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O.M.C.I.

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

13
Febbraio
2016

Per snellire la giustizia è necessario riattivare in modo SERIO l'istituto della mediazione;

Ogni anno, con l'apertura dell'anno giudiziario presso le Corti di Appello e di Cassazione, si ripete il ritornello di una giustizia troppo lenta, i cui tempi sono ben al di sotto degli standard europei e non invogliano gli investitori stranieri a operare sul nostro territorio. Discorso analogo si fa sulla burocrazia, che fa perdere fino a cento giorni di lavoro all'anno, giorni sottratti all'attività di impresa.

Nel 2010, con l'introduzione della mediazione obbligatoria, si tentò un deciso passo in avanti, allineandosi ai Paesi europei e americani che la praticano dagli anni Settanta con esiti positivi. Personalmente, sposando la cultura della mediazione, ne sottolineai l'utilità, la modernità, un'intrinseca superiorità rispetto alla stessa giurisdizione. Quest'ultima infatti risolve un contenzioso con pesanti costi ed enormi ritardi, mentre la mediazione restituisce alle parti un ruolo di protagonisti, aiutandole a trovare, con la collaborazione di un mediatore terzo, una soluzione equilibrata, che soddisfa entrambi i litiganti ed evita penosi strascichi giudiziari. L'obbligatorietà delle procedure di mediazione era necessaria per innescare un processo virtuoso che avrebbe trasformato una realtà di irriducibile contrapposizione facendo nascere nel nostro Paese quella cultura della mediazione che, altrove, si è ormai affermata.

Sappiamo come è andata. L'ostilità della categoria forense è stata immediata, fondandosi su argomentazioni in gran parte strumentali: impreparazione dei mediatori, costi, durata delle procedure. A nulla è valso rimarcare l'esistenza di corsi di formazione e aggiornamento, la presenza di tariffe ministeriali, la vigilanza sugli organismi, la previsione di una durata molto contenuta rispetto ai tempi del tribunale.

È intervenuta ad un certo punto la Corte Costituzionale che non dichiarò illegittima la mediazione ma che il governo, introducendo l'obbligatorietà, aveva violato la delega conferitagli dal Parlamento incorrendo in un eccesso. Molti organismi hanno chiuso per impossibilità di sostenere i costi "e quelli ancora aperti, non sono affatto incentivati, ma esorbitati di burocrazia e nessun aiuto dallo stato, aggiungiamo noi" Va tutto solo a favore degli avvocati in pieno contrasto con le Direttiva Europee, aggiunhiamo sempre noi, (una sede, almeno due segretari, una fideiussione bancaria di notevole importo). Gli interventi successivi del legislatore sono stati meri palliativi. L'obbligatorietà è stata limitata a poche materie: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con un altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, contratti bancari e contratti finanziari.

La mancata partecipazione alla procedura non è stata adeguatamente sanzionata. L'obbligo per il legale di informare il cliente sulla possibilità della mediazione si risolve in una firma apposta in calce a un prestampato. Si è data la possibilità di far comparire innanzi al mediatore non le parti ma i loro legali: gli avvocati sono diventati mediatori di diritto, quindi esentati dall'obbligo di frequentare un corso di preparazione. E stata introdotta la cosiddetta negoziazione assistita, strumento con cui gli avvocati possono evitare la mediazione anticipandola attraverso libere trattative stragiudiziali. Il bilancio è sotto i nostri occhi. Crescono i giudizi, si allungano i tempi, aumentano i costi, la giustizia civile attraversa una crisi profonda. Quale speranza per uscire dalla "morta gora"? La speranza riposa nei giudici e nell'Europa. I primi possono ampliare gli spazi della mediazione delegata, assegnando alle parti un termine per effettuarla. L'Europa potrebbe e dovrebbe intervenire per sanzionare la sostanziale disapplicazione, da parte dell'Italia, dell'istituto. Ci pensi soprattutto il governo Renzi, se lo vuole, ad adottare le contromisure. Per essere, almeno in questo, veramente europei. Noi SIAMO CON I GIUDICI E CON IL DR. FERRARO!!!

