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O.M.C.I.

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

18
Aprile
2017

Per evitare di ripetere la mediazione, tutte le ragioni delle pretese debbono essere richieste con l'istanza iniziale di mediazione

Tribunale di Verona, ordinanza 15.12.2016 - Est. Vaccari

Ha emesso la seguente

TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA

Sezione III Civile Dott. Massimo Vaccari

ORDINANZA

Nella causa civile di primo grado promossa da .....omissis...

Contro

....omissis.... indicate nella prima istanza di mediazione.
A scioglimento della riserva assunta all’odierna udienza

Rilevato Che

la mediazione esperita ante causam, per iniziativa dell’attrice, non soddisfa la condizione di procedibilità di cui all’art. 5 comma 1 bis d.lgs. 28/2010;
infatti, nell’istanza di mediazione, prodotta su invito di questo Giudice, le ragioni della pretesa dell’attrice sono state indicate, testualmente, nella “applicazione di interessi illegittimi su n.2 rapporti contrattuali”, e tale dicitura non individua con sufficiente precisione la materia del contendere poiché non esplicita la ragione della pretesa illegittimità dei citati interessi;

inoltre l’istanza non precisa i rapporti intercorsi tra le parti poiché si limita a menzionare due, non meglio individuati, rapporti di conto corrente;
ancora deve evidenziarsi come l’attrice abbia posto a fondamento della domanda giudiziale pretese ulteriori da quelle menzionate, nei termini assai generici sopra riferiti, nell’istanza di

mediazione, vale a dire l’addebito della commissione di massimo scoperto e di spese nonché la responsabilità precontrattuale della convenuta;
l’esplicitazione delle ragioni delle pretese oggetto di mediazione costituisce requisito di validità della procedura, come si evince dal disposto dell’art.4, II comma, d.lgs. 28/2010;

P.Q.M.

Assegna alle parti il termine di 15 giorni, a decorrere dalla comunicazione della presente ordinanza, per presentare l’istanza di mediazione con riguardo alle ragioni delle pretese azionate in giudizio che non sono state oggetto della precedente mediazione e rinvia la causa all’udienza del 13 aprile 2017 ore 10.00

Verona 15/12/2016
Il Giudice
Dott. Massimo Vaccari

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Ultimo aggiornamento Martedì, Aprile 18 2017
  
10
Aprile
2017

La parte che ricorre alla mediazione a causa del comportamento scorretto tenuto dalla convenuta durante la fase stragiudiziale in violazione del dovere di correttezza, è condannata al pagamento delle relative spese di procedura di Mediazione

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Lecce, in persona del giudice dott.ssa Katia Pinto, ha emesso la seguente

SENTENZA

nella causa civile, in prima istanza,

TRA

D.V.M., rappresentato e difeso dall’avv. A.C., procuratore
domiciliatario;                                              - attore -

