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OMCI - Organismo di Mediazione

Commento alle statistiche sulla mediazione civile pubblicate dalla direzione statistica del Ministero della Giustizia dati del 2017:

La direzione di statistica e analisi organizzativa con sede presso il ministero della giustizia ha reso note le statistiche sulla mediazione civile relative all’anno 2017. Il dato che salta subito all’occhio riguarda l’importanza della partecipazione delle parti al procedimento di mediazione. Ogni qual volta le parti decidono di sedersi al tavolo delle trattative ben il 43% dei procedimenti di mediazione si conclude con un accordo. È un dato che si mantiene sostanzialmente stabile da quando il procedimento di mediazione è stato introdotto ma che autorizza, soprattutto se letto congiuntamente ai numeri relativi alla partecipazione personale delle parti passati dal 27% del 2011 al 48,2% del 2017, a ritenere in costante aumento la fiducia che le persone ripongono nella mediazione.
La mediazione sta provando ad affermarsi, definitivamente, come alternativa al contenzioso ordinario anche se, rispetto al 2016, il numero di mediazioni iscritte è calato di circa il 10%. Si tratta, però, di un dato che risente inevitabilmente del calo che più in generale sta colpendo il contenzioso civile. Si è passati, infatti, dai 5.395.102 di procedimenti iscritti nel 2010 agli attuali 3.628.936.

MEDIAZIONE DELEGATA IN CRESCITA

L’aumento di fiducia verso l’istituto della mediazione deve necessariamente passare anche da una maggior fiducia verso l’istituto da parte dell’autorità giudicante. L’art. 5 comma 2 del d.lgs 28/2010 è chiaro nell ’attribuire al giudice, anche in appello, la possibilità di disporre la mediazione una volta valutata attentamente la natura della controversia.
Dai primi anni di comprensibile rodaggio il dato relativo alla mediazione delegata è in costante crescita. Si è passati dalle 700 mediazioni delegate del 2011 alle 489 del 2013 per poi giungere alle 20.835 dell’anno appena passato.
Tale dato dimostra la crescente sensibilità dimostrata dai giudici nei confronti del procedimento di mediazione. L’auspicio è che a questa crescente fiducia si affianchi un atteggiamento sempre più positivo e collaborativo da parte dei legali. La mediazione è un alleato delle parti. È uno strumento che punta a ridurre drasticamente la litigiosità ed a favorire, grazie alla presenza di professionisti appositamente formati, una soluzione amichevole delle controversie. Interessante è l’impennata delle percentuali di conclusione degli accordi quando le parti decidono di incontrarsi.
Segno inequivocabile che l’obbligatorietà della partecipazione personale della parte alla mediazione è criterio previsto nell’esclusivo interesse della stessa. Incontrarsi alla presenza di un mediatore ed avere un contatto con la controparte favorisce, dunque, la possibilità di concludere un accordo che sia vantaggioso per tutti i partecipanti.

QUAL È LO STATO DI SALUTE DEGLI ORGANISMI?

Infine alcune riflessioni sullo stato di salute degli organismi di mediazione.
Diminuisce, rispetto al 2016, il numero degli organismi che operano sul territorio dello stato. Si è passati dai 778 del 2016 agli attuali 615. Il calo più vistoso ha colpito gli organismi privati che ad oggi sono 383, 133 in meno rispetto al 2016. Si tratta, comunque, di una diminuzione che ha colpito le varie tipologie di organismi esistenti e che può essere letto anche in un’ottica di stabilizzazione delle forze in campo. Ad otto anni dalla nascita dell’istituto della mediazione solo chi rispetta i criteri stringenti dettati dalla legge ed è in grado di fornire un servizio efficiente ed efficace può sperare di continuare ad operare in un campo delicato come quello delle procedure di ADR. 
Il dato che deve comunque far sorridere riguarda gli 82.567 procedimenti definiti dinanzi agli organismi privati. Tali procedimenti, quando i soggetti aderenti decidono di comparire, portano ad un accordo, di media, in 129 giorni

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