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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

24
Giugno
2021

Se non si arriva ad un accordo in sede di mediazione, il mediatore è invitato a formulare una proposta, anche in assenza di una richiesta delle parti ed, in caso contrario, illustrare perchè non ha formulato alcuna proposta di accordo.

Tribunale di Gorizia, Giudice Dott.ssa Laura Di Lauro, provvedimento del 03.06.2021;

Sintesi: Il Giudice del Tribunale di Gorizia ha innanzitutto rilevato che la controversia rientra tra quelle per cui è prevista la mediazione obbligatoria a pena di improcedibilità ex art. 5 D. Lgs. 28/2010, come novellato dal D.L. n. 69/2013, conv. in Legge n. 98/2013. (Locazione, sfratto);
Successivamente, ha precisato che il mediatore può formulare una proposta tutte le volte in cui le Parti non raggiungono l’accordo, anche in assenza di una richiesta congiunta di queste ultime (ciò, quindi, a dispetto e oltrepassando il dettato di cui all’art. 11 del D. Lgs. 28/2010, così come sostituito dall'art. 84, co. 1, lett. l) del D.L. n. 69/2013, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 98/2013, secondo il quale quando non viene raggiunto l'accordo, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta). In caso contrario, il mediatore dovrà indicare le ragioni per le quali non ha ritenuto utile formulare alcuna proposta.
L’interpretazione “estensiva” effettuata dal Tribunale di Gorizia trae spunto dal dettato di cui all’art. 55 del D. L. 83/2012 che modifica la Legge n. 89/2001 sull’equa riparazione del danno per la violazione del termine di ragionevole durata del processo, introducendo il comma 2 quinquies che alla lettera c) non riconosce alcun indennizzo “nel caso di cui all’articolo 13, primo comma, primo periodo, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”, ovvero allorquando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta formulata dal mediatore.
Inoltre, il Giudice ha specificato che tale proposta (lo si ribadisce, anche in assenza di una concorde richiesta delle parti) costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione ed è, quindi, opportuna.
Infine, il Giudice ha sottolineato che i principali compiti del mediatore sono: 1) informare le parti circa le  conseguenze che possono derivare dal rifiuto ingiustificato di dare seguito al procedimento di mediazione dopo il primo incontro informativo; 2) spronare le parti a chiarire quali siano le ragioni del rifiuto; 3) verbalizzare il contenuto delle dichiarazioni rese in tal senso dalle parti, ad eccezione del caso in cui il dichiarante non fornisca il proprio consenso e del caso in cui la ragione del rifiuto riguardi proprio il merito della lite.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Giugno 24 2021
  
23
Giugno
2021

Ministro Cartabia: Liti temerarie: sanzioni per chi agisce con mala fede o colpa grave;

Dal Ministro delle Giustizia Cartabia del 22/06/2021;

Gli emendamenti governativi alla riforma del processo civile puntano a introdurre una responsabilità aggravata e sanzioni nei confronti chi agisce o resiste in giudizio con mala fede o colpa grave.

Riforma processo civile: subemendamenti fino al 2 luglio

Il nuovo volto del d.d.l. di riforma del processo civile potrebbe essere svelato in tempi davvero brevi. Gli emendamenti presentati dalla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, infatti, sono potenzialmente idonei a impattare fortemente sull'impianto del disegno di legge originariamente predisposto dall'ex Guardasigilli Bonafede e attualmente al vaglio della Commissione Giustizia al Senato. Cartabia ha in diverse occasioni ribadito l'importanza di approvare, entro fine 2021, le leggi di delegazione per la riforma del processo civile, del processo penale e del CSM. Obiettivo ambizioso, ma da perseguire necessariamente per rispettare gli impegni presi con l'UE e illustrati all'interno del PNRR, vincolanti per poter beneficiare delle risorse dei fondi Next generation EU messe a disposizione per l'Italia. Intanto, come dichiarato da Fiammetta Modena, relatrice in commissione Giustizia del disegno di legge delega, "il termine per presentare i subemendamenti è il 2 luglio. Poi partirà l'esame in commissione". Si punta, in tal modo, a ottenere il via libera da parte del Senato durante l'estate, affinché da settembre possa iniziare ad esaminare il provvedimento anche la Camera dei deputati.

