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O.M.C.I.

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

15
Gennaio
2018

La Mediazione Civile e Commerciale 2018

Stiamo preparando il nuovo Testo 2018; Il Manuale della Mediazione Civile e Commerciale con le Modiche apportate dalla L. 96/17 art.11 Ter, e la Sentenza della Corte Europea per le Mediazioni del Consumo, insieme ci saranno Pareri da Parte dei Politici di tutti gli Schieramenti, Giudici, ecc. non appena il Testo sarà Stampato, lo scriveremo qui sopra!

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Gennaio 15 2018
  
07
Gennaio
2018

LA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE SE NON CI FOSSE SAREBBE UN MALE ENORME, MA IN TROPPI NON LO COMPRENDONO ANCORA, PRIMA LO SI CAPIRA', MEGLIO SARA' PER TUTTI;

La Mediazione: L’Unico modo per risolvere i Contenziosi Civili Fuori dai Tribunali in modo Veloce e a Costi  Bassissimi. Vieni in OMCI e i tuoi problemi anche economici, le tue Ansie, il tempo che passa ma non finisce mai... Tutto in un massimo di tre mesi rimarrà solo un Ricordo. Ed Avrai un Verbale che se Firmato da Tutte la parti, gli Avvocati ed il Mediatore, avrà Valore di sentenza di 1° Grado, perchè un Organismo è comunque Sotto le Normative ed Iscritto al Ministero della Giustizia, che quindi Lavora per essa! Eppure ci sono ancora degli avvocati che consigliano ai clienti di non presentarsi, facendo danni enormi alla Giustizia che è Oberata, a se Stessi, perché se il Cliente Viene condannato, non la prenderà moto bene e al suo cliente che dovrà sborsare molto più denaro. Alcuni avvocati non capiscono che se conciliano, si faranno un nome più prestigioso e i clienti spargeranno la voce, l’avvocato così non avrà più qualche cliente ma ne avrà molti di più, aumenterà il numero. Tanto La Mediazione è Legge ed indietro non si torna più, E DOVETE FARVENE UNA RAGIONE, LA MEDIAZIONE è IL PRESENTE MA SARà SEMPRE DI PIù NEL FUTURO PROSSIMO, anche perché Bruxelles l’ha voluta ed in tutta Europa, America,  e paesi anglosassoni c’è da Anni e funziona benissimo. Con La Mediazione sono Tutti soddisfatti: Lo Stato perché non ha costi, i Giudici perché possono fare lavori più seri, gli Avvocati perché andranno sempre meno in Tribunale. I Cittadini, per lo stesso Motivo è perché con il Credito d’imposta praticamente spendono pochissimo. Quanto tempo ci andrà ancora in Italia perché tutti percepiscano queste cose senza essere sanzionati dai Giudici e Spendere una Marea di denaro? Speriamo Presto essendo una Legge di Stato. (Vedere sotto tutte le sentenze o Ordinanze di Condanna).

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Ultimo aggiornamento Domenica, Gennaio 14 2018
  
03
Gennaio
2018

Omci R.O.M. 251 Ente Formativo N°303

Omci R.O.M. 251 Ente Formativo N°303

ORGANISMO DI MEDIAZIONE E CONCILIAZIONE ITALIA

www.omci.org - https://mediazione.giustizia.it

Hai controversie in materia di condominio ed edifici, Enti Territoriali, diritti reali, divisione, successione ereditaria, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria, diffamazione per mezzo della stampa, contratti assicurativi, bancari o finanziari? Oppure controversie che ledono i tuoi diritti Disponibili in ambito  Civile e Commerciale? Finalmente con Legge definitiva 96/17 Art. 11 Ter La mediazione è obbligatoria a tempo indeterminato ed in ultimo la sentenza della corte di Giustizia Europea per tutte le materie previste dalla direttiva Europea 2013/11/Ue oltre quelle già elencate sopra, anche in Italia come in tutti i paesi del mondo puoi usufruire della:

MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE

La «mediazione» è  finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta, effettuata dallo stesso Mediatore, per la risoluzione della stessa senza passare dalle vie infinite dei Tribunali,  con i relativi tempi, burocrazia e costi ingenti. Ed inoltre se Raggiungerai l’accordo usufruirai del Credito d’imposta (azzerando i costi della Mediazione).

