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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

17
Gennaio
2022

La Guardasigilli Marta Cartabia ha firmato il decreto con il quale vengono costituiti sette gruppi di lavoro: coinvolti 73 esperti;

Costituito il gruppo di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo recanti modifiche normative in materia di procedure di mediazione e negoziazione assistita.

L'art. 2 del decreto della Ministra Cartabia nomina i componenti del gruppo di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo recanti modifiche normative in materia di procedure di mediazione e negoziazione assistita, nonche´ in materia di arbitrato. Essi sono:

 

  1. Avv. Severa Azzarello Addetta all’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia;

 

  1. Prof. Paolo Biavati Universita` degli Studi di Bologna;

 

  1. Dott.ssa Maria Cristina Contini Magistrato addetto all’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia;

 

  1. Prof. Filippo Danovi Vice Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia;

 

  1. Dott.ssa Mirella Delia Giudice del Tribunale di Bari;

 

  1. Avv. Donato Di Campli Avvocato del Foro di Pescara;

 

  1. Dott. Gaetano Labianca Giudice del Tribunale di Trani;

 

  1. Prof.ssa Paola Lucarelli Universita` degli Studi di Firenze;

 

  1. Prof. Marco Marinaro Universita` Luiss “Guido Carli”;

 

10. Avv. Paola Moreschini Avvocato del Foro di Roma

11. Dott. Francesco Oddi Presidente di sezione del Tribunale di Roma.
La predisposizione delle bozze degli schemi di decreto legislativo e delle relazioni illustrative dovra` essere ultimata entro il 15 maggio 2022 per i primi sei gruppi di lavoro ed entro il 30 ottobre 2022 per il settimo.

https://www.giustizia.it/giustizia/it/home_giustizia_restyle.page
https://www.gnewsonline.it/riforma-giustizia-civile-al-via-i-lavori-per-lattuazione-della-delega/

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Gennaio 17 2022
  
14
Gennaio
2022

La delega al Governo per la riforma delL'efficientamento del processo civile e degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie: semplificazione, speditezza e razionalizzazione.

La giustizia civile: la Legge n.206/2021;