Libero, 10 febbraio 2016 -

di Bruno Ferraro (Presidente Aggiunto Onorario Corte di Cassazione)

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Ultimo aggiornamento Martedì, Marzo 01 2016
  
10
Febbraio
2016

La controversia tra attori e convenuti, che quella tra convenuta e altra parte chiamata, rientrano tra quelle soggette a mediazione “obbligatoria"

Tribunale Ordinario di Verona
SEZIONE terza civile
Il giudice dott. Massimo Vaccari
ORDINANZA
Nella causa tra Omissis………..
Contro
AZIENDA ULSS 20 DI VERONA con l’avv.___________
Con la chiamata in causa di
Assicuratori dei Lloyd’s di Londra con l’avv. ______
e con l’intervento in causa di
Omissis……….
Omissis__________
A scioglimento della riserva assunta all’udienza del 26.11.2015;
Rilevato che
gli attori, in proprio e quali esercenti la potestà genitoriale sui figli minori Omissis……...

hanno convenuto in giudizio davanti a questo Tribunale l’Azienda U.L.s.s. n. 20 di Verona per sentirla condannare al risarcimento dei danni patiti a seguito delle gravissime
lesioni subite dal piccolo ____________, quale effetto
della somministrazione allo stesso dei vaccini esavalente e antipneumococco;
la convenuta ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione a chiamare in causa la propria compagnia di assicurazione per essere da essa manlevata di quanto fosse eventualmente condannata a corrispondere agli attori;
per consentire la citazione della stessa la udienza di prima comparizione delle parti è stata differita a quella del 26.11;
la terza chiamata, Assicuratori dei Lloyd’s, si è costituita in giudizio con comparsa depositata in data 25.11, eccependo, in via pregiudiziale di rito, la improponibilità (rectius improcedibilità) della domanda attorea, per mancato esperimento del procedimento di mediazione;
con comparsa depositata in data 25.11.2015 sono intervenuti nel giudizio i nonni materni e paterni del piccolo _______________ svolgendo nei confronti della convenuta domanda di risarcimento dei danni alla persona che hanno assunto di aver subito a seguito del predetto fatto illecito;
sia la controversia tra attori e convenuti che quella tra convenuta e terza chiamata rientrano tra quelle soggette a mediazione ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, d. lgs. 28/2010, atteso che la prima attiene ad una fattispecie di responsabilità sanitaria mentre la seconda si fonda su un contratto assicurativo;
sul punto è opportuno chiarire che è alquanto controverso, sia in dottrina che in giurisprudenza, se la norma succitata trovi applicazione anche nei processi oggettivamente e soggettivamene complessi, come quello di specie, e quindi se la mediazione sia condizione di procedibilità anche delle domande fatte valere nel corso del processo dal convenuto, dai terzi intervenienti volontari o su chiamata e pure dallo stesso attore, sotto forma di reconventio reconventionis;.
peraltro i maggiori dubbi riguardano il caso in cui la domanda cumulata sia inedita, ossia si venga ad aggiungersi ad una domanda principale che è già stata sottoposta a mediazione;
per contro, qualora non si sia svolto un tentativo di conciliazione rispetto alla domanda principale, come è accaduto nel caso di specie, non si vedono ragioni per non estendere la mediazione a tutte le domande ad essa cumulate che vi siano soggette e quindi, con riguardo al caso di specie, sia alla domanda attorea che a quella della convenuta nei confronti della terza chiamata, che a quella risarcitoria avanzata dai terzi intervenuti, la quale, va evidenziato, si fonda sul medesimo titolo di quella degli attori;
l’esame dell’eccezione di inammissibilità del loro intervento che è stata sollevata dalla convenuta va riservata al prosieguo;
infine va disatteso il rilievo di tardività dell’eccezione e del rilievo officioso di improcedibilità delle domande tutte, svolto dalla difesa degli attori in quanto si fonda sull’erroneo assunto che la prima udienza di comparizione si fosse conclusa alla precedente udienza del 4 giugno 2015;
in realtà tale udienza fu rinviata proprio per consentire la chiamata del terzo Assicuratori Lloyd’s e pertanto la prima udienza di comparizione si è tenuta il 26.11 e prima di essa si sono costituiti i terzi intervenuti cosicchè risulta tempestivo anche il rilievo della mancanza della condizione di procedibilità del loro intervento;
P.Q.M
Assegna alle parti il termine di quindici giorni dalla comunicazione del presente provvedimento per presentare l’istanza di mediazione rispetto a tutte le domande svolte in causa e rinvia la causa all’udienza del 26 maggio 2016 h.09.30.
Verona 18/12/2015
Il Giudice

