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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

17
Settembre
2022

MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE, LA NUOVA RIFORMA:

E' stata Pubblicata in gazzetta ufficiale, la Riforma sul Pocesso Civile con tanto di decreto Legislativo 28/10, aggiornato alla L.206/21 (Riforma Cartabia), ora Mancano solo i decreti attuativi, per questo attendiamo a pubblicarlo, in quanto prima si deve insediare il nuovo Governo, che sarà questo poi a eseguire i decreti attuativi.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Settembre 17 2022
  
03
Settembre
2022

Mediazione e Pubblica Amministrazione alla luce della riforma della Giustizia;

Una tra le più importanti novità proposte nella legge delega sulla riforma della Giustizia è quella che incentiva la partecipazione dei funzionari pubblici ai tavoli di mediazione.

L’ART. 1 COMMA 4 LETTERA G) DELLA LEGGE 206 DEL 2021
L’articolo citato prevede che “per i rappresentanti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la conciliazione nel procedimento di mediazione ovvero in sede giudiziale non dà luogo a responsabilità contabile, salvo il caso in cui sussista dolo o colpa grave, consistente nella negligenza inescusabile derivante dalla grave violazione della legge o dal travisamento dei fatti.
Tale norma appare in linea con principi di risoluzione stragiudiziale delle controversie già presenti nel diritto amministrativo; si pensi ad esempio al codice degli appalti pubblici ove si rinvengono veri e propri “rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale” tra cui ad esempio l’accordo bonario per i lavori (Art. 205), Accordo bonario per i servizi e le forniture (art. 206)  Transazione (Art. 208), Arbitrato (Art. 209), Camera arbitrale, albo degli arbitri ed elenco dei segretari (Art. 210) (Pareri di precontenzioso dell’ANAC (Art. 211).
La norma in questione limita la responsabilità del funzionario amministrativo solo al dolo o alla colpa grave; non solo, essa esemplifica quando il comportamento è connotato da dolo o colpa grave:  ossia quando la negligenza non è scusabile e deriva dalla grave violazione della legge o dal travisamento dei fatti; considerando che il funzionario pubblico opera con conoscenza della materia e nell’interesse pubblico difficilmente potrà incorrere in errori così macroscopici; da una lettura a contrario del testo normativo viene valorizzato il ruolo del funzionario attribuendogli maggiore discrezionalità anche sotto il potere decisionale tanto da poter raggiungere un accordo in mediazione o in sede giudiziale, senza le paure di un tempo.

LE MEDIAZIONI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Se consideriamo poi le questioni che coinvolgono l’Amministrazione Pubblica ci accorgiamo che la gran parte di esse riguarda principalmente aspetti tecnici ed un confronto tra esperti delle parti coinvolte può essere molto utile per trovare una soluzione nell’interesse di tutti salvaguardando anche l’interesse collettivo, senza dover per forza ricorrere al Giudice. La mediazione offre la possibilità di confrontarsi proprio prima di giungere in sede giudiziale.
A tal proposito osservo che nella mia esperienza di mediatore mi è capitato di assistere a situazioni nelle quali il dialogo tra la Pubblica Amministrazione o comunque un Ente Pubblico ed il privato/società, quando instaurato, ha portato ottimi risultati ed ha evitato il contenzioso giudiziale: mi tornano alla mente mediazioni tra Enti pubblici che gestiscono immobili di edilizia popolare dove spesso la gestione dell’ordinaria e della straordinaria amministrazione degli stessi risulta notevolmente difficoltosa oppure Enti Pubblici proprietari di immobili che attraverso la mediazione hanno risolto problemi di amministrazione e gestione degli stessi come ad esempio le spese di manutenzione di parti comuni, o ancora Enti Pubblici che elargiscono prestazioni a favore di privati come, ad esempio, le strutture sanitarie pubbliche. In molti casi, ho assistito ad un confronto serio tra le parti, molto spesso di natura specialistica che ha consentito ad entrambi i soggetti coinvolti di trovare soddisfazione ai rispettivi interessi raggiungendo un accordo. 

