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O.M.C.I.

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

15
Luglio
2015

Circolare 14 luglio 2015;

Circolare 14 luglio 2015 - Incompatibilità e conflitti di interesse mediatore e avvocato (da Studiare Bene per i MEDIATORI) Scaricabile sulla destra della home page, Riferimenti normativi, ultimo in fondo alla destra del Video;

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Agosto 26 2015
  
02
Luglio
2015

Grazie ai Magistrati: un vero è proprio Vademecum sulla Mediazione ai Mediatori e Assistenti, Ordinanza ESEMPLARE!!!

DA STUDIARE BENISSIMO PER I MEDIATORI: 23 Giugno 2015: Grazie ai Magistrati, dopo anni di chiacchiere ed interpretazioni è dato il giusto peso all'istituto della mediazione ed un vero è proprio Vademecum sulla Mediazione ai Mediatori e Assistenti, Ordinanza ESEMPLARE!!!

In allegato l'ordinanza del giudice  dott.: FABRIZIO PASQUALE del Tribunale di Vasto  emessa il 23 giugno 2015, molto significativa  tanto da sembrare un vademecum per mediatori, parti e relativi assistenti. Una domanda nasce spontanea perchè  attendere che un Magistrato "ordina" di esperire il tentativo di mediazione quando i cittadini  lo possono fare ancor prima di  spendere soldi per costi di giustizia?

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Agosto 26 2015
  
05
Giugno
2015

Ordinanza Tribunale di Pavia - Da studiare bene per i Mediator ORDINANZA IMPORTANTE!

Il Giudice Dott. Marzocchi, emette Ordinanza di rinvio in mediazione, invitando  i rispettivi avvocati ad abbandonare l’animosità registrata in udienza e negli scritti difensivi, per far posto esclusivamente agli interessi dei loro assistiti.
Il giudice, inoltre, ha ricordato che nella mediazione disposta d’Ufficio o obbligatoria non può ritenersi sufficiente la mera partecipazione al primo incontro informativo senza poi dar seguito effettivo alla procedura
.

Il giudice istruttore del Tribunale di Pavia, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del .........

Vista l’istanza di autorizzazione a precisare le conclusioni avanzata;

Letti gli atti del giudizio, considerato lo stato dell’istruzione, la natura della causa e il comportamento delle parti, consistita anche nel manifestato impegno dei difensori di raggiungere un accordo amichevole;
Ritenuto opportuno disporre il tentativo di mediazione in vista di una possibile conciliazione della lite, alla luce degli elementi in fatto e di diritto che emergono dagli atti;
"Ritenuto infine che il tentativo di mediazione non possa considerarsi una mera formalità da assolversi con la sola partecipazione dei difensori all’incontro preliminare, essendo evidente che i legali sono già a conoscenza del contenuto e delle finalità della procedura di mediazione,
come istituita dal D.Lgs. 28/2010, ma è necessaria la partecipazione delle parti" personalmente o dei rispettivi procuratori speciali a conoscenza dei fatti e muniti del potere di conciliare i quali dichiarino la loro volontà di proseguire nella procedura di mediazione oltre l’incontro preliminare (ex multis, Trib. Roma, Ord. 30.06.14; Trib. Palermo, Ord. 16.06.14; Trib. Firenze, Ord. 26.11.2014);
Non autorizza, allo stato, le parti a precisare le conclusioni;

Viste le modifiche introdotte dal D.L. 69/2013, convertito con modificazioni dalla L. 98/ 2013;
PQM
"Letto ed applicato l’art. 5, co. 2, D. Lgs. 4 marzo 2010 n. 28,
Dispone l’esperimento del procedimento di mediazione, ponendo l’onere dell’avvio della procedura di mediazione a carico della parte più diligente e avvisando entrambe le parti che, per l’effetto, l’esperimento del tentativo di mediazione – presenti le parti o i loro procuratori speciali e i loro difensori - sarà condizione di procedibilità della domanda giudiziale e che, considerato che il giudizio sulla mediabilità della controversia è già dato con il presente provvedimento, la mediazione non potrà considerarsi esperita con un semplice incontro preliminare

tra il mediatore e i soli legali delle parti";

Visti gli artt. 8, co. 4-bis, D.Lgs. 28/2010, 116, co. 2, 91 e 96 cpc;
"Invita il mediatore a verbalizzare quale, tra le parti presenti, dichiari di non voler proseguire nella mediazione oltre l’incontro preliminare";
Fissa nuova udienza in data 13 maggio 2015, ore 10,00 per la verifica dell’esito della procedura di mediazione e, in caso suo esito negativo, per la trattazione orale sulla sussistenza delle condizioni e sull’opportunità ex art. 1, co. 1, D.L. 132/14, convertito in L. 162/14, del trasferimento del giudizio alla sede arbitrale forense, ex art. 1, co. 4, L. cit., con invio del fascicolo al Presidente dell’Ordine Avvocati di Pavia;
Assegna alle parti il termine di legge di quindici giorni dalla comunicazione dell’ ordinanza per la presentazione della domanda di avvio della procedura di mediazione da depositarsi presso un Organismo, regolarmente iscritto nel registro ministeriale, che svolga le sue funzioni nel circondario del Tribunale di Pavia, ex. art. 4, co. 1, D. Lgs. 28/2010.
Manda la cancelleria per le comunicazioni alle parti costituite.
Pavia, 18.05.2015.

