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O.M.C.I.

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

03
Novembre
2015

03/11/2015 La clausola compromissoria non è alternativa all'esercizio dell'azione giudiziaria;

La clausola compromissoria non è alternativa all'esercizio dell'azione giudiziaria e puo' essere inserita anche per la Mediazione (Obbligatoria: come da clausola compromissorria o contrattuale)!


La clausola compromissoria non è alternativa all'esercizio dell'azione giudiziaria.
Con la sottoscrizione di una clausola compromissoria all'interno di un contratto le parti assumono reciprocamente, concreto ed attuale obbligo di sottostare alla decisione arbitrale, nel caso di arbitrio, o di tentare l'accordo nel caso di mediazione, per risolvere la controversia.
Pubblichiamo  l'ordinanza  della SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

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Ultimo aggiornamento Martedì, Novembre 03 2015
  
28
Ottobre
2015

Mediazione demandata: secondo il Giudice i termini stabiliti dalla legge sono ordinatori tranne che la legge stessa li dichiari perentori.

Da studiare bene per i Mediatori: Mediazione demandata: secondo il Giudice i termini stabiliti dalla legge sono ordinatori tranne che la legge stessa li dichiari perentori.


Qui allegata  la sentenza provvisoria del (14/10/2015)  del giudice MARZOCCHI del Tribunale di Pavia.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Ottobre 28 2015
  
21
Ottobre
2015

21/10/2015 - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Coazze;

Ricorre tra poche settimane il 70° anniversario della inaugurazione dell’Ossario Partigiano di Forno di Coazze, che raccoglie le spoglie di 98 dei 350 caduti della Resistenza in Valsangone.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto l'invito del Comitato Ossario per celebrare in modo solenne tale ricorrenza, manifestando la disponibilità ad essere presente sabato 31 ottobre.

La presenza del Presidente della Repubblica conferisce massimo valore alla celebrazione e suggellerà nel modo più autorevole le tante iniziative svolte in questo 2015

per il 70° anniversario della Liberazione.

L'appuntamento è per sabato 31 ottobre presso il piazzale Milano a Forno di Coazze dove avrà inizio il corteo. Il Responsabile Scientifico, Presidente Dr. Claudio Salusso ed il Portavoce Nazionale STEFANO POLASTRI, OMCI ROM 251 ente Formativo 303, dopo mesi di Lettere reciproche con il Capo dello Stato, si incontreranno finalmente e Personalmente Visto il Reciproco Rispetto sempre avuto da entrambe le Parti.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Ottobre 22 2015
  
19
Ottobre
2015

19/10/2015 - Negoziazione assistita bruttissima fotocopia della mediazione facoltativa;

Negoziazione assistita bruttissima fotocopia della mediazione facoltativa;


Ecco quello che succede a chi dovrebbe conoscere la legislazione esistente, (e sono sempre i soliti Noti),  ma è ormai piu' che evidente non la conoscano affatto, come evidenzia quest' altra ennesima ordinanza, che sono ormai infinite!

Pubblichiamo l' ordinanza  del  Giudice Massimo Vaccari del Tribunale di Verona.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Ottobre 22 2015
  
15
Ottobre
2015

“PER UNIRE DI PIU’ TUTTI”

