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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

21
Luglio
2021

INFORMAZIONE IMPORTANTE

A PARTIRE DAL 1°AGOSTO FINO  AL 29 AGOSTO CIRCA, COMUNQUE QUANDO FINIRANNO I LAVORI,  NON ESEGUIRE PAGAMENTI O INVIARE ISTANZE, in quanto STANNO LAVORANDO SULLE LINEEE TELEFONICHE, NON SARà DA IMPAUTARE AD OMCI SE NON POTREMO RISPONDERE, o MEDIARE O FATTURARE. UNA VOLTA CHE I LAVORI SARANNO FINTI TOGLIEREMO QUESTA SCRITTA, PER QUESTO SE QUALCUNO HA ISTANZE DA INVIARE E DEVE ADEIRE AD UN'ISTANZA LO FACCIA ENTRO QUESTA SETTIMANA IN MODO CHE CI SIA IL TEMPO DI REGISTRARE, FATTURARE, DESIGGNARE IL MEDIATORE. ETC. GRAZIE;

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Luglio 21 2021
  
21
Luglio
2021

Il comportamento mantenuto dalle parti durante la mediazione è valutabile dal Giudice ex art. 116 c.p.c.

Tribunale di Venezia - Giudice Dott.ssa Maria Carla Quota - sentenza del 04.06.2021

SINTESI: Il caso in esame riguarda una controversia in materia di diritto reali ed, in particolare, di proprietà immobiliare.
In sintesi, parte attrice sosteneva di essere comproprietaria del sottotetto incorporato in alcuni immobili e chiedeva la condanna delle controparti al ripristino dello stato originario del sottotetto comune indebitamente occupato ed incorporato nelle proprie unità abitative, ovvero, nella ipotesi di impossibilità di ripristino, la condanna al risarcimento del danno per equivalente, nonché la condanna alla demolizione dell'altana insistente sul tetto condominiale e la condanna al risarcimento del danno per l'illegittima occupazione.
La parte convenuta chiedeva il rigetto della domanda ed eccepiva l’improcedibilità della domanda giudiziale, poiché in sede di mediazione l’attore avrebbe tenuto un comportamento del tutto contrario alla ratio legis dell'istituto, omettendo di esprimere direttamente il proprio pensiero e facendolo solo per il tramite del proprio legale; peraltro, l’avvocato avrebbe dichiarato di essere  presente solo in virtù dell’obbligatorietà della mediazione.
La terza chiamata si associava alla richiesta di parte convenuta, chiedendo che venisse dichiarata l'improcedibilità della domanda attorea per il mancato concreto esperimento della procedura di mediazione obbligatoria.
A tal proposito, il Tribunale adito ha rilevato che l’attore era presente in mediazione, ove ha mantenuto un comportamento del tutto ostativo alla formulazione di qualsivoglia ipotesi conciliativa.
Tale condotta, seppure non renda improcedibile la domanda giudiziale formulata dall’attore e non renda applicabile la sanzione pecuniaria ex art. 8, comma 4 bis, del D. Lgs. n. 28/2010, rimane valutabile dal Giudice ai sensi dell’art. 116, I. co., c.p.c.
Ed, infatti, anche per tale ragione, l’Autorità adita ha compensato parzialmente le spese di lite tra attore e convenuti, limitatamente alla misura di 1/10, ed ha condannato l'attore a rifonderne ai convenuti il residuo.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Luglio 21 2021
  
20
Luglio
2021

Le spese di assitenza in mediazione sono a carico della parte soccombente in giudizio

Sintesi: Considerando che la procedura di mediazione obbligatoria, correttamente avviata dagli attori, non ha avuto esito positivo a causa del comportamento della controparte, gli attori possono chiedere, nel successivo procedimento giudiziale, la rifusione delle spese sostenute. Ormai tutti i tribunali sanzionano e riviano in mediazione chi non  si presenta in mediiazione, chi non continua e anche per gli avvocati fioccano sanzioni a non finire. Ma questa è una sentenza veramente unica e che farà storia. Vediamo chi oserà ancora non presentarsi in Mediazione, non continuare e i suggerimenti che daranno gli avvocati da ora in poi.

