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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

12
Luglio
2019

Partecipazione personale alla mediazione e condizione di procedibilità: ancora una presa di posizione da parte della Corte di Cassazione;

Corte di Cassazione, sentenza n. 18068 del 05/07/2019

Sintesi: Nel procedimento di mediazione obbligatoria disciplinato dal d.lgs. n. 28 del 2010 e successive modifiche, è necessaria la comparizione personale delle parti davanti al mediatore, assistite dal difensore. "Ill legislatore ha previsto e voluto la comparizione personale delle parti dinanzi al mediatore, perché solo nel dialogo informale e diretto tra parti e mediatore conta che si possa trovare quella composizione degli opposti interessi satisfattiva al punto da evitare la controversia ed essere più vantaggiosa per entrambe le parti. Ha imposto quindi alle parti (o meglio, alla parte che intende agire in giudizio) questo impegno preliminare mediante il quale fida di poter evitare (alle parti, e allo Stato più in generale) un buon numero di controversie, ben più onerose e lunghe rispetto ai tempi della mediazione obbligatoria". 
La parte, inoltre, può anche farsi sostituire da un proprio rappresententate purchè quest'ultimo, anche qualora sia lo stesso difensore che la assiste in giudizio, sia dotato di una apposita procura sostanziale. Ciò in quanto il conferimento del potere di partecipare in sua sostituzione alla mediazione non fa parte dei possibili contenuti della procura alle liti autenticabili direttamente dal difensore.

Leggi la sentenza

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Luglio 17 2019
  
10
Luglio
2019

Condomino non partecipa alla mediazione, ricorso improcedibile;

sentenza n.12348/2019 del Tribunale di Roma

Sintesi: Per il tribunale di Roma, scatta l’improcedibilità del ricorso se il condomino non partecipa personalmente alla mediazione; Improcedibile il ricorso del condomino che non partecipa personalmente alla mediazione. Non basta infatti l’avvocato, ma occorre la presenza personale della parte innanzi al mediatore. È quanto si ricava dalla recente sentenza n. 12348/2019 del tribunale di Roma. La vicenda: Nella vicenda portata innanzi al giudice capitolino, un condomino citava in giudizio il proprio condominio chiedendo l'annullamento della delibera assembleare per omessa convocazione ed altri vizi e la condanna dell'ente di gestione al risarcimento di 5mila euro per i danni subiti.Il condominio si costituiva eccependo il mancato esperimento della mediazione, oltre all'infondatezza della pretesa attorea. Chiedeva altresì la condanna di controparte ex art. 96 C.P.C. Il tribunale, alla prima udienza, concedeva termine per esperire il tentativo di mediazione. Ma la stessa veniva esitata negativamente e il convenuto rilevava che parte attrice non era comparsa innanzi al mediatore personalmente. Mediazione condizione di procedibilità della domanda in materia di condominio: A mente dell'art. 5 del d.lgs. n. 28/2010 e succ. mod., ricorda anzitutto, giudice romano, “il preventivo esperimento della mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale in materia di condominio”.

Avendo concesso il termine di legge per l’introduzione del procedimento di mediazione, conclusa con esito negativo, il tribunale fa il punto dunque sulle conseguenze processuali della mancata partecipazione di persona della parte che ha promosso la mediazione.

E la soluzione della questione, per il giudice, deve muovere dal disposto dell'art. 5 comma 2 bis del dlgs. 28/2010, secondo il quale la condizione di procedibilità 'si considera avverata se il primo incontro innanzi al mediatore si conclude senza accordo'.

Ad avviso del giudice, “il primo incontro non può essere che quello fra le parti posto che la comparizione innanzi al mediatore non ha solo uno scopo informativo della funzione della mediazione ma uno scopo di vera e propria attività di conciliazione. Onde, per assolvere la condizione di procedibilità, la parte che ha interesse ad assolvere a tale condizione ha l'onere di partecipare agli incontri innanzi al mediatore (mentre è ovvio che la mancata partecipazione della parte non onerata non potrà avere conseguenze sulla procedibilità della domanda)”. Invero la logica dell'istituto, si legge ancora nella sentenza, “è nel senso che non è sufficiente promuovere la mediazione ma che è necessario partecipare alla stessa al fine di rendere possibile un accordo che è lo scopo del procedimento”.

