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O.M.C.I.

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

12
Marzo
2016

11/03/2016. ARTICOLO TRATTO DA "ITALIA OGGI"

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10
Marzo
2016

Quando la Mediazione è fatta da Persone competenti e con avvocati Favorevoli all’istituto l’accordo si Raggiunge eccome!

Nel 2010-11 Quando l’istituto della Mediazione era applicato secondo le direttive Europee (ovvero con l’avvocato Facoltativo), paradossalmente si presentavano tutte le Parti con gli Avvocati e le Mediazioni Conciliate superavano il 75% Circa.

Con la riforma che introduce l’avvocato obbligatorio, è molto più difficile che entrambe le parti si presentino in Mediazione: ma quando lo fanno e con Avvocati favorevoli alla Mediazione i Risultati si vedono: in 2 settimane circa ben 3 Istanze non conciliate presso gli organismi degli avvocati (sarà un puro caso, ci mancherebbe per ora parliamo di 3, con esito non conciliato, riproposte al nostro organismo dalle parti ed Avvocati, tutte con Accordo raggiunto e i costi sono veramente i più bassi che possano esistere. Sarebbe bello capire il motivo quindi. Magia non la facciamo, ma è evidente che qualcosa in più forse ci sia, oppure sarà frutto del caso come certamente molti vorranno far credere. Intanto noi continuiamo a ringraziare chi con Fiducia, anche istanze già fatte le ripropone a noi e i risultati poi dicono tutto da sé!

Ancora Grazie per la Fiducia nei confronti di OMCI.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Marzo 13 2016
  
05
Marzo
2016

27 MILIONI DI EURO DI SANZIONI A BANCHE COOPERATIVE PER UN’INTESA SUI TASSI DEI MUTUI NELLE PROVINCE DI TRENTO E BOLZANO

L’Antitrust ha irrogato una serie di sanzioni, per un totale di circa 27 milioni di euro, a carico di alcuni istituti di credito, della Federazione Cooperative Raiffeisen e della Federazione Trentina della Cooperazione, per due distinte intese anti-concorrenziali nel mercato degli impieghi alle famiglie, attuate rispettivamente nelle province di Bolzano e di Trento.

A conclusione della sua istruttoria, l’Autorità ha accertato che la Federazione Cooperative Raiffeisen e 14 Casse Raiffeisen (Cassa Rurale di Bolzano, Casse Raiffeisen di Brunico, Lana, Valle Isarco, Merano, Castelrotto-Ortisei, Oltradige, Lagundo, Wipptal, Tures Aurina, Prato-Tubre, Nova Ponente-Aldino, Silandro e Cassa Centrale Raiffeisen dell’Alto Adige) hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione del diritto antitrust. Questo accordo consisteva nel coordinamento delle politiche commerciali, anche attraverso lo scambio di informazioni sensibili (tassi di interesse e altre condizioni economiche dei finanziamenti), con l’obiettivo di limitare il confronto competitivo nel mercato degli impieghi bancari alle famiglie nella provincia di Bolzano. L’intesa s’è protratta per un arco temporale di circa sette anni (2007-2014).

L’Antitrust ha accertato inoltre che i comportamenti posti in essere dalla Federazione Trentina della Cooperazione, indicando alle Casse Rurali federate un tasso di riferimento per i mutui e limitando così il confronto competitivo nel mercato degli impieghi alle famiglie nella provincia di Trento, hanno costituito un’altra intesa restrittiva della concorrenza in violazione diritto antitrust, attuata tra novembre 2013 e dicembre 2015.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso perciò di comminare in dettaglio le seguenti sanzioni pecuniarie:

Federazione Raiffeisen    € 3.195.794
Cassa Raiffeisen Brunico    € 3.291.643
Cassa Rurale Bolzano    € 2.212.116
Cassa Raiffeisen Lana    € 2.120.311
Cassa Raiffeisen Valle Isarco    € 2.261.888
Cassa Raiffeisen Merano    € 2.135.358
Cassa Raiffeisen Castelrotto-Ortisei    € 1.712.030
Cassa Raiffeisen Oltradige    € 1.620.029
Cassa Raiffeisen Lagundo    € 1.501.773
Cassa Raiffeisen Wipptal    € 1.576.637
Cassa Raiffeisen Tures Aurina    € 1.146.832
Cassa Raiffeisen Prato-Tubre    € 1.236.313
Cassa Raiffeisen Nova Ponente-Aldino    € 861.925
Cassa Raiffeisen Silandro    € 530.077
Cassa Centrale Raiffeisen    € 863.695
Federazione Trentina    € 599.963