La Lettera inviata al Capo dello Stato e fatta pervenire al Parlamento Europeo (con tanto di risposta  pervenuta al Responsabile ed il Portavoce Nazionale di Omci) 
sul tema Cibo per tutta  l’umanità, mediazione per l'Unità e la Pace;
il progredire della globalizzazione dell’economia e dei mercati alimentari, molto spesso a decremento delle condizioni materiali delle fasce più povere dell’umanità; la necessità urgente di controllo del cambiamento climatico, di salvaguardia dell’ambiente e della Il rispetto della dignità umana, la gestione delle relazioni fra ricchi e poveri, il giusto favorire il lavoro agricolo, la conseguente nutrizione del corpo, il proporre adeguati strumenti legislativi, costituiscono elementi di mediazione per evitare o superare i conflitti, causati dalle disparità sociali, a vantaggio della pace fra i popoli. La Lettera Enciclica Pacem in terris (1963) di Papa Giovanni XXIII, analizzando gli elementi fondamentali della pace, afferma con sostenutezza il principio che “ogni essere umano ha diritto all’esistenza, all’integrità fisica, ai mezzi indispensabili e sufficienti per un dignitoso tenore di vita, specialmente per quanto riguarda l’alimentazione” (n. 6).Significativamente la Banca Mondiale ha sostenuto la necessità di un’opera di mediazione agraria su vari livelli. Afferma, infatti, che “l’attuazione dei piani d’azione necessari per mettere l’agricoltura al servizio dello sviluppo esige un miglioramento della governance dell’agricoltura ai livelli locale, nazionale e mondiale” (World Bank, The World Development Report 2008, Agriculture for Development, Washington DC, 2007, p. 2).L’accesso al cibo, in una società in pace, deve essere garantito a tutti;la sua mancanza è una forma sostanziale di violenza perché esclude la possibilità di una vita piena, di una piena partecipazione alla società in cui viviamo e di un’adeguata serenità relazionale all’interno delle famiglie. È necessaria, dunque, un’attività propositiva e di mediazione operativa,con l’ausilio e il sostegno delle strutture nazionali ed internazionali, statali ed ecclesiastiche,dei e fra i paesi dell’area del mediterraneo e non solo. Per tali motivi dopo quanto ripetuto in ogno occasione e Omelia  ormai quotidiniamente dal Santo Padre OMCI sostiene LOVE PROJECT;

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Ultimo aggiornamento Domenica, Ottobre 18 2015
  
07
Ottobre
2015

Da Studiare Bene.: 07/10/2015 - MEDIAZIONE TRIBUTARIA PER I COMUNI - RIQUALIFICAZIONE DEL PERSONALE;

07/10/2015 - MEDIAZIONE TRIBUTARIA PER I COMUNI

RIQUALIFICAZIONE DEL PERSONALE;

Premessa – Il decreto legislativo che dà attuazione alla delega fiscale su interpelli e liti tributarie prevede importanti novità per quanto riguarda la mediazione obbligatoria ex art.17-bis D.Lgs. n. 546/92 estendendone (dal 1° gennaio 2016) l’ambito di applicazione anche ai tributi locali gestiti dai comuni. Si ricorda che lo strumento della mediazione tributaria è reso obbligatorio dall’aprile del 2012 ed è limitato agli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate con valore della controversia non superiore a 20.000 euro (il valore della controversia è determinato con riferimento a ciascun atto impugnato ed è dato dall’importo del tributo contestato dal contribuente con l’impugnazione, al netto degli interessi, delle eventuali sanzioni e di ogni altro eventuale accessorio. In caso di impugnazione esclusivamente di atti di irrogazione delle sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste. L’organizzazione dei ComuniDunque, salvo nuovi scenari, dal 1° gennaio 2016, la mediazione tributaria è obbligatoria anche per tributi di competenza comunale, quali Imu, Tasi, Tarsu e Tari, sempreché il valore della controversia non sia superiore a 20mila euro. Ma i Comuni sono preparati e organizzati per accogliere il nuovo obbligo? Il personale comunale è qualificato per valutare le proposte di mediazione allegate ai ricorsi proposti dai contribuenti? Di certo, trattandosi di una nuova funzione che i comuni saranno chiamati a svolgere, si rende necessaria una riorganizzazione e riqualificazione del personale. Potrebbe addirittura capitare che lo stesso ufficio che emette l’atto sia anche lo stesso che poi dovrà valutare la proposta di mediazione (si pensi ad esempio ai piccoli Comuni).Una soluzione al problema potrebbe essere certamente quella di esternalizzare l’istruttoria della mediazione a terzi soggetti autorizzati (ad esempio le camere di conciliazione). Si sperache questo aggravio di compiti non si ripercuota come sempre sul cittadino, il quale nonostante viene gravato di un nuovo obbligo (quello appunto della mediazione (pena l’inammissibilità del ricorso) potrebbe non riceve il dovuto servizio. L’obbligo della mediazione per i tributi comunali può, dunque, considerarsi un’arma a doppio taglio se non si mette in condizioni l’ente locale di poter adempiere alla nuova funzione: se il comune è organizzato e qualificato a fronte del nuovo obbligo ciò si tradurrebbe in ulteriore risparmio in termini di costi e tempo nel contenzioso tributario (soprattutto se la proposta di mediazione va a buon fine); qualora, invece, il comune non fosse organizzato e qualificato in tal senso, ne ripagherebbe l’efficacia e l’efficienza del nuovo obbligo con ulteriore dispendio di costi e tempo.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Ottobre 07 2015
  
26
Settembre
2015

OMCI in campo a tutela dei Cittadini, sveltire ed Aiutare I Giudici sempre più Carichi di Lavoro!