CONTRO

U. Assicurazioni , rappresentata e difesa dall’avv. C.V., procuratore  
domiciliatario;        - convenuta -

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione ritualmente notificato D.V.M., conveniva in giudizio la U. Assicurazioni al fine di conseguire la liquidazione dell’indennizzo dovuto in virtù della polizza assicurativa n.  stipulata dalla A.     per i propri dipendenti ed a scadere il 31.12.2011, in relazione all’infortunio occorso il 19.3.2011, ulteriore rispetto a quello già liquidato e versato nella misura di € 37.240,00 per un’invalidità accertata del 4%.
Con comparsa depositata in data 24.6.2013 si costituiva in giudizio la Compagnia evocata, eccependo preliminarmente il proprio difetto di legittimazione passiva e l’improcedibilità della domanda per il mancato esperimento della procedura di arbitrato prevista dal capitolato di polizza, e non contestando nel merito la sussistenza di infortunio indennizzabile a termini di contratto, bensì solo di ulteriore danno risarcibile.
Concessi i termini per il deposito di memorie ex art. 183 co. VI c.p.c., con ordinanza del 19.12.2014 il Tribunale, respinte le questioni preliminari dedotte, disponeva esperirsi consulenza tecnica di ufficio, nominava CTU il dott. Paolo latino, al quale all’udienza del 28.5.2015 conferiva l’incarico.
Tuttavia il 20.9.2016, preso atto dell’impossibilità di procedere all’espletamento dell’indagine disposta, verificato il mancato accordo tra le parti anche ai fini della conciliazione della controversia, ha trattenuto la causa per la decisione, non assegnando alle parti i termini di cui all’articolo 190 c.p.c., cui le medesime hanno rinunciato.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Ribadita l’ordinanza del 19.12.2014 reiettiva delle questioni preliminari sollevate dalla convenuta, ritiene il decidente che la domanda volta ad ottenere il maggior indennizzo spettante rispetto alla somma già percepita debba essere respinta per difetto di prova, mentre debba essere accolta quella relativa alle spese sopportate per l’avvio della mediazione e dell’arbitrato, dovute a diverso titolo.
Sotto il primo profilo, non ignora il Tribunale il recente arresto della giurisprudenza della Suprema Corte, sez. I, 15/03/2016, n. 5091, secondo cui “E’ consentito derogare finanche al limite costituito dal divieto di compiere indagini esplorative, "quando l'accertamento di determinate situazioni di fatto possa effettuarsi soltanto con l'ausilio di speciali cognizioni tecniche, essendo in questo caso consentito al c.t.u. anche di acquisire ogni elemento necessario a rispondere ai quesiti, sebbene risultante da documenti non prodotti dalle parti”, ma evidenzia tuttavia che la decisione limita detto principio a “…fatti accessori e rientranti nell'ambito strettamente tecnico della consulenza, e non di fatti e situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento della domanda o delle eccezioni delle parti, debbano necessariamente essere provati dalle stesse".
Nel caso di specie, la produzione documentale effettuata nell’interesse dell’attore entro i termini di cui all’art. 183 co. VI c.p.c. è totalmente carente di qualsiasi documentazione sanitaria inerente la natura e l’entità dei postumi dell’infortunio riportati dall’attore, che di certo non può essere integrata dalla valutazione espressa da un autorevole esperto nell’interesse della convenuta sulla base di quella in possesso dell’interessato ma mai prodotta né esibita in questa sede anteriormente all’avvio delle operazioni del consulente; in sintesi, come evidenziato dal CTU nominato, ai fini dell’espletamento dell’incarico sarebbe “…indispensabile … l’acquisizione di tutta la documentazione medica relativa a certificazioni ed accertamenti strumentali”, che evidentemente supplirebbe ad una totale omissione probatoria (della difesa) dell’interessato, e quindi esplorativa nel senso suindicato ed inammissibile.
Merita invece accoglimento la pretesa relativa alla rifusione delle spese sopportate per l’avvio della mediazione e dell’arbitrato, cui parte attrice ha dovuto accedere a causa del comportamento stragiudiziale tenuto dalla convenuta in violazione del dovere di correttezza di cui all’art. 1375 c.c. (Cassazione civile, sez. III, 27/01/2014, n. 1607).
Premesso che la qualificazione della domanda in proposito formulata compete ex art. 113 c.p.c. all’odierno decidente, non può porsi in dubbio che meriti di essere risarcito il pregiudizio economico patito da D.V. al fine di avviare le procedure previste in polizza e dalle norme vigenti per il caso di “…divergenze sulla natura e sulle conseguenze delle lesioni, sul grado di invalidità permanente, …”, ed indipendentemente dal loro esito, cui è stato costretto a causa dell’omessa valutazione da parte della Compagnia in sede stragiudiziale della documentazione sanitaria consegnata nelle mani del medico fiduciario della medesima (cfr. ricevuta documentazione consegnata al dott. P. e relazione M. del 03.01.2012), peraltro da quest’ultimo considerata ai fini del riconoscimento di un’invalidità di grado pari ad oltre il doppio di quella liquidata a termini di polizza nella misura di € 37.240,00, e che, pur non potendo integrare alcuna efficacia (Cassazione civile, sez. III, 29/11/2012, n. 21248), era idonea a suscitare nell’attore un affidamento meritevole di tutela.
Per tali ragioni stima il Tribunale congruo liquidare al D.V. ex art. 3 D.M. 140/2012 la somma di € 300,00 a titolo di spese legali sostenute per la domanda di mediazione e quella di € 900,00 per la corrispondenza che ha preceduto il tentativo di arbitrato, oltre a quella di € 19,50 per spese vive (n. 5 raccomandate), da maggiorarsi di IVA e CAP come per legge, oltre che di interessi legali dal dovuto al soddisfo.
Atteso il parziale accoglimento della domanda e le ragioni reali della contesa, valuta il Tribunale che ricorrano giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese della presente lite.