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Ultimo aggiornamento Sabato, Marzo 05 2016
  
04
Marzo
2016

Mediazione civile: il rifiuto per chi non aderisce deve essere giustificato e Motivato;

Dopo i vari allarmi lanciati dai tribunale e dalla cassazione, per gli arretrati, Usate la Mediazione, più conveniente per tutti e con Meno costi!!! La mediazione civile e commerciale è più forte dei no! Chi vuole andare per forza in giudizio rifiutando la mediazione è costretta a pagarne le gravi conseguenze. Quando il Giudice Ordina, è necessario "ubbidire".

Pubbllichiamo l'Ordinanza della Sez. XIII del Tribunale di ROMA del Giudice dott. Massimo Moriconi del 25 gennaio 2016.

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Marzo 04 2016
  
03
Marzo
2016

Mediazione civile e commerciale, conflitto tra DIRETTIVE.

Il giudice dott. MASSIMO VACCARI della TERZA SEZIONE CIVILE del Tribunale Ordinario di VERONA con Ordinanza del 28 gennaio 2016 sospende il procedimento fino alla decisione della Corte di Giustizia dell'U.E.
Clicca qui per leggere l'ordinanza

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Marzo 03 2016
  
01
Marzo
2016

29/03/2015: L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato condanna il Consiglio Nazionale Forense per condotte restrittive della concorrenza.

29/03/2015: L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato condanna il Consiglio Nazionale Forense per condotte restrittive della concorrenza.

L'A.G.C.M. (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), condanna il C.N.F. (Consiglio Nazionale Forense)  per condotte restrittive della concorrenza per aver posto in essere un’intesa unica e continuata,  consistente nell’adozione di due decisioni volte a limitare l’autonomia dei professionisti nella determinazione del proprio comportamento economico sul mercato, stigmatizzando quale illecito disciplinare la richiesta di compensi inferiori ai minimi tariffari e limitando l’utilizzo di un canale promozionale e informativo attraverso il quale si veicola anche la convenienza economica della prestazione professionale.

Per tale comportamento, è stata comminata al Consiglio Nazionale Forense una sanzione amministrativa pecuniaria di 912.536,40 € (novecentododicimilacinquecentotrentasei euro e quaranta centesimi).

La sanzione amministrativa citata deve essere pagata entro il termine di novanta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore ad un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento,  la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo.

Clicca qui per leggere la notizia

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Ultimo aggiornamento Martedì, Marzo 01 2016
  
23
Febbraio
2016

LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE e' L'istituto piu' conveniente ed i Nostri Dati e schede di Valutazione lo dimostrano!

Che la mediazione civile e commerciale convenga è ormai quasi risaputo da tutti (pur dovendo pagare un'avvocato, quando non servirebbe), e anche se tutti stanno in silenzio. Ma quello che piu' ci fa piacere sono le Valutazioni date tramite le schede di Valutazione; in tutte le schede come risultato finale otteniamo il 100% fino ad un minimo del 70% anche se una delle parti non si presenta, a Dimostrazione che il Sistema ed i Mediatori di OMCI sono altamente Qualificati. Per questo ringraziamo Tutti quelli che ad oggi hanno scelto Omci come Organismo e speriamo siate sempre di più. Il motivo per cui lo Stato non la renda obbligatoria (perchè l'obbligatorietrà in Italia ci va per forza essendo l'unico paese al mondo dove ci sono avvocati ogni 200 metri), totalmente e con l'avvocato Facoltativo, come ha ben scritto il Presidenze aggiunto della Corte di Cassazione e come prevede la direttiva C.E., esattamente come nel 2010 dove, stava Funzionando benissimo anche grazie alla pubblicità, questo non è dato sapersi, abbiamo scritto più volte anche alla Presidenza del Consiglio, ma ad nessuna risposta è arrivata.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Marzo 07 2016
  
13
Febbraio
2016

Per snellire la giustizia è necessario riattivare in modo SERIO l'istituto della mediazione;

Ogni anno, con l'apertura dell'anno giudiziario presso le Corti di Appello e di Cassazione, si ripete il ritornello di una giustizia troppo lenta, i cui tempi sono ben al di sotto degli standard europei e non invogliano gli investitori stranieri a operare sul nostro territorio. Discorso analogo si fa sulla burocrazia, che fa perdere fino a cento giorni di lavoro all'anno, giorni sottratti all'attività di impresa.