Stiamo stipulando un Protocollo d'intesa con un'importante Associazione dei Consumatori, (non sarà pronto in una settimana per tutta la Burocrazia da eseguire), non appena pronto sarà Ratificato dal nostro Responsabile ed il Presidente dell'Associazione ed inviato al Ministero della Giustizia, una volta accettato dal Ministero,  Omci potrà cosi effettuare anche Class Action con tale Associazione.

OMCI sempre pronti e a disposizione per la Tutela dei Cittadini e per Aiutare la Magistratura!

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Ottobre 07 2015
  
10
Agosto
2015

ORDINANZA TRIBUNALE DI ROMA

PER I MEDIATORI, PARTI, ASSISTENTI e CONSULENTI DELLE PARTII: SIETE INVITATI A STUDIARE BENE TUTTE LE ORDINANZE, SENTENZE, DECISIONI, CIRCOLARI DEL MINISTERO O ALTRO PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATI: Mediazione su invito del giudice anche nei casi di esclusione: "Da STUDIARE BENE PER I MEDIATORI TUTTO QUELLO RIPORTATO PER ESSERE IN COSTANTE AGGIORNAMENTO":

Il consulente deve rispettare alcuni principi fondamentali anche
in ambito non giudiziario.
L’invito del giudice alle parti di ricorrere alla mediazione finalizzata alla
conciliazione delle controversie civili e commerciali di cui al DLgs. 28/2010,
nell’ambito di un procedimento relativi effetti.
È quanto emerge dall’ ordinanza 16 luglio 2015 del Tribunale di Roma che, in un caso di procedimento di consulenza tecnica preventiva ai fini della
composizione della lite ex art. 696-bis c.p.c., dopo aver invitato le parti a
ricorrere ad un organismo di mediazione e concordando le parti con il giudice sull’utilità e convenienza della mediazione, ha rinviato l’udienza per consentire il deposito della relativa domanda.
La pronuncia è di particolare rilievo in quanto sembra ampliare il campo
applicativo della mediazione di cui al DLgs. 28/2010, prospettando la
mediazione stessa come procedimento alternativo “sollecitato” dal giudice, anche nei casi in cui è la stessa legge ad escluderla dalle ipotesi di mediazione come condizione di procedibilità della domanda.
Nel caso di specie, il ricorrente aveva proposto accertamento tecnico preventivo in relazione ai danni alla persona subiti e lamentati a seguito di un incidente stradale. Rimasto contumace il conducente dell’auto, autore del sinistro, si era costituita in giudizio solo la compagnia di assicurazione. Nulla quaestio sull’esistenza e sulle modalità del sinistro, ma solo sulle conseguenze derivatene, per i danni alla persona del ricorrente.
Sulla base di queste premesse, veniva prospetta la possibilità di ricorrere alla mediazione di cui al DLgs. 28/2010, con richiesta di nomina di un consulente tecnico esperto in medicina legale.
Infatti, ai sensi dell’art. 8, comma 4 del DLgs. 28/2010, il mediatore può
avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i Tribunali; la
relazione può essere prodotta e utilizzata a certe condizioni nella successiva ed eventuale causa, in caso di mancato accordo fra le parti in mediazione (si veda Trib. Roma 17 marzo 2014).
Nello specifico, considerato che l’art. 5, comma 4, lett. c) del DLgs. 28/2010
prevede che al procedimento di consulenza tecnica preventiva non si applica la normativa sulla mediazione obbligatoria e sulla mediazione demandata dal giudice (di cui ai commi 1-bis e 2 dell’art. 5 del DLgs. 28/2010), l’invito fatto dal giudice nel caso in questione non può essere collocato in tali tipi di
mediazione, neanche per gli effetti che la legge prescrive.
Si tratta, invece, – così il giudice – di un “percorso volontario concordato dalle parti all’esito della prospettazione da parte del giudice delle evidenti maggiori utilità di una buona mediazione”.

