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O.M.C.I.

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

10
Novembre
2013

L’obbligatorietà dell’Avvocato Viola la Direttiva 2013/11/ U.E.

Molto probabile la riforma della riforma: la norma del decreto del fare che ripristina la conciliazione obbligatoria è in contrasto con una direttiva comunitaria di poche settimane prima e che saremo costretti ad attuare entro il 2015.

Sembrava definitivamente chiuso il dibattito circa l’obbligatorietà della presenza dell’avvocato durante la procedura di mediazione obbligatoria. Infatti, la legge di conversione [1] del Decreto del Fare [2], approvata quest’estate, aveva espressamente stabilito la necessaria presenza del legale di parte, durante la conciliazione, pena l’impossibilità di avviare il giudizio davanti al giudice.

Ma il nostro Parlamento, nel convertire il decreto legge, ha ignorato (o ha finto di ignorare) che, non molte settimane prima, l’Unione Europea aveva pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale UE, una nuova importantissima direttiva [3] destinata ad armonizzare le normative degli Stati membri sulla “risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori”.

Questa nuova disciplina comunitaria [4], che andrà recepita dall’Italia entro il 9 luglio 2015, contiene una serie di norme destinate ad incidere, in modo significativo, sull’istituto della mediazione.

La direttiva – che si applica solo alle controversie derivanti da contratti di vendita o di servizi stipulati dai consumatori – stabilisce un principio chiaro e lineare, che non dà margine di equivoco: “Le parti hanno accesso alla procedura senza essere obbligate a ricorrere a un avvocato o consulente legale…”.

Lo scopo è di agevolare l’accesso agli Adr da parte dei consumatori. Tant’è vero che la direttiva impone agli Stati di garantire che “le parti siano informate del fatto che non sono obbligate a ricorrere a un avvocato o consulente legale, ma possono chiedere un parere indipendente o essere rappresentate o assistite da terzi in qualsiasi fase della procedura”.

Quando allora dovremo recepire la direttiva si porrà un problema di aperto conflitto tra la normativa nazionale e gli obblighi comunitari.

Secondo alcuni interpreti, peraltro, la norma europea, essendo sufficientemente precisa e diretta, dovrebbe ritenersi sin d’ora obbligatoria, consentendo alle parti di rinunciare all’assistenza del legale, senza perciò vedersi negata la possibilità di adire il giudice (pena la violazione del diritto alla difesa).

Inoltre, dal momento che la direttiva Ue è anteriore alla riforma attuata dalla legge italiana, può ritenersi violato il vincolo di standstill, cioè l’obbligo di uno Stato di astenersi dall’adottare disposizioni che possano compromettere il risultato prescritto dalla direttiva medesima.

È vero che la nostra legge sulla mediazione è in un regime di “prova” di 4 anni. Il che farebbe pensare che, allo scoccare del termine, l’istituto potrebbe trovare un ennesimo travolgimento. Intanto si può rilevare che nel piano “Destinazione Italia”, varato dal Consiglio dei ministri il 19 settembre 2013 e tuttora in fase di consultazione, è prevista, tra le modifiche da apportare alla mediazione, proprio la possibilità di rinunciare all’assistenza legale.

[1] L. 98 del 9.08.2013.

[2] D.l. 68/2013.

[3] Direttiva UE n. 11 del 18.06.2013.

[4] Si tratta della naturale continuazione della più nota direttiva n. 52/2008, la cui attuazione ha portato poi all’approvazione del Dlgs 28/2010 che ha introdotto in Italia un sistema strutturato di mediazione per le liti civili e commerciali.

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02
Novembre
2013

Mediazione d'ufficio su crediti-debiti fra divorziati: giudice non vincolato alle materie delle ipotesi obbligatorie

Conciliazione sul mantenimento dei figli. Con il dl fare le parti possono scegliere l'organismo ad hoc, che affronta anche questioni insorte dopo l'instaurazione della lite 
Via libera alla mediazione civile d'ufficio anche al di fuori delle materie