Il Giudice Dott. Giorgio Marzocchi

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Settembre 17 2015
  
23
Aprile
2015

E' il mediatore a dover esercitare la funzione di verifica e di garanzia al fine di assicurare la presenza personale delle parti nel procedimento di mediazione :

DA STUDIARE BENE PER I MEDIATORI: E' il mediatore a dover esercitare la funzione di verifica e di garanzia al fine di assicurare la presenza personale delle parti nel procedimento di mediazione; (da Studiare Bene Per i Mediatori)!

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI VASTO in composizione monocratica, nella persona del dott. Fabrizio Pasquale, alla pubblica udienza del 09.03.2015, al termine della discussione orale disposta ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c., ha pronunciato la seguente SENTENZA dando lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione, nel procedimento civile iscritto al n. 1221/12 del Ruolo Generale Affari Civili, avente ad oggetto:
VENDITA DI COSE MOBILI e promosso da La ***. s.n.c., in persona del legale rappresentante pro tempore, nei confronti di *** s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, entrambi rappresentati e difesi come in atti. *****************
LETTI gli atti e la documentazione di causa;
ASCOLTATE le conclusioni rassegnate dai difensori delle parti;
PREMESSO IN FATTO CHE
1. La ***. s.n.c., assumendo di avere stipulato con la società convenuta un contratto di fornitura e posa in opera di serramenti in alluminio per un fabbricato in corso di costruzione di proprietà della *** s.r.l. per un corrispettivo di € 140.000,00, ha convenuto in giudizio, innanzi a questo Tribunale, la società committente per ivi sentirla condannare al versamento della somma di € 96.221,35, a titolo di saldo asseritamente dovuto per tutte le forniture pattuite ed eseguite, ma non ancora pagate dalla convenuta.
2. La *** s.r.l., costituitasi in giudizio, si è opposta all’accoglimento della domanda, sull’assunto che la fornitura dei materiali non sarebbe stata ultimata e che i manufatti consegnati presenterebbero vizi e difetti; ha, pertanto, concluso per il rigetto della domanda, a motivo della sua infondatezza, chiedendo in via riconvenzionale la condanna di controparte al pagamento della somma di € 163.250,35 a titolo di risarcimento danni.
3. In corso di causa, il giudice istruttore, ritenuto che il comportamento delle parti (resesi disponibili alla individuazione di una soluzione conciliativa della controversia) suggeriva il ricorso a soluzioni amichevoli della lite, disponeva – ai sensi dell’art. 5, secondo comma, del D. Lgs. n. 28/10 – l’esperimento del procedimento di mediazione, il quale veniva dichiarato chiuso dal mediatore per mancata prestazione del consenso da parte della società convenuta.
RITENUTO IN DIRITTO CHE
1. Lo scrutinio nel merito delle rispettive domande delle parti deve essere anticipato dalla trattazione di una questione pregiudiziale, relativa alla procedibilità della domanda, che assume carattere dirimente. Da quanto risulta dal verbale del procedimento di mediazione n. 25/14, instaurato innanzi all’organismo di mediazione istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Vasto, in sede di primo incontro svoltosi davanti al mediatore, le parti non sono comparse personalmente e la procedura si è chiusa poiché la società convenuta non ha prestato il proprio consenso al relativo espletamento. Orbene, a tal proposito, è appena il caso di evidenziare che le disposizioni di cui all’art. 8 del D.Lgs. n. 28/2010 (come modificato dalla legge n. 98/2013), lette alla luce del contesto europeo nel quale si collocano (cfr. in particolare, direttiva comunitaria 2008/52/CE) impongono di ritenere che l’ordine del giudice è da ritenersi osservato soltanto in caso di presenza della parte (o di un di lei delegato), accompagnata dal difensore e non anche in caso di comparsa del solo difensore, anche quale delegato della parte. Molteplici sono le argomentazioni che consentono di giungere a tale conclusione.
a) Innanzitutto, la natura della mediazione di per sé richiede che all’incontro con il mediatore siano presenti (anche e soprattutto) le parti di persona. L'istituto, infatti, mira a riattivare la comunicazione tra i litiganti al fine di renderli in grado di verificare la possibilità di una soluzione concordata del conflitto; questo implica necessariamente che sia possibile una interazione immediata tra le parti di fronte al mediatore. Lo scrutinio nel merito delle rispettive domande delle parti deve essere anticipato dalla trattazione di una questione pregiudiziale, relativa alla procedibilità della domanda, che assume carattere dirimente. Da quanto risulta dal verbale del procedimento di mediazione n. 25/14, instaurato innanzi all’organismo di mediazione istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Vasto, in sede di primo incontro svoltosi davanti al mediatore, le parti non sono comparse personalmente e la procedura si è chiusa poiché la società convenuta non ha prestato il proprio consenso al relativo espletamento.
b) In secondo luogo, i difensori (definiti mediatori di diritto dalla stessa legge) sono senza dubbio già a conoscenza della natura della mediazione e delle sue finalità (come, peraltro, si desume dal fatto che essi, prima della causa, devono fornire al cliente l'informazione prescritta dall'art. 4, comma 3 del D. Lgs n. 28/2010), di talché non avrebbe senso imporre l’incontro tra i soli difensori e il mediatore in vista di una inutile informativa.
Ritenere che la condizione di procedibilità sia assolta dopo un primo incontro, in cui il mediatore si limiti a chiarire alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, vuol dire in realtà ridurre ad un’inaccettabile dimensione notarile il ruolo del giudice, quello del mediatore e quello dei difensori. L’ipotesi che la condizione si verifichi con il solo incontro tra gli avvocati e il mediatore per le informazioni appare particolarmente irrazionale nella mediazione disposta dal giudice: in tal caso, infatti, si presuppone che il giudice abbia già svolto la valutazione di ‘mediabilità’ del conflitto (come prevede l’art. 5 cit.: che impone al giudice di valutare “la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti”). Questo presuppone anche un’adeguata informazione ai clienti da parte dei difensori; inoltre, in caso di lacuna al riguardo, lo stesso giudice, qualora verifichi la mancata allegazione del documento informativo, deve a sua volta informare la parte della facoltà di chiedere la mediazione. Come si vede, dunque, sono previsti plurimi livelli informativi e non è pensabile il processo venga momentaneamente interrotto per un’ulteriore informazione anziché per un serio tentativo di risolvere il conflitto.