Relazione del consulente utile anche in giudizio
Fra i benefici – evidenziati dal giudice – derivanti dal ricorso al percorso
mediatorio rispetto al procedimento giudiziale, vi sono: costi della consulenza
in mediazione, sopportata in pari misura dalle parti, più vantaggiosi e tempi di
svolgimento e conclusione del percorso di mediazione più brevi, disponibili
dalle parti e meno formali; possibilità di sottoporre al consulente, di comune
accordo, con la presenza e collaborazione del mediatore, quesiti più vicini agli
interessi coinvolti nella lite; possibilità di sviluppare una maggiore sinergia fra
consulente in mediazione e mediatore, così da poter operare realmente ai fini
conciliativi. "Occorre, però, ricorrere ad un organismo serio ed efficiente, con mediatori
onesti e competenti. Il giudice sollecita le parti a non scegliere organismi e
mediatori pronti solo a rimuovere l’ostacolo ex lege della condizione di
procedibilità della causa, in presenza di mediazione obbligatoria o demandata,
“mossi dunque solo da finalità di lucro”.
“Il mediatore deve essere capace e preparato, deve anche saper orientare il
consulente al rispetto di alcuni principi fondamentali, anche in ambito non
giudiziario; fra questi: il rispetto del contraddittorio, l’astensione
dall’acquisizione in mancanza del consenso delle dichiarazioni delle parti, lo
svolgimento dell’attività di consulenza secondo i quesiti posti”.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Ottobre 07 2015
  
07
Agosto
2015

Fonte Il fatto Quotidiano 06/08/2015:Consumatori, nuova procedura senza tribunali e avvocati per le controversie;