P.Q.M.

ogni contraria istanza, eccezione e deduzione disattesa, definitivamente pronunciando, in accoglimento dell’ impugnativa proposta, dichiara la nullità della delibera impugnata con riferimento all’ adottata suddivisione delle spese ivi previste ” in base alla metratura delle singole proprietà'”. Condanna il Condominio convenuto alla rifusione di 4 delle spese di lite degli attori, che liquida per l’ intero in 6.600 per compensi ed 759, 00 per esborsi, nonché in 3.021, 32 per la fase di mediazione, di cui 48, 80 e 812, 52 per costi e indennità ed 2.160, 00 per compensi; oltre spese gen. 15% ed IVA e CAP come per legge; compensata la residua metà.

Così deciso a Trieste, il 11/03/21            Il Giudice dott. ssa Anna Lucia Fanelli

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Ultimo aggiornamento Martedì, Luglio 20 2021
  
15
Luglio
2021

Omci l'organismo di Mediazione ed Ente Formativo, con esperienza decennale, c'è da aggiungere altro?

Lo sai che la Mediazione Civile è un settore in forte Espansione e sempre di più sarà utilizzzata? OMCI (Organismo di Mediazione e conciliazione Italia),  L'organismo nato nel 2010 con Pdg del 2011, nato tra i primi, continua da 10 anni a fare Mediazioni cosa non da poco e non da tutti,  con un esperienza ormai consolidata e inoltre omci è  anche Ente Formativo accreditato al n° 303 del Ministero della Giustizia,  se vuoi fare una professione Meritevole, Onorevole e possiedi i requisiti,  con tanto di Attestato una volta Passato l'esame, ed essere iscritto all'albo del Ministero della Giustizia, non c'è periodo migliore di questo che purtroppo è tutto fermo e molti rischiano di perdere il lavoro, non attendere prova e vedi, fai il Mediatore civile con Omci clicca sulla tua destra il link Entra in Omci come Mediatore o Arbitro, compila tutti i campi e spedisci all'indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure contatta direttamente l'indirizzo e mail. Ricordatevi quindi che venire in Mediazione conviene sempre, sia alle Parti, siia al Difensore!

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Luglio 19 2021
  
04
Luglio
2021

Codice della crisi d'impresa rinviato al 2022?

Slitterà ancora il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza atteso per il 2021. In principio era il D.Lgs. n. 14/2019, emanato in attuazione della l. n. 155/2017 avente a oggetto la delega al Governo per la riforma della materia, pronto ad entrare in vigore il prossimo 1° settembre 2021. Già il D.Lgs. n. 147/2020 prevedeva disposizioni correttive ed integrative del Codice della crisi che hanno modificato buona parte delle disposizioni che non sono ancora entrate in vigore. È stata la ministra della Giustizia Marta Cartabia ad istituire una commissione di esperti col compito di elaborare e valutare proposte per interventi sul Codice in modifica si alcune delle norme per far fronte alle difficoltà delle imprese con l'emergenza sanitaria. Il provvedimento potrebbe stabilire misure più favorevoli per chi voglia procedere al risanamento aziendale. Le soluzioni potrebbero arrivare nuovo decreto correttivo che sarà probabilmente introdotto, contenete misure più favorevoli per i soggetti che intendano perseguire il risanamento aziendale. Una misura che potrebbe estendere le misure protettive e premiali durante e dopo lo svolgimento del procedimento di composizione, e invece differire quelle di segnalazione che valgono per il momento.