Emendamenti Cartabia: come potrebbe cambiare il d.d.l. giustizia

Nonostante l'impianto complessivo del disegno di legge sia rimasto il medesimo, sono i contenuti che potrebbero essere fortemente innovati qualora passassero gli emendamenti per la cui predisposizione la Ministra Cartabia di è avvalsa del supporto di una collaborazione di esperti. In sinergia con quanto previsto all'interno del PNRR, si punta, in primo luogo, alla riduzione della durata dei processi civili di almeno il 40%, necessaria per implementare l'efficienza della macchina giudiziaria, o addirittura a non arrivare proprio in aula, snellendo i contenziosi attraverso la valorizzazione e il potenziamento delle misure alternative per la risoluzione delle controversie, in particolare mediazione etc.

"Sanzioni per chi agisce o resiste con mala fede o colpa grave"

All'interno degli emendamenti trova spazio anche un intervento relativo ai doveri di collaborazione tra le parti e i terzi, che si inquadra nell'ottica delle modifiche e integrazioni al al codice di procedura civile al fine di ampliare la casistica di applicazione dell'art. 96 del codice di rito. Tale norma, infatti, configura una responsabilità aggravata a carico della parte soccombente in giudizio che abbia agito o resistito con la coscienza dell'infondatezza dell'azione o eccezione, senza aver adoperato la normale diligenza per acquisire la coscienza dell'infondatezza della propria posizione.L'emendamento governativo mira a estendere la possibilità di pronunciare la condanna di cui all'art. 96, terzo comma, anche nei confronti della parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.Oltre ad aggiungere tale ulteriore criterio, l'emendamento prevede che, con la medesima condanna possa essere disposto dal giudice, anche d'ufficio, a favore della controparte, il pagamento di una somma equitativamente determinata, non superiore al doppio delle spese liquidate e, a favore della cassa ammende, il pagamento di una somma in misura non superiore a cinque volte il contributo unificato o, in caso di esenzione di quest'ultimo, non superiore nel massimo a cinque volte il contributo dovuto per le cause di valore indeterminabile.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Giugno 24 2021
  
23
Giugno
2021

La mancata adesione della parte invitata non costituisce un serio tentativo di risoluzione stragiudiziale della vertenza e induce il Giudice a rinviare le parti in mediazione.

Tribunale di Pistoia, ordinanza del 06.05.2021;

Sintesi: Interessante la recente pronuncia del Tribunale di Pistoia, relativamente ad una vertenza in cui è prevista la mediazione obbligatoria.
Ebbene, nel caso di specie il procedimento di mediazione ha avuto esito negativo a causa della mancata adesione della parte regolarmente invitata.
In merito, il Giudice ha rilevato che ciò non costituisce un serio tentativo di conciliazione della vertenza, mentre invece la sede più opportuna per gestire il conflitto e favorire un confronto immediato che venga coordinato da un professionista terzo ed imparziale è proprio la mediazione.
Peraltro, tale procedimento offre tempi decisamente più rapidi rispetto a quelli processuali e consente di limitare le spese che le Parti devono sostenere.
Per tali ragioni, il Tribunale di Pistoia ha disposto il tentativo effettivo di mediazione, onerando la parte attrice di provvedere in tal senso e precisando quanto segue:

  1. è necessaria la comparizione personale delle parti;
  2. il tentativo di mediazione è obbligatorio a pena di improcedibilità dell’azione e la condotta delle parti potrà essere valutata ai sensi degli artt. 88 e 96 c.p.c.;
  3. la mancata ed ingiustificata partecipazione al procedimento di mediazione comporta la condanna al versamento di un importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio e può costituire argomento di prova;
  4. è doverosa la volontà delle parti di esperire effettivamente e realmente il tentativo di mediazione e, pertanto, queste ultime hanno solo ed esclusivamente la possibilità di comunicare eventuali impedimenti all’effettivo esperimento del tentativo di mediazione;
  5. il rifiuto della proposta del mediatore potrà comportare l’esclusione della ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, ex art. 13 D. Lgs. n. 28/2010;
  6. è possibile produrre in giudizio una consulenza tecnica effettuata in sede di mediazione.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Giugno 23 2021
  