P.Q.M.

Il Tribunale di Lecce, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da D.V.M.:
1.      
2.      
3.      
Lecce, 05/11/2016
IL GIUDICE
Dr.ssa katia Pinto

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Aprile 10 2017
  
10
Aprile
2017

TRIBUNALE DI PALERMO

05/04/2017 - È nulla per mancanza di causa la divisione ereditaria stipulata all’esito della mediazione con la partecipazione di un soggetto che non è erede. Il mediatore e, per esso, l’organismo che ha amministrato la procedura è responsabile per inadempimento contrattuale e deve risarcire i danni che ne conseguono. Sono le conclusioni cui giunge la sentenza del Tribunale di Palermo (giudice estensore Caccamo) – depositata il 25 novembre 2016, ma resa nota solo in questi giorni – che affronta il tema…leggi tutto l’articolo su

Fonte: http://www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com/art/civile/2017-04-04/accordo-nullo-risponde-mediatore-192508.php?uuid=AEzf9Uz

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Aprile 10 2017
  
19
Febbraio
2017

Cavour: Anche la Proloco Aiuta Amatrice;

Anche Cavour è vicino alle Popolazioni colpite dal Terremoto del centro Itala;

Dopo una delegazione Motoclub La Rocca che aveva inviato una delegazione ad Amatrice a Portare un Contributo di 1500,00 Euro. Ora è la Proloco a Raddoppiare in occasione della Fiera Internazionale Tutto Mele.

L’ente aveva lanciato una Amatriciana per Amatrice, raccogliendo con altre offerte altri 1500,00 Euro che sono stati destinati alla Proloco di Amatrice che gestisce una Mensa per gli sfollati. Siamo lieti di aver stabilito un rapporto con la Proloco di Amatrice; speriamo che quando ci saranno le condizioni possa essere Ospite a Tuttomele.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Febbraio 19 2017
  
22
Gennaio
2017

21/01/2017 - OTTIENI IL RIMBORSO DEGLI INTERESSI ILLEGITTIMAMENTE PAGATI SUL MUTUO;

c

Moltissimi mutui oggi in circolazione nascondono condizioni irregolari e criticità che, se validamente accertate e contestate attraverso la metodologia della Martingale Risk, possono portare ad ottenere il RIMBORSO di tutto quanto illegittimamente pagato negli anni alla banca.

Infatti, per i mutui ed i finanziamenti stipulati a partire dal 1 ottobre 2003,
in base alla Delibera del CICR del 4 marzo 2003, la banca ha l’obbligo di dichiarare al cliente il valore dell’ISC (o TAEG) in maniera corretta. Tale valore rappresenta l’unico indicatore economico che consente al cliente di essere perfettamente consapevole del costo complessivo del finanziamento, permettendogli anche un eventuale confronto con altre offerte presenti sul mercato.

Una mancata o non puntuale valorizzazione del TAEG rappresenta – da parte dell’intermediario finanziario – un inadempimento degli obblighi informativi e di pubblicità sulle condizioni economiche del credito che può fuorviare la scelta del cliente in fase di sottoscrizione del contratto.

Diversi Tribunali italiani (es. Tribunale di Chieti Sentenza n. 230/2015 del 23.04.2015) e anche l’Arbitro Bancario e Finanziario (Decisione Collegio di Roma del 13/03/2015 – Decisione Collegio di Napoli del 1/4/2016) hanno ribadito che nei finanziamenti il TAEG (o l’ISC) va obbligatoriamentecorrettamente indicato da parte della banca. In presenza di tali mancanze, è possibile ottenere il giusto rimborso degli interessi pagati.