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Ultimo aggiornamento Domenica, Luglio 04 2021
  
02
Luglio
2021

Il Ministero della Giustizia precisa che non sono validi i corsi di formazione per mediatori svolti online prima del periodo emergenziale e dopo la sua conclusione;

Nel rispondere ad un chiarimento di un ente di formazione accreditato all’albo degli enti di formazione per mediatori tenuto dal Ministero della Giustizia, l’Ufficio del Registro ha precisato che:

  • i corsi di formazione per mediatori base e di aggiornamento devono svolgersi in presenza per quanto disposto dal D.Lvo 28/2010 e DI 180/2010;
  • ai sensi del DPCM 8 marzo 2020, la deroga per lo svolgimento a distanza dei suddetti corsi deve intendersi concessa eccezionalmente esclusivamente durante lo stato di emergenza per gli effetti della pandemia da marzo 2020 al 31 luglio 2021;
  • fino ad ulteriori comunicazioni o proroga dello stato d’emergenza, i corsi per mediatori non potranno essere svolti a distanza dopo il 31 luglio 2021;
  • conseguente non sono validi ai fini dell’ottenimento del titolo di mediatore e dell’aggiornamento tutti i corsi base (50 ore) e di aggiornamento (18 ore) svolti online prima del marzo 2020;
  • il responsabile scientifico dell’ente di formazione deve dichiarare la conformità nello svolgimento dei corsi ai sensi della normativa vigente.

In particolare, il Ministero ha precisato con una comunicazione scritta che <<… tenuto conto delle disposizioni governative in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, che prevedono, tra l’altro, la sospensione dei corsi professionali e delle attività formative svolte da enti pubblici e da soggetti privati, ferma restando la possibilità di svolgere  tali attività a distanza, si comunica che sono autorizzati i corsi di formazione a distanza per mediatori civili e commerciali (50 ore)  nonché i corsi di aggiornamento (18 ore).>>

Il Ministero della giustizia prosegue nella sua nota: <<Si ricorda, tuttavia, che tale deroga, contenuta nel DPCM 8 marzo 2020, deve intendersi concessa eccezionalmente per ragioni di effettiva e concreta esposizione al rischio contagio e deve intendersi revocata al termine dell’emergenza in atto poichè,  per quanto riguarda la formazione di cui al D.Lvo 28/2010 e DI 180/2010, questa amministrazione ritiene che i corsi di formazione per mediatori civili e commerciali,  così come articolati  nella citata normativa, non possano essere svolti a distanza ma necessitano della compresenza  fisica dei soggetti interessati.>>. I Corsi Devono essere fatti In presenza, come i tirocini assistiti, obbligatori ed essenziali, sempre e comunque, (solo in caso di DPCM riguardanti la Pandemia, si faranno, come da DPCM).

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Luglio 12 2021
  
01
Luglio
2021

La mediazione civile verso la riforma;

Il 16 giugno scorso la Ministra Cartabia ha firmato i 24 emendamenti che, ora, hanno iniziato il loro iter parlamentare nella prospettiva di un approdo nell’aula di Palazzo Madama a partire dal 20 luglio 2021. Con riguardo specifico alla mediazione, il maxiemendamento del Governo si pone in perfetta sintonia con le proposte della Commissione Luiso e scardina del tutto la precedente formulazione della riforma proposta dall’ex Ministro Bonafede con cui si prevedeva soltanto un taglio alle materie sottoposte alla condizione di procedibilità in mediazione.

Il tempo per la riforma della giustizia civile – e in particolare per la mediazione – sembra essere ormai maturo, una riforma che procede nel solco tracciato con il PNRR dal Governo Draghi.

Leggi le linee guida

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Luglio 02 2021
  
25
Giugno
2021

Controlli sui corsi per mediatori: solo enti e docenti accreditati, rapporto contrattuale diretto con i partecipanti e attestazione del responsabile scientifico;

1° EFFETTO SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE, MEDIATORI E TUTTI PIU' PREPARATI E QUALIFICATI: Ecco uno dei motivi x cui è molto più conveniente essere iscritti ad organmi di Mediazione che siano anche enti Formativi, preparati, seri e qualificati. OMCI ROM 251 Ente Formativo 303, Esperti in Mediazione e Formazione dal 2010-2011, Ti aspetta su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Perché conviene diventare Mediatore Civile oggi?
Perché con la nuova normativa si aprono ampie e interessanti prospettive professionali per i mediatori civili e commerciali, che devono aver conseguito sia una solida formazione di base in ambito giuridico empatico-comunicativo, stragiudiziale,  che capacità specifiche per una proficua risoluzione dei conflitti.
Per iscriverti invia una e mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.omci.org ;