Dott. Vaccari Massimo

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Febbraio 10 2016
  
06
Febbraio
2016

Se la controversia è soggetta a mediazione obbligatoria va sempre esperita;

Tribunale Ordinario di Verona
TERZA SEZIONE CIVILE
Il giudice dott. Massimo Vaccari
Ha pronunciato la seguente
ORDINANZA
Nella causa tra:
L. S.R.L. con l’avv. VE.LU.
Contro
IN.MA. con l’avv. FR.SI.UG.
A scioglimento della riserva assunta all’udienza del 17 dicembre 2015;
RILEVATO CHE In.Ma. ha ottenuto dal G.D di questo Tribunale un decreto con il quale è stato ingiunto a Le. s.r.l. di pagare in favore del primo la somma di euro 20.000,00 a titolo di doppio della caparra confirmatoria che lo stesso aveva corrisposto in esecuzione del contratto preliminare di affitto di ramo di azienda che era stato concluso tra le parti in data 20 marzo 2014 e che, a detta dell’In., non era stato adempiuto dalla attrice, per essersi essa rifiutata di stipulare il contratto definitivo;
l’istanza di concessione della provvisoria esecuzione del predetto decreto che è stata avanzata dall’opposto merita di essere accolta, atteso che l’opposizione non può dirsi fondata su prova scritta o di pronta soluzione;
infatti l’opponente fonda la propria pretesa di trattenere la somma, pacificamente ricevuta, sull’assunto che l’opposto non ha adempiuto all’obbligo previsto a suo carico dal predetto contratto di stipulare la polizza assicurativa del rischio locatizio; tale assunto risulta però smentito dallo stesso contratto poiché, ai sensi della clausola n. 7 primo alinea di esso, la parte affittuaria avrebbe dovuto stipulare la polizza succitata entro il giorno successivo alla conclusione del contratto definitivo;
ancora, a rivelare la debolezza della difesa dell’attrice vale la considerazione che essa non ha mai contestato al convenuto il preteso inadempimento prima del presente giudizio, ed in particolare dopo che era stata convocata per la stipula del contratto definitivo;
non può poi costituire prova scritta a favore della attrice la dichiarazione resa per iscritto da un terzo sul comportamento tenuto dall’In. nella imminenza dell’appuntamento davanti al notaio che è stata dimessa alla scorsa udienza;
quanto all’ulteriore corso del giudizio, la presente controversia rientra tra quelle per le quali, ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, D.Lgs. 28/2010, la mediazione costituisce condizione di procedibilità della domanda, cosicchè va assegnato alle parti il termine per la presentazione della corrispondente istanza;
a tale sviluppo non osta la circostanza che, prima di depositare il ricorso monitorio, l’In. avesse inviato alla L. un invito a stipulare la convenzione di negoziazione assistita, rimasto privo di riscontro, evidentemente sull’erroneo presupposto che la sua pretesa, dato il quantum, fosse soggetta ex lege a tale procedura;
occorre infatti rammentare che l’art. 3, comma 5 primo periodo del d.l. 132/2014, convertito nella legge 162/2014, prevede che: “Restano ferme le disposizioni che prevedono speciali procedimenti obbligatori di mediazione e conciliazione, comunque denominati…”;
tale norma impone espressamente il cumulo tra negoziazione assistita obbligatoria e procedure stragiudiziali obbligatorie, per legge o per previsione contrattuale o statutaria, salvo che la controversia non sia soggetta a mediazione obbligatoria ex lege, perché in tal caso solo questa procedura va esperita;
per essere ancora più chiari: l’esito negativo di una procedura stragiudiziale prevista obbligatoriamente per una determinata controversia non esonera le parti dall’esperimento della negoziazione assistita che sia prevista per quella stessa controversia e viceversa;
è evidente peraltro, pur in mancanza di una chiara previsione normativa, che lo steso iter va seguito nel caso, come quello di specie, in cui in relazione ad una controversia soggetta a mediazione obbligatoria sia stata prima esperita una negoziazione assistita facoltativa;
del resto una simile sequenza non appare in astratto inutilmente dilatoria, a differenza di quella inversa (negoziazione esperita dopo il fallimento della mediazione) poiché consente il passaggio ad una procedura stragiudiziale che presenta un valore aggiunto rispetto alla prima, costituito dall’intervento di un terzo imparziale, che può favorire l’esito conciliativo;
P.Q.M.
Concede la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto e assegna alle parti il termine di quindici giorni dalla comunicazione del presente provvedimento per presentare l’istanza di mediazione e rinvia la causa all’udienza del 19 maggio 2016 h. 9.45.
Così deciso in Verona il 23 dicembre 2015.
Depositata in Cancelleria il 23 dicembre 2015