2. Alla luce delle considerazioni che precedono, il giudice ritiene che, sia per la mediazione obbligatoria da svolgersi prima del giudizio ex art. 5, comma 1 bis, D. Lgs. n. 28/2010, sia per la mediazione demandata dal giudice, ex art. 5, comma 2, è necessario – ai fini del rispetto della condizione di procedibilità della domanda - che le parti compaiano personalmente (assistite dai propri difensori, come previsto dal successivo art. 8) all’incontro con il mediatore. Graverà su quest’ultimo, in qualità di soggetto istituzionalmente preposto ad esercitare funzioni di verifica e di garanzia della puntuale osservanza delle condizioni di regolare espletamento della procedura, l’onere di adottare ogni opportuno provvedimento finalizzato ad assicurare la presenza personale delle parti, ad esempio disponendo - se necessario – un rinvio del primo incontro, sollecitando anche informalmente il difensore della parte assente a stimolarne la comparizione, ovvero dando atto a verbale che, nonostante le iniziative adottate, la parte a ciò invitata non ha inteso partecipare personalmente agli incontri, né si è determinata a nominare un suo delegato (diverso dal difensore), per il caso di assoluto impedimento a comparire. La parte che avrà interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda avrà l’onere di partecipare personalmente a tutti gli incontri di mediazione, chiedendo al mediatore di attivarsi al fine di procurare l’incontro personale tra i litiganti; potrà, altresì, pretendere che nel verbale d’incontro il mediatore dia atto della concreta impossibilità di procedere all’espletamento del tentativo di mediazione, a causa del rifiuto della controparte di presenziare personalmente agli incontri. Solo una volta acclarato che la procedura non si è potuta svolgere per indisponibilità della parte che ha ricevuto l’invito a presentarsi in mediazione, la condizione di procedibilità può considerarsi avverata, essendo in questo caso impensabile che il convenuto possa, con la propria colpevole o volontaria inerzia, addirittura beneficiare delle conseguenze favorevoli di una declaratoria di improcedibilità della domanda, che paralizzerebbe la disamina nel merito delle pretese avanzate contro di sè. Negli altri casi e, segnatamente, quando è la stessa parte che ha agito (o che intende agire) in giudizio a non presentarsi personalmente in una procedura di mediazione da lei stessa attivata (anche su ordine del giudice), la domanda si espone al rischio di essere dichiarata improcedibile, per incompiuta osservanza delle disposizioni normative che impongono il previo corretto esperimento del procedimento di mediazione.
3. Nel caso in esame, nella procedura di mediazione demandata dal giudice non sono comparse personalmente né la parte attrice, né la parte convenuta, mentre in loro rappresentanza sono intervenuti soltanto i difensori, i quali non hanno, peraltro, esposto al mediatore alcun giustificato motivo dell’assenza dei rispettivi assistiti. Il mediatore ha dichiarato chiuso il procedimento, senza dare atto a verbale delle ragioni della assenza delle parti e delle eventuali iniziative adottate al fine di procurare la comparizione personale delle stesse. La procedura non si è, pertanto, svolta correttamente, in particolar modo a causa della ingiustificata assenza della parte che ha presentato (su disposizione del giudice) la domanda di mediazione, vale a dire del legale rappresentante della società attrice La ***. s.n.c., che aveva interesse contrario alla declaratoria di improcedibilità della domanda giudiziale. Occorre, pertanto, rilevare d’ufficio il mancato avveramento della condizione di procedibilità, ai sensi dell’art. 5, comma 2, D. Lgs. n. 28/10 e assumere le conseguenziali determinazioni decisorie. A tal riguardo, secondo questo giudicante, non vi è altra possibilità se non quella di dichiarare l’improcedibilità della domanda attorea. Non è praticabile, per converso, l’alternativa soluzione di assegnare alle parti un nuovo termine per la reiterazione della procedura di mediazione, essendo questa già stata definita. La norma dell’art. 5, comma 1-bis, D. Lgs. n. 28/10, che impone al giudice l’obbligo di assegnare alle parti il termine per la presentazione della domanda di mediazione e di fissare la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’art. 6, si applica soltanto al caso in cui la mediazione è già iniziata ma non si è ancora conclusa e al caso in cui essa non è stata affatto esperita, ma non anche alla diversa ipotesi (come quella in esame) in cui la mediazione è stata tempestivamente introdotta e definita, ma in violazione delle prescrizioni che regolano il suo corretto espletamento.
4. Quanto al regime delle spese processuali, l’assoluta novità della questione, l’assenza di un consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità sul punto e la natura meramente processuale delle ragioni di reiezione della domanda, costituiscono eccezionali motivi che giustificano l’integrale compensazione delle spese di lite fra le parti.
Per Questi Motivi Il Tribunale di Vasto, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando sulla domanda promossa da La ***. s.n.c., in persona del legale rappresentante pro tempore, nei confronti di *** s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, disattesa ogni diversa richiesta, eccezione o conclusione, così provvede:
DICHIARA improcedibile la domanda di cui in epigrafe;
DICHIARA interamente compensate tra le parti le spese di lite;
MANDA alla Cancelleria per gli adempimenti di competenza;
DISPONE che la presente sentenza sia allegata al verbale di udienza.
Così deciso in Vasto, il 09.03.2015.
IL GIUDICE dott. Fabrizio Pasquale