Una tesi, peraltro, sostenuta dalla giurisprudenza di merito prevalente (cfr. trib. Firenze 19.3.2014, Trib. Pavia 14.9.2015) e di legittimità (Cass. n. 8473/2019), secondo cui la partecipazione alla mediazione è “atto personalissimo della parte non delegabile (se non mediante atto notarile) considerato altresì che la partecipazione del difensore all'uopo delegato ha il solo scopo di garantire un'assistenza tecnica e non di rappresentanza processuale”. Per cui, conclude il tribunale romano, “l’istituto della mediazione, che non può ridursi ad una mera funzione notarile del mediatore e del giudice, esige che siano presenti di persona anche le parti in quanto mira a riattivare la comunicazione fra i 'litiganti', al fine di consentire loro di verificare la possibilità di una soluzione concordata del conflitto; verifica impossibile in assenza delle parti”.

Da qui, nessun dubbio sulla declaratoria di improcedibilità della domanda. Rigettata invece in assenza di prova la domanda ex art. 96 c.p.c.


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Ultimo aggiornamento Giovedì, Luglio 18 2019
  
03
Luglio
2019

La presenza della parte di persona è una rassicurante garanzia e tutela per le altre parti oltre che per gli avvocati.

Tribunale di Roma, sentenza del 27/06/2019

Sintesi: È neccesaria la presenza personale delle parti nel procedimento di mediazione? 
La legge dispone, tanto per la mediazione obbligatoria quanto per quella demandata dal giudice, la necessità che al procedimento di mediazione sia presente la parte assistita dal suo avvocato. Di conseguenza, qualora sia presente esclusivamente l'avvocato, seppur munito di delega, la mediazione non può ritenersi correttamente instaurata.
Alla stessa conclusione deve giungersi se insieme all'avvocato sia presente un rappresentante della parte. "Il legislatore ha previsto e voluto la comparizione personale delle parti dinanzi al mediatore, perché solo nel dialogo informale e diretto tra parti e mediatore, conta che si possa trovare quella composizione degli opposti interessi satisfattiva al punto da evitare la controversia ed essere più vantaggiosa per entrambe le parti”
A ben vedere, quindi, è la stessa sentenza della S.C. n. 8473/19 del 7.3.2019 che predica, in armonia con le caratteristiche normative dell’istituto, la necessaria presenza personale della parte in mediazione. Va considerato inoltre che la mancanza della presenza personale, è idonea, indirettamente, ad affievolire le possibilità di un accordo.
Può accadere, ad esempio, che la parte non presente in mediazione (e delegante) rinneghi l’accordo raggiunto dall’avvocato che abbia asserito, verbalizzandolo in mediazione, di rappresentarla.
Va ricordato che l’avvocato non ha un potere generale di autenticare la sottoscrizione di una
scrittura privata (come confermato dalla citata Suprema Corte 8473/19 del 7.3.2019), qual è di regola una procura, men che meno la procura di un mandato di rappresentanza in mediazione che attinge ad un alto tasso di possibilità di disposizione dei diritti.
Il potere di autenticazione dell’avvocato è circoscritto infatti al solo ambito giudiziario, ed in
particolare alla autentica della firma del cliente.
In definitiva, la presenza della parte di persona è una rassicurante garanzia e tutela per le altre parti, oltre che per gli avvocati
.


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Ultimo aggiornamento Giovedì, Luglio 18 2019
  
28
Giugno
2019

Come dovrebbe divenire la Mediazione Civile e OMCI RICERCA SEMPRE MEDIATORI DA INSERIRE NEL PROPRIO ORGANICO:

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Ultimo aggiornamento Domenica, Luglio 14 2019
  
19
Giugno
2019

I Buoni Fruttiferi Postali: si può e si deve ambire a risolvere in Mediazione con Poste Italiane;