SINTESI: Il Parlamento ha approvato la Legge n.206/2021 e ha quindi delegato il Governo ad attuare, entro un anno dall'entrata in vigore della legge di delega, provvedimenti che siano volti all'efficientamento del processo civile. La legge di delega manifesta l'assoluta necessità di realizzare, in tempi celeri, un vero e proprio restyling della giustizia civile italiana (tanto del processo di cognizione di primo grado che delle impugnazioni, oltre che del ricorso in Cassazione) al fine di dare vita un sistema equo e sostenibile in chiave smart, veloce e soddisfacente attraverso il ricorso ai sistemi alternativi di risoluzione della controversie, alla garanzia della ragionevole durata dei processi che,  indefettibilmente, si realizza attraverso un alleggerimento del contenzioso attraverso l'utilizzo, sempre più crescente, di sistemi alternativi, ad una responsabilizzazione delle parti e degli addetti ai lavori.
La Legge n. 206/2021 è il frutto di un dibattito parlamentare iniziato con la presentazione al Senato del disegno di legge A.S. 1662 e con l'istituzione della Commissione di studio da parte del Ministro della Giustizia Cartabia, con il compito di redigere un documento nel quale venissero delineate, anche mediante la prospettazione di alternative, le misure più idonee ad assicurare maggiore efficienza al processo civile e agli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie. 
La legge si compone di un solo articolo e di quarantaquattro emendamenti, alcuni dei quali interamente dedicati alla revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, nonché di una serie di misure urgenti per la razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie e in materia di esecuzione forzata. 
Quanto ai principi e criteri direttivi della riforma, la legge interviene sulla valorizzazione degli istituti della mediazione delle controversie civili e commerciali e della negoziazione assistita con il chiaro intento di incentivare il loro utilizzo. 
L'art. 1 comma 4 della legge sancisce che, nell'esercizio della delega, i provvedimenti recanti modifiche alle discipline della procedura di mediazione  e  della  negoziazione  assistita  siano  adottati  nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:  riordinare  e  semplificare  la  disciplina  degli  incentivi fiscali relativi alle procedure stragiudiziali di  risoluzione  delle controversie, attraverso l'incremento  della  misura dell'esenzione dall'imposta di registro, la semplificazione  della  procedura prevista  per  la  determinazione  del  credito  d'imposta  e  il riconoscimento  di  un  credito  d'imposta  commisurato  al  compenso dell'avvocato che assiste la parte nella procedura di mediazione, nei limiti   previsti   dai    parametri    professionali. Si aggiungono l'ulteriore riconoscimento di un  credito  d'imposta  commisurato  al  contributo unificato versato dalle parti nel  giudizio  che  risulti  estinto  a seguito della conclusione dell'accordo  di  mediazione;  l'estensione del patrocinio a spese dello Stato alle procedure di mediazione e  di negoziazione assistita; la previsione  di  un  credito  d'imposta in favore degli organismi di mediazione commisurato  all'indennita'  non esigibile dalla parte che si trova nelle condizioni per  l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato; la riforma delle  spese  di  avvio della procedura di  mediazione  e  delle  indennita'  spettanti  agli organismi di mediazione; un monitoraggio del rispetto del  limite  di spesa destinato alle misure previste che preveda   il corrispondente aumento del contributo unificato, al sopraggiungere di eventuali scostamenti  rispetto  al  limite di spesa.
Viene introdotta l'adozione di un testo unico in materia di procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie (TUSC), favorendo la partecipazione delle parti a tali procedure, anche con modalità telematiche, disciplinando le attività di istruzione stragiudiziale, potenziando la formazione e l'aggiornamento dei mediatori e la conoscenza di questi strumenti presso i giudici.
Esteso il ricorso  obbligatorio  alla  mediazione,  in  via preventiva,   in   materia   di  contratti   di   associazione  in partecipazione, di consorzio, di franchising, di opera, di  rete,  di somministrazione, di societa' di persone  e  di  subfornitura,  fermo restando il ricorso alle procedure di risoluzione  alternativa  delle controversie previsto da leggi speciali e fermo restando che,  quando l'esperimento  del  procedimento  di  mediazione  è condizione   di procedibilita' della  domanda  giudiziale,  le  parti  devono  essere necessariamente  assistite  da  un  difensore  e  la  condizione   si considera avverata se il  primo  incontro  davanti al  mediatore  si conclude senza l'accordo e che, in ogni caso,  lo  svolgimento  della mediazione non preclude la concessione dei  provvedimenti  urgenti  e cautelari,  né la  trascrizione  della   domanda   giudiziale.
Viene attribuita all'amministratore del condominio la legittimazione  ad attivare il procedimento di mediazione, ad aderirvi e a parteciparvi, e prevedere che l'accordo di conciliazione riportato nel verbale o la proposta   del    mediatore    siano    sottoposti    all'approvazione dell'assemblea condominiale che delibera con le maggioranze  previste dall'articolo 1136  c.c  e  che,  in  caso  di  mancata approvazione, la conciliazione si intende non conclusa o la  proposta del mediatore non approvata.
Valorizzata e incentivata la mediazione demandata  dal  giudice in un regime  di  collaborazione  necessaria fra  gli  uffici giudiziari,  le  università,  nel  rispetto  della  loro  autonomia, l'avvocatura, gli organismi di mediazione, gli enti e le associazioni professionali e di categoria sul territorio, che consegua stabilmente la formazione degli operatori, il monitoraggio delle esperienze e  l tracciabilita' dei provvedimenti giudiziali che  demandano  le  parti alla mediazione. Agli stessi fini si prevede l'istituzione di percorsi di formazione in mediazione per i magistrati e la  valorizzazione  della stessa e dei contenziosi definiti a seguito di mediazione o comunque mediante accordi conciliativi,  al  fine  della  valutazione della carriera dei magistrati stessi. 
La riforma, inoltre, si prefigge di adottare  misure  di  semplificazione  del  procedimento di notificazione nei casi in cui la stessa sia effettuata  dall'ufficiale giudiziario, al fine di agevolare l'uso di  strumenti  informatici  e telematici.
Conclusioni: la riforma della giustizia si inserisce e, si aggiunge, deve configurarsi come strumento volto a responsabilizzare le parti e i terzi, ma anche gli avvocati, ai doveri di leale collaborazione, prevedendo all'uopo misure sanzionatorie in tema di abuso dello strumento giudiziale e alla temerarietà delle liti (il comma 21 riconosce l'Amministrazione della giustizia la qualità di soggetto danneggiato nei casi di responsabilita'  aggravata di cui all'art. 96 c.p.c. e, conseguentemente, specifiche sanzioni  a  favore  della  cassa  delle ammende). Questi principi sono stati già oggetto di ampio dibattito, sia in dottrina che in giurispudenza, da ultimo dalla Corte di Cassazione nella Relazione n. 56/2020 che li identifica come manifestazioni del principio di solidarietà di cui all’art. 2 della Costituzione, dei principi fondamentali di matrice europea e internazionale (UNIDROIT) cui il nostro ordinemento deve conformarsi, configurando la buona fede come parametro oggettivo di comportamento delle parti nel rapporto contrattuale, nella sua fisiologia e patologia, con l' obbligo di rinegoziare e la preferenza verso metodi risolutivi stragiudiziali in luogo del contenzioso, in tempi celeri e a vantaggio del sistema giustizia, oltre che della società nel suo complesso.