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Ultimo aggiornamento Martedì, Agosto 25 2015
  
18
Aprile
2015

Il Quirinale risponde ancora ad Omci:

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Settembre 04 2015
  
12
Aprile
2015

Ormai le sentenze, Ordinanze e sanzioni sono quotidiane: Tribunale di Torino con Ordinanza, Precisa “L’obbligatorietà della mediazione dipende dalla natura della causa, non dal rito scelto dalle parti”:

Ormai le sentenze, Ordinanze e sanzioni sono quotidiane: Tribunale di Torino con Ordinanza, Precisa “L’obbligatorietà della mediazione dipende dalla natura della causa, non dal rito scelto dalle parti”:

  L’unico presupposto per l’applicazione del procedimento di mediazione obbligatoria, ai sensi dell’art. 5, comma 1 – bis, d.lgs. n. 28/2010, è la natura della controversia, a nulla rilevando il rito scelto dalle parti. Di conseguenza, l’attore è tenuto ad esperire preliminarmente il procedimento di mediazione, condizione di procedibilità della domanda giudiziale, anche nel procedimento sommario di cognizione di cui all’art. 702 – bis, c.p.c.. 

(Tribunale di Torino, sez. III Civile, ordinanza 23 marzo 2015)  Giudice Di Capua

Lo ha affermato il Tribunale di Torino con l’ordinanza del 23 marzo.
Il caso. Un condominio aveva proposto ricorso per instaurare procedimento sommario di cognizione ex artt. 702 – bis ss. c.p.c. nei confronti di una coppia, proprietaria del locale sottotetto del fabbricato, per accertare la mancata demolizione e rimozione delle opere da questi realizzati all’interno dei locali, nonché per sentirli condannare alla rimozione delle suddette opere. Il giudice designato fissava udienza di comparizione, assegnando ai convenuti il termine di 10 prima dell’udienza per la costituzione in giudizio. Con l’atto di costituzione, quest’ultimi eccepiscono l’improcedibilità della domanda giudiziale per l’omesso esperimento di mediazione previsto dal d.lgs. n. 28/2010.
L’applicabilità della mediazione obbligatoria. Il giudice rileva che la giurisprudenza prevalente ammette l’applicazione della mediazione obbligatoria anche nel procedimento sommario di cognizione di cui all’art. 702 – bis, in quanto non è il rito che determina l’obbligatorietà del procedimento di mediazione, bensì la natura della controversia.
Il dato normativo. In tal senso, il Tribunale, sul presupposto della natura pacificamente condominiale della causa, riporta il testo dell’art. 5, comma 1 – bis, d.lgs. n. 28/2010 che espressamente include le controversie in materia di condominio tra quelle a cui si applica l’obbligo per l’attore, assistito dall’avvocato, di esperire preliminarmente il procedimento di mediazione, il quale rileva come condizione di procedibilità della domanda giudiziale.
La norma continua specificando che l’eventuale improcedibilità, appunto per omesso tentativo di mediazione, «deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’articolo 6. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione».
La decisione e la fissazione dei termini. In conclusione, considerata l’applicabilità della disposizione al giudizio de quo e che la durata massima del procedimento di mediazione non può superare i 3 mesi con decorrenza dal giorno del deposito della domanda di mediazione o da quello fissato dal giudice (art. 6, d.lgs. n. 28/2010), il Tribunale assegna alle parti il termine di 15 giorni, decorrenti dalla comunicazione dell’ordinanza, per la presentazione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza al 16 ottobre 2015, disponendo a carico della cancelleria la comunicazione della pronuncia alle parti. Il Giudice Di Capua

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Ultimo aggiornamento Domenica, Aprile 12 2015
  
09
Aprile
2015

Tribunale Pavia 1° aprile 2015: in mediazione è necessaria la presenza delle parti o dei rispettivi procuratori speciali;