PER INFORMARZIONI RIVOLGERSI

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.omci.org

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Gennaio 03 2018
  
03
Gennaio
2018

Omci R.O.M. 251 Ente Formativo N°303

Omci R.O.M. 251 Ente Formativo N°303

Organismo di mediazione e Conciliazione Italia

P.iva- C.F. 10408000015 www.omci.org https://mediazione.giustizia.it

Mediatori civili professionisti!!!!!

Se sei interessato a svolgere questa nuova professione ma non hai ancora il titolo, prima di iscriverti ad Enti formativi che non sono anche Organismi di mediazione (gli unici che possono dopo il corso farti eseguire i 20 Tirocini richiesti) e iscriverti all’Albo dei Mediatori presso il Ministero della Giustizia, Omci propone:

Corso formativo per mediatori civili e commerciali

della durata di 50 ore (minimo) A sole 550,00 EURO e 250,00 Euro per i corsi di Aggiornamento un prezzo in assoluto tra i migliori, (Unica condizione il Corso parte con almeno 5 iscritti)!In molti ci chiedono dopo aver svolto corsi in altri enti formativi, se possono eseguire il tirocinio assistito da noi, Certo, tutto è possibile, dando precedenza ai nostri corsisti e dopo aver superato un esame Scritto e orale per verificare il grado di apprendimento; si perché molti enti formativi effettuano corsi a prezzi stracciati, ma questo vuol dire anche eseguire un corso di scarsa qualità. Omci effettua corsi con le Materie preparate e Verificate dai migliori professionisti nel settore ed inoltre non si limita a far leggere le norme come molti fanno, i nostri corsi sono basati su tutte le norme previste dai Decreti, ma poi Molto improntati sulla Materia essenziale della Mediazione Civile, grazie ai nostri Formatori che sono tutti Esperti per ambiti di settori, iscritti ai vari ordini e C.T. e la preparazione sulla materia essenziale in mediazione, ovvero la COMUNICAZIONE, l’EMPATIA, la STRUTTURA dell’apprendimento, insomma le basi essenziali per conoscere il tipo di comunicazione e di formazione del Culturale di ognuno di Noi, preparato direttamente dal Responsabile scientifico Sociologo (Vero, non con formula equipollente), solo cosi si diverrà un Mediatore preparato e pronto ad individuare subito il tipo di cultura dell’interlocutore in modo di farlo sentire subito a proprio Agio, (la Mediazione è a questo che serve, non si è in tribunale, ma in un luogo agevole dove con una buona Mediazione, le parti riusciranno a mettere da parte quei rancori o contrasti interni ed esterni che altro non fanno se arrecare danni a se stessi e gli altri). Il Mediatore deve solo possedere un Computer, uno scanner Formato A 4 Risoluzione 200 DPI , una stampante e una sede da Registrare a R.O.M del Ministero della Giustizia ove non l’abbiamo.

Nessuno Vive bene portando odio o rancore questo è un fatto e Omci con i suoi Mediatori in costate aggiornamento è certamente all’avanguardia per affrontare insieme determinate Liti, finendo in tempi brevi e con la soluzione migliore per entrambe le parti, per questo ripetiamo: prima di iscriverti ad un corso qualsiasi, valuta bene se dopo sarai veramente preparato ad affrontare Disagi altrui, facendo capire che i veri problemi della vita quotidiana sono ben altri, e arrivare cosi a un accordo amichevole tra le parti. Il vero mediatore infatti vede questo non come un modo per farsi “soldi”, (seppur guadagni Bene), ma in primis come una vera e propria Missione di Pace, cosa essenziale per un Uomo, specialmente in periodi come quello attuale. E Con La Nuova Legge La Mediazione è divenuta Obbligatoria a tempo Indeterminato.