OMCI attraverso il proprio team di analisti finanziari, la cui esperienza e professionalità è ben nota sul mercato, dispone di tutti gli strumenti necessari per individuare ed accertare gli errori commessi dalle banche, ed in particolar modo la incorretta rappresentazione dell’ISC o TAEG. Attraverso una valutazione siamo in grado di individuare le anomalie e criticità presenti all’interno dei mutui e finanziamenti sottoscritti, stimando anche gli importi potenzialmente recuperabili.

Una volta individuata la possibilità di ottenere il rimborso dalla banca, OMCI attiva la procedura di recupero degli importi dovuti attraverso le seguenti fasi:

  • Perizia Tecnica, finanziaria e giuridica del mutuo o finanziamento, con l’accertamento degli errori commessi dalla banca e degli importi da rimborsare;
  • Mediazione obbligatoria con la banca controparte, di cui al D.Lgs 28/2010, per l’ottenimento del rimborso bonariamente;
  • Contenzioso: fase eventuale, qualora non si dovesse trovare un accordo con la banca.            QUINDI: SE HAI SOTTOSCRITTO UN MUTUO O UN FINANZIAMENTO DI ALMENO € 80.000, STIPULATO A PARTIRE DAL 1/10/2003, HAI UNA CONCRETA POSSIBILITA’ DI OTTENERE UN RIMBORSO FINO A 130.000.
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Ultimo aggiornamento Domenica, Gennaio 22 2017
  
13
Gennaio
2017

13/01/2017 Cosa fare se l'amministratore di condominio vi nega l'accesso all'estratto conto;

Una recente pronuncia dell’Abf (arbitro bancario e finanziario) ha stabilito che i condomini possono rivolgersi direttamente alla banca. Le cose da sapere:

Spese condominiali, cosa fare se l'amministratore non vi fa vedere l'estratto conto

Non è infrequente che i condomini si vedano negata dal proprio amministratore di condominio la possibilità di poter visionare l'estratto conto bancario relativo alle spese sostenute. Come comportarsi allora in questi casi?  A tal proposito c’è pronunciamento dell’Abf (arbitro bancario e finanziario), i condomini possono rivolgersi direttamente alla banca, in quanto "l'istituto di credito non può sottrarsi a tale richiesta accampando ragioni di privacy, atteso che il conto corrente è – in definitiva – di proprietà dei singoli condomini".

L’addetto allo sportello, insomma, non può rifiutarsi di fornirvi i documenti richiesti, anche senza il consenso dell’amministratore di condominio. Prima di fare richiesta in banca, tuttavia, è necessario chiedere per iscritto - tramite una raccomandata a/r - copia dell’estratto conto all’amministratore.

Spese condominiali, cosa fare se l'amministratore non vi fa vedere l'estratto conto;

E' molto importante che la richiesta venga fatta all'amministratore per iscritto onde poter dimostrare l'assenza di riscontro nei confronti del condomino e giustificare, in tal modo, la successiva richiesta all'istituto di credito.

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Gennaio 13 2017
  
24
Novembre
2016

RASSEGNA STAMPA. ARTICOLO SU VOCEPINEROLESE.IT

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Novembre 24 2016
  
24
Ottobre
2016

24/10/2016 da studiare bene per i Mediatori : La proposta del Mediatore è obbligatoria ogni volta che il Giudice la dispone;

Trib. di: Vasto - Ordinanza del: 15-06-2016 - Giudice: Fabrizio Pasquale
Materia: Altre - Argomento: Proposta del mediatore