Nel 2010, con l'introduzione della mediazione obbligatoria, si tentò un deciso passo in avanti, allineandosi ai Paesi europei e americani che la praticano dagli anni Settanta con esiti positivi. Personalmente, sposando la cultura della mediazione, ne sottolineai l'utilità, la modernità, un'intrinseca superiorità rispetto alla stessa giurisdizione. Quest'ultima infatti risolve un contenzioso con pesanti costi ed enormi ritardi, mentre la mediazione restituisce alle parti un ruolo di protagonisti, aiutandole a trovare, con la collaborazione di un mediatore terzo, una soluzione equilibrata, che soddisfa entrambi i litiganti ed evita penosi strascichi giudiziari. L'obbligatorietà delle procedure di mediazione era necessaria per innescare un processo virtuoso che avrebbe trasformato una realtà di irriducibile contrapposizione facendo nascere nel nostro Paese quella cultura della mediazione che, altrove, si è ormai affermata.

Sappiamo come è andata. L'ostilità della categoria forense è stata immediata, fondandosi su argomentazioni in gran parte strumentali: impreparazione dei mediatori, costi, durata delle procedure. A nulla è valso rimarcare l'esistenza di corsi di formazione e aggiornamento, la presenza di tariffe ministeriali, la vigilanza sugli organismi, la previsione di una durata molto contenuta rispetto ai tempi del tribunale.

È intervenuta ad un certo punto la Corte Costituzionale che non dichiarò illegittima la mediazione ma che il governo, introducendo l'obbligatorietà, aveva violato la delega conferitagli dal Parlamento incorrendo in un eccesso. Molti organismi hanno chiuso per impossibilità di sostenere i costi "e quelli ancora aperti, non sono affatto incentivati, ma esorbitati di burocrazia e nessun aiuto dallo stato, aggiungiamo noi" Va tutto solo a favore degli avvocati in pieno contrasto con le Direttiva Europee, aggiunhiamo sempre noi, (una sede, almeno due segretari, una fideiussione bancaria di notevole importo). Gli interventi successivi del legislatore sono stati meri palliativi. L'obbligatorietà è stata limitata a poche materie: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con un altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, contratti bancari e contratti finanziari.

La mancata partecipazione alla procedura non è stata adeguatamente sanzionata. L'obbligo per il legale di informare il cliente sulla possibilità della mediazione si risolve in una firma apposta in calce a un prestampato. Si è data la possibilità di far comparire innanzi al mediatore non le parti ma i loro legali: gli avvocati sono diventati mediatori di diritto, quindi esentati dall'obbligo di frequentare un corso di preparazione. E stata introdotta la cosiddetta negoziazione assistita, strumento con cui gli avvocati possono evitare la mediazione anticipandola attraverso libere trattative stragiudiziali. Il bilancio è sotto i nostri occhi. Crescono i giudizi, si allungano i tempi, aumentano i costi, la giustizia civile attraversa una crisi profonda. Quale speranza per uscire dalla "morta gora"? La speranza riposa nei giudici e nell'Europa. I primi possono ampliare gli spazi della mediazione delegata, assegnando alle parti un termine per effettuarla. L'Europa potrebbe e dovrebbe intervenire per sanzionare la sostanziale disapplicazione, da parte dell'Italia, dell'istituto. Ci pensi soprattutto il governo Renzi, se lo vuole, ad adottare le contromisure. Per essere, almeno in questo, veramente europei. Noi SIAMO CON I GIUDICI E CON IL DR. FERRARO!!!

