casi in cui [...] è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L'informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto".

[12]Si rammenta che requisito essenziale del contratto (1325 c.c.) è l'accordotra le parti, accordo che presuppone la conoscenza e la consapevolezza tra le parti di ciò che costituisce l'altro elemento essenziale del contratto, ovvero l'oggetto(1325 e 1346 c.c.).

[13]Cfr. art. 10 C.D.

[14]cfr. art. 24 C.D.

[15]Cfr. ad esempio artt.52, 65, 19, 38, 50, 53, 54 C.D.

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