I VANTAGGI DELLA MEDIAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
In tutte le ipotesi in cui la mediazione avviene nella fase pre-conteziosa, la stessa offra particolari vantaggi, specialmente da un punto di vista economico e di pianificazione sociale, nonché di pianificazione economica dell’Ente stesso. Si pensi ai rischi che la Pubblica Amministrazione si assume evitando la mediazione e presentandosi al cospetto del Giudice: il principale rischio è quello di aggravare l’Ente Pubblico di maggiori costi qualora emergesse una responsabilità dell’Ente all’origine come ad esempio nel caso della mancata partecipazione senza giustificato motivo dalla quale il Giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio (art. 8 comma 4 bis D.lgs. 28/2010) o può condannare al versamento di una somma di importo pari a quello del contributo unificato dovuto per il giudizio (art. 5 D.lgs. 28/2010), oppure può sancirne la responsabilità aggravata di cui all’art. 96 c.p.c. qualora la parte abbia resistito in giudizio con mala fede o colpa grave: in tale ultimo caso il Giudice, su istanza dell’altra parte, potrebbe condannare la Pubblica Amministrazione alle spese al risarcimento dei danni oppure, anche d’ufficio, potrebbe pronunciarsi sulle spese ex art 91 c.p.c. con condanna della parte soccombente anche al pagamento di una somma secondo equità; a tal proposito si devono ricordare alcune pronunce giurisprudenziali che anche prima della legge delega di cui trattasi, avevano già sanzionato il comportamento della Pubblica Amministrazione in mediazione come: la sentenza n. 25218 del 2015 del Tribunale di Roma (Giudice Dr. Moriconi), la sentenza n. 2719 del 2013 della Corte dei Conti Sez. Giurisdizionale per la Regione Siciliana (Giudice Dr. Izzo) e non da ultimo sempre la sentenza del Tribunale di Roma del 2020 (Giudice Dr. Moriconi), con la quale il Comune di Roma è stato condannato alla maxi sanzione di 18.000 euro per non aver partecipato alla mediazione demandata dal giudice, a titolo di responsabilità aggravata di cui all’art. 96 III° comma c.p.c. Questi Giudici evidenziavano come un atteggiamento collaborativo tra Pubblica Amministrazione e privato sia esso persona fisica o società deve rappresentare la normalità e che non abbia senso per il funzionario pubblico avere paura della mediazione per il rischio del danno erariale visto che il suo comportamento deve in ogni caso essere sempre ispirato da sani principi volti alla tutela del bene collettivo.

CONCLUSIONI
Indipendentemente dai rischi di causa cui eventualmente potrebbe andare incontro la Pubblica Amministrazione con il proprio comportamento in mediazione, l’incipit della riforma rappresenta una grande opportunità per la stessa di tutelare il bene pubblico con l’ulteriore strumento della mediazione e per tutti gli operatori del diritto per instaurare un rapporto di dialogo e confronto costruttivo con la Pubblica Amministrazione, pur sempre nel rispetto delle regole e dei rispettivi ruoli. Tale spunto normativo, oltre alla lungimiranza della Ministra Cartabia, conferma l’importanza della mediazione anche quando una parte è la Pubblica Amministrazione, rappresentando la stessa non solo un passaggio forzato prima del giudizio, ma un’occasione che può portare una soluzione in tempi più rapidi ed in modi meno costosi per tutti.

PS: SIETE PREGATI DI PAGARE IL GIORNO SUCCESSIVO ALL ULTIMO INCONTRO, LE FATTURE AD OMCI ROM 251 E MAI AL MEDIATORE!!!  LE INDENNITà SONO SCRITTE A FONDO REGOLAMENTO e Sull, ISTANZA CHE FIRMATE, , COME GLI AUMENTI IN CASO DI ACCORDO, SE IL MEDIATORE VI Dà ALTRE INDENNITà, NON SONO CORRETTE. SOLO QUELLE SULLA TABELLA SONO VALIDE, GRAZIE!