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Gennaio 14 2022
  
05
Gennaio
2022

Omci l'organismo di Mediazione ed Ente Formativo, con esperienza decennale, non esegue solo Mediazioni, ma esegue corsi di ogni tipo, vedere su Materia Specialistiche;

Ricordiamo che OMCI oltre ad essere Iscritto al MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DA ALMENO UN DECENNIO, è sempre al vostro fianco.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Gennaio 10 2022
  
01
Gennaio
2022

Ai sensi dell'art. 8 comma 1 Dlgs. 28/2010 le parti possono esprimersi sulla possibilità e non sulla volontà di procedere, per motivi validi ed oggettivi;

Tribunale di Pistoia, Sezione Unica Civile, ordinanza 23 settembre 2021 estensore Dott.ssa Iannone;

SINTESI: Il Giudice dott.ssa Iannone ha disposto il tentativo di mediazione con un'ordinanza ben articolata, nella quale afferma inequivocabilmente che   ai sensi dell’art. 8, comma 1, del D.lgs. 28/2010, "le parti  possono esprimersi solo sulla possibilità - vale a dire sulla eventuale sussistenza di impedimenti all’effettivo esperimento della medesima - e non sulla volontà di procedere, deducendo che  in tale ultimo caso si tratterebbe invece di tentativo facoltativo rimesso al mero arbitrio delle parti medesime con evidente, conseguente e sostanziale interpretatio abrogansdella norma e assoluta dispersione della sua finalità esplicitamente deflattiva."

In sostanza, secondo tale interpretazione,  le  ragioni ammissibili in ordine all' “impossibilità di iniziare la procedura”, di cui all’art. 8, co. 1 andrebbero individuate  nei soli impedimenti oggettivi e nelle  sole questioni preliminari o pregiudiziali.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Gennaio 01 2022
  
29
Dicembre
2021

MEDIAZIONE SU ORDINE DEL GIUDICE: Il Termine di 15 Giorni non è perentorio;

Nella mediazione ope iudicis, la condizione di procedibilità è assolta quando la mediazione sia esperita entro l’udienza di rinvio fissata dal giudice (Cass. 40035/2021);

 

Sintesi: La mediazione obbligatoria è prevista dalla legge in determinate materie. La mediazione può essere predisposta anche su ordine del giudice, se ricorrono particolari condizioni e si ravvisa la possibilità di conciliare la lite; a tal proposito, si parla di mediazione delegata o ope iudicis (art. 5 c. 2 d. lgs. 28/2010). In entrambi i casi, la mediazione costituisce una condizione di procedibilità; nell’ipotesi di mancato esperimento, il giudice invita le parti alla mediazione e dispone un’udienza successiva alla scadenza del termine massimo per la conclusione del procedimento (3 mesi) e, contestualmente, assegna un termine di 15 giorni per la presentazione della domanda.

 

Tale termine è perentorio?

 

La Corte di Cassazione, con la sentenza del 14 dicembre 2021 n. 40035, risponde negativamente. Infatti, il decorso del termine di 15 giorni non rende, di per sé, la domanda improcedibile. Ciò che rileva è l’utile esperimento della procedura di mediazione entro l’udienza di rinvio fissata dal giudice, ove per “utile esperimento” s’intende il primo incontro delle parti innanzi al mediatore, conclusosi senza l’accordo. Per contro, non rileva l’osservanza del termine di quindici giorni assegnato dal giudice delegante nell’ordinanza che dispone la mediazione. In conclusione, la domanda giudiziale è dichiarata improcedibile solo se, all’udienza di verifica fissata dopo la scadenza del termine di durata della mediazione (3 mesi), il procedimento non è stato iniziato o non si è concluso per una colpevole inerzia iniziale della parte, che ha ritardato la presentazione dell’istanza.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Dicembre 29 2021
  
28
Dicembre
2021

Le spese di avvio della mediazione obbligatoria e del compenso del legale vengono poste a carico della parte soccombente in giudizio.