Il corso è rivolto ai laureati (anche laurea triennale in particolar modo, Avvocati o Laureati con Materie Compatibili con la Mediazione Civile e Commerciale) e ai diplomati iscritti in un albo professionale (es: geometri, consulenti del lavoro, commercialisti) i corsi si eseguiranno ogni ultimi 2 W.E. del mese, (ultimi venerdi, sabato e domenica, l’ultima domenica sarà dedicata all’esame finale. E’ gradita la prenotazione per motivi logistico - amministrativi, almeno 20 giorni prima, il luogo verrà comunicato sulla piattaforma www.omci.org insieme alle date ed orari come richiesto dalla legge e alle parti circa 10 giorni prima, in modo da dare ad ognuno la possibilità di effettuare il Bonifico bancario.

E’ gradita la prenotazione circa 20 giorni prima dell’inizio dei corsi previsti, oppure allo stesso prezzo potrai usufruire del corso ad hoc con le date che preferisci e a breve saranno disponibili moduli anche per corsi specializzanti per mediatori: fiscali, bancari, condominiali, e di tutte le Materie Necessarie per divenire un Vero Mediatore.  Non esitare a contattarci per avere informazioni e per richiedere i moduli di iscrizione reperibili su www.omci.org , sotto il link Formazione nella Home Page; per info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Gennaio 11 2018
  
23
Dicembre
2017

E anche in Radio Rai, con il Nostro Mediatore Avv. Francesca Tempesta, anche Vicepresidente dell'Osservatorio Nazionale delle A.D.R.si parla di Mediazione;

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d54d21da-2dbc-4f6e-b30f-173d9d4d73a6.html?popup

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Ultimo aggiornamento Sabato, Dicembre 23 2017
  
19
Dicembre
2017

Ed ecco, il Video su Rai2 Parlamento, che promuove le ADR, a cura dell'osservatorio Nazionale delle Adr, della quale è Vicepresidente il Nostro Mediatore Avv. Francesca Tempesta:

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-40ac8090-0c17-4ad3-b638-4fb673242b06.html?popup

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Ultimo aggiornamento Domenica, Dicembre 24 2017
  
07
Dicembre
2017

MEDIAZIONE CIVILE: LA MANCATA PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE FINO ALLA FINE DELLO STESSO, NON PAGA MAI, E SE VI CONSIGLIANO DI NON PRESENTARVI, ECCO LE CONSEGUENZE!

Quando la controparte,  pensa che la mediazione è una perdita di tempo ne paga sempre le conseguenze. Nel caso di Roma Capitale  le conseguenze sono state disastrose, risarcimento danni e spese di giustizia  per un totale di €.  137.339,00 oltre interessi legali.

La sentenza

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Dicembre 13 2017
  
27
Novembre
2017

Ormai giustamente chi non si presenta alla Mediazione non scappa più, le sanzioni anche per la nuova riforma si Applicano se non si presenta in Mediazione: Vi è responsabilità ex art.96 cpc se la mediazione naufraga per colpa dell’assicurazione;

Tribunale di Roma, sentenza 26.10.2017

La condotta dell'Assicurazione che ha scelto deliberatamente quanto ingiustificatamente di non aderire alla mediazione demandata dal giudice fino a fine Procedimento, impedendo il buon esito della procedura, integra certamente il requisito del dolo o della colpa grave  e va sanzionata con la condanna si sensi dell’art.96 co III° cpc ad una somma parametrata – per entità - alla natura dell’ente.

IN NOME del POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE di ROMA SEZIONE Sez.XIII°
N. RG.56175-11
REPUBBLICA ITALIANA

Il Giudice dott. cons. Massimo Moriconi

nella causa tra

E.V.C. Attrice

E

A.T.
Convenuta

E

spa U. Assicurazioni
ha emesso e pubblicato, ai sensi dell’art.281 sexies cpc, alla pubblica udienza del 26.10.2017 dando lettura del dispositivo e della presente motivazione, facente parte integrale del verbale di udienza, la seguente
ha emesso la seguente

S E N T E N Z A

 

 