TRIBUNALE ORDINARIO DI VASTO

Il giudice Dott. Fabrizio Pasquale
A scioglimento della riserva assunta nel procedimento di cui in epigrafe;
letti gli atti e la documentazione di causa;
vista l’ordinanza del 14.07.2015, con la quale questo giudice ha disposto, ai sensi dell’art. 5, secondo comma, del D.L.gs. 4 marzo 2010, n. 28, l’esperimento del procedimento di mediazione, quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale;
rilevato, in particolare, che con la predetta ordinanza il giudice ha statuito che, in caso di effettivo svolgimento della mediazione che non si fosse concluso con il raggiungimento di un accordo amichevole, il mediatore dovesse comunque provvedere alla formulazione di una proposta di conciliazione, anche in assenza di una concorde richiesta delle parti;
preso atto che, per concorde deduzione svolta dalle parti all’udienza del 03.03.2016, il mediatore – contravvenendo ad una puntuale prescrizione del giudice – ha immotivatamente omesso di formulare la propria proposta conciliativa, limitandosi a dichiarare chiuso il procedimento di mediazione con esito negativo;
ritenuto, pertanto, che la procedura di mediazione non è stata ritualmente svolta, essendo stato omesso un passaggio cruciale e ineludibile, che connota la natura stessa dell’attività del mediatore (vieppiù alla luce della riforma introdotta dal D.L. 21.06.2013 n. 69, a seguito del quale la mediazione, all’art. 1, comma 1°, lett. a), non viene più definita come «l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e analizzata ad assistere due o più soggetti, sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa», bensì come «l’attività […] per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa») e senza il quale al giudice è preclusa la possibilità di compiere le valutazioni ad esso spettanti, ai sensi dell’art. 13 D. Lgs. n. 28/10;
ritenuto, pertanto, che la procedura di mediazione debba essere completata con la formulazione di una proposta conciliativa da parte del mediatore, in ottemperanza alle direttive impartite dal giudice con l’ordinanza del 14.07.2015;
considerato, peraltro, che il procedimento di mediazione debba essere riaperto innanzi allo stesso mediatore che lo ha precedentemente condotto e senza oneri economici aggiuntivi per le parti, dal momento che la irrituale definizione della procedura è da imputarsi esclusivamente ad una omissione del mediatore;

“Per Questi Motivi”

“dispone” che le parti provvedano, senza oneri economici aggiuntivi, a riattivare la procedura di mediazione innanzi allo stesso mediatore che l’ha precedentemente condotta, affinché il mediatore formuli una proposta di conciliazione, ai sensi dell’art. 11 del D. Lgs. n. 28/10, anche in assenza di una concorde richiesta delle parti;
assegna alle parti termine di giorni quindici per la riattivazione della procedura di mediazione, rendendo noto che l’omissione è sanzionata – per la parte attrice – a pena di improcedibilità della domanda giudiziale;
precisa che le parti dovranno essere presenti dinanzi al mediatore personalmente e con l’assistenza legale di un avvocato iscritto all’Albo e che la mancanza (o il rifiuto) di partecipazione personale delle parti senza giustificato motivo agli incontri di mediazione può costituire, per la parte attrice, causa di improcedibilità della domanda e, in ogni caso, per tutte le parti costituite, presupposto per l’irrogazione – anche nel corso del giudizio – della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 8, comma 4 bis, D. Lgs. n. 28/10, oltre che fattore da cui desumere argomenti di prova, ai sensi dell’art. 116, secondo comma, c.p.c.;

invita le parti a produrre copia dei verbali degli incontri di mediazione e a comunicare all’Ufficio l’esito della procedura di mediazione con nota da depositare in Cancelleria, almeno 10 giorni prima della prossima udienza, la quale dovrà contenere informazioni in merito ai motivi del rifiuto della proposta di conciliazione formulata dal mediatore;
rinvia la causa all’udienza del 29/11/2016, ore 10.00, per le determinazioni da assumere in ordine al prosieguo della causa;
manda alla Cancelleria per la comunicazione della presente ordinanza per intero.
Vasto, 15 giugno 2016.
IL Giudice, Dott. Fabrizio Pasquale

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Ottobre 26 2016
  
22
Ottobre
2016

21/10/2016, da studiare bene per i mediatori, ANATOCISMO BANCARIO: come evitarlo;