Tribunale Pavia 1° aprile 2015: in mediazione è necessaria la presenza delle parti o dei rispettivi procuratori speciali;

R.G. 5303/2014

  

TRIBUNALE DI PAVIA

Sezione III Civile – dott. Marzocchi

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo

promosso da

XXX, con gli Avv.ti ZZZ        Attori-opponenti

contro

YYY, con l’Avv. VVV             Convenuta-opposta

e contro

XYX, con l’Avv. TTT               Terzo chiamato

 

*     *     *

 

Il giudice istruttore del Tribunale di Pavia, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 30.03.2015; Viste le istanze avanzate dalle parti in udienza;

Letti atti e documenti del fascicolo;

Sulla provvisoria esecuzione del decreto osserva e decide:

L’opposizione appare parzialmente fondata e, conseguentemente, anche la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo deve essere concessa solo per una parte del credito ingiunto. L’opposta ha fornito prova scritta del titolo di credito e del suo ammontare, relativo alla fornitura del materiale inerte agli opponenti. Materiale necessario all’esecuzione del contratto di appalto tra opponenti e terza chiamata. Pur dovendo tenere distinti i rapporti tra le parti, qualche nesso è innegabile. In particolare, esiste un principio di prova scritta che almeno una parte della fornitura del materiale inerte è risultato inidoneo e che l’appaltatore non ha rifiutato di stendere sul campo, pur avendone denunciata l’inidoneità. Conseguentemente, al credito relativo alla fornitura di questa parte di materiale non si ritiene opportuno concedere l’esecutività provvisoria. I questa sede di cognizione sommaria, l’ammontare di tale credito non può che essere determinato in via approssimativa nella misura di € 25.000,00. Ne consegue che il credito per il quale è invece concessa la provvisoria esecuzione è pari alla differenza tra il capitale ingiunto (€ 48.208,48) e il credito come sopra approssimativamente determinato (€ 25.000,00). Il credito che allo stato risulta meritevole di concessione della provvisoria esecuzione è dunque pari alla differenza (€ 23.208,48).

Ciò premesso, visto l’art. 648 cpc,

Concede la parziale esecuzione provvisoria del decreto opposto, per la somma di € 23.208,48, oltre accessori.

Vista l’istanza di fissazione dei termini per le memorie istruttorie ex art. 183, co. 6, cpc, fissa i termini per il deposito come segue:

  • 30 aprile 2015 per la memoria n. 1;
  • 31 maggio 2015 per la n. 2;
  • 15 giugno 2015 per la memoria n. 3;

con invito ai difensori a depositare in cancelleria copie cartacee di cortesia per il magistrato (che non dispone di consolle) o, in alternativa, a spedirle al seguente indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Considerato lo stato dell’istruzione, la natura della causa e il comportamento delle parti, che hanno in corso anche altro giudizio pendente avanti il Tribunale di Vercelli;

Ritenuto opportuno disporre il tentativo di mediazione in vista di una possibile conciliazione della controversia, alla luce degli elementi di fatto e di diritto emersi;

Ritenuto inoltre che il tentativo di mediazione non possa considerarsi una mera formalità da assolversi con la partecipazione dei soli difensori all’incontro preliminare informativo, essendo evidente che i legali sono già a conoscenza del contenuto e delle finalità della procedura di mediazione ed essendo al contrario necessaria la partecipazione delle parti personalmente – o dei rispettivi procuratori speciali a conoscenza dei fatti e muniti del potere di conciliare – che all’interpello del mediatore esprimano la loro volontà di proseguire nella procedura di mediazione oltre l’incontro preliminare (ex multis, Trib. Palermo, Ord. 16.06.14; Trib. Roma, Ord. 30.06.14; Trib. Firenze, Ord. 26.11.14; Trib. Siracusa, Ord. 17.01.15, Trib. Vasto, Sent. 9.03.2015);

Viste le modifiche introdotte dal D.L. 69/2013, convertito con modificazioni dalla L. 98/2013;

 PQM

 Letto ed applicato l’art. 5, co. 2, D. Lgs. 4 marzo 2010 n. 28,

Dispone l’esperimento del procedimento di mediazione, ponendo l’onere dell’avvio della procedura di mediazione a carico di parte convenuta opposta e avvisando tutte le parti costituite che, per l’effetto, l’esperimento del tentativo di mediazione – presenti le parti o i loro procuratori speciali e i loro difensori – sarà condizione di procedibilità della domanda giudiziale e che, considerato che il giudizio sulla mediabilità della controversia è già dato con il presente provvedimento, la mediazione non potrà considerarsi esperita con un semplice incontro preliminare tra i soli difensori delle parti;

Visti gli artt. 8, co. 4-bis, D.Lgs. 28/2010, 116, co. 2, 91 e 96 cpc, invita il mediatore a verbalizzare quale, tra le parti che partecipano all’incontro, dichiari di non voler proseguire nella mediazione oltre l’incontro preliminare;

Invita parte convenuta opposta ad allegare la presente ordinanza all’istanza di avvio della mediazione, in modo che il mediatore possa averne compiuta conoscenza. In subordine invita alla produzione dell’ordinanza anche le altre parti, all’atto dell’adesione alla procedura di mediazione;

Assegna il termine di legge di quindici giorni dalla comunicazione dell’ordinanza per la presentazione della domanda di avvio della procedura di mediazione da depositarsi presso un Organismo di mediazione, regolarmente iscritto nel registro ministeriale, che svolga le sue funzioni nel circondario del Tribunale di Pavia, ex art. 4, co. 1, D. Lgs. 28/2010.