Il Ministero della Giustizia ha risposto a dei quesiti sul corretto svolgimento dei corsi per mediatori, precisando che:

  • il Ministero può effettuare controlli documentali, anche successivamente all’erogazione del corso, sulla  tenuta dei registri, prove di esame e fatture emesse;
  • è necessario che gli enti di formazione instaurino un rapporto contrattuale ed economico diretto con i partecipanti senza alcuna intermediazione;
  • non è consentito a un ente non accreditato, cioè non iscritto nell’elenco degli enti di formazione, organizzare corsi per mediatori;
  • i corsi sono ritenuti validi solo in presenza di formatori accreditati presso l’ente che eroga il corso;
  • i corsi devono essere erogati almeno con due diversi docenti: uno per la parte teorica e una per quella pratica;
  • nelle comunicazioni promozionali deve essere sempre ben chiaro che l’ente che eroga il corso è uno di quelli accreditati dal Ministero della giustizia, citando il numero di iscrizione e i formatori accreditati che svolgeranno le docenze;
  • il responsabile scientifico deve attestare la completezza e l’adeguatezza dei percorsi formativi e di aggiornamento, come previsti e istituiti ai sensi dell’art. 18, lett. f) e g) del citato d.m. n. 180/2010.

Ministero della Giustizia

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI DI GIUSTIZIA DIREZIONE GENERALE DEGLI AFFARI INTERNI

UFFICIO II – ORDINI PROFESSIONALI E ALBI

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Ultimo aggiornamento Domenica, Giugno 27 2021
  
24
Giugno
2021

Se non si arriva ad un accordo in sede di mediazione, il mediatore è invitato a formulare una proposta, anche in assenza di una richiesta delle parti ed, in caso contrario, illustrare perchè non ha formulato alcuna proposta di accordo.

Tribunale di Gorizia, Giudice Dott.ssa Laura Di Lauro, provvedimento del 03.06.2021;

Sintesi: Il Giudice del Tribunale di Gorizia ha innanzitutto rilevato che la controversia rientra tra quelle per cui è prevista la mediazione obbligatoria a pena di improcedibilità ex art. 5 D. Lgs. 28/2010, come novellato dal D.L. n. 69/2013, conv. in Legge n. 98/2013. (Locazione, sfratto);
Successivamente, ha precisato che il mediatore può formulare una proposta tutte le volte in cui le Parti non raggiungono l’accordo, anche in assenza di una richiesta congiunta di queste ultime (ciò, quindi, a dispetto e oltrepassando il dettato di cui all’art. 11 del D. Lgs. 28/2010, così come sostituito dall'art. 84, co. 1, lett. l) del D.L. n. 69/2013, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 98/2013, secondo il quale quando non viene raggiunto l'accordo, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta). In caso contrario, il mediatore dovrà indicare le ragioni per le quali non ha ritenuto utile formulare alcuna proposta.
L’interpretazione “estensiva” effettuata dal Tribunale di Gorizia trae spunto dal dettato di cui all’art. 55 del D. L. 83/2012 che modifica la Legge n. 89/2001 sull’equa riparazione del danno per la violazione del termine di ragionevole durata del processo, introducendo il comma 2 quinquies che alla lettera c) non riconosce alcun indennizzo “nel caso di cui all’articolo 13, primo comma, primo periodo, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”, ovvero allorquando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta formulata dal mediatore.
Inoltre, il Giudice ha specificato che tale proposta (lo si ribadisce, anche in assenza di una concorde richiesta delle parti) costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione ed è, quindi, opportuna.
Infine, il Giudice ha sottolineato che i principali compiti del mediatore sono: 1) informare le parti circa le  conseguenze che possono derivare dal rifiuto ingiustificato di dare seguito al procedimento di mediazione dopo il primo incontro informativo; 2) spronare le parti a chiarire quali siano le ragioni del rifiuto; 3) verbalizzare il contenuto delle dichiarazioni rese in tal senso dalle parti, ad eccezione del caso in cui il dichiarante non fornisca il proprio consenso e del caso in cui la ragione del rifiuto riguardi proprio il merito della lite.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Giugno 24 2021
  