Libero, 10 febbraio 2016 -

di Bruno Ferraro (Presidente Aggiunto Onorario Corte di Cassazione)

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Ultimo aggiornamento Martedì, Marzo 01 2016
  
10
Febbraio
2016

La controversia tra attori e convenuti, che quella tra convenuta e altra parte chiamata, rientrano tra quelle soggette a mediazione “obbligatoria"

Tribunale Ordinario di Verona
SEZIONE terza civile
Il giudice dott. Massimo Vaccari
ORDINANZA
Nella causa tra Omissis………..
Contro
AZIENDA ULSS 20 DI VERONA con l’avv.___________
Con la chiamata in causa di
Assicuratori dei Lloyd’s di Londra con l’avv. ______
e con l’intervento in causa di
Omissis……….
Omissis__________
A scioglimento della riserva assunta all’udienza del 26.11.2015;
Rilevato che
gli attori, in proprio e quali esercenti la potestà genitoriale sui figli minori Omissis……...

hanno convenuto in giudizio davanti a questo Tribunale l’Azienda U.L.s.s. n. 20 di Verona per sentirla condannare al risarcimento dei danni patiti a seguito delle gravissime
lesioni subite dal piccolo ____________, quale effetto
della somministrazione allo stesso dei vaccini esavalente e antipneumococco;
la convenuta ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione a chiamare in causa la propria compagnia di assicurazione per essere da essa manlevata di quanto fosse eventualmente condannata a corrispondere agli attori;
per consentire la citazione della stessa la udienza di prima comparizione delle parti è stata differita a quella del 26.11;
la terza chiamata, Assicuratori dei Lloyd’s, si è costituita in giudizio con comparsa depositata in data 25.11, eccependo, in via pregiudiziale di rito, la improponibilità (rectius improcedibilità) della domanda attorea, per mancato esperimento del procedimento di mediazione;
con comparsa depositata in data 25.11.2015 sono intervenuti nel giudizio i nonni materni e paterni del piccolo _______________ svolgendo nei confronti della convenuta domanda di risarcimento dei danni alla persona che hanno assunto di aver subito a seguito del predetto fatto illecito;
sia la controversia tra attori e convenuti che quella tra convenuta e terza chiamata rientrano tra quelle soggette a mediazione ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, d. lgs. 28/2010, atteso che la prima attiene ad una fattispecie di responsabilità sanitaria mentre la seconda si fonda su un contratto assicurativo;
sul punto è opportuno chiarire che è alquanto controverso, sia in dottrina che in giurisprudenza, se la norma succitata trovi applicazione anche nei processi oggettivamente e soggettivamene complessi, come quello di specie, e quindi se la mediazione sia condizione di procedibilità anche delle domande fatte valere nel corso del processo dal convenuto, dai terzi intervenienti volontari o su chiamata e pure dallo stesso attore, sotto forma di reconventio reconventionis;.
peraltro i maggiori dubbi riguardano il caso in cui la domanda cumulata sia inedita, ossia si venga ad aggiungersi ad una domanda principale che è già stata sottoposta a mediazione;
per contro, qualora non si sia svolto un tentativo di conciliazione rispetto alla domanda principale, come è accaduto nel caso di specie, non si vedono ragioni per non estendere la mediazione a tutte le domande ad essa cumulate che vi siano soggette e quindi, con riguardo al caso di specie, sia alla domanda attorea che a quella della convenuta nei confronti della terza chiamata, che a quella risarcitoria avanzata dai terzi intervenuti, la quale, va evidenziato, si fonda sul medesimo titolo di quella degli attori;
l’esame dell’eccezione di inammissibilità del loro intervento che è stata sollevata dalla convenuta va riservata al prosieguo;
infine va disatteso il rilievo di tardività dell’eccezione e del rilievo officioso di improcedibilità delle domande tutte, svolto dalla difesa degli attori in quanto si fonda sull’erroneo assunto che la prima udienza di comparizione si fosse conclusa alla precedente udienza del 4 giugno 2015;
in realtà tale udienza fu rinviata proprio per consentire la chiamata del terzo Assicuratori Lloyd’s e pertanto la prima udienza di comparizione si è tenuta il 26.11 e prima di essa si sono costituiti i terzi intervenuti cosicchè risulta tempestivo anche il rilievo della mancanza della condizione di procedibilità del loro intervento;
P.Q.M
Assegna alle parti il termine di quindici giorni dalla comunicazione del presente provvedimento per presentare l’istanza di mediazione rispetto a tutte le domande svolte in causa e rinvia la causa all’udienza del 26 maggio 2016 h.09.30.
Verona 18/12/2015
Il Giudice

Dott. Vaccari Massimo

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Febbraio 10 2016
  
06
Febbraio
2016

Se la controversia è soggetta a mediazione obbligatoria va sempre esperita;