Bisogna puntare i riflettori sull'argomento per contribuire ad aumentare la sensibilizzazione nei confronti dell’Istituto della Mediazione ed attribuire in capo agli “assenti ingiustificati” le responsabilità dei costi aggiuntivi che le parti sopportano per partecipare al tentativo obbligatorio di Mediazione.  Molti risparmiatori hanno adito l’Autorità Giudiziaria poichè - ritenendo di aver acquistato, a partire dal 1984, dei buoni postali fruttiferi ordinari come forma di risparmio e accantonamento per la propria vecchiaia e che rappresentassero delle forme di investimento sicure in quanto a capitale e rendimento garantiti - si sono ritrovati dinanzi a tutt’altra realtà alla scadenza del titolo. La questione è esplosa quando i primi risparmiatori, portando all’incasso i titoli, apprendevano di non poter incassare le somme calcolate prendendo a riferimento la stampigliatura insistente sul buono, in quanto Poste Italiane riconosceva loro somme decisamente inferiori, determinate in base ad una modifica in peius del tasso di interesse, disposta con D.M. successivo alla emissione dei titoli stessi.
Da ultimo sulla materia si è pronunciata la Cassazione a Sezioni Unite.
Ad avviso del Supremo Consesso (sentenza n. 3963/19 depositata l'11 gennaio) la variazione del tasso di interesse, disposta unilateralmente dalla Pubblica Amministrazione, secondo la disciplina applicabile ratione temporis, attribuiva sostanzialmente al titolare del buono il diritto al recesso e tutelava il suo affidamento sull'effettività del diritto a percepire gli interessi indicati dal titolo.
Il caso esaminato dagli Ermellini è quello di un risparmiatore che aveva acquistato dei buoni postali fruttiferi negli anni 1982 e 1983. Tali buoni erano stati presentati all'incasso solo nel dicembre del 2004 e l'ufficio postale pagatore, applicando una modifica in pejus del tasso di interessi, disposta con D.M. del Tesoro in data 13 giugno 1986, aveva erogato 32mila euro, somma nettamente inferiore a quella di 70mila euro calcolata sulla base della originaria tabella stampigliata sui titoli. Le sezioni Unite hanno respinto il ricorso del risparmiatore, precisando che al rapporto dedotto in lite, insorto negli anni 1982-1983, si applica il testo dell'art. 173 del codice postale (come novellato dall'art. 1 d.l. n. 460/1974 e convertito in l. n. 588/1974) a mente del quale:
a) era consentito alla pubblica amministrazione variare il tasso di interesse, relativo ai buoni già emessi, con decreto ministeriale da pubblicarsi in Gazzetta Ufficiale.
b) I buoni soggetti alla variazione del tasso di interesse dovevano considerarsi rimborsati con gli interessi al tasso originariamente fissato e convertiti nei titoli della nuova serie con il relativo tasso di interesse.
c) A fronte della variazione del tasso di interesse era consentita al titolare la scelta di chiedere la riscossione dei buoni, ottenendo gli interessi corrispondenti al tasso originariamente fissato, ovvero quella di non recedere dall'investimento che avrebbe da quel momento prodotto gli interessi di cui al decreto di variazione, salvo il diritto del risparmiatore di ottenere la corresponsione degli interessi originariamente fissati per il periodo precedente alla variazione.
Hanno chiarito, ancora, che la modalità di comunicazione all'interessato della intervenuta nuova prescrizione ministeriale circa l'ammontare dei tassi di interesse dei buoni fruttiferi postali, è affidata dal legislatore alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Resta, in ogni caso, una materia dibattuta, e i “risparmiatori traditi” spesso optano per chiedere le somme con un decreto ingiuntivo; finora i magistrati hanno accolto le richieste monitorie poichè  “dai documenti prodotti il credito risulta certo, liquido ed esigibile”. Poste Italiane ha poi 40 gg per opporre il D.I.; in altri casi, invece, scelgono di adire l’A.G. con una citazione, al fine di poter avanzare anche una richiesta di risarcimento danni.
Pare fuor di dubbio che sia obbligatorio il tentativo di risoluzione della lite in mediazione, sia per le Poste Italiane in caso di loro opposizione a D.I., che per il risparmiatore “attore” nel caso che opti per il giudizio ordinario.
La materia de qua, infatti, deve essere ricondotta tra i “contratti assicurativi, bancari e finanziari” ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, d.lgs. n.28/2010.
Nonostante ciò spesso Poste Italiane non aderiscono all’invito di recarsi in mediazione.
Se l’invito non viene seguito da una adesione della parte invitata, purtroppo rimane un costo privo di beneficio rispetto alla ratio voluta dal legislatore con l’introduzione della obbligatorietà.
Se Poste italiane decidesse, come linea generale, di aderire agli incontri in mediazione questo permetterebbe un margine di trattativa molto ampio ed una valutazione caso per caso con una rilevante riduzione dei costi per le parti in contenzioso. E’ necessario, quindi, da un lato, per noi mediatori continuare a monitorare la giurisprudenza in materia in modo da avere un quadro più chiaro entro cui ricercare insieme alle parti un accordo, dall’altro lato sarebbe necessario che Poste Italiane aderisse agli incontri con l’intento di addivenire fattivamente ad una soluzione stragiudiziale della vicenda. Non è certo facile proporre una soluzione per far sì che l’Istituto nazionale decida di intervenire fattivamente agli incontri di mediazione, ma puntare i riflettori sull’argomento potrà certamente contribuire ad aumentare la sensibilizzazione nei confronti dell’Istituto della Mediazione ed, al contempo, attribuire in capo agli “assenti ingiustificati” le responsabilità dei costi aggiuntivi che le parti sopportano per partecipare al tentativo obbligatorio.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Giugno 19 2019
  