Con il decreto n. 343/2016 del ministro delle Finanze dal 1° ottobre  sono entrate in vigore le nuove norme sul tema dell’anatocismo bancario, che prescrivono una volta per tutte come debbano essere calcolati gli “interessi sugli interessi”.Il cambiamento  interessa soprattutto i contratti di conto corrente e i fidi. La novità di rilievo concerne il calcolo degli interessi a debito e a credito dei conti correnti: essi devono avere la stessa periodicità e il periodo di calcolo non può essere inferiore all’anno. Il calcolo degli interessi deve aver luogo alla fine dell’anno solare, e il pagamento degli interessi non può essere avanzato prima del 1° marzo dell’anno successivo. In pratica ciò evidenzia che la banca non potrà richiedere al cliente interessi per uno scoperto di conto corrente relativo a un dato anno prima del 1°marzo dell’anno successivo. Nell’ipotesi del pagamento di interessi debitori il cliente potrà quindi determinarsi di pagare immediatamente oppure potrà abilitare la banca a calcolare gli interessi dovuti aggiungendoli al capitale già a debito sul conto ma soltanto ed unicamente firmando una particolare dichiarazione scritta. In tal caso però non si produce un calcolo “degli interessi sugli interessi”, ovvero di “anatocismo”, perché in questo caso infatti gli “interessi” si trasformano in “capitale” e pertanto su questo possono essere calcolati nuovi interessi. Alcune banche hanno già inviato lettere alla loro clientela con le quali richiedono l’autorizzazione per l’addebito in conto degli interessi debitori. Una tale richiesta non comporta nessun onere di fatto per il cliente che può sempre revocare in qualsiasi momento l’autorizzazione data.Si chiarisce, che in caso di mancato pagamento degli interessi debitori la banca può ricorrere alle vie legali e chiedere il pagamento degli interessi moratori, consistenti nel pagamento degli interessi dovuti per il ritardo.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Ottobre 22 2016
  
07
Ottobre
2016

07/10/2016 da Studiare bene per i Mediatori: Che gli illustri Giudici con la Mediazione non scherzassero più si sapeva da un Pezzo, ma questa nuova Ordinanza è esemplare;

Che gli illustri Giudici con la Mediazione non scherzassero più si sapeva da un Pezzo, ma  questa nuova Ordinanza esemplare;  Chi Non Prosegue con la mediazione e che non paghi  il dovuto, “la Parte o Parti e Difensori”,  senza Motivi Oggettivi Verificabile, è veramente nei guai: questa Ordinanza riguarda la Materia Contratti Bancari, ma come Visto in tutte le ordinanze o sentenze Vale Per tutte

ORDINANZA TRIBUNALE DI PAVIA Del 27/09/16                                                                                                  IL MEDIATORE “DEVE” METTERE A VERBALE IL RIFIUTO DELLA PARTE!!!

Il Tribunale di Pavia nella persona del Giudice Dott. Marzocchi aderisce all’orientamento fiorentino della effettività della mediazione, «ovvero le parti sostanziali devono essere presenti personalmente e assistite dai rispettivi difensori» e quindi «in caso di incontro meramente informativo “non potrà dirsi svolta la mediazione attiva” così come disposta nella presente ordinanza e, conseguentemente, non potrà nemmeno essere realizzata la condizione di procedibilità». Per questa ragione  il mediatore non può limitarsi a verbalizzare quali soggetti siano presenti e con quali poteri - «il che è doveroso sempre».                                                                                                                                                              Il professionista  dopo aver informato le parti sulla natura le finalità e la modalità di svolgimento della procedura - deve invitarle a esprimersi sulla possibilità di dare inizio alla mediazione attiva e all’esito deve verbalizzare quale parte dichiari di non voler o poter proseguire e quali siano gli ostacoli oggettivi che impediscono la prosecuzione della mediazione. Occorre infatti che il mediatore col suo verbale «consenta di comprendere quale mediazione ha svolto nel primo incontro», in quanto solo così il giudice «sarà messo in condizione di valutare se la condizione di procedibilità si è avverata e adottare le conseguenti determinazioni processuali».                                                                                                    Sono le conclusioni cui giunge con l’ordinanza del 26 settembre 2016 il Tribunale di Pavia in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Ottobre 08 2016
  

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