20
Giugno
2021

18/06/2021 - Covid e crisi d'impresa: la proposta di avvocati e commercialisti;

Il gruppo di lavoro dall'Ordine degli Avvocati di Milano e dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano ha formulato un testo, inviato alla Ministra Cartabia. Pandemia e imprese, la proposta per uscire dalla crisi:

Con il perdurare dell'emergenza sanitari servono urgenti da parte del governo alla crisi economica delle imprese. Da qui la proposta formulata dall'Ordine degli Avvocati di Milano e dall'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano dopo la costituzione di un gruppo di lavoro che ha formulato un testo, inviato alla Ministra Cartabia, contenente proposte di interventi normativi al Codice della Crisi. A fare il punto della situazione ci pensa il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, Vinicio Nardo, che rimarca «la crisi epocale» che stiamo vivendo e che «colpisce l'economia e quindi la società italiana con la pandemia, ma che nasce da problemi antichi allevati ben prima del covid-19 anche da una normativa sulla gestione delle crisi aziendali che ha alimentato in parte un mercato meno competitivo di quello di altri Paesi. Come per moltissime altre situazioni, che coinvolgono noi avvocati - aggiunge - e quindi tutti i cittadini e tutte le imprese, adesso abbiamo l'opportunità unica di correggere errori storici per favorire il rilancio per uscire da questa crisi, ma in realtà per rimettere in moto un Paese finalmente sui binari giusti. Per questo abbiamo fatto squadra con gli amici Commercialisti per dare un nostro aiuto al lavoro di enorme responsabilità che sta facendo il Governo in questo momento, consapevoli che non sono solo i soldi dell'Europa in gioco ma l'occasione unica, che abbiamo solo adesso, di cambiare il nostro Paese per i prossimi 50 anni e non per i 5 del PNRR e del Recovery fund».

Gestione crisi d'impresa, la rivoluzione gentile

Come chiarisce una nota del gruppo di lavoro, lo scopo è «dare un contributo che nasce dalle rispettive competenze per aiutare il Governo in questa fase decisiva». Per questo motivo il documento propositivo è stato inviato alla Ministra della Giustizia, Prof.ssa Marta Cartabia, alla Commissione Ministeriale per le proposte di interventi normativi al Codice della crisi d'impresa e all'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia. Ad essere indicate sono «alcune strade per una rivoluzione gentile nella gestione positiva della crisi d'impresa». Secondo chi ha messo a frutto il lavoro le proposte di riforma avanzate sono ispirate ad un cambiamento dell'angolo visulae, in modo da incontro alle imprese e quindi ai lavoratori e al futuro del Paese.

Le proposte: rivalutare l'impresa come bene sociale

In particolare il focus si è incentrato su «rivalutazione dell'impresa come bene sociale, la rilettura della crisi aziendale con una cultura aziendalistica oltre che legale - spiegano ancora avvocati e commercialisti - come la protezione del valore della continuità aziendale, l'attenzione ai capitali non finanziari delle imprese, la riconsiderazione della liquidazione fallimentare dimostratasi inefficiente rispetto al suo reale valore residuale, la revisione di una disciplina della crisi che non scoraggi il rischio d'impresa e quindi l'economia e, infine, la priorità ad una gestione delle crisi aziendali che non distragga l'attenzione dall'economia criminale che cresce nelle patologie ordinarie attuali». Il lavoro di riprogrammazione contenuto nell'articolata proposta degli ordini di avvocati e commercialisti immagina «una rivisitazione radicale dell'approccio alla crisi d'impresa. Tra le molte strade tracciate da Avvocati e Commercialisti milanesi alcune nello specifico potrebbero rappresentare una rivoluzione gentile ma fondamentale per tutta l'economia italiana: l'aumento delle soglie di fallibilità, la previsione di misure antiriciclaggio più stringenti ed efficaci, alcune modifiche essenziali dell'istituto del concordato preventivo e l'eliminazione dei sistemi presuntivi di quantificazione del danno».