23
Giugno
2021

Ministro Cartabia: Liti temerarie: sanzioni per chi agisce con mala fede o colpa grave;

Dal Ministro delle Giustizia Cartabia del 22/06/2021;

Gli emendamenti governativi alla riforma del processo civile puntano a introdurre una responsabilità aggravata e sanzioni nei confronti chi agisce o resiste in giudizio con mala fede o colpa grave.

Riforma processo civile: subemendamenti fino al 2 luglio

Il nuovo volto del d.d.l. di riforma del processo civile potrebbe essere svelato in tempi davvero brevi. Gli emendamenti presentati dalla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, infatti, sono potenzialmente idonei a impattare fortemente sull'impianto del disegno di legge originariamente predisposto dall'ex Guardasigilli Bonafede e attualmente al vaglio della Commissione Giustizia al Senato. Cartabia ha in diverse occasioni ribadito l'importanza di approvare, entro fine 2021, le leggi di delegazione per la riforma del processo civile, del processo penale e del CSM. Obiettivo ambizioso, ma da perseguire necessariamente per rispettare gli impegni presi con l'UE e illustrati all'interno del PNRR, vincolanti per poter beneficiare delle risorse dei fondi Next generation EU messe a disposizione per l'Italia. Intanto, come dichiarato da Fiammetta Modena, relatrice in commissione Giustizia del disegno di legge delega, "il termine per presentare i subemendamenti è il 2 luglio. Poi partirà l'esame in commissione". Si punta, in tal modo, a ottenere il via libera da parte del Senato durante l'estate, affinché da settembre possa iniziare ad esaminare il provvedimento anche la Camera dei deputati.

Emendamenti Cartabia: come potrebbe cambiare il d.d.l. giustizia

Nonostante l'impianto complessivo del disegno di legge sia rimasto il medesimo, sono i contenuti che potrebbero essere fortemente innovati qualora passassero gli emendamenti per la cui predisposizione la Ministra Cartabia di è avvalsa del supporto di una collaborazione di esperti. In sinergia con quanto previsto all'interno del PNRR, si punta, in primo luogo, alla riduzione della durata dei processi civili di almeno il 40%, necessaria per implementare l'efficienza della macchina giudiziaria, o addirittura a non arrivare proprio in aula, snellendo i contenziosi attraverso la valorizzazione e il potenziamento delle misure alternative per la risoluzione delle controversie, in particolare mediazione etc.

"Sanzioni per chi agisce o resiste con mala fede o colpa grave"

All'interno degli emendamenti trova spazio anche un intervento relativo ai doveri di collaborazione tra le parti e i terzi, che si inquadra nell'ottica delle modifiche e integrazioni al al codice di procedura civile al fine di ampliare la casistica di applicazione dell'art. 96 del codice di rito. Tale norma, infatti, configura una responsabilità aggravata a carico della parte soccombente in giudizio che abbia agito o resistito con la coscienza dell'infondatezza dell'azione o eccezione, senza aver adoperato la normale diligenza per acquisire la coscienza dell'infondatezza della propria posizione.L'emendamento governativo mira a estendere la possibilità di pronunciare la condanna di cui all'art. 96, terzo comma, anche nei confronti della parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.Oltre ad aggiungere tale ulteriore criterio, l'emendamento prevede che, con la medesima condanna possa essere disposto dal giudice, anche d'ufficio, a favore della controparte, il pagamento di una somma equitativamente determinata, non superiore al doppio delle spese liquidate e, a favore della cassa ammende, il pagamento di una somma in misura non superiore a cinque volte il contributo unificato o, in caso di esenzione di quest'ultimo, non superiore nel massimo a cinque volte il contributo dovuto per le cause di valore indeterminabile.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Giugno 27 2021
  

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