Ancora una volta la difficile battaglia del consumatore che vuole far valere i propri diritti e cerca di difenderli tra una giungla di disservizi e fregature passa per i corridoi del Parlamento europeo. Il governo italiano ha infatti approvato un decreto legislativo che, come previsto dalla direttiva europea 2013/11, istituisce nuove procedure alternative per la risoluzione delle controversie, in modo da ridurre il ricorso alle aule dei tribunali e agli avvocati!!!. In particolare il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri, che ora dovrà essere pubblicato in Gazzetta ufficiale, regolamenta le procedure di risoluzione extragiudiziale di tutti i contenziosi, che siano nazionali o transfrontalieri, riguardanti “le obbligazioni contrattuali derivanti da contratti di vendita o di servizi tra professionisti stabiliti nell’Unione e consumatori residenti nell’ Ue attraverso l’intervento di un organismo Adr (Alternative dispute resolution)”. E’ proprio questo acronimo inglese (che tradotto in italiano assomiglia molto alla risoluzione extragiudiziale delle controversie) che rappresenta l’arma in più per facilitare la vita dei consumatori, permettendo tempi più rapidi nella soluzione delle dispute con costi bassissimi o nulli. Chi sono gli organismi Adr? Il ministero della Giustizia con il ministero dello Sviluppo economico per la mediazione in materia di consumo, la Consob (cioè l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari) per le controversie insorte tra investitori e intermediari per la violazione da parte dei secondi degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas, il sistema idrico (Aeegsi), l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e la Banca d’Italia per i rispettivi settori di competenza. Così, se si vorrà contestare a un rivenditore di elettrodomestici che l’ultimo modello di smartphone acquistato non funziona o che il televisore si è rotto dopo pochi giorni, ma anche nel caso in cui si volesse ottenere un risarcimento dal mediatore per un investimento sbagliato o poco trasparente, non si dovrà più ricorrere alla giustizia ordinaria, ma basterà rivolgersi all’organismo Adr competente per materie e chiedere aiuto. Come funziona La procedura di risoluzione alternativa delle controversie, che ha una durata massina di 90 giorni, non è un processo e non si conclude con una decisione su chi ha torto e chi ha ragione. E’ semplicemente un incontro delle parti davanti a un soggetto terzo (il conciliatore) che, invitandole a spiegare meglio i motivi del contrasto, le aiuta a dialogare in un clima di maggiore fiducia e a trovare un accordo per la risoluzione della controversia. Il tutto nel nome “dell’indipendenza, dell’imparzialità, della trasparenza, dell’efficacia e della rapidità”. Il punto nodale del decreto prevede, infatti, che le parti possano partecipare alle procedure Adr senza obbligo di assistenza legale, consapevoli che si tratta di un parere indipendente. Un po’ come accade per l’Arbitro bancario finanziario, altro organismo che nato nel 2009 si occupa della risoluzione delle liti in tutte le controversie relative ai servizi bancari e finanziari (diversi da quelli di investimento), tra cui le operazioni di prestiti per l’acquisto della casa. Poi, in caso di raggiungimento di un accordo, questo assume un valore di un contratto, con efficacia tra le parti. Ma in caso contrario non si subisce nessuna conseguenza e ciascuna parte conserva il diritto di avviare eventualmente una causa in sede giudiziaria. La nuova normativa viene introdotta integrando e modificando l’articolo 141 del Codice del consumo vale a dire la bibbia dei consumatori che, tuttavia, essendo datata 2005, nel corso degli anni si è spuntata o è stata addirittura affossata. E’ il caso della class action che, anni luce lontana dal modello americano, è l’eterna incompiuta di qualsiasi governo, perché nessun politico riesce a farla approvare dovendo contrastare i poteri forti. Ed ora il testo proposto dal M5S giace a bagnomaria sui tavoli del Senato. Anche se con un ritardo di decenni rispetto ai Paesi anglosassoni, questo metodo alternativo (e amichevole) delle risoluzione delle controversie potrebbe quindi, finalmente, rappresentare una svolta per la potenzialità dell’ambito di applicazione. Ma i dubbi restano visto che la strada delle soluzioni extragiudiziali risulta poco efficace non prevedendo delle sanzioni e non essendo vincolante. Tanto che ad oggi l’iniziativa del ricorso a queste risoluzioni rimane quasi sempre del consumatore che in caso di indisponibilità della controparte non ha altra alternativa che la via giudiziale.   Inoltre, c’è il fattore informazione. O meglio la mancanza di una sua adeguata diffusione. Ecco perché è stato previsto che gli organismi Adr prevedano un sito web che fornisca facile accesso alle informazioni e consenta al consumatore di presentare reclamo anche con modalità diverse da quella telematica: per telefono o lettera. Gli occhi a questo punto sono puntati soprattutto sulla Consob, dal momento che con questa nuova procedura potrebbe migliorare soprattutto la tutela dei risparmiatori e superare le debolezze dell’attuale sistema, di scarso impatto per i suoi stessi limiti di competenza. Rispetto all’ attuale Camera di conciliazione e arbitrato istituita presso la Commissione, infatti, il nuovo organismo avrà poteri molto più estesi: si rivolgerà non solo agli intermediari finanziari ma anche ai promotori. E, a differenza di quanto stabilito finora, se convocati entrambi avranno l’obbligo di sedersi al tavolo e di adeguarsi alle decisioni del nuovo arbitro. Inoltre, se fino ad oggi la Camera di conciliazione non ha avuto potere decisionale, il nuovo arbitro lo avrà e potrà anche, nel caso in cui intermediari o promotori non aderiscano al meccanismo, impartire sanzioni. (Sempre più Vicini alle A.D.R. per molte più materie, come da direttive Europee);

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Settembre 03 2015
  
20
Luglio
2015

“02/07/2015": Altra Sentenza ESEMPLARE, Basta con i "furbetti" della Mediazione!

La mediazione è cosa seria! Questo è il risultato "dei mediatori di diritto", che senza   formazione di base, aggiornamenti e tirocinio approssimati, portano a leggere la seguente decisione: (DA STUDIARE BENE PER I MEDIATORI)

Il giudice,  ha ricordato che nella mediazione disposta d’Ufficio o obbligatoria, non può ritenersi sufficiente la mera partecipazione al primo incontro informativo senza poi dar seguito effettivo alla procedura.

v.g. 3729/14
TRIBUNALE ORDINARIO DI FIRENZE
Volontaria Giurisdizione

Il Presidente della Seconda Sezione Civile,
letta l’istanza depositata il 3.4.15 dal sig. S.S. domiciliato a Firenze, Via ….. n. 23, presso lo studio dell’Avv. AP;
Rilevato che con provvedimento del 18.5.2015 il Presidente disponeva quanto segue:
“… Esaminato l’accordo di cui al verbale di mediazione del 2.4.2015 svoltasi dinanzi all’Organismo di mediazione Servizio Conciliazione CCIAA di Firenze iscritto al n. 4 del registro degli Organismi di mediazione tenuto dal Ministero della Giustizia;