28
Maggio
2019

E' dopo un po', finalmente anche le banche si convincono che è cosa buona partecipare alla mediazione;

TRIBUNALE DI FIRENZE SENTENZA 9550/17 del 03 Maggio 2019

Sintesi: Davanti al mediatore le parti hanno l'obbligo di rendere "procedibile" la domanda di mediazione. È necessario sempre il "confronto in un'ottica conciliativa". In questo senso il Tribunale di Firenze con la Sentenza n. R.G. 9550/17 del 3 maggio 2019.

PS: OMCI iscritta al n° R.O.M. del Ministero della Giustizia n° 251 e come Ente Formativo al n° 303,  continua a ricercare Mediatori da inserire nel proprio organico in Tutte le Regioni d'Italia: Mediatori che devono essere Motivati, specializzati (Possibilmente Laureati in Giurisprudenza, Avvocati, Psicologia, Sociologia, Economia, Dr. Geometri iscritti all albo), fortemente Appassionati, con buone capacità comunicative, di Ascolto, con Autorevolezza e con capacità di ricercare Mediazioni. No perdi tempo, grazie. Non esitare quindi a contattarci su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.   La Mediazione sarà sempre di più la professione del Futuro, in quanto non si potrà mai sostituire la figura del Mediatore con algoritmi, cosa che già accade in altre professioni, nemmeno il Mediatore potrà mai essere sostituto da Robot o da Droni, e anche qui per molte altre professioni stà già accadendo,  Perchè in Mediazione con l'Aiuto del Mediatore e dei propri consulenti difensori, sono Le Parti che devono riprendere un Dialogo è questo non può accadere senza le Parti, il Mediatore ed i Loro Avvocati consulenti; ed è proprio per questo che i nostri Mediatori sono aggiornati in modo continuato. Vieni anche tu con noi, non attendere troppo, ma fallo subito e ricordate di controllare sempre che l'organismo sia anche ente di Formazione e abilitato dal Ministero della Giustizia attraverso la piattaforma https://mediazione.giustizia.it

Leggi la sentenza

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Ultimo aggiornamento Domenica, Luglio 14 2019
  
25
Maggio
2019

Condizione di procedibilità: la mediazione non deve essere considerata un "vuoto rituale";