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Ultimo aggiornamento Sabato, Febbraio 06 2016
  
04
Febbraio
2016

La mediazione si inserisce con efficacia nel processo

Tribunale di Bari – seconda sezione civile – GU dott.ssa Laura Fazio, ord. 19.10.2015

Il giudice unico,

visti gli atti, sciogliendo la riserva che precede, osservato che all’odierna udienza la difesa dell’opponente ha insistito nell’eccezione di improcedibilità della domanda per omesso esperimento della procedura conciliativa di mediazione in violazione del disposto di cui all’art. 5 DLgs 28/10, tempestivamente sollevata con l’atto di opposizione a decreto ingiuntivo;

osservato che l’eccezione, ritualmente proposta, appare fondata in relazione alla natura del contratto posto alla base dell’opposto monitorio e che peraltro al parte opposta non ha neppure insistito all’udienza del 12.10.2015 per la concessione della clausola ex art. 648 cpc;

PQM

Visto l’art. 5, comma 1-bis DLgs 28/10, assegna gg 15 dalla comunicazione del presente provvedimento per l’attivazione del procedimento di mediazione;

invita i difensori delle parti ad informare i loro assistiti della presente ordinanza nei termini di cui all’art. 4, comma 3, DLgs 28/10 e delle conseguenze previste dalla legge in caso di mancata attivazione e/o mancata partecipazione al procedimento.

Rinvia per il prosieguo all’udienza del … , riservando, in caso di mancato raggiungimento dell’accordo, di nominare un CTU (con il conseguente aggravio di costi, agevolmente superabile davanti al mediatore e con il riscontro congiunto dei tassi soglia per tempo vigenti e l’eventuale ricalcolo in contraddittorio del dovuto) che provvederà a: 1) accerti il CTU, acquisita la documentazione in atti, i rapporti dare/avere tra le parti e il rispetto dei singoli tassi alla soglia della legge 108/96, eliminando gli addebiti per interessi in caso di superamento; 2) applichi la capitalizzazione prevista in contratto, ove la relativa clausola sia stata specificamente approvata per iscritto e ne preveda la reciprocità tra le parti, escludendo in caso contrario qualsiasi capitalizzazione; 3) determini il CTU il saldo del rapporto in questione al netto delle somme eventualmente versate dall’opponente, verificando altresì il rispetto del tasso soglia anche in riferimento agli interessi moratori pattuiti.

L’ordinanza in commento si origina in una opposizione a decreto ingiuntivo avverso il credito rinveniente da contratto di finanziamento in chirografo a privati. Materia pacificamente rientrante tra quelle elencate dal comma 1-bis dell’art. 5 DLgs 28/10.

La vicenda processuale presenta alcune particolarità: l’eccezione di improcedibilità è stata rilevata dall’opponente già in sede di opposizione a decreto ingiuntivo, mentre, in realtà, sarebbe dovuta essere rilevata dall’opposto in sede di costituzione nel giudizio di opposizione (cfr. i numerosi contributi sul tema dell’avv. Marco Marinaro sul Sole 24 ore); parte opposta non ha insistito nella concessione della provvisoria esecuzione, con ciò rendendo più semplice la decisione del giudice nel senso di cui si dirà.

Usualmente, infatti, in questo genere di cause, la decisione sulla concessione della provvisoria esecuzione diventa uno spartiacque anche per la questione di procedibilità: una volta concessa, l’opponente ha certamente interesse a coltivare l’opposizione, ma molto spesso concentra la sua difesa su aspetti più propriamente esecutivi. In caso di mancata concessione, invece, è l’opposto che ha tutto l’interesse a coltivare il giudizio, formalmente di opposizione ma sostanzialmente di accertamento del credito.