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Ultimo aggiornamento Domenica, Giugno 20 2021
  
19
Giugno
2021

E’ opponibile al fallimento l’accordo di mediazione che accerta l'usucapione, allorquando sia stato trascritto prima della pubblicazione della sentenza di fallimento;

Corte di Cassazione civile, sentenza n. 12736 del 13.05.2021 - Consigliere Relatore Dott. Aldo Angelo Dolmetta

Sintesi: Nel caso di specie, la D A h s.r.l. ha presentato istanza di rivendica di immobile al Fallimento della B A s.r.l., assumendo di averlo usucapito.
Il Giudice delegato ha respinto la richiesta, non ritenendo provato lo stato di usucapione.
La D A h s.r.l. ha proposto opposizione, esponendo le proprie ragioni in fatto e in diritto; inoltre, ha precisato: 1) di avere depositato istanza di mediazione avente ad oggetto “la domanda di declaratoria di avvenuto acquisto per usucapione della proprietà dell'immobile”; 2) che durante l'incontro di mediazione la B s.r.l. ha riconosciuto l’ininterrotto godimento del possesso ad usucapionem della proprietà dell’immobile e del terreno sottostante da parte di D A s.r.l. dal 1990 ; 3) che è stato anche sottoscritto il relativo verbale di mediazione.
Il Tribunale ha respinto l'opposizione e relativamente all'accordo di mediazione contenente il riconoscimento dell'altrui diritto di proprietà in favore della ricorrente ha precisato che “a differenza della sentenza accertativa dell'usucapione - che ha l'effetto di far nascere in capo all'usucapiente un diritto opponibile erga omnes e indipendente dall'ordo temporalis delle trascrizioni, trattandosi di acquisto a titolo originario (art. 2651 cod. civ.) -, l'accordo con cui una parte riconosce che l'altra parte ha usucapito un bene, che era di sua proprietà, invece, regolamenta una vicenda che riguarda le sole parti ed è opponibile ai terzi soltanto nel rispetto delle regole sulla continuità delle trascrizioni (ex art. 2642 n. 12 bis, cod. civ.)”.   Per tale ragione, il verbale di mediazione, non essendo stato trascritto, non poteva “essere opposto a un soggetto (la curatela), che è terzo”.
La D A s.r.l. ha impugnato il provvedimento con controricorso e la Suprema Corte ha respinto il ricorso, così statuendo relativamente all’accordo di mediazione:
- nel caso di specie, non è utilizzabile l'accordo di mediazione intervenuto, prima del fallimento, tra la società poi fallita e l'attuale ricorrente poiché non è stato trascritto anteriormente alla sentenza dichiarativa di fallimento;
- l'art. 2643, comma 12 bis, c.c. indica, tra gli atti soggetti a trascrizione, “gli accordi di mediazione che accertano l'usucapione con la sottoscrizione del processo verbale autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato; quindi, ne subordina l'opponibilità ed efficacia nei confronti dei terzi al fatto della sua avvenuta trascrizione;
- in assenza delle condizioni stabilite dalla Legge per l'opponibilità ed efficacia di un negozio nei confronti dei terzi, lo stesso è da considerare tamquam non esset ovvero come se non esistesse (cfr. Cass. n. 1190/2018);
- nella presente vertenza, manca una sentenza di accertamento di compiuta usucapione tra la D A s.r.l. e la B A s.r.l.;
- al di là del recente intervento normativo costituito dall'introduzione dell'accordo di mediazione, che dichiara una compiuta usucapione, la sentenza resa ex art. 2651 cod. civ. non costituisce solo lo strumento che accerta deputato ad accertare - nel confronto tra il rivendicante e l'ultimo proprietario del bene - la sussistenza dei presupposti dell'intervenuto acquisto del bene da parte del primo, ma costituisce anche lo strumento che rende opponibile ed efficace l'acquisto di un bene a titolo di usucapione nei confronti dei soggetti terzi;
- non essendo stato trascritto l’accordo di mediazione non è stato trascritto e risultando assente una sentenza accertativa della compiuta usucapione dell'immobile, il Tribunale avrebbe dovuto ritenere esaurite le indagini e respingere l’opposizione;
- il sistema vigente rende opponibili ed efficaci nei confronti dei terzi i titoli di acquisto della proprietà per usucapione a vicende che si svolgono propriamente tra il rivendicante e il soggetto che si pone come ultimo proprietario del bene (ad esempio, l'accordo di mediazione, la sentenza ex art. 2651 c.c.; invece, nella verifica fallimentare parte necessaria non è colui che è stato dichiarato fallito (quindi, l’ultimo proprietario del bene fatto oggetto di rivendica per usucapione), ma la massa di creditori di quest'ultimo, soggettivamente polarizzata nella persona del curatore;
- il procedimento di verifica fallimentare è strutturalmente inidoneo ad accogliere un giudizio come quello di accertamento di compiuta usucapione.
Da tutto quanto sopra esposto, si evince, al contrario, che è opponibile al fallimento l’accordo di mediazione che accerta l'usucapione allorquando sia stato trascritto prima della pubblicazione della sentenza di fallimento.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Giugno 20 2021
  