Tribunale di Firenze, sentenza del 08/05/2019

Sintesi: In tema di mediazione obbligatoria, per ritenere avverata la condizione di procedibilità è necessario l'effettivo svolgimento della mediazione o, al contrario, in accordo con quanto affermato dalla recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 8473/2019) è sufficiente lo svolgimento di un primo incontro a carattere semplicemente informativo? Secondo il Tribunale di Firenze, contrariamente a quanto affermato dalla Corte di Cassazione, la mediazione deve essere non solo informativa ma necessariamente effettiva ai fini della procedibilità della domanda.
Il Giudicante, infatti, richiamando numerosi precedenti di merito ha ritenuto improcedibile la domanda per la revoca di una compravendita tra padre e figli proposta da una banca "in quanto, parte attrice, ascoltate le informazioni attinenti le modalità di svolgimento della mediazione, aveva arbitrariamente deciso, stante la distanza tra le posizioni delle parti, di non proseguire nel tentativo di conciliazione ritenendolo un inutile spreco di tempo e denaro"
Affermare, come fatto dalla Suprema Corte, che la condizione di procedibilità si avvera con il solo svolgimento del primo incontro a carattere informativo significa "ridurre l'esperimento del procedimento di mediazione a una mera comparizione delle parti innanzi al mediatore per ricevere un'informazione preliminare sulle finalità e modalità di svolgimento della mediazione e per dichiarare che semplicemente non c'è volontà di mediare comporta, infatti, un elevato rischio che tutto il procedimento diventi un vuoto rituale". 
"E' INSUFFICIENTE, dunque, ai fini dell'avveramento della condizione di procedibilità la celebrazione di un mero incontro informativo davanti al mediatore".

Il Mediatore indicherà quindi sul Verbale in modo ben visibile i dati della Parte o delle Parti che non hanno voluto proseguire con la Mediazione ed i dati dei Rispettivi Avv. Consulenti Difensori a disposizione del giudice.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Maggio 28 2019
  
22
Maggio
2019

SI RICORDA CHE SOLO GLI ORGANISMI DI MEDIAZIONE ISCRITTI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E DI CONSEGUENZA I MEDIATORI ISCRITTI AD UN ORGANISMO SONO ABILITATI AD ESEGUIRE MEDIAZIONI;

Ps: Se vuoi diventare anche tu mediatore omci, basta scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , si Richiede oltre ai requisiti Legislativi, Forte Motivazione, Capacità di Lavorare in Gruppo, ed il Pieno Rispetto della Normativa. Tutti si domanderanno: perché con tutti gli organismi che ci sono dovrei scegliere OMCI? Il Motivo è semplicissimo, provate una volta e Vedrete la differenza, se così non è, potete sempre tornare ad un altro organismo. Ma il motivo per cui Vi chiediamo di provare omci è Semplicissimo, è anche il motivo che mi ha portato a fare OMCI pezzo per pezzo con una Motivazione Fortissima. Cos’è la Mediazione molto sinteticamente per OMCI? Partendo da una citazione di San Francesco perché è da quella citazione che è stato fondato l’organismo OMCI: Perdonarsi a Vicenda, Portare Verità ed eliminare discordia in famiglia, ridare la Speranza QUESTA è MEDIAZIONE, ed è per questo che è importantissimo, l’Empatos: cioè azzerare le proprie conoscenze per comprendere totalmente gli altri, l’ascolto vero che è totalmente differente dal Sentire, la comunicazione che è la Parte Fondamentale per condurre una Mediazione, parlare facendosi capire, RIPETO ANCORA: QUESTA è MEDIAZIONE. Questa è la Sintesi della Mediazione, uno strumento, per superare Liti, un vero e proprio Strumento di PACE per tutti!