Ovviamente il giudice può sempre stabilire di decidere sul 648 (e sulla condizione di procedibilità) all’esito del deposito delle memorie istruttorie, come in effetti è avvenuto nel caso de quo. La decisione di rimandare le parti in mediazione in tale fase agevola non poco le possibilità di addivenire ad un accordo: in tal modo anche in mediazione, si è costretti a ragionare “carte alla mano”. In particolare, nelle questioni bancarie, verrà in rilievo la completezza della documentazione depositata da ogni parte, la presenza di autorizzazioni scritte al superamento degli interessi legali, etc.

Nel caso di specie, poi, il giudice va ancora oltre con una serie di provvedimenti: obbliga gli avvocati a reiterare formalmente l’informativa ex art. 4 DLgs 28/10 (che avrebbe dovuto essere allegata al fascicolo processuale o quantomeno contenuta nel mandato), alla luce della stessa ordinanza; chiarisce che la mediazione dovrà essere effettiva ed alla presenza delle partianticipa i quesiti al CTU ed ipotizza un percorso alternativo, su accordo, molto meno dispendioso.

Questa ordinanza si colloca nell’alveo di quei provvedimenti, ormai davvero numerosi, capofila i tribunali di Roma e Firenze (ma anche Milano – sezione famiglia; Palermo, Vasto, Chieti, Pavia, Padova, etc.) che richiedono una mediazione seria ed effettiva e cercano di stabilire una sorta di “convivenza” con il processo con indubbi effetti migliorativi del servizio giustizia (cfr. ex plurimis Trib. FI ord. 19.03.2015; Trib. Roma ord. 19.02.2015).

Le parti, una volta in mediazione, potranno seguire il suggerimento del giudice, e cercare di fare l’analisi tecnica della questione di comune accordo, magari con l’ausilio dei propri tecnici di parte; oppure chiedere all’organismo di mediazione la nomina di un proprio tecnico super partes o comunque imparziale che, confrontandosi con i tecnici di parte, possa arrivare a risultati condivisi e condivisibili da entrambe, magari partendo da un negoziato sui parametri da applicare, sia per la verifica del superamento del tasso soglia che per l’eventuale riconteggio.

Se si condividono i parametri, è ovvio che è molto più facile pervenire ad un accordo. In caso contrario, il mediatore, sentito il proprio tecnico ed il risultato della CTU in mediazione, avrà tutti gli elementi per formulare una proposta ex art. 13 DLgs 28/10.

La giurisprudenza romana, inoltre, doppiata da alcuni provvedimenti di Palermo e Reggio Calabria, consente l’acquisizione nel giudizio di merito della CTU espletata in mediazione, depurata di elementi propri del procedimento di mediazione (valutazione del comportamento delle parti, eventuali proposte riservate, etc.). Tale acquisizione è ancor più probabile se la perizia viene in concreto svolta nel contraddittorio pieno. Tanto più se, come nel caso di specie, i quesiti li ha già formulati il giudice (cfr. Trib. Roma ord.17.03.2014 o la mirabile ord. Trib. Roma 09.04.2015 sulla combinazione tra CTU in mediazione e 185-bis).

Ed allora, in caso di mancato accordo, il giudice potrà acquisire la CTU in mediazione quale “prova atipica”, evitando la duplicazione di costi; formulare immediatamente, e sulla scorta di tale documento, una propria proposta solutoria ex art. 185-bis; oppure andare a sentenza, tenendo presente la proposta formulata dal mediatore ai fini della liquidazione delle spese (ponendo a carico di chi non ha accettato la proposta conforme a sentenza tutte le spese del giudizio successive all’esperita mediazione). Ma, dinanzi a tutte queste possibilità, soprattutto in questioni di non elevatissima rilevanza economica, è chiaro che la sentenza diventa un’ipotesi davvero residuale.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Febbraio 04 2016
  
29
Gennaio
2016

Avviso

IMPORTANTE PER I MEDIATORI E PARTI O AVVOCATI:  SI AVVISA PRIMA DI INVIARE UN'ISTANZA DI LEGGERE BENE IL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, E SI RICORDA CHE QUANDO SI INVIA UN 'ISTANZA SI DICHIARA DI AVERE LETTO BENE IL REGOLAMENTO ED ACCETTARNE I CONTENUTI, SI INFORMA CHE NON VERRA' PIU' RILASCIATO ALCUN VERBALE ALLA PARTE E SUO AVVOCATO CHE NON HA PAGATO LE INDENNITA' DOVUTE AI SENSI DI LEGGE E SARA' RIPORTATO A VERBALE A DISPOSIZIONE DEL GIUDICE E SULLA SCHEDA SINGOLO PROCEDIMENTO A DISPOSIZIONE DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Gennaio 29 2016
  