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Ultimo aggiornamento Martedì, Settembre 27 2022
  
01
Settembre
2022

Il Condominio non può essere condannato alla sanzione ex art. 8 d.lgs 28/2010 quando l’amministratore non ha comunicato in assemblea di aver ricevuto un’istanza di mediazione;

Tribunale di Palermo, Seconda Sez civile, 22.03.2022, sentenza n. 1218, giudice Fabrizio Zagarella

SINTESI:  
Il Tribunale di Palermo viene adito per l’impugnativa di una delibera condominiale da un condomino, fondata su diversi motivi: difetto della maggioranza dei condomini presenti e votanti all'assemblea condominiale, conflitto di interessi con due condomini e mancata partecipazione da parte del Condominio al procedimento di mediazione.
Il giudice ha ritenuto rilevante affrontare solo la questione della mancata partecipazione del condominio al procedimento di mediazione, ritenendo gli ulteriori motivi infondati perché erroneamente diretti al condominio, mentre avrebbero dovuto essere rivolti contro l'amministratore in persona propria, attraverso il procedimento di volontaria giurisdizione (ex art. 64 disp. att. c.c.).
Nella fattispecie, l'amministratore riceveva pec di convocazione ad un incontro di mediazione e non rendeva partecipe il condominio dell'istanza ricevuta, impedendogli in tal modo di decidere se aderire o meno alla procedura. Non si può dire se egli lo abbia fatto “premeditatamente o per scarsa diligenza – non ci compete indagare, scrive il giudice - senza fornire un legittimo motivo discriminante, i suoi doveri di informazione”. Secondo il Tribunale di Palermo, l'amministratore ha violato il dovere di diligenza connesso al suo mandato (art. 1176 c.c.) e il dovere di informazione nei confronti dei condomini (art. 1131, comma 3, c.c.). Tale comportamento costituisce una grave irregolarità da parte dell’amministratore, che però di per sé non è motivo per inficiare la validità dell'impugnata deliberazione, per motivi di annullabilità o di nullità.
La violazione dei doveri da parte dell'amministratore (art. 1130 c.c.), non può indurre il giudicante a irrogare la sanzione ex art. 8 d.lgs n. 28/2010 contro il Condominio, il quale ne è stato tenuto all'oscuro! L’amministratore dovrà risponderne in altra sede e personalmente.
Tale condotta, infatti, ricorrendone i presupposti, potrebbe costituire motivo di revoca dell’amministratore nonché di risarcimento danni ai sensi del combinato disposto dei commi 3 e 4 dell’art. 1131 cod. civ.
L’ art. 8, comma 4-bis, del D.lgs. n. 28 del 2010 conferisce al giudice uno speciale potere sanzionatorio in caso di mancata partecipazione al procedimento senza giustificato motivo che trova il proprio fondamento nell’esigenza pubblicistica di diminuzione dei costi della giustizia nonché nella maggiore efficienza anche in termini di durata dei processi; tale sanzione non può essere, però, irrogata nei confronti del Condominio che non ha partecipato alla mediazione in quanto non informato dal suo amministratore.
Altra sentenza (Corte di Appello di Milano, n. 1503 del 2022) ha stabilito che la mancata attuazione di tale potere non può essere oggetto di gravame avanzato dalla parte diligente, per mancanza di interesse ad impugnare ex art. 100 c.p.c.

Si vedano: A. Martino, Mancata partecipazione alla mediazione senza giustificato motivo: le sanzioni ex art. 8, comma 4-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, in Diritto e pratica condominiale, 24.06.2022 n. 2. www.omci.org:

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Settembre 01 2022
  
28
Agosto
2022

Inefficace il decreto ingiuntivo se non viene correttamente esperito il procedimento di mediazione entro l’udienza di rinvio;

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 07.06.2022, sentenza n. 2176, giudice Enrico Quaranta

SINTESI: In una opposizione a decreto ingiuntivo in materia bancaria,  il Giudice rigettava la richiesta di concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, e, rilevata "... la sussistenza dei presupposti per la declaratoria di inefficacia del decreto ingiuntivo ex art. 644 c.p.c., con la conseguente apertura di un giudizio di merito sull'accertamento della pretesa", concedeva termini di 15 giorni per l'attivazione della procedura di mediazione obbligatoria.
All'udienza di rinvio, a mezzo note di trattazione scritta, X eccepiva la mancata attivazione, da parte della opposta Y srl, del procedimento di mediazione entro il termine prescritto dall'adita Autorità giudiziaria equivalente ad omessa proposizione della stessa con la conseguente improcedibilità del presente giudizio di opposizione e revoca del decreto ingiuntivo opposto.
Deduceva, inoltre, anche l'assenza personale della parte istante, Y Srl, al primo incontro conciliativo nonché l'assenza di procura speciale al proprio difensore che invece compariva al predetto incontro in luogo della opposta con la conseguente inefficacia del procedimento conciliativo ovvero nullità ovvero inesistenza del medesimo procedimento.
Alla luce di queste eccezioni, concludeva per la declaratoria di improcedibilità del giudizio di opposizione per omessa proposizione del prescritto procedimento media-conciliativo, attesa la inefficacia, ovvero nullità ovvero inesistenza del predetto procedimento, con sentenza pronunciante sulla inefficacia e revoca del decreto ingiuntivo opposto. ha stabilito che “ciò che rileva nei casi di mediazione obbligatoria ope iudicis è l'utile esperimento, entro l'udienza di rinvio fissata dal giudice, della procedura di mediazione, da intendersi quale primo incontro delle parti innanzi al mediatore e conclusosi senza l'accordo, e non già l'avvio di essa nel termine di quindici giorni indicato dal medesimo giudice delegante con l'ordinanza che dispone la mediazione"; -Cass. civ. n. 8473/2019. secondo cui “la condizione di procedibilità può ritenersi realizzata al termine del primo incontro davanti al mediatore, qualora una o entrambe le parti, richieste dal mediatore dopo essere state adeguatamente informate sulla mediazione, comunichino la propria indisponibilità di procedere oltre"; -Sezioni Unite civili, sentenza n. 19596/2020. che hanno  chiarito che "la parte onerata della presentazione della domanda di mediazione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 5, comma 1 bis, nei casi di opposizione a decreto ingiuntivo, sia il creditore opposto per la assorbente considerazione che essa è "condizione di procedibilità della domanda giudiziale" che è quella sostanziale del ricorrente in monitorio (cfr. Cass. 159/2021) cui possono aggiungersi, nei limiti consentiti, altre domande proposte in via riconvenzionale dall'opponente". Dando atto  del contrasto esistente in sede di giurisprudenza di merito nonché in dottrina sulla natura del termine concesso dal giudice per l'attivazione del meccanismo di mediazione e sulle sanzioni da applicare, di conseguenza, in ipotesi di relativa violazione - i Supremi Giudici hanno richiamato la condivisibile necessità che per dirimere tali dubbi si abbia riguardo alle specifiche prescrizioni di legge secondo cui:
1) "l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda" (D.Lgs.n. 28 del 2010, art. 5, comma 2, seconda parte del primo periodo);
2) "quando l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l'accordo" (D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 5, comma 2 bis). Cass. 40035/21 ha inteso che la statuizione giudiziale sulla procedibilità debba essere connessa al solo evento dell'esperimento utile del procedimento di mediazione e non al mancato rispetto del termine di presentazione della domanda di mediazione.
Invero, a prescindere dalla natura del termine giudiziale in disputa (perentorio o ordinatorio, pur nella consapevolezza che la violazione di quello ordinatorio importa comunque le stesse conseguenze decadenziali) pare dirimente alla soluzione cui pervenire che il dato normativo di cui al D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 5, comma 2, non prevede espressamente l'adozione di pronuncia di improcedibilità a seguito del mancato esperimento del procedimento di mediazione delegata entro il suddetto termine di quindici giorni. Per altro verso, sia l'ossequio alla ratio legis sottesa alla mediazione obbligatoria ope iudicis, - di favorire soluzioni deflattive del giudizio con forme alternative ma altrettanto satisfattive di tutela mediante la composizione amichevole delle liti (a conferma del carattere di extrema ratio che il legislatore della mediazione riconosce alla tutela giurisdizionale) - sia il rispetto del principio della ragionevole durata del processo, perché la verifica all'udienza fissata D.Lgs. n. 28 del 2010, ex art. 5, comma 2, è già ricompresa nell'intervallo temporale delimitato dalla previsione del D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 7, a mente del quale "Il periodo di cui all'art. 6 e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell'art. 5, commi 1-bis e 2, non si computano ai fini di cui della L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 2" , spingono nel senso di concludere che abbia rilevanza ai fini della verificazione della condizione di procedibilità, solo l'effettivo esperimento della mediazione delegata prima dell'udienza di rinvio, a seguito dell'invito in tale senso rivolto dal giudice ed a prescindere dalla specifica indicazione del termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione (cfr. Cass. 2775/2020).
Perntanto nel caso di specie l’eccezione d'improcedibilità della domanda viene accolta laddove prima dell'udienza di verifica non risulta verificatosi l'utile esperimento di tale rimedio. Nel caso specifico, inoltre, non è stata prodotta la procura speciale del difensore che ha partecipato alla procedura di mediazione. Il giudice ritiene che non vi sia stato alcun utile esperimento della conciliazione non solo nel termine fissato dal giudice, ma neppure prima dell'udienza fissata per la verifica della condizione di procedibilità della domanda, pertanto accoglie l'opposizione e, per l'effetto dichiara inefficace il decreto opposto.

PS: Ricordiamo che OMCI è sempre alla ricerca di Mediatori, Notai, Avvocati, Sociologi, Psicologi, Tecnici.

Vogliamo anche ricordare il testo che uscirà a breve Sulla Procedura Antimafia: Testo eseguito con suoi collaboratori, Ma a Cura Del Nostro e lo diciamo con grande orgoglio, Prof. Procuratore Generale Emerito di Cassazione Pierpaolo Rivello. (Per vedere cosa ha fatto, basta inserire su google Rivello Pierpaolo Procuratore Emerito di Cassazione).

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Ultimo aggiornamento Martedì, Agosto 30 2022
  
27
Agosto
2022

L'accettazione dell'eredità in forma tacita può avvenire con il deposito di istanza di mediazione in materia successoria;

Corte di Cassazione, sez. VI civile, 1° aprile 2022, ordinanza n. 10655

SINTESI: Il caso ha ad oggetto la materia successoria. Il ricorso in cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Venezia, introdotto dal figlio del de cuius contro madre e sorelle, viene rigettato in quanto non viene accolta l’eccezione di prescrizione del diritto di accettare l’eredità.
L’accettazione dell’eredità in forma tacita avviene ove il chiamato all’eredità compia un atto che necessariamente presupponga la volontà di accettare la medesima e che egli non avrebbe il diritto di compiere se non nella qualità di erede; il che ben può concretizzarsi non solo attraverso la domanda di divisione giudiziale, ma anche nell’iniziativa assunta dal chiamato per la divisione amichevole dell’asse con istanza proposta anche in sede non contenziosa (Cass. n. 19833/2019; cfr. Cass. n. 1585/1987).
La Cassazione attribuisce la valenza di accettazione tacita al procedimento di mediazione promosso in vista della proposizione della domanda di divisione ereditaria. Anche in questo caso si è in presenza di un atto che suppone necessariamente la qualità di erede
Il Supremo collegio ritiene tali fatti univocamente idonei a dimostrare la pregressa accettazione e con essa l’infondatezza dell’eccezione di prescrizione del diritto di accettare l’eredità.
Il fratello viene condannato alla rifusione delle spese e ad un ulteriore importo a titolo di contributo unificato ai sensi dell’art. 13 comma 1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Agosto 27 2022
  
29
Luglio
2022

Nel civile conciliazione a 360° - Articolo su "Diritto & Fisco"

Pronto per il cdm il dlgs attuativo della riforma della giustizia voluta da Marta Cartabia

LA CRISI D’IMPRESA Nel civile conciliazione a 360° Mediazione estesa e incentivata. Voce in capitolo ai minori

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Luglio 29 2022
  
26
Luglio
2022

La domanda di mediazione presentata unilateralmente innanzi ad un organismo territorialmente incompetente non produce alcun effetto e comporta l’improcedibilità della domanda proposta in giudizio.

Tribunale di Torino – Giudice Estensore Dott. Edoardo Di Capua – sentenza del 10.06.2022.

SINTESI: Il caso in esame riguarda una vertenza avente per oggetto la richiesta di restituzione di macchinari o, in subordine, il pagamento di una somma di denaro.
Nel corso del giudizio, il Giudice ha dapprima formulato una proposta transattiva, che non veniva accolta dalla parte convenuta, e successivamente ha disposto la mediazione delegata.
La mediazione è stata, però, incardinata dalla parte attrice presso un organismo incompetente.
In merito, il Giudice ha rilevato quanto segue:

  • l’art. 5, comma 2, del D. Lgs. n. 28/2010 stabilisce che, in qualunque grado del giudizio, anche di appello, e fino alla precisazione delle conclusioni o discussione, il Giudice può disporre l’esperimento del procedimento di mediazione che diviene condizione di procedibilità della domanda;
  • la predetta disposizione è applicabile a tutte le controversie e non solo a quelle oggetto di mediazione obbligatoria;
  • inoltre, ai sensi dell’art. 4, comma 1, D. Lgs. n. 28/2018, la domanda di mediazione deve essere presentata presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia;
  • ne consegue che la domanda di mediazione presentata unilateralmente dinanzi ad un organismo che non è territorialmente competente non produce alcun effetto e comporta l’improcedibilità delle domande proposte dalla parte attrice;
  • la competenza territoriale è derogabile solo su accordo delle parti che, con domanda congiunta, possono rivolgersi ad un altro Organismo;
  • nel caso de quo, in assenza di un espresso accordo delle parti, la domanda di mediazione avrebbe dovuto essere presentata presso un organismo di Torino, quale luogo del giudice territorialmente competente per la presente controversia, mentre invece è stata depositata presso un organismo di Milano; pertanto, la domanda proposta dall’attrice è improcedibile.
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Ultimo aggiornamento Martedì, Luglio 26 2022
  
22
Luglio
2022

Caduto il Governo si vota il 25 settembre 2022, ma Le riforme già fatte?

Il Governo è caduto, con le dimissioni di Draghi, ma tutte le riforme già fatte come la Riforma della Giustizia Cartabia continuano il suo percorso in quanto già Votate dal Parlamento. Per questo la Mediazione civile e commerciale continua senza alcun rallentamento, continuate quindi a fare ciò che dice la Legge ovvero andare in Mediazione sempre è comunque e continuano anche i corsi per divenire mediatore! Non  spaventatevi dunque in quanto nell'ambito riforma della Giustizia si va avanti come o più di prima! Unica cosa è che molti nuovi organismi stanno nascendo e copiano tantissime cose da noi, Noi ci auguriamo che riconosciate anche un organismo ed ente formativo che ha superato i 10 anni di vita, con uno nuovo, perchè in più di 10 anni ne abbiamo viste, di cotte e di crude, di tutti i colori, per questo ovviamente non potete Paragonare la nostra esperienza con chi è nato dopo di noi, come tutto: L'esperienza è essenziale, è quella che fa la differenza come lo è sempre stato per qualunque cosa! Vi Attendiamo! dAmche perchè con la Riforma della Giustizia, non si potranno più fare come fanno molti ora, Divisioni, Accordi, ecc senza essere Mediatori e quindi passare da un organismo, che ovviamente decidete voi: Ma è meglio un organismo conosciuto o uno sconosciuto che vi vede come numeri e non persone e questo vale per tutti, persone fisiche, Giuridiche, condomini, Pubblica Amministrazione, e tutte le Materie Obbligatorie, Demandate dal Giudice o Endogene al processo, questà è la Realtà, poi libera scelta a voi. E in ultimo, ricordate che le sanzioni, per chi non si presenta in Mediazione o non continua senza motivi oggettivi saranno Molto più salate, a prescindere dalla colpa, che sia delle parti, o del Vostro avvocato in questo ultimo caso però, potrete chiedere l annullamento del contratto e farvi risarcire, se lo potrete dimostrare al Giudice.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Luglio 25 2022
  
19
Luglio
2022

L’atto di citazione avente ad oggetto l’impugnazione di una delibera assembleare deve essere consegnato per la notifica entro il termine di trenta giorni che decorre nuovamente, per una sola volta, dal deposito del verbale conclusivo di Mediazione.

Tribunale di Roma, Giudice Estensore Dott. Luigi Cavallo - sentenza n. 6804 del 04.05.2022.

SINTESI: Il caso in esame riguarda l’impugnativa di una delibera assembleare.
Il condomino attore evidenziava che lo stato patrimoniale allegato al bilancio oggetto di delibera era errato e chiedeva che venisse dichiarata nulla, o annullabile, la deliberazione assembleare impugnata.
Il Condominio convenuto contestava le deduzioni di controparte e chiedeva il rigetto delle domande attoree, eccependo anche l'inammissibilità dell'impugnativa della delibera per decadenza dal termine di trenta giorni ex art. 1137 c.c.
In merito, il Tribunale di Roma ha innanzitutto rilevato che il Condominio convenuto aveva confermato di avere ricevuto l'invito per l'incontro di mediazione in data 20.02.2020 e che il detto procedimento si concludeva negativamente in data 26.06.2020.
Inoltre, il Giudice ha precisato quanto segue:
- il termine di decadenza di trenta giorni previsto dalla legge ai fini della tempestività dell'azione ex art. 1137 c.c. viene interrotto a seguito della proposizione dell'istanza di mediazione e riprende nuovamente a decorrere, ai sensi dell'art. 5, sesto comma, D. Lgs. n. 28/10, a far data dal deposito del verbale presso la segreteria dell'Organismo di mediazione;
-  l'atto di citazione avente ad oggetto l'impugnativa deve essere consegnato per la notifica entro il termine di trenta giorni che decorre nuovamente, per una sola volta, dal deposito del verbale conclusivo del procedimento;
- nel caso in esame, il procedimento di mediazione si è concluso in data 26.06.2020 e l’atto di citazione è stato notificato in data 24.07.2020; pertanto, non si è verificata alcuna decadenza e l’eccezione di inammissibilità deve essere rigettata.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Luglio 19 2022
  
12
Luglio
2022

Guida alla preparazione dell’incontro di mediazione;

Ci hanno detto che l’incontro di mediazione è l’occasione da sfruttare per risolvere la nostra controversia, che da tempo ci sta causando stress e ci rende sempre nervosi; abbiamo anche sentito dire che non tutti i procedimenti di mediazione risolvono il problema e ce l’ha confermato anche il nostro avvocato, che ci ha anche detto che se la mediazione non andrà a buon fine non ci resterà che la via del Tribunale. Quello che forse non sappiamo, però, è che la buona o cattiva riuscita di una mediazione dipende quasi interamente da noi e da come ci siamo preparati, con il nostro avvocato, agli incontri con la controparte. La Mediazione civile è un metodo negoziale di risoluzione delle controversie, introdotta nel 2011 con l’entrata in vigore del D.Lgs. 28/2010. Si tratta di uno strumento rapido, economico ed efficace che consente alle parti in lite di risolvere la loro controversia raggiungendo un accordo condiviso e soddisfacente per entrambe, grazie all’intervento di un professionista terzo, indipendente e imparziale, in possesso di requisiti di formazione ed esperienza professionale previsti dalla Legge: il Mediatore. Si tratta di uno strumento negoziale, non giudiziario. In pratica nella mediazione non si distribuiscono torti o ragioni, ma si applicano tecniche negoziali che permettano alle parti di raggiungere un accordo che, soddisfacendo i loro interessi, estingua la controversia. MA LE MEDIAZIONI NON PIOVONO DAL CIELO, BISOGNA ANCHE DARSI DA FARE PER TROVARLE E PORTARTE COME TUTTI FANNO, IO LE POTO A TE E TU LE PORTERAI A ME, DIPENDE SEMPRE DALLA SPECIALISTICA CHE OGNUNO CONOSCE MEGLIO DI TUTTE. ANCHE PERCHé SARà PROPRIO IN BASE A QUELLO CHE IL RESPOSABILE DELL?ORGANISMO, DARà O MENO LE ISTANZE. L’assistenza di un avvocato è obbligatoria quando la Mediazione è condizione di procedibilità, mentre nel caso di Mediazione volontaria, pur non essendo obbligatoria, l’assistenza è fortemente consigliata, per non affrontare il procedimento in posizione di svantaggio rispetto alla controparte. La prima cosa da fare, quindi, sarà scegliere l’avvocato più adatto per assisterci durante lo svolgimento del procedimento di Mediazione, quindi piuttosto chiedete un consiglio a noi ma non  sbagliate avvocato. Per iniziare una procedura di Mediazione non possiamo rivolgerci direttamente a un mediatore, ma dobbiamo depositare la domanda presso la segreteria di un Organismo di Mediazione (OdM), proprio come nel caso in cui volessimo intentare una causa non ci rivolgeremmo direttamente a un giudice ma alla cancelleria del Tribunale competente. L’Organismo, quindi, viene scelto dalla parte che per prima attiva la Mediazione: sarà poi il responsabile dell’OdM a nominare un mediatore per il procedimento, scegliendolo fra quelli accreditati presso il proprio Organismo. Quindi anche l organismo è Importante. La Mediazione è un’opportunità, e la scelta migliore sarà sempre quella di sfruttarla al meglio: il successo ci ripagherà abbondantemente di quanto avremo speso, che sarà comunque una piccola parte di quanto ci costerebbe una causa in tribunale. La preparazione di un incontro può essere senz’altro molto più impegnativa dell’incontro stesso, ma ricordiamoci la famosa frase di Benjamin Franklin: SBAGLIANDO LA PREPARAZIONE, CI PREPARARIAMO A SBAGLIARE! (QUINDI NON SBAGLIATE)!!! Ovviamente non è tutto facile, ci va tempo, anche fatica, magari per i mediatori non si concilia subito e si rimane anche mortificati all'inizio, ma se si è motivati è solo questione di imparare bene anche le strategie, e poi tutto arriva! Del Resto nel solo 2011 era cosi, Tantissme Mediazioni le portavano gli Avvocati, Avvocate e Membri della Sardegna, lo stesso da Torino. E' solo da quando poi hanno cambiato la Leffe Alfano, che le Istanze hanno iniziato e decadere, un po' per la concorrenza, spesso sleale. E un po' xchè con l'obbligo dell'avvocato (che la direttiva Europea sconsigliava, ma qui siamo in Italia è quindi si fa tutto, anche icontrario di ciò che dicono le Direttive), Lentamente gli avvocati, si sono infiltrati, fino a divenire quasi loro i detentori della Mediazione; In Pratica in Italia tutto è il contrario di tutto così in Italia anche in Mediazione STRAGIUDIZIALE, ci va l'avvocato consulente Difensore, cosi mangiano tutti, del resto siamo in Italia, non siamo ne in Francia, ne in Germania, ne a Bruxelless!!! (comunque sia in ogni modo e caso conviene sempre di più la Mediazione del tribunale, Per i Tempi, Per le Cause e per le spese!!!

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Ultimo aggiornamento Martedì, Luglio 12 2022
  

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