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OMCI - Organismo di Mediazione

Dal sole 24 ore: Il lockdown toglie spazio alla mediazione. Ma intanto l’arretrato civile cresce;

La riduzione dell’attività giudiziaria della scorsa primavera si riflette sui numeri delle nuove procedure in calo. Per i tecnici l’istituto va rafforzato, estendendo la condizione di procedibilità a tutto il contenzioso su diritti disponibili;

Il Covid fa soffrire la mediazione. Lo si legge nei dati dei primi sei mesi del 2020, che fotografano l’impatto sulle procedure del lockdown della scorsa primavera. Sono infatti diminuite sia le mediazioni avviate, sia - ed è il dato più significativo - la partecipazione al primo incontro della parte invitata in mediazione, premessa necessaria per arrivare all’accordo.  Numeri in calo, che si innestano su una situazione che già aveva margini di miglioramento. La mediazione ha infatti un raggio di applicazione limitato, benché sia riconosciuta come una buona strada per raggiungere una soluzione dei conflitti fuori dalle (ingolfate) aule dei tribunali e abbia guadagnato nel tempo anche l’appoggio di molti Mediatori, avvocati e del Consiglio nazionale forense. Peraltro, non sembra essere stata utilizzata come alternativa al processo durante il lockdown, quando l’attività giudiziaria si è ridotta per la sospensione delle udienze e dei termini. Tanto che l’arretrato civile al 30 giugno scorso è tornato a salire per la prima volta dal 2011. Al contempo, sono diminuite le nuove mediazioni: 32.702 quelle iscritte fino al 31 marzo e appena 22.715 quelle dal 1° aprile al 30 giugno. Un calo legato alla riduzione delle nuove liti, dato la stragrande maggioranza delle procedure è avviata nelle materie in cui la mediazione è “condizione di procedibilità” in giudizio. Ora bisogna assolutamente snellire l'arretrato portando tutti i diritti disponibili in Mediazione, anche demandata dal Giudice e condannare chi non si presenta.

 

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