Attenti a chi invia e- mail promettendovi di farvi fare Mediazioni, Consulenze a pagamento ecc, per Tutte le Materie che riguardano la Mediazione civile e commerciale scoprendo poi che non hanno Titolo in quanto non sono iscritti a nessun organismo o si fanno passare per Agenzie o liberi professionisti ma non sono iscritti all’albo Mediatori o Organismi di Mediazione. Lo diciamo perché addirittura a noi arrivano e mail con nomi di Presunti organismi o di Mediatori assolutamente non abilitati dal Ministero. Infatti solo gli Organismi iscritti al Ministero con tanto di numero R.O.M. possono eseguire Istanze Regolari e solo i Mediatori iscritti all’albo attraverso l’iscrizione ad almeno un Organismo iscritto al Ministero possono agire, tutti gli altri sono solo Irregolari e / o organismi in alcuni casi Cancellati che continuano ad operare senza essere Regolari, Questi Vanno segnalati al Ministero della Giustizia che prenderà i dovuti Provvedimenti; inoltre le consulenze in un organismo non vanno assolutamente pagate. Solo una volta depositata un’istanza se ci va una CTU sarà addebitata alle parti. Prima di tutto se volete vedere se un organismo è iscritto Regolarmente al Ministero, Verificatelo sul sito. https://mediazione.giustizia.it e lo stesso per il Mediatore. Anche questo infatti lo potete verificare sullo stesso sito e / o sul sito dell’organismo regolarmente Iscritto. Tutti gli altri sono irregolari e tutte le Promesse non avranno alcun Valore Legale. La realtà è che i costi della mediazione sono accessibili a tutti, ed inoltre una volta conciliato sarete segnalati dall’organismo di mediazione al ministero della Giustizia il quale provvederà  nell’anno successivo a rendervi quanto speso o in parte la somma sotto forma di credito d’imposta, senza alcun costo aggiuntivo per Voi e per lo Stato ed anche l’avvocato che vi assiste avrà costi molto meno esosi. In mediazione sarete a vostro agio dall’inizio alla fine ed inoltre con un po’ di complicità delle parti, potrete eliminare tutti i disguidi avuti nel tempo, permettendovi di ritrovare anche a livello comunicativo ed emotivo, quella Pace e tranquillità che dovrebbe essere il principale Motivo per Vivere in una determinata Società, una volta finita la mediazione ogni rancore verso l’altro sarà superato, grazie anche alla preparazione del Mediatore in questo ambito fondamentale per essere un buon mediatore; La quasi certezza di non dover mettere consulenti tecnici: un buon organismo solitamente possiede tutte le figure che necessitano per la risoluzione di una determinata controversia, preparato sia a livello normativo, che tecnico, che comunicativo; In tutto il mondo, la Mediazione è usata da decenni, proprio per le sue caratteristiche di celerità, costi accessibili e preparazione dei mediatori, da noi ci sono voluti ANNI per avere questo strumento e risparmiare tempo, non farlo perdere ai Giudici e Finire tutto in tempi brevissimi a costo praticamente ridicolo, risparmiando e facendo risparmiare lo stato. Per i mediatori è importante invece effettuare i corsi da un organismo di mediazione che sia anche ente formativo per poter accedere subito e con certezza al tirocinio assistito. Non basta tutto questo per provare la Mediazione Civile? Provala, che tu sia un privato cittadino, un ente territoriale o pubblico, un’azienda (che può inserirlo anche nelle proprie clausole compromissorie/contrattuali), una Volta provata ti renderai conto che la Mediazione è Veramente l’unico modo per arrivare il prima possibile ad ottenere ciò che volevi in tempi rapidissimi!Per info: www.omci.org e per verificare se un Organismo è Legale controllate su https://mediazione.giustizia.it e fate lo stesso per il Mediatore.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Maggio 22 2019
  
12
Maggio
2019

Ecco cosa succede a chi decide di non aderire ad una Mediazione Obbligatoria, o come in questo caso, demandata dal Giudice: Mediazione disposta dal giudice, Necessario l'effettivo svolgimento del procedimento;

Tribunale di Frosinone, sentenza del 24/04/2019;

SINTESI: Che per mediazione disposta dal giudice si intende che il tentativo di mediazione debba essere effettivamente avviato e che le parti, anziché limitarsi ad incontrarsi e informarsi, non aderendo poi alla proposta del mediatore di procedere, adempiano effettivamente all’ordine del giudice partecipando alla vera e propria procedura di mediazione, salva l’esistenza di (documentate) questioni pregiudiziali che di fatto ne impediscano la procedibilità.

Leggi la Sentenza qui:

 

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Ultimo aggiornamento Martedì, Maggio 28 2019
  
03
Maggio
2019

La mediazione sospende il termine per l'impugnazione delle delibere assembleari;

Tribunale d Savona, sentenza del 7 febbraio 2019

Sintesi: In ordine al tentativo di mediazione, il termine di decadenza di trenta giorni per l'impugnazione delle delibere assembleari viene sospeso, per una sola volta, dalla domanda di mediazione, ma non dal giorno della sua presentazione, bensì dal momento della comunicazione alle altre parti.

Leggi l'intera sentenza qui:

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Ultimo aggiornamento Sabato, Maggio 04 2019
  

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