…..
-5- Il contenuto dell'art. 96 III° Il dolo o la colpa grave - L'inottemperanza, ingiustificata, della parte all'ordine del giudice ex art. 5 comma II° decr.lgsl.28/10, di partecipare alla mediazione, costituisce grave inadempienza, dalla quale può discendere l'applicazione della sanzione di cui al terzo comma dell'art.96 cpc.
L'art. 96 dispone che:
I° se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell'altra parte, la condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida, anche di ufficio, nella sentenza.
II° Il giudice che accerta l'inesistenza del diritto per cui è stato eseguito un provvedimento cautelare, o trascritta domanda giudiziaria, o iscritta ipoteca giudiziale, oppure iniziata o compiuta l'esecuzione forzata, su istanza della parte danneggiata condanna al risarcimento dei danni l'attore o il creditore procedente, che ha agito senza la normale prudenza. La liquidazione dei danni è fatta a norma del comma precedente.
E per quel che qui interessa:
III° In ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell’articolo 91, il giudice, anche d’ufficio, può altresì condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata
La norma del terzo comma introdotta dalla l.18.6.2009 n.69 ed entrata in vigore dal 4.7.2009 ha cambiato completamente il quadro previgente con alcune importanti novità:
- in primo luogo non è più necessario allegare e dimostrare l’esistenza di un danno che abbia tutti i connotati giuridici per essere ammesso a risarcimento essendo semplicemente previsto che il giudice condanna la parte soccombente al pagamento di un somma di denaro;
- non si tratta di un risarcimento ma di un indennizzo (se si pensa alla parte a cui favore viene concesso) e di una punizione (per aver appesantito inutilmente il corso della giustizia, se si ha riguardo allo Stato), di cui viene gravata la parte che ha agito con imprudenza, colpa o dolo;
- l’ammontare della somma è lasciata alla discrezionalità del giudice che ha come unico parametro di legge l’equità per il che non si potrà che avere riguardo, da parte del giudice, a tutte le circostanze del caso per determinare in modo adeguato la somma attribuita alla parte vittoriosa;
- a differenza delle ipotesi classiche (primo e secondo comma) il giudice provvede ad applicare quella che si presenta né più né meno che come una sanzione d’ufficio a carico della parte soccombente e non (necessariamente) su richiesta di parte;
- infine, la possibilità di attivazione della norma non è necessariamente correlata alla sussistenza delle fattispecie del primo e secondo comma.
Come rivela in modo inequivoco la locuzione in ogni caso la condanna di cui al terzo comma può essere emessa sia nelle situazioni di cui ai primi due commi dell’art. 96 e sia in ogni altro caso. E quindi in tutti i casi in cui tale condanna, anche al di fuori dei primi due commi, appaia ragionevole.
Benché non sia richiesto espressamente dalla norma, si ritiene dalla giurisprudenza necessario anche il requisito della gravità della colpa.
A ben vedere nel caso che ci occupa, non di colpa (sia pure grave) trattasi, ma di dolo, in quanto la parte convocata si è volontariamente e consapevolmente sottratta all' obbligo, derivante dall'ordine impartito dal giudice, di presentarsi e partecipare alla mediazione
La giurisprudenza richiede la sussistenza del dolo o della colpa grave poiché non è ragionevole che possa essere sanzionata la semplice soccombenza, che è un fatto fisiologico alla contesa giudiziale, ed è necessario che esista qualcosa di più rispetto ad essa, tale che la condotta soggettiva risulti caratterizzata, come in questo caso, da ostinata resistenza all'ordine del giudice e da una pervicace volontà di protrarre la lite quale che ne siano le conseguenze.