Fissa nuova udienza in data 12 ottobre 2015, ore 9,30, per la verifica dell’esito della procedura di mediazione e, in caso suo esito negativo, per la decisione sull’ammissione delle prove dedotte nelle memorie istruttorie ex art. 183, co. 6, cpc;

Manda la cancelleria per le comunicazioni alle parti costituite.

Pavia, 1 aprile 2015

Dott. Giorgio Marzocchi

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Aprile 09 2015
  
08
Aprile
2015

Revoca dell'amministratore, perchè è necessario ricorrere alla mediazione;

Revoca dell'amministratore, perchè è necessario ricorrere alla mediazione;

Per revocare l'amministratore di condominio è necessario ricorrere all'istituto della mediazione civile?

31/03/2015

 Il Tribunale di Padova ha recentemente ritenuto necessario l'esperimento della mediazione civile

L'amministratore di condominio degli edifici può essere revocato in ogni tempo da parte dell'Assemblea dei condomini, con la stessa maggioranza prevista per la nomina, oppure con quella maggiore stabilita dal regolamento di condominio. Nei casi in cui sussistano gravi

irregolarità fiscali o nel caso in cui l'amministratore proceda ad una gestione del condominio senza avvalersi di un conto corrente, i condòmini, anche singolarmente, possono chiedere al medesimo la convocazione dell'assemblea avente come punto all'ordine del giorno la rispettiva revoca.

In questi casi, ove l'assemblea non provvede ai condòmini promotori possono ricorrere in giudizio. La revoca tramite autorità giudiziaria è subordinata quindi, in questi casi,al preventivo esperimento della seduta assembleare. Da non perdere: Amministratore e mediazione: alcune considerazioni

Trattandosi di un procedimento di giurisdizione volontaria – vale a dire, diritto non avente natura contenziosa, siccome sostitutivo della volontà assembleare, per l'esigenza di assicurare una rapida ed efficace tutela dell'interesse alla corretta gestione dell'amministrazione condominiale (tra le tante, Cass. Civ., 20907/2004) – è stabilito che “nel caso di accoglimento della domanda, il ricorrente, per le spese legali, ha titolo alla rivalsa nei confronti del condominio, che a sua volta può rivalersi nei confronti dell'amministratore revocato”.

Le singole fattispecie. Le altre ipotesi di irregolarità gestionale sono, infine, elencate nel comma nr 12 dell'articolo 1129, c.c.; e segnatamente:

  1. omessa convocazione dell'assemblea per l'approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l'assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge;
  2. mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell'assemblea;
  3. della mancata aperura ed utilizzazione del conto di cui al settimo comma;
  4. gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell'amministratore o dia latri condòmini;
  5. aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;
  6. promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio, l'aver omesso di curare diligentemente l'azione e la conseguente esecuzione coattiva;
  7. inottemperanza agli obblighi di cui all'art. 1130, numeri 6, 7 e 9 (in sintesi al tenuta dei registri e l'accesso ai documenti);
  8. omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati anagrafici e professionali all'atto della nomina o della conferma.

Il procedimento. L'articolo 64 delle disposizione di attuazione del codice civile disciplina il procedimento di revoca dell'amministratore di condominio.

La richiesta di rimozione dell'amministratore anche da parte di un singolo condòmino conferisce al rito in esame e ad al conseguente provvedimento giudiziale carattere di procedimento e di provvedimento tipicamente cautelari, non dissimile da quello previsto dall'art. 2409 c.c., il quale tratta l'ipotesi di “sospetto di gravi irregolarità” commesse da amministratori e sindaci delle società per azioni (ex multis, Cass. Civ. 20907/2004).

Il provvedimento in commento. Il Tribunale di Padova ha recentemente ritenuto che anche questo procedimento camerale debba essere preceduto dall'esperimento della mediazione civile.

Con provvedimento del 24 febbraio 2015 il Giudice collegiale ha affermato che, ai sensi del combinato disp. Artt. 71 quater e 64 disp. att. c.c., la controversia in disamina rientri tra quelle soggette all'obbligo della mediazione ai sensi del D.Lgs. n. 28/2010.

La decisione non ci convince: anzi, appare stridere con la citata previsione normativa.

Il procedimento di mediazione. Il legislatore della riforma sulla “mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (D.lgvo 28/2010) ha escluso i procedimenti camerali tra quelli che devono essere preceduti dall'esperimento del tentativo, a pena d'improcedibilità.

E' stato previsto, infatti, che lo svolgimento della mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e cautelari, né si applica “nei procedimenti in camera di consiglio” (art.5, comma 4 lettera f).

