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O.M.C.I.

08/09/2016 - Mediazione civile e Commerciale: consigli dell'U.E. agli Stati aderenti!

La Commissione europea ha preso in esame parte di  quanto esposto, in primis dal dal presidente Pecoraro dell’A.N.P.A.R. e in secondi Vale per il Presidente Salusso dell’ OMCI che da due anni Inoltra richieste di chiarimenti alla Commissione, anche attraverso Parlamentari Europei . Le conclusioni a cui è pervenuta  la Commissione nella relazione  al Parlamento Europeo, al Consiglio e al Comitato economico e Sociale europeo, sull’applicazione della direttiva 2008/52/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale. Molti di questi suggerimenti, sono stati inviati anche al ministro al Presidente della Repubblica con tanto di risposta, (ancora disponibili nei link in basso) al  Ministro ellai Giustizia Orlando e ai suoi più stretti collaboratori. La Commissione, pur riconoscendo che "in questo stadio non è necessario modificare la direttiva” fa presente che " la sua applicazione può essere ulteriormente migliorata”. “Gli Stati membri dovrebbero, ove necessario e opportuno, adoperarsi maggiormente per promuovere e incoraggiare l'uso della mediazione attraverso i diversi mezzi e meccanismi previsti nella direttiva ed esaminati nella presente relazione. In particolare, occorrerebbero ulteriori sforzi a livello nazionale per aumentare il numero di controversie per la cui risoluzione le autorità giurisdizionali invitano le parti a ricorrere alla mediazione. Esempi di migliori prassi al riguardo sono: l'obbligo per le parti di indicare nelle domande presentate agli organi giurisdizionali se la mediazione è stata tentata; in particolare in materia di diritto di famiglia, e comunque di tutte le materie obbligatorie, la partecipazione a sessioni informative obbligatorie nel quadro di un procedimento giudiziario e l'obbligo per l'organo giurisdizionale di considerare la mediazione in ogni fase del procedimento giudiziario; gli incentivi finanziari che rendono la mediazione economicamente più attrattiva rispetto al procedimento giudiziario; la possibilità di rendere esecutivo l'accordo di mediazione senza richiedere necessariamente il consenso di tutte le parti dell’accordo”.
Nella relazione, si parla anche di possibili allargamento della mediazione ad altri diritti disponibili, per esempio quelli relativi alla famiglia. Le regole, per l’applicazione dei sistemi extragiudiziali, non possono essere regolamentati da soggetti che hanno tutto l’interesse a far applicare regole diverse da quelle previste dall’U.E. (Gli Avvocati) e come per esempio, la gratuità della prestazione e che come da Direttive, Gli Avvocati non potrebbero nemmeno fare i Mediatori, ne i difensori essendo La Mediazione un'istituto stragiudiziale. Se volete Verificare la normativa cliccante sul link nella nostra Home a destra sotto riferimenti normativi, cliccate su direttiva 2008/52/CE, quella applicata anche in Francia, Ungheria, addirittura in Cina, al Paragrafo 2, leggete bene e Troverete che l'avvocato non dovrebbe fare il Mediatore, perchè con imprinting di parte, Deve essere eseguita invece da Specialisti della Comunicazione o specialisti della Materia, in quanto qualsiasi Titolo universitario rilasciato, ha sempre negli esami, Le norme imperative, partendo dalla costituzione: In Sociologia, (come in Francia la mediation Socielle, la fanno i Sociologi), perchè è la Facoltà che prepara meglio, già al primo anno nell'esame di Comunicazione, tra le domande vi è Tecniche di Mediazione, nel secondo e terzo anno, si studia oltre tutte le Materie inerenti la Società, Diritto di Famiglia, Diritto Costituzionale, Diritto Privato, Diritto Civile e Penale ed elementi di diritto Processuale. Perchè il Sociologo deve sempre essere aggiornato su ogni materia, essendo poi il Ricercatore dei Problemi Sociali e su come Risolverli.  Leggete le direttive e Vedrete con i Vostri occhi. E non è Tutto:

I sistemi extragiudiziali di risoluzione di controversie non possono essere gestiti da organismi appartenenti all’ordine degli avvocati. Lo dice l’U.E. e il codice civile.

Il Consiglio di Stato non può esprimere parere favorevole a un Regolamento presentato dal C.N.F. (Consiglio Nazionale Forense) che prevede l’istituzione di camere arbitrali, di conciliazione ed organismi di risoluzione alternative di controversie.

Questo contrasta fortemente con quanto previsto sia dall’articolo 1 della legge 31 dicembre 2012 n. 247 (rispetto dei principi costituzionali, della normativa comunitaria e dei trattati internazionali, specificità della funzione difensiva davanti all’autorità giuziaria) sia dall’art 812 del codice di procedura civile, che offre una indicazione che si può sintetizzare nel senso che : “chiunque può essere designato arbitro”. Intatti, l’articolo del c.p.c. citato offre soltanto un’elencazione di chi non può essere nominato arbitro, dal che si deduce che la sfera dei possibili arbitri è assai ampia e non può riguardare solo quella dell’avvocatura.

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