18
Giugno
2021

I Tribunali, insistono: Partecipazione personale delle parti o procura speciale sostanziale;

Tribunale di Milano, 14 aprile 2021, I civile, Estensore Boroni;

Sintesi: Il tribunale di Milano torna sul tema della partecipazione personale delle parti conformandosi al principio dettato da Cassazione n. 8473/2019 e riafferma nel caso di specie la necessità di una procura speciale sostanziale conferita al difensore con lo specifico oggetto della partecipazione alla mediazione e il conferimento del potere di disporre dei diritti sostanziali che ne sono oggetto”.

P.Q.M.
Visto l’art. 5 d.lgs 28/2010, assegna alla parte attrice il termine perentorio di 15 giorni dalla comunicazione del presente provvedimento per la presentazione della mediazione.
Rinvia la causa all’udienza del 5.10.2021 ore 9,30 per la verifica in ordine all’esito della mediazione.
Si comunichi
Milano, 14 aprile 2021 Il Giudice
dott. Valentina Boroni

PS: PER TUTTI NON INVIATE PAGAMENTI SENZA ISTANZA IN QUANDO DOPO 5 GIORNI DECADE E NON INVIARE ISTANZE SENZA PAGAMENTO, é SCRITTO SU TUTTI I REGOLAMENTI, DECRETI, REGOLAMENTO, LO STESSO VALE PER IL MODULO ADESIONE VA SEMPRE INVIATO A Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e per conoscenza al Mediatore, ma senza attendere, la fattura elettronica va fatta subito, per questo i dati di chi riceve la fattura devono essere ben chiari visibili e comprensibili, scritti a pc, scaricando i moduli edittabili sotto il link Mediazioni;

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Giugno 18 2021
  
17
Giugno
2021

Tribunali come le discoteche, emergenza anche in zona bianca;