Tribunale Ordinario di Verona
TERZA SEZIONE CIVILE
Il giudice dott. Massimo Vaccari
Ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
Nella causa tra:
L. S.R.L. con l’avv. VE.LU.
Contro
IN.MA. con l’avv. FR.SI.UG.
A scioglimento della riserva assunta all’udienza del 17 dicembre 2015;
RILEVATO CHE In.Ma. ha ottenuto dal G.D di questo Tribunale un decreto con il quale è stato ingiunto a Le. s.r.l. di pagare in favore del primo la somma di euro 20.000,00 a titolo di doppio della caparra confirmatoria che lo stesso aveva corrisposto in esecuzione del contratto preliminare di affitto di ramo di azienda che era stato concluso tra le parti in data 20 marzo 2014 e che, a detta dell’In., non era stato adempiuto dalla attrice, per essersi essa rifiutata di stipulare il contratto definitivo;
l’istanza di concessione della provvisoria esecuzione del predetto decreto che è stata avanzata dall’opposto merita di essere accolta, atteso che l’opposizione non può dirsi fondata su prova scritta o di pronta soluzione;
infatti l’opponente fonda la propria pretesa di trattenere la somma, pacificamente ricevuta, sull’assunto che l’opposto non ha adempiuto all’obbligo previsto a suo carico dal predetto contratto di stipulare la polizza assicurativa del rischio locatizio; tale assunto risulta però smentito dallo stesso contratto poiché, ai sensi della clausola n. 7 primo alinea di esso, la parte affittuaria avrebbe dovuto stipulare la polizza succitata entro il giorno successivo alla conclusione del contratto definitivo;
ancora, a rivelare la debolezza della difesa dell’attrice vale la considerazione che essa non ha mai contestato al convenuto il preteso inadempimento prima del presente giudizio, ed in particolare dopo che era stata convocata per la stipula del contratto definitivo;
non può poi costituire prova scritta a favore della attrice la dichiarazione resa per iscritto da un terzo sul comportamento tenuto dall’In. nella imminenza dell’appuntamento davanti al notaio che è stata dimessa alla scorsa udienza;
quanto all’ulteriore corso del giudizio, la presente controversia rientra tra quelle per le quali, ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, D.Lgs. 28/2010, la mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda, cosicchè va assegnato alle parti il termine per la presentazione della corrispondente istanza;
a tale sviluppo non osta la circostanza che, prima di depositare il ricorso monitorio, l’In. avesse inviato alla L. un invito a stipulare la convenzione di negoziazione assistita, rimasto privo di riscontro, evidentemente sull’erroneo presupposto che la sua pretesa, dato il quantum, fosse soggetta ex lege a tale procedura;
occorre infatti rammentare che l’art. 3, comma 5 primo periodo del d.l. 132/2014, convertito nella legge 162/2014, prevede che: “Restano ferme le disposizioni che prevedono speciali procedimenti obbligatori di mediazione e conciliazione, comunque denominati…”;
tale norma impone espressamente il cumulo tra negoziazione assistita obbligatoria e procedure stragiudiziali obbligatorie, per legge o per previsione contrattuale o statutaria, salvo che la controversia non sia soggetta a mediazione obbligatoria ex lege, perché in tal caso solo questa procedura va esperita;
per essere ancora più chiari: l’esito negativo di una procedura stragiudiziale prevista obbligatoriamente per una determinata controversia non esonera le parti dall’esperimento della negoziazione assistita che sia prevista per quella stessa controversia e viceversa;
è evidente peraltro, pur in mancanza di una chiara previsione normativa, che lo steso iter va seguito nel caso, come quello di specie, in cui in relazione ad una controversia soggetta a mediazione obbligatoria sia stata prima esperita una negoziazione assistita facoltativa;
del resto una simile sequenza non appare in astratto inutilmente dilatoria, a differenza di quella inversa (negoziazione esperita dopo il fallimento della mediazione) poiché consente il passaggio ad una procedura stragiudiziale che presenta un valore aggiunto rispetto alla prima, costituito dall’intervento di un terzo imparziale, che può favorire l’esito conciliativo;
P.Q.M.
Concede la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto e assegna alle parti il termine di quindici giorni dalla comunicazione del presente provvedimento per presentare l’istanza di mediazione e rinvia la causa all’udienza del 19 maggio 2016 h. 9.45.
Così deciso in Verona il 23 dicembre 2015.
Depositata in Cancelleria il 23 dicembre 2015

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Ultimo aggiornamento Sabato, Febbraio 06 2016
  

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