Tra l'altro, simili provvedimenti analogamente a quelli resi sulla denuncia di irregolarità nella gestione di una società ex art. 2409 c.c. sono privi di carattere di decisorietà, in quanto, nell'ambito di attribuzioni di volontaria giurisdizione rivolte alla tutela di interessi anche generali ed esercitare senza un vero e proprio contraddittorio, si risolvono in misure cautelari e provvisorie, e, pur coinvolgendo diritti soggettivi, non statuiscono su di essi a definizione di un conflitto tra parti contrapposte, né hanno attitudine ad acquistare autorità di cosa giudicato sostanziale.

Sotto altro e diverso profilo, non si comprende in che modo un mediatore possa conciliare una diatriba sorta tra condòmini ed amministratore in tema di gravi irregolarità da questi posto in essere nell'esercizio del mandato (e, in quanto tali, tipizzate dal legislatore per consentirne la revoca); ma questo è un altro problema… che, eventualmente, dovrà porsi il Mediatore nel caso in cui le parti aderiranno al procedimento...Staremo a vedere. Mediazione: chi si rifiuta paga il doppio delle spese.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Aprile 08 2015
  
01
Aprile
2015

Si moltiplicano i provvedimenti dei giudici che percepiscono la mediazione civile quale istituto volto realmente a deflazionare il carico di lavoro dei tribunali italiani: IN MEDIAZIONE SENZA INDUGIO, CON LEALTA' E PROBITA';

In mediazione civile, senza indugio e secondo lealtà e probità (Da Studiare bene)

31 marzo 2015 News

Comunicato Stampa

IN MEDIAZIONE SENZA INDUGIO, CON LEALTA' E PROBITA'

Si moltiplicano i provvedimenti dei giudici che percepiscono la mediazione civile quale istituto volto realmente a deflazionare il carico di lavoro dei tribunali italiani.

Pubblichiamo una interessante ordinanza del Tribunale di Roma, in un giudizio in materia locatizia, con la quale il Giudice ha invitato le parti ad andare in mediazione “senza indugio”, per risolvere “auspicabilmente” il contenzioso e “non oberare” oltremodo l’autorità giudiziaria, ammonendo le parti stesse sulle sanzioni previste dalla legge in caso di comportamenti non leali e non probi tenuti in sede di mediazione.

Si moltiplicano, così, i provvedimenti dei giudici che percepiscono la mediazione civile quale istituto volto realmente a deflazionare il carico di lavoro dei tribunali italiani.

Si moltiplicano anche gli avvocati che ogni giorno scoprono nella mediazione civile un ulteriore ed essenziale strumento per un esercizio virtuoso ed efficiente della propria professione, scegliendo come partner solo quegli organismi che offrono reali garanzie di serietà ed efficienza.

E’ solamente così e con una partecipazione effettiva e leale delle parti alla procedura che, in una media di 76 giorni, ben il 48% delle controversie portate in mediazione civile si definiscono con un accordo.
Secondo le
ultime statistiche del Ministero della Giustizia, gli organismi più virtuosi sono quelli privati, con una percentuale di accordi del 52,2% contro il 38,1% di quelli pubblici.
Mediate Gente, mediate!

Tribunale di Roma, ordinanza 2015

Giudice Dott. Ranieri

1.2 Vertendosi in materia locatizia le parti vanno comunque inviate senza indugio in mediazione civile obbligatoria onde discutere ed auspicabilmente risolvere il contenzioso insorto senza proseguire nel presente giudizio dinanzi all’autorità giudiziaria ordinaria già così oberata. Pertanto, visto il d.lgs. n. 28/2010 sulla mediazione obbligatoria come modificato dall’art. 84 del d.l. n. 69/2013, convertito con modificazioni in legge n. 98/2013, in vigore del 21 settembre 2013 assegna alle parti termine di 15 giorni dalla comunicazione della presente ordinanza per la presentazione della domanda di mediazione e fissa udienza all’1 luglio 2015, ore 11.45, nella non creduta ipotesi in cui la conciliazione non sortisca esito positivo; udienza fissata ex art. 420 c.p.c. per la discussione nel merito previo esame dei temi concretamente affrontati e dell’esito della mediazione svolta secondo lealtà e probità, dovrà essere prodotto il verbale di mediazione. Segnala sin d’ora che la legge sulla mediazione obbligatoria prevede la irrogazione di sanzioni economiche a favore dello Stato ed carico dell’una e dell’altra parte per eventuali comportamenti non leali e non probi tenuti in sede di mediazione.

1.3 Segnala alle parti che l’art. 96 comma 3 c.p.c. prevede la condanna al pagamento di una somma di denaro a carico di quella parte che dovesse risultare aver agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Aprile 01 2015
  
31
Marzo
2015

La mediazione non potrà considerarsi esperita con un semplice incontro preliminare tra i soli legali delle parti!!! (Da Studiare BENE, il Giudice ORDINA AL MEDIATORE DI SEGNALARE BENE CHI TRA LE PARTI NON HA VOLUTO PROSEGUIRE CON LA MEDIAZIONE)!!!!

Come si può giungere a cotanta "incompetenza ed inadeguatezza"?  Il Consiglio Nazionale Forense cosa sta facendo per evitare questi comportamenti?  Questi sono i signori che danneggiano  l'immagine della  "VERA  classe forense".  Fuori dall'avvocatura e fuori dagli organismi i "faccendieri della mediazione e formazione".

Questa la sentenza che la dice lunga su certi comportamenti.