17 giu 2021 - Il presidente dell'Ordine degli avvocati di Roma rinnova l'appello per porre rimedio alla carenza di personale nella pianta organica del tribunale della capitale. Nonostante gran parte dell'Italia sia in zona bianca, non si può dire la stessa cosa per il tribunale di Roma. A denunciarlo è il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati della Capitale che, segnala il perdurare delle misure emergenziali negli uffici giudiziari. Quello di Roma è il tribunale più grande d'Italia sia per il settore civile e lavoro, sia per il settore penale e proprio lì sono state prorogate le misure straordinarie varate per affrontare la pandemia, grazie a due disposizioni del 4 maggio scorso, fino all'inizio del periodo feriale, vale a dire fino al 31 luglio. Come era già successo per la Corte di Cassazione, che con provvedimento del 28 aprile ha prolungato le misure emergenziali fino al 31 luglio. Come riporta il Dipartimento comunicazione dell'Ordine degli avvocati di Roma, il Presidente del COA Roma Antonino Galletti chiarisce «Va detto che si tratta di disposizioni prudenziali varate nel periodo a cavallo fra la fine di aprile e l'inizio di maggio -- dunque quando ancora la pandemia perdurava, sia pure in fase di evidente regressione. Ciò non toglie che occorre un segnale forte del Ministro per ricondurre ad unità un sistema caratterizzato ancora da misure oramai assolutamente fuori contesto e che andrebbero corrette al più presto per evitare che la Giustizia, nella Capitale ma non solo, proceda a velocità rallentata rispetto a un Paese che ha desiderio e necessità di ripartire quanto prima». Al ministro Cartabia gli avvocati della capitale chiedono «una disciplina generale che corregga al più presto le varie linee guida ed i provvedimenti organizzativi che risultano ormai fuori tempo» e che mettono il tribunale romano alla stregua delle discoteche, se non addirittura più indietro considerato che «queste ultime, certo non per loro volontà, dovranno attendere il primo luglio per riaprire in sicurezza, mentre le aule giudiziarie dovranno attendere il 31 dello stesso mese». Il presidente dell'ordine romano coglie l'occasione per rinnovare l'appello fatto dal COA per porre rimedio alla carenza di personale nella pianta organica e con la questione dello smart working del personale, una necessità durante la pandemia, ma oggi superata in molte realtà.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Giugno 17 2021
  
16
Giugno
2021

Difformità tra istanza di mediazione e atto di citazione.

Tribunale di Verona, sentenza 26.04.2021 – Giudice Estensore Dott. Massimo Vaccari;

Sintesi: In una vertenza in materia bancaria, l’Istituto di Credito convenuto eccepiva la parziale improcedibilità della domanda attorea per mancato esperimento del procedimento della mediazione obbligatoria relativamente ad alcune su alcune voci di danno indicate nell’atto di citazione, ma non In precedentemente dedotte e quindi rimaste estranee al procedimento di Adr.

Il Tribunale di Verona ha rilevato l’infondatezza della predetta eccezione per i seguenti motivi:

  • ai sensi dell'art. 4, comma 2, del D. Lgs. n. 28/2010, l'istanza di mediazione deve indicare l'organismo di mediazione e le parti, l'oggetto e le ragioni della pretesa;
  • la difformità tra oggetto e ragioni della istanza di mediazione e quelli del conseguente giudizio, che comporta il difetto della condizione di procedibilità, è rilevabile quando nel giudizio di merito la domanda non solo abbia un petitum più ampio, anche solo in punto di quantum, di quello della istanza di mediazione ma quando si fondi anche su fatti costituitivi ulteriori rispetto a quelli dedotti nella fase stragiudiziale;
  • diversi precedenti giurisprudenziali (Trib. Mantova 23.1.2019; Trib. Pordenone 18.02.2019; Cass. n. 29333 del 13.11.2019) interpretano la sopra menzionata normativa, ritenendo che l’obbligo di indicare l’oggetto e le ragioni della pretesa riguardi il nucleo più significativo o rilevante della controversia e non le domande accessorie;
  • nel caso di specie, l’istante aveva individuato nell’istanza di mediazione la propria richiesta risarcitoria e l’aveva poi ampliata nel quanto nel successivo giudizio, senza però modificare la sua causa petendi e nemmeno il nucleo dei fatti storici posti a fondamento di essa.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Giugno 16 2021
  
13
Giugno
2021

Agg. al 15 Giugno 2021: Omci, Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia;

“La Pace è un bene comune, essa deve partire dalle nostre Famiglie”.

Papa Francesco;

“La Mediazione è un Diritto di tutti, basta Uscire dagli schemi rigidi che abbiamo, è un Valore Aggiunto e come tutti i Valori ci andrà un po’ a capirlo, ma una volta Compreso nessuno vorrà più farne a meno”.