Rilevato che l’accordo è stato sottoscritto dal mediatore Avv. C.M. nonché dalle parti, sig. G.S. e sig. S.S.;
Rilevato che, ai sensi dell’art. 12 del D.lgs. n. 28/2010, per procedere all’omologazione dell’accordo è necessario accertarne la regolarità formale e la conformità “all’ordine pubblico o a norme imperative”;
Rilevato che nel verbale manca totalmente l’indicazione del titolo posto a base dell’accordo sulla cosiddetta “liquidazione del debito di S.S. verso G.S.”;
Ritenuto pertanto che, data la natura del tutto astratta e non titolata dell’accordo, non è possibile accertare i presupposti di cui all’art. 12 del D.lgs. n. 28/2010 richiesti per l’omologazione dell’accordo e in particolare verificare se questo sia conforme all’ordine pubblico o a norme imperative;
Ritenuto in definitiva che il verbale è stato redatto in forma allo stato non omologabile, salva l’integrazione da parte dell’istante delle informazioni mancanti anche attraverso la produzione di copia della domanda di mediazione nonché della dichiarazione di adesione della controparte;

PQM

Respinge allo stato la richiesta di omologazione ex art. 12 D.lgs. 28/2010 salva l’integrazione da parte dell’istante delle informazioni mancanti anche attraverso la produzione di copia della domanda di mediazione nonché della dichiarazione di adesione della controparte;”
Rilevato che con successiva ordinanza del 18.5.2015 si disponeva la comunicazione del provvedimento interlocutorio al ricorrente, risultando effettuata la comunicazione solo all’Organismo di mediazione; rilevato che la parte ricorrente ha depositato il 23.6.2015 copia della richiesta congiunta di mediazione, presentata da S.S. e G. S.;
rilevato che nel modulo di tale richiesta, nella sezione 3 relativa all’“oggetto della controversia e ragioni delle rispettive pretese”, vi è l’indicazione: “liquidazione del debito di SS, verso SG”;
che nella sezione 2, relativa alla “materia del contendere” con invito a barrare varie indicazioni (condominio, diritti reali, etc.), risulta barrato il quadratino relativo ad uno spazio bianco privo di ogni dicitura;
che, pertanto, in base agli atti del procedimento di omologazione continua ad essere del tutto sconosciuto il titolo sottostante all’accordo raggiunto in sede mediativa, accordo peraltro complesso e articolato, con previsione addirittura della possibile vendita di un immobile, con diritto di prelazione a favore del creditore o impiego del prezzo per il saldo del residuo debito del sig. S. nei confronti del sig. S.....;
che la radicale mancanza di ogni indicazione circa la causa delle pretese creditorie rende impossibile verificare la conformità dell’accordo all’ ordine pubblico o a norme imperative;
che d’altronde, pur tenendo conto delle caratteristiche di riservatezza tipiche della mediazione (v. artt. 9 e 10 d.lgs. cit.), è evidente che ai fini dell’omologazione ex art. 12 d.lgs. n. 28/2010 è necessario mettere il giudice in grado di effettuare le valutazioni di sua competenza con la sintetica indicazione del titolo sottostante alle pretese creditorie, mentre, nel caso di specie, l’indicazione dell’oggetto della controversia come ‘’liquidazione del debito’’ è puramente astratta e non consente le predette valutazioni;
che l’Organismo di mediazione, pur invitato all’ eventuale integrazione degli atti con l’ordinanza interlocutoria del 18.5.2015, non ha ritenuto di depositare alcun documento;
che ai sensi dell’art. 13 d.m. n. 180/2010 deve disporsi l’invio del presente provvedimento di rigetto anche all’ Organismo di mediazione, Servizio di Conciliazione della Camera di Commercio di Firenze e al responsabile del predetto Organismo;

P.Q.M.

1. rigetta l’istanza di omologazione ex art. 12 d. lgs. n. 28/2010;
2. manda alla cancelleria di inviare copia del presente provvedimento di rigetto anche al responsabile dell’Organismo di mediazione, Servizio di Conciliazione della Camera di Commercio di Firenze, nonché al responsabile del predetto Organismo.
Si comunichi.
Firenze 2. 7.2015
Il Presidente
Luciana Breggia

 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Agosto 26 2015
  

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