Tribunale di Treviso, Giudice Estensore Dott. ssa Sonia Andreatta - sentenza n. 1741 del 20.10.2021.

SINTESI: Il caso in esame riguarda un procedimento per convalida di sfratto, al quale l’intimato compariva in udienza e si opponeva.
Il Giudice, pertanto, mutava il rito ex art. 667 c.p.c., ordinava il rilascio dell’immobile (ritenendo l'opposizione non fondata su prova scritta né sussistendo gravi ragioni ostative alla pronuncia dell'ordinanza ex art. 665 c.p.c.) ed assegnava alle parti i termini per la presentazione della domanda di mediazione e per l'eventuale integrazione degli atti introduttivi.
La procedura di mediazione veniva tempestivamente attivata e si concludeva con esito negativo a causa dell’assenza ingiustificata degli intimati che erano stati ritualmente invitati.
Tra le richieste di parte ricorrente vi era, pertanto, anche la condanna di parte resistente al rimborso dei costi e delle spese legali relative alla partecipazione alla mediazione delegata.
In merito, il Tribunale di Treviso ha così statuito:

 

  • secondo la costante giurisprudenza di merito le spese connesse alla mediazione devono essere poste a carico della parte soccombente, poiché sono ricomprese nelle spese processuali ex art. 91 c.p.c. ed in virtù del principio della causalità, (Tribunale Modena 09/03/2012; Tribunale Massa 09/11/2016; Tribunale Milano 21/07/2016; Tribunale Mantova 09/04/2018);

  • tra la mediazione ed il processo civile non vi è solo una relazione cronologica, ma sussiste anche un necessario coordinamento tra l'attività svolta avanti al mediatore e quella dinanzi al Giudice;

  • il comportamento assunto dalla parte nel corso della mediazione ricade nel successivo processo in termini di spese di lite;

  • la parte soccombente può essere condannata a rimborsare al vincitore anche le spese da questo sostenute per l'esperimento del tentativo obbligatorio, in quanto qualificabili come esborsi ai sensi e per gli effetti dell'art. 91 c.p.c. (Tribunale Trieste 11/03/2021);

  • nel caso di specie, si tratta di controversia soggetta a mediazione obbligatoria, per la quale viene richiesta l’assistenza di un legale;

  • pertanto, parte istante ha dovuto sostenere delle spese per avvisare la mediazione che si è conclusa negativamente poiché i conduttori non si sono presentati al primo incontro;

  • deve, quindi, ritenersi fondata la domanda di parte ricorrente di rifusione delle spese di mediazione.

Per tali ragioni, l’Autorità Giudiziaria ha condannato la parte resistente ed assente ingiustificata al procedimento di mediazione a rifondere alla parte ricorrente anche le spese di mediazione ovvero le spese per l’attivazione della procedura ed il compenso liquidato sulla base della tabella allegata al D.M. n. 37/2018.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Dicembre 28 2021
  
20
Dicembre
2021

La preventiva comunicazione delle ragioni della decisione di non partecipare al procedimento di mediazione non ne giustifica l’assenza e non la esime dall’essere soggetto alle sanzioni pecuniarie e processuali;

Tribunale di Torino, Giudice Estensore dott. Edoardo Di Capua - sentenza n. 2117/2021 del 30/04/2021.

SINTESI: Il caso in esame riguarda un’opposizione a decreto ingiuntivo.
Nel corso del giudizio, parte convenuta opposta dichiarava di aderire alla proposta di conciliazione formulata dal Giudice ai sensi dell’art. 185 bis c.p.c., mentre la parte attrice opponente dichiarava di non aderirvi.
Pertanto, l’Autorità Giudiziaria, preso atto delle posizioni assunte dalle parti, assegnava alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione delegata.
La parte attrice opponente attivava il procedimento di mediazione delegata, ma non partecipava all’incontro e non forniva alcun giustificato motivo.
Ciò emergeva al verbale di mediazione negativo prodotto in giudizio dalla parte convenuta opposta.
Sul punto, il Giudice ha precisato quanto segue:

  • il motivo per la mancata partecipazione all’incontro di mediazione può essere considerato giustificato solo ed esclusivamente nel caso in cui abbia il carattere dell’assolutezza;
  • in caso contrario, ovvero in caso di motivo impeditivo temporaneo o fondato sul dissenso consapevole, informato e motivato, non costituisce giustificato motivo;
  • neppure la preventiva comunicazione delle ragioni della decisione di non partecipare al procedimento di mediazione ne giustifica l’assenza;
  • pertanto, la parte che non si reca al primo incontro di mediazione e si limita a rappresentare per iscritto all'organismo di mediazione la decisione di non parteciparvi è assente ingiustificata e subisce le conseguenze sanzionatorie sia processuali sia pecuniarie;
  • ciò poiché la partecipazione quanto meno al primo incontro informativo costituisce un dovere;
  • infatti, la mediazione è volta a realizzare l’immediato sollecitamento delle pretese delle parti e a ridurre il contenzioso giudiziario.

Nel caso di specie, la parte attrice opponente non ha partecipato al procedimento di mediazione e ciò senza giustificato motivo; da ciò, il Giudice ha desunto argomenti di prova nel giudizio sfavorevoli alla predetta parte e ne ha tenuto conto nella valutazione del materiale probatorio già acquisito, concludendo per l’infondatezza delle domande ed eccezioni proposte dalla parte attrice opponente stessa; ed, infatti, il Tribunale di Torino ha revocato il decreto ingiuntivo opposto alla luce dei pagamenti effettuati nelle more del giudizio di opposizione, condannato parte attrice opponente al pagamento della somma residua, oltre agli interessi moratori, rigettato le altre  domande di merito ed istruttorie formulate da quest’ultima ed, infine, condannato la medesima al pagamento delle spese processuali del procedimento monitorio e del procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo, nonché al versamento all' entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Dicembre 20 2021
  
14
Dicembre
2021

L’istanza di mediazione sottoscritta e depositata dal solo abogado è valida, così come valido è l’incontro al quale vi partecipa senza la presenza del legale con il quale agisce d’intesa;

Tribunale di Aosta, Giudice Estensore Dott.ssa Simona Modolo, sentenza n. 285/2021 del 05.10.2021.

 

SINTESI: Il caso in esame riguarda l’impugnazione di delibere condominiali in cui il Condominio convenuto ha eccepito, tra le varie, in via preliminare di rito, l'improcedibilità della domanda giudiziale per mancato esperimento del tentativo di mediazione poiché:

  • l'amministratore non era fornito di alcuna autorizzazione assembleare;

  • era decorso il termine di 30 giorni dall’assemblea all’avvio della mediazione;

  • all’incontro di mediazione l’attrice non era presente personalmente;

  • la procedura era stata promossa da un difensore privo di poteri poiché si trattava di un abogado non affiancato da un avvocato iscritto in Italia.

In relazione alle predette eccezioni, Il Tribunale di Aosta si è espresso nei termini che vengono di seguito indicati:

  • la mancata autorizzazione dell'amministratore da parte del Condominio comporta la mancata comparizione dello stesso, in quanto privo dei poteri necessari che non gli sono stati forniti dall'assemblea, ma ciò non inficia la validità del tentativo di mediazione ai fini della procedibilità della domanda;

  • sulla base delle date di presentazione delle istanze di mediazione e di comunicazione dell’avvio della procedura, nonché della data in cui si è svolto il primo incontro di mediazione, risultano rispettati i termini di cui all' art. 1137 c.c.;

  • l'abogado che assiste parte attrice compariva all'incontro di mediazione munito di procura notarile, soddisfacendo così il requisito di comparizione della parte;

  • la procura/delega sottoscritta dalla parte attrice ed allegata all'istanza di mediazione risulta conferita sia all'abogado, sia all’avvocato con cui agisce d’intesa;

  • l’avvocato con cui agisce d’intesa l’abogado non è obbligato a presenziare, ovvero ad assistere alle udienze alle quali l'avvocato stabilito partecipa;

  • pertanto, deve ritenersi valida l’istanza di avvio della procedura di mediazione, sebbene proposta con istanza sottoscritta dal solo abogado;

  • il dubbio riguarderebbe, se mai, la possibilità per l’abogado di sottoscrivere l'eventuale accordo al fine di munirlo dell'efficacia esecutiva, ma tale questione non riguarda il presente giudizio, visto che la mediazione si è conclusa negativamente.

Per tutti i motivi sopra esposto, il Tribunale ha rigettato l’eccezione di improcedibilità della domanda giudiziale e si è pronunciato nel merito della vicenda, annullando le delibere nelle parti nelle parti ritenute illegittime e condannando parte convenuta al rimborso delle spese di lite in favore di parte attrice.