La sussistenza di tali requisiti potrà essere riscontrata ricavandola da qualsiasi indicatore sintomatico.
*
Nel caso in esame, in presenza di chiare circostanze che imponevano a tutta evidenza di dismettere una posizione processuale di ostinata pregiudiziale e pervicace resistenza, la condotta dell' Assicurazione che ha scelto deliberatamente quanto ingiustificatamente di non aderire alla mediazione demandata dal giudice, integra certamente dolo o colpa grave.
Il giudice ritiene di limitare la condanna ex art. 96 co III° cpc alla sola compagnia assicuratrice sulla quale ricade pressoché per intero la responsabilità del fallimento del procedimento di mediazione: invero al di là dell'obbligo formale di partecipare (che incombeva comunque al convenuto A.T.), sta il fatto che la mancata partecipazione della sua assicurazione al tentativo di conciliazione propiziato dal giudice, ha posto le basi dell'insuccesso della mediazione non essendo verosimile che, coperto da garanzia assicurativa per tale sinistro (il fatto non è stato contestato dall'assicurazione che si è difesa solo sul merito della controversia), l'assicurato, quand'anche presente in mediazione, potesse raggiungere un autonomo accordo senza l'adesione della sua assicurazione, prestando il fianco tale scelta alla sicura eccezione dell'assicurazione di non opponibilità ad essa dell'accordo per non avervi partecipato.
Deve affermarsi pertanto che il volontario ed ingiustificato rifiuto (dell'Assicurazione) di aderire all'ordine del giudice civile, legittimamente dato, con l'ordinanza di invio in mediazione, va considerato grave ed inescusabile
Per il convergente e necessario fine che l'ordine non rimanga telum imbelle sine ictu e venga in tal modo, in maggiore o minore misura, intralciato e sabotato il buon governo della causa da parte del giudice.
Ed infatti se gli ordini del giudice, quando previsti e impartiti, potessero essere impunemente rimanere vani e inascoltati, il sistema processuale verrebbe gravemente depotenziato con forti e irreparabili ricadute sulla sua efficienza e, di conseguenza, gli stessi fondamenti sociali della civile convivenza verrebbero messi a repentaglio.
In realtà lo iussum del giudice trova sempre un adeguato presidio nell'ordinamento.
Di ciò può essere data ampia prova e di esempi se ne possono fare in gran numero.
Fermo restando che lo stesso sistema della esecuzione forzata non è altro che lo strumento per rendere coattivo e imperativo lo iussum esecutivo giudiziale, le sanzioni possono essere dirette e prevedere la condanna della parte (e talvolta anche di un terzo) al pagamento di somme di danaro così come previsto a carico di chi si sottrae volontariamente al provvedimento che dispone l'assunzione della testimonianza e di chi si rifiuta di adempiere all'obbligo di un fare (o non fare) infungibile (art.614 bis cpc)..
Come pure consistere in sanzioni penali come nel caso dell'art.388 del codice penale..
Ovvero, possono essere indirette, nei casi in cui le conseguenze dell'inottemperanza vanno ad attingere, negativamente, il merito, come nel caso della mancata risposta all'interrogatorio formale, dell'art.116 cpc, dell'art. 118 cpc, etc.
In altri casi ancora dall'inottemperanza possono scaturire misure coercitive (è il caso dell'ordine di esibizione ex art. 210 cpc al quale, ove inadempiuto, può seguire il sequestro di cui all'art. 670 cpc)