Claudio Salusso;

Ti piacerebbe entrare nell’élite dei mediatori e trasformare la tua professione affermandoti nel settore della mediazione professionale?
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Omci ricerca costantemente Mediatori e nuove sedi (In particolare su Milano, Lombardia Tutta e Responsabili di sede, Cuneo, Sardegna, etc. da inserire nel proprio organico, possibilmente motivati). I Requisiti sono quelli richiesti dalla Legge, cerchiamo tutte le Figure che abbiano a che fare con la Mediazione civile, commerciale, familiare. Se avvocati si accettano solo avvocati civilisti, preparati, non di parte e Motivati. Essenziali sono poi i Commercialisti, Notai, Dr. Geometri, Consulenti del avoro, Esperti della comunicazione "senza questa non si va da nessuna parte" etc. Se senza corso lo facciamo noi, non prima di aver superato un colloquio orale della durata di 30 Minuti, superato questo inizierete il corso (dove sarà Vietato l'uso di cellulari o altro che distrae), avrete 30 minuti pausa e una volta finito il corso dovrete fare un esame scritto e Orale di 4 ore, se passerete Riceverete l'attestato da Mediatore Professionista di 50 ore, e successivamente potrete iscrivervi al nostro organismo e di conseguenza sarete abilitati e iscritti all'albo dei Mediatori, se interessati scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Si rammenta che a partire dal 14 Giugno, (salvo altri DPCM), i corsi saranno svolti solo più in aula cosi come da Decreti, lo stesso per le mediazioni: L'importante è rispettare le distanze, usare la Mascherina, Areare bene, Prendere la febbre e far lavare mani con i detergenti appositi. Scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. se interessato.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Giugno 16 2021
  
06
Giugno
2021

Comunicazione dell'istanza e dies a quo per l'interruzione della decadenza per impugnare una delibera condominiale;

Tribunale di Roma 23 febbraio 2021, Estensore Sebastiano Lelio Amato

SINTESI: La comunicazione dell’istanza di mediazione veniva notificata al Condominio in data successiva ai 30 giorni dal giorno dell’assemblea (a cui l’istante aveva partecipato).
Parte attrice ha sostenuto che la presentazione tempestiva dell'istanza sarebbe sufficiente ad evitare la decadenza, non potendosi, anche alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata della norma cit. [art. 5, comma 6, Dlgs 28/2020 ndr], ritenere che i ritardi di un terzo (l'Organismo di mediazione) nella individuazione del mediatore e nella fissazione dell'incontro possano comportare conseguenze pregiudizievoli a carico dell'istante che, da parte sua, ha rispettato il termine.
Il giudice rileva che “la disposizione cit. [art. 5, comma 6, Dlgs 28/2020 ndr] riferisce l'effetto "impeditivo" della decadenza alla comunicazione dell'istanza, e non al mero deposito, e ciò è conforme alla presumibile ratio della norma, che è quella di permettere all'amministratore ed al Condominio di avere certezza, in un termine breve, riguardo al fatto che le delibere adottate dall'assemblea siano state impugnate ovvero si siano consolidate, al fine di poter congruamente determinarsi in ordine alle ulteriori attivita` esecutive e gestorie.”
Secondo il magistrato romano “Dare rilevanza al deposito dell'istanza presso l'organismo di mediazione, e non alla relativa comunicazione al Condominio - che potrebbe venirne a conoscenza diversi giorni dopo la scadenza del termine - frusterebbe la ratio sopra indicata.”.
Pur dando atto di opinioni discordanti in giurisprudenza, il magistrato ricorda che l’art. 8, comma 1, Dlgs 28/2010 “prevede che la stessa parte interessata possa comunicare all'altra la domanda di mediazione”. Dunque la stessa parte istante avrebbe potuto “introdurre la mediazione e, contemporaneamente, comunicare l'avvio della procedura al Condominio, senza necessariamente attendere che l'Organismo di mediazione provveda per conto proprio alla fissazione dell'incontro e alle comunicazioni”. Probabilmente solo OMCI e pochi altri, fanno tutte le notifiche senza che le parti abbiano questo problema. Provate Omci e vi sentirete come a casa vostra!

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Giugno 07 2021
  

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