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Dicembre 15 2021
  
09
Dicembre
2021

Diventare Mediatori, conviene Ora più che mai!

Il giorno 11 novembre 2021 è stata Pubblicata in Gazzetta ufficiale la riforma del processo civille e delle ADR, Le Mediazioni Demandate, se conciliate serviranno per far carriera ai Giudici, sarà Rafforzata La Formazione ecc., Una volta approvati tutti i decreti attuativi, entrerà in  Vigore la Riforma Cartabia, dove inevitabilmente aumenteranno Le ore per divenire Mediatore civile e commerciale, di conseguenza Aumenteranno drasticamente i Prezzi, le materie, le varie specialistiche e la selezione sarà molto piu' complessa. Per questo Omci indice corsi  per divenire Mediatore civile e commerciale professionista, corsi che si svolgono con almeno 5 iscritti, da 50 ore, comprese 4 ore di esame terorico pratico; I corsi arannoi fatti vis a vis (non in videoconferenza, in quanto ora non è consentito), chi supererà l'esame finale riceverà l'attestato da Mediatore, in un secondo momento deciderete Voi se iscrivervi anche al nostro organismo. Mentre per chi porta Mediazioni da noi da gennaio 2022, conciliabili ovviamente, abbiamo pensato di riconoscere una sorpresa a fine anno che varierà in base al numero di Mediazioni, ma sarà senzaltro una sorpresa per tutti gradita. Varieranno anche alcuni docenti per rendere ancora più professionale in tutte le Materie il nostro organismo. anche le Pubbliche amministrazioni come i Privati Cittadini, Società, etc, possono usufruire della Mediazione molto più Vantaggiosa, Come? Basta prendere una delle nostre Clausole contrattuali o comprommissorrie ed inserirla su tutti i cotratti, Appalti ecc e farla firmare da tutte le parti coinvolte, più sempolice di cosi! Tutto questo come detto prima sino a che non entrerà in Vigore la Riforma dove varierà praticamente Tutto. Non attendete oltre quindi e approfittate di questa opportunità scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;

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Ultimo aggiornamento Domenica, Dicembre 12 2021
  
28
Novembre
2021

La Corte di Cassazione chiarisce taluni aspetti della tassazione della divisione ereditaria;

Corte di Cassazione, Sez. V Civile, ordinanza n. 30956 del 29 ottobre 2021 - Relatore Russo

SINTESI: La divisione ereditaria, come è noto, è una delle materie sottoposte alla condizione di procedibilità della mediazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30956/2021, chiarisce le modalità di calcolo dell'imposta di registro in caso di scioglimento della comunione e divisione ereditaria nel caso in cui ad alcuni coeredi vengono assegnati beni in natura e agli altri dei conguagli in denaro.
In tema di imposta di registro la divisione è considerata atto avente natura dichiarativa sottoposto all'aliquota dell'1 % (art. 3 della Tariffa, parte Prima, allegata al TUR) se le porzioni concretamente assegnate ai condividenti, quote di fatto, corrispondono alle quote di diritto, cioè a quelle quote che spettano ai partecipanti, sui beni della massa, in ragione dei diritti che essi vantano.
Le quote rappresentano infatti la partecipazione ad una ricchezza che entra a fare parte del patrimonio del coerede all'atto della accettazione, sicché la successiva divisione secondo le quote non apporta ulteriore incremento patrimoniale al condividente.
L’atto di divisione della comunione ereditaria non può essere considerato, ai fini dell’imposta di registro, al pari di una vendita ex art 34 DPR 131/1986, anche qualora alcuni coeredi abbiano ricevuto beni in natura di valore superiore alla loro quota, se in ragione dell’effetto perequativo dei conguagli non vi è stata una attribuzione di ricchezza eccedente il valore della quota spettante a ciascun coerede.
Solo in caso contrario si applica l'art. 34, comma 1, del DPR 131/1986 il quale stabilisce che la divisione con la quale ad un condividente sono assegnati beni per un valore complessivo eccedente quello a lui spettante sulla massa comune, è considerata vendita limitatamente alla parte eccedente e quindi troveranno applicazione le aliquote proprie degli atti traslativi.
Gli eredi soddisfatti per equivalente non sono “eredi pretermessi”, diversamente non avrebbero partecipato alla comunione e di conseguenza alla divisione.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Novembre 28 2021
  

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