Tribunale di Pavia

Sezione III Civile

Ordinanza 9 marzo 2015

(Giudice Marzocchi)

Osserva

Da una delibazione degli atti e dei documenti del fascicolo; dall’esito dell’ interrogatorio libero esperito anche a fini conciliativi all’ultima udienza del 4.03.2015; dalla disponibilità delle parti manifestata in esito al fallimento del tentativo di conciliazione giudiziale, discende l’opportunità di disporre l’esperimento di una procedura di mediazione, previa proposta giudiziale di conciliazione della lite;

Visto l’art. 185 bis, c.p.c., considerata la natura della causa, il valore della lite e le questioni di diritto non particolarmente complesse che vengono in considerazione nel presente giudizio;

Si propone alle parti:

di definire amichevolmente la lite nel modo seguente: la società opponente s’impegni ad effettuare un pagamento, a saldo e stralcio in favore dell’opposto, per il titolo dedotto in giudizio, della somma di € 5.500,00 (cinquemilacinquecento/00), da intendersi onnicomprensive di capitale, interessi e concorso nelle spese legali (al lordo di tutti gli accessori). La somma potrà essere corrisposta in parte alla conclusione dell’accordo e in parte in rate mensili.

Si invitano i difensori, ove condividessero l’opportunità della proposta transattiva giudiziale, a prendere contatto tra loro per definire le concrete modalità del pagamento, invitandoli, ove preferissero formalizzare l’accordo in un verbale di conciliazione giudiziale, ad avanzare apposita istanza di anticipazione dell’udienza.

In caso di mancato accordo - da accertarsi a cura dei difensori entro il termine perentorio del 15.04.2015 - sulla sopra formulata proposta giudiziale o su altra liberamente determinabile nell’esercizio dell’autonomia negoziale delle parti Dispone come segue Considerato lo stato dell’istruzione, la natura della causa e il comportamento delle parti;

Ritenuto opportuno ordinare il tentativo di mediazione in vista di una possibile conciliazione della lite, alla luce degli elementi in fatto e di diritto già emersi;

Ritenuto che il tentativo di mediazione non possa considerarsi una mera formalità da assolversi con la partecipazione dei soli difensori all’incontro preliminare informativo, essendo evidente che i legali sono già a conoscenza del contenuto e delle finalità della procedura di mediazione ed essendo al contrario necessaria la partecipazione delle parti personalmente - o dei rispettivi procuratori speciali a conoscenza dei fatti e muniti del potere di conciliare - che all’interpello del mediatore esprimano la loro volontà di proseguire nella procedura di mediazione oltre l’incontro preliminare (ex multis, Trib. Palermo, Ord. 16.06.14; Trib. Roma, Ord. 30.06.14; Trib. Firenze, Ord. 26.11.2014; Trib. Siracusa, Ord. 17.01.15);

Viste le modifiche introdotte dal D.L. 69/2013, convertito con modificazioni dalla L. 98/2013;

P.Q.M.

Letto ed applicato l’art. 5, co. 2, d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28, Ordina alle parti, in caso di mancato accordo entro il 15.04.2015 sulla proposta giudiziale sopra formulata, l’esperimento del procedimento di mediazione, ponendo l’onere dell’avvio della procedura a carico della parte più diligente e avvisando entrambe le parti che, per l’effetto, il tempestivo esperimento del tentativo di mediazione – presenti le parti o i loro procuratori speciali e i loro difensori - sarà condizione di procedibilità della domanda giudiziale e che, considerato che il giudizio sulla mediabilità della controversia è già dato con il presente provvedimento, la mediazione non potrà considerarsi esperita con un semplice incontro preliminare tra i soli legali delle parti;

Visti gli artt. 8, co. 4-bis, d.lgs. 28/2010, 116, co. 2, 91 e 96 c.p.c., invita il mediatore a verbalizzare quale, tra le parti che partecipano all’incontro, dichiari di non voler proseguire nella mediazione oltre l’incontro preliminare;

Ordina alla parte più diligente di allegare la presente ordinanza anche in copia “libera” all’istanza di avvio della mediazione o all’adesione alla stessa, in modo che il mediatore possa averne compiuta conoscenza;

Rinvia la causa all’udienza del 23 settembre 2015, ore 10,30 1) per la verifica dell’esito della procedura di mediazione e, in caso suo esito negativo, 2) per la trattazione orale sulla sussistenza delle condizioni e sull’opportunità per le parti di presentazione dell’istanza congiunta, ex art. 1, comma 1, d.l. n. 132/14, convertito in L. 162/14, di trasferimento del giudizio alla sede arbitrale forense, ex art. 1, comma 4, L. cit., con invio del fascicolo al Presidente dell’Ordine Avvocati di Pavia;

3) in subordine, in caso di mancanza dell’istanza congiunta di cui sopra, per la precisazione delle conclusioni.

Assegna alle parti il termine perentorio del 30.04.2015 per la presentazione della domanda di avvio della procedura di mediazione da depositarsi presso un Organismo, regolarmente iscritto nel registro ministeriale, che svolga le sue funzioni nel circondario del Tribunale di Pavia, ex. art. 4, co. 1, d.lgs. n. 28/2010;

Manda alla cancelleria per le comunicazioni alle parti costituite.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Marzo 31 2015
  

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