21
Gennaio
2016

PROIEZIONE NAZIONALE SU RILEVAZIONE CAMPIONARIA PRESSO GLI ORGANISMI ABILITATI PER L’ANNO 2014 AGGIORNAMENTO AL 30 GIUGNO 2015;

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28, la Direzione Generale di Statistica ha assunto la responsabilità di realizzare il monitoraggio statistico dei procedimenti di mediazione trattati presso gli Organismi abilitati. La rilevazione statistica è riferita a tutte le tipologie di mediazione - obbligatoria, volontaria e demandata dal giudice - e riguarda sia i flussi numerici di procedimenti sia una serie di informazioni descrittive ed economiche quali l’esito del procedimento, la personalità giuridica delle parti, la materia, le indennità corrisposte, etc.
La Direzione ha continuato a monitorare i flussi dei procedimenti di mediazione anche dopo la sentenza 24 ottobre 2012, n. 272, della Corte Costituzionale valutandone l’impatto sull’istituto. Per diminuire il “disturbo statistico” per gli Organismi abilitati, la Direzione ha modificato la cadenza della rilevazione da mensile a trimestrale a partire dal 1° gennaio 2013.
Nel 2014 e nel 1° semestre 2015 alla rilevazione statistica ha partecipato in media il 55% degli Organismi accreditati presso il Ministero, pertanto, la proiezione riportata nel presente documento può considerarsi attendibile. Come già anticipato lo scorso anno, nel 2014 si era verificata “l’irruzione” di un organismo di mediazione con sede legale a Siena che ha iscritto, da solo, 115.423 mediazioni, tutte nella materia dei contratti assicurativi (quasi tutte concluse con la mancata partecipazione dell’aderente); l’organismo sembra mantenere un trend costante nelle iscrizioni anche nel 2015 (nel primo semestre ne ha iscritte 54.584). le caratteristiche “anomale” di questo organismo, tipiche di un outlier, (un valore anomalo e aberrante.In statistica viene definito outlier un valore al di fuori dall’intervallo)  hanno portato ad escluderlo da tutte le valutazioni generali sull’istituto della mediazione.
Il 2014 è stato comunque caratterizzato da un significativo aumento dell’avvio di nuove procedure dopo il drastico calo registrato nel 2013 per l’intervento della Corte Costituzione che, rilevando un eccesso di delega legislativa, aveva stabilito la decadenza dell’obbligatorietà della mediazione quale condizione di procedibilità. In totale, nell’anno 2014, sono state iscritte circa 180.000 mediazioni civili, molte delle quali “obbligatorie in quanto condizione di procedibilità ai sensi di legge” (84%); l’obbligatorietà era stata reintrodotta con il “Decreto del fare” (D.L. 69/2013) nel mese di settembre 2013, le volontarie hanno subito quindi una forte riduzione (dal 40%, registrato nel 2013, passano al 10% nel 2014). Confrontando le iscrizioni del 2° trimestre 2014 con quelle del 2° trimestre 2015 si registra un aumento del 21%.
Costante sembra mantenersi il tasso di successo delle mediazioni con aderente comparso, 24,4% nel 2014 e 22,2% nel 1° semestre 2015. Con l’attuazione del “Decreto del fare”, l’introduzione del primo incontro informativo, in cui il mediatore chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione ed invita le stesse e i loro avvocati ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione, fa “slittare” l’individuazione dei procedimenti in cui l’aderente compare con l’effettiva volontà di tentare una conciliazione o compare solo per manifestare la volontà di non proseguire nella mediazione. Da un’analisi ad hoc, eseguita sui dati del 2014, coloro che proseguono oltre il primo incontro rappresentano circa il 40% delle istanze di mediazione concluse e, di queste, circa il 47% si conclude con un accordo tra le parti. Un’analoga  analisi, eseguita sui dati del 1° semestre 2015, mette in evidenza che coloro che proseguono oltre il primo incontro rappresentano circa il 43% delle istanze di mediazione concluse e, di queste, il 43% si conclude con l’accordo delle parti. Il trend di comparizione dell’aderente nei procedimenti di mediazione è crescente; le materie in cui si registra una maggior adesione dell’aderente sono le successioni ereditarie (64,8%), i patti di famiglia (61,9%)e la divisione (60,6%) anche se è interessante sottolineare che, almeno nel primo semestre 2015, la probabilità di raggiungere un accordo è più elevata nelle mediazioni che riguardano la materia Diritti reali, seguita da Altra natura, Comodato e Risarcimento danni da circolazione veicoli e natanti (materia non più obbligatoria); quelle per le quali l’accordo risulta più difficile da raggiungere riguardano i Contratti bancari e il Risarcimento danni da responsabilità medica.
Il ricorso al patrocinio a spese dello Stato è limitato a circa l’1% dei procedimenti definiti.
Oltre all’obbligatorietà dell’esperimento del tentativo di mediazione prima di adire le vie giudiziarie, la L. 98/2013 ha introdotto la presenza obbligatoria degli avvocati per le controversia sulle materie obbligatorie anche se, già prima dell’entrata in vigore di detta disposizione, il livello di partecipazione degli avvocati era altissimo. Non era scontata la presenza dell’avvocato nei procedimenti sulle materie volontarie che hanno registrato, nel 2014, la presenza dell’avvocato nel 73% dei casi. Nel primo semestre 2015 le mediazioni relative alle materie volontarie sono l’8,7% delle mediazioni iscritte e il 78% registra la presenza dell’avvocato.
La regione che definisce più mediazioni è la Lombardia, seguita da Lazio e Campania, quelle che ne definiscono meno sono la Valle d’Aosta, la Basilicata e il Molise.
Gli Organismi che definiscono più procedimenti sono gli Organismi privati e gli Ordini degli avvocati seguiti dalle Camere di commercio e dagli Altri ordini professionali. Gli Altri ordini professionali registrano, però, il più elevato tasso di definizione con accordo raggiunto se l’aderente compare, seguiti dagli Organismi privati, dalle Camere di commercio e dagli Ordini degli avvocati.
Per quanto riguarda le tipologie dei procedimenti, quelli volontari rilevano il più elevato tasso di accordo, seguiti dai procedimenti relativi alle materie obbligatorie e dai procedimenti demandati dal giudice.
Nell’anno 2014, a livello settoriale, i dati evidenziano che, nelle controversie iscritte presso gli organismi di mediazione, la materia percentualmente più rilevante è quella dei Contratti bancari (25,1%), seguita dalle controversie in materia di Diritti reali (13,1%), Altra natura (11,9%), Locazione (11,6%) e Condominio (10,7%). Contratti assicurativi e Risarcimento danni da responsabilità medica “pesano” intorno al 6%, mentre le controversie in materia di Divisione e Successioni ereditarie intorno al 4% ognuno; numeri più limitati di procedimenti hanno interessato le controversie in materia di Contratti finanziari (2,9%), Comodato, Affitto di aziende e Risarcimento danni da diffamazione a mezzo stampa (intorno all’1%), Risarcimento danni da circolazione veicoli e natanti (0,4%) e Patti di famiglia (0,1%). Le iscrizioni in materia di Contratti bancari ha subito un decremento nel corso del 1° semestre 2015 passando al 24,3%, mentre i Diritti reali hanno avuto un trend crescente passando al 13,6%.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Gennaio 21 2016
  
21
Gennaio
2016

Gennaio 2016 entrata in vigore della mediazione civile e tributaria tra enti territoriali e cittadini;

Dal Gennaio 2016 si Ricorda che è entrata in Vigore la Mediazione Civile e Tributaria anche tra enti Territoriali e Cittadini in ottemperanza all 'ex art.17-bis D. Lgs. n. 546/92 estendendone (dal 1° gennaio 2016) l’ambito di applicazione anche ai tributi locali gestiti dai comuni.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Gennaio 21 2016
  
13
Gennaio
2016

Come richiederlo Bonus arbitrati 2016: come ottenere il credito d'imposta sui compensi ad avvocati e professionisti per arbitrati efficaci.

Barbara Weisz - 12 gennaio 2016

Ecco come richiedere il bonus arbitrati 2016, ovvero il credito d’imposta sui compensi

all’avvocato o agli arbitri di un procedimento di negoziazione assistita concluso con successo: le

istruzioni sono contenute nel decreto del ministero della Giustizia dello scorso 23 dicembre 2015,

pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2016, applicativo del Dl 83/2015. Si tratta di

un’agevolazione fiscale che è stata resa strutturale dalla Legge di Stabilità 2016, che spetta a

coloro che hanno pagato compensi a professionisti per un arbitrato concluso con successo: il

ministero ha messo a punto un apposito modulo di richiesta, disponibile sul sito dallo scorso 10

gennaio 2016, la domanda va inviata entro l’11 febbraio.

Il bonus arbitrati

Il credito d’imposta è commisurato alla parcella del professionista, fino a un massimo di 250

euro. Viene riconosciuto fino a concorrenza delle risorse stanziate, pari a 5 milioni di euro per il

2016. Il contribuente lo indica in dichiarazione dei redditi e può utilizzarlo in compensazione.

Va utilizzato il modello F24, esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle

Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Le persone fisiche non titolari di redditi di

impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante in diminuzione delle imposte

dovute in base alla dichiarazione dei redditi.

PMI.it Pagina 1 di 2

http://www.pmi.it/impresa/normativa/approfondimenti/109889/bonus-arbitrati-2016-c... 13/01/2016

La domanda

Il modulo di richiesta si trova nella sezione del sito del ministero della Giustizia dedicata a

“Incentivi fiscali alle misure di degiurisdizionalizzazione di cui al decreto legge n.132 del 2014“.

Va inviato, esclusivamente via internet, entro l’11 febbraio 2016. Alla domanda vanno allegati:

• copia dell’accordo di negoziazione assistita e prova della trasmissione al Consiglio

dell’Ordine degli avvocati, ovvero copia del lodo arbitrale che ha concluso il procedimento

e copia per immagine del provvedimento giudiziale di trasmissione del fascicolo;

• copia della fattura rilasciata dal professionista;

• copia di quietanza, bonifico, assegno o altro documento attestante l’effettiva corresponsione

del compenso nell’anno 2015;

• copia del documento d’identità.

Attenzione: in caso di più negoziati o procedure per cui si chiede il bonus 2016, bisogna

compilare un diverso modulo per ogni richiesta. Entro il 30 aprile 2016, il ministero della

Giustizia comunica al richiedente l’importo del bonus arbitrati spettante.

Ci sono una serie di procedure previste per gli Ordini Forensi, che devono comunicare al ministero

gli accordi di negoziazione. Il credito d’imposta viene revocato nel caso venga accertata

l’insussistenza dei requisiti, o i caso di documentazione non veritiera o incompleta.

Fonte: decreto Giustizia

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Gennaio 20 2016
  
11
Gennaio
2016

Avvocati, Commercialisti e Notai nuove regole in arrivo?

Con la proposta di legge n. 3381 presentata dal deputato ANDREA MAZZIOTTI DI CELSO,ALTIERI, BERGONZI, CAPUA, CESARO, CIRACI’, D’AGOSTINO, DAMBRUOSO, GALGANO, GULLO, LIBRANDI, MATARRESE, MONCHIERO, NESI, OLIARO, PASTORELLI, PINNA, QUINTARELLI, RABINO, RAVETTO, ROMANINI, ROSSI, SCUVERA, SOTTANELLI, si dovrebberinnovare e modernizzare l’accesso e l’esercizio della professione da parte dei giovani professionisti.
Clicca qui per leggere la proposta;

 

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Gennaio 11 2016
  
08
Gennaio
2016

Uffici legali di assicurazione e banche sempre più "temerari"? Il giudice le condanna perché rallentano la Giustizia!!!

Le compagnie di assicurazioni, prendono tempo resistendo in giudizio  temerariamente?  Il Giudice di Tivoli dott. Alessio Liberati con la sentenza 2428/2015 le condanne a  pagare il quadruplo delle spese processuali (€. 25.000).

Succederà la stessa cosa anche per le controversie bancarie, in tema di mediazione, per le quali le banche preferiscono andare in giudizio pur sapendo di aver torto piuttosto che mediare? Ebbene si! Vedere la sentenza n° 24/28/2015, Giudice di Tivoli Dott. Alessio Liberati.

 

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Ultimo aggiornamento Domenica, Gennaio 10 2016
  

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