Ciò per dire e concludere che l'inottemperanza, ingiustificata, delle parti all'ordine del giudice ex art. 5 comma II° decr.lgsl.28/10, non solo di introdurre (per il che il che sussiste l'adeguata sanzione della improcedibilità della domanda) ma di partecipare effettivamente alla mediazione demandata costituisce sempre grave inadempienza, dalla quale ben può discendere, secondo le circostanze del caso, l'applicazione della sanzione di cui al terzo comma dell'art.96 cpc.
-6- La quantificazione della somma al cui pagamento la convenuta va condannata ai sensi dell'art.96 co.III° cpc
L’ammontare della somma deve essere rapportato:
a. allo stato soggettivo del responsabile, perché il dolo e la cosciente volontarietà della condotta censurabile ex art. 96 co.III° è più grave della colpa. In questo caso, a fronte del chiaro contenuto nell'ordinanza del 30.10.2014 vi è stata una volontaria scelta di renitenza da parte dell'Assicurazione che disattendendo il motivato e ragionevole invito del giudice di cercare di trovare un conveniente accordo, ha preferito portare la causa alle estreme conseguenze, aggravando inutilmente il lavoro del giudice, piuttosto che ragionare e discutere responsabilmente in sede conciliativa
b. alla qualifica ed alle caratteristiche del responsabile, persona fisica o giuridica che sia, ed alla sua maggiore o minore capacità anche in termini organizzativi, di preparazione professionale, culturale, tecnica, di assumere condotte consapevoli (si tratta di un parametro che riguarda la scusabilità, ove esistente, in misura maggiore o minore, della condotta censurata). In questo caso la condotta dell'Assicurazione, soggetto strutturato, consapevole e dotato di elevata organizzazione, è quella più grave (per la ragione supra illustrata) e non è scusabile non essendo stata neppure accennata una parvenza di giustificazione
c. alla forza ed al potere economico del responsabile, che secondo le circostanze può abusare con la sua condotta del giudizio e del modo di gestirlo (l'Assicurazione ha scelto di non rispettare l'ordine del Giudice confidando, sia pure erroneamente, nella pochezza della sanzione economica prevista espressamente dall'art.8 del decr.. lgs.28/2010) e quindi
d. alla necessità che in relazione alle caratteristiche del soggetto responsabile, costituisca un efficace deterrente ed una sanzione significativa ed avvertibile
e. alla rilevanza delle conseguenze della condotta censurata ed a quanto possa avere inciso sulla parte vittoriosa sia dal punto di vista oggettivo che da quello soggettivo per lo stress aggiuntivo connesso all'incertezza dell'esito della lite ed al protrarsi dell'attesa del conseguimento del bene della vita atteso. Una conciliazione, facilmente conseguibile, visti i presupposti, avrebbe evitato tali ultime conseguenze che possono ritenersi verosimilmente verificate a carico delle aventi diritto
Per la concreta determinazione della somma si ritiene di adottare, quale valido ed obiettivo parametro di riferimento, una somma di ammontare pari alla metà di quella liquidata a titolo di sorte: ed invero le conseguenze delle ingiustificata renitenza e l'applicabilità dell'art. 96 cpc sono da tempo ubiqualmente note, pubblicate su ogni sorta di rivista cartacea ed on line, e conseguentemente non sussiste neppure la ipotetica giustificabilità della non conoscenza della conseguenza della condotta di cui trattasi, vale a dire della scelta di latitanza alla mediazione
Le spese (che vengono regolate secondo le previsioni – orientative per il giudice che tiene conto di ogni utile circostanza per adeguare nel modo migliore la liquidazione al caso concreto- della l.24.3.2012 n.27 e del D.M. Ministero Giustizia 10.3.2014 n.55) vengono liquidate come in dispositivo e distratte in favore del procuratore antistatario dell'attrice che ne ha fatto richiesta

P.Q.M.

definitivamente pronunziando, ogni contraria domanda eccezione e deduzione respinta, così provvede:
1. DICHIARA A.T. titolare dell'A.S.D. C.I.T.C. responsabile del sinistro e dei danni occorsi ad E.V.C.;
2. CONDANNA A.T. titolare dell'A.S.D. C.I.T.C. al risarcimento dei danni che liquida in favore di E.V.C. nella complessiva somma di €.30.658,54= oltre agli interessi legali dalla data della sentenza al saldo;
3. ….
4. CONDANNA spa Assicurazioni U. in persona del suo legale rappresentante pro tempore al pagamento in favore dell'Erario di una somma corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio;
5. CONDANNA spa U. Assicurazioni in persona del suo legale rappresentante pro tempore ai sensi dell'art.96 co.III° al pagamento in favore di E.V.C. della somma di €.15.300,00=
6. SENTENZA esecutiva.-
Roma lì 26.10.2017                                                                                                           Il Giudice
dott.cons.Massimo Moriconi

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Dicembre 13 2017
  
18
Novembre
2017

Mediazione Civile e Commerciale Obbligatoria: Cos’è e Come Funziona? Cosa succede se non ci si presenta senza Giustificato motivo?

PS: Si Raccomanda prima di effettuare Pagamenti o inviare Istanze di Leggere Bene sul link Per iniziare un'istanza clicca qui e sul Regolamento, onde evitare la decadenza di 5 giorni (Art. 16 D.M. 180 s.m.i. e Regolamento di Procedura). La mediazione civile e Commerciale è una procedura extragiudiziaria,  Sotto le Normative e Regole del MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, di concerto con il ministero Dello sviluppo Economico (MISE), "ai quali e solo a loro, (Come è Giusto che sia Visto che un Organismo, con la Firma di Tutti, emette Verbali che sono sentenze di 1° Grado), Spetta anche il Compito di VIGILANZA come da art, 16 D.lgs. 28/10 s.m.i. , da D.M 180/10 s.m.i. Art. 2 lettera B, D, art. art. 3 comma 2, art.10 e 19", Circolare Ministeriale Novembre 2013, D.M, 145/11, D.M. 139/14 e TUTTE LE LEGGI, dove le parti e i loro avvocati (Che in Mediazione sono Consulenti e soggetti quindi alla Legge ed il Regolamento dell'organismo), si incontrano con un terzo soggetto neutrale ed imparziale (il mediatore Designato dal Responsabile dello Stesso Organismo), il cui compito è di aiutarli a raggiungere una soluzione concordata alla controversia, anche effettuando la Proposta.

A differenza di un normale causa giuridica, nella mediazione civile definita come mediazione obbligatoria per le Materie ove è prevista obbligatoria dalla Legge (condominio ed edifici, diritti reali, divisione, successione ereditaria, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria, diffamazione per mezzo della stampa, contratti assicurativi, bancari o finanziari) o da Clausole Contrattuali per tutte le Materie Vertenti Diritti Disponibili; Demandata dal Giudice (Quando è il Giudice che la Demanda per improcedibilità (ex art. 5 co. 1 D.Lgs. 28/10 e aggiornamenti, o Demandata per per le materie non obbligatorie ex art. 5 co.2 D.Lgs. 28/10 e aggiornamenti) o Volontaria, (Quando sono le parti a decidere Volontariamente di eseguire una Mediazione). La mediazione Civile e commerciale è  divenuta a tempo indeterminato con la L. 96/17 art.11 Ter.). L’esito non viene imposto dal giudice o dall’arbitro o dal loro Avvocato consulente, ma sono "le parti" ad averne il pieno controllo fino alla fine. In qualunque momento, infatti, esse trovino un accordo, la mediazione sarà risolta definitivamente, infatti una volta trovato l accordo, Firmato dalle Parti, dal Mediatore che Verifica l'identità delle parti, dagli avvocati che Verificano la formalità e  esso avrà valore come di sentenza di 1° grado. Il Mediatore in ogni caso ove vi sia la Possibilità può effettuare la Proposta a Verbale.

Un’altra caratteristica fondamentale della mediazione civile consiste nella riservatezza dell’intero procedimento, in quanto nulla di quanto detto da una parte al mediatore (se questa così desidera) potrà essere rivelato all’altra parte (Infatti al Mediatore e alle sedi si applicano gli artt. 103-200 C.P. come da art. 10 d. Lgs 28/10 agg. alla Legge 96/17 Art.11.ter).

Regole dettate per la mediazione obbligatoria oggi vigente:

a) l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza;

b) nel procedimento di mediazione è prevista l’assistenza obbligatoria dell’avvocato;

c) di conseguenza, ex art. 12, comma 1, d.lgs. 28/2010 l’accordo conciliativo, sottoscritto quindi oltre che dalle parti, dal Mediatore che Verifica l'identità delle Parti e Forma il Verbale poi sottoscritto anche dagli avvocati che certificano la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico, costituisce titolo esecutivo;

d)     sussiste inoltre, per tali materie, l’obbligo di informativa dell’avvocato nei confronti del cliente come disciplinato dall’art. 3, comma 4 d.lgs. 28/2010: all'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato, oltre all’informativa sulla possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione (con relative agevolazioni fiscali), “informa altresì l'assistito dei casi in cui l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale”.

e) qualora il giudice rilevi che il procedimento di mediazione è iniziato, ma non si è concluso, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'art. 6 (tre mesi); allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione;

f) in tema di mancata partecipazione della parte al procedimento di mediazione, il giudice (art. 8, comma 4-bis):

  • dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'art. 116, comma 2, c.p.c. (il quale prevede che: “il giudice può desumere argomenti di prova dalle risposte che le parti gli danno a norma dell'articolo seguente, dal loro rifiuto ingiustificato a consentire le ispezioni che egli ha ordinate e, in generale, dal contegno delle parti stesse nel processo”);
  • condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’art. 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio;

La mediazione civile o commerciale consente elevati risparmi, sia in senso strettamente economico, sia in senso temporale: una procedura di mediazione civile può essere avviata il giorno seguente alla richiesta e concludersi già in giornata. Anche in questo caso, il paragone con un processo civile è inevitabile e tutti sanno per quanti anni esso si possa protrarre nel tempo. Gli Organismi Registrati, lavorano per i Cittadini, per lo stato e per rendere più celere la Giustizia, per questo è una Professione "Molto Importante" e necessità quindi essere sempre Aggiornati;

Con la nuova riforma chi non si presenta fino al termine della Procedura viene sanzionato come sopra riportato  e anche gli intoccabili (quali si sentivano le banche, assicurazioni, come si può vedere sotto, sono tutti Sanzionati), giustamente visto che la Legge è chiara ed è anche doveroso per i Giudici che hanno già tantissime cause da smaltire;

L'attività può essere eseguita solo da Organismi iscritti all'albo del Ministero della Giustizia https://mediazione.giustizia.it/

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Ultimo aggiornamento Domenica, Gennaio 14 2018
  
18
Novembre
2017

PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE, 11 MILIONI DI MULTE A TRE ISTITUTI DI CREDITO PER ANATOCISMO BANCARIO;

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza del 31 ottobre 2017, ha sanzionato, deliberando la chiusura di tre procedimenti istruttori per pratiche commerciali scorrette, UniCredit S.p.A. (5 milioni di euro), Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. (4 milioni di euro) e Intesa San Paolo S.p.A. (2 milioni di euro) per un ammontare complessivo di 11 milioni di euro.

Le tre banche hanno adottato condotte aggressive, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, aventi ad oggetto la pratica dell’anatocismo bancario, ovvero il calcolo degli interessi sugli interessi a debito nei confronti dei consumatori.

Tali condotte sono state poste in essere in un quadro normativo in evoluzione che attualmente ne consente l’applicazione solo ed esclusivamente per gli interessi che il cliente autorizzi preventivamente ad addebitare sul conto corrente. In tale contesto, ad esito dell’attività istruttoria è emerso che le banche hanno attuato una politica di forte spinta all’acquisizione delle autorizzazioni all’addebito in conto corrente nei confronti della clientela adottando varie strategie con le quali i clienti sono stati sollecitati a concedere l’autorizzazione, nel presupposto che l’addebito in conto corrente degli interessi debitori fosse il modus operandi ordinario e senza considerare le conseguenze di tale scelta in termini di conteggio degli interessi sugli interessi debitori.

Tale strategia è stata sostenuta da varie azioni finalizzate all’acquisizione delle autorizzazioni da parte della clientela che ancora non aveva effettuato la scelta, attraverso sollecitazioni e monitoraggio da parte della rete e delle funzioni/strutture interne coinvolte, sia sui canali fisici (posta e filiali), sia sull’internet banking. Ciò è avvenuto con l’uso di comunicazioni personalizzate precompilate, email e pop-upnella homepage delle aree clienti volti all’attivazione delle procedure di autorizzazione on line preventiva all’addebito in conto degli interessi debitori che non consentivano al consumatore di fornire il diniego espresso all’autorizzazione.

Le banche, nell’adottare tali politiche, hanno fatto attenzione nell’informativa fornita ai clienti a rilevare solo le possibili conseguenze negative in caso di mancata autorizzazione, evidenziando gli effetti in caso di mancato pagamento degli interessi in termini di interessi di mora e di segnalazione alle banche dati finanziarie e creditizie sui cattivi pagatori, e non accennando alle conseguenze dell’autorizzazione connesse con l’applicazione di interessi anatocistici.

L’Autorità ha dunque ritenuto scorrette le modalità utilizzate, tali, nell’insistenza e nella forma con cui sono state richieste le autorizzazioni, da condizionare indebitamente i consumatori e da far assumere loro decisioni che non avrebbero altrimenti preso in considerazione dell’applicazione, in caso di addebito degli interessi in conto, dell’anatocismo bancario. Nel corso dell’istruttoria sono stati svolti accertamenti ispettivi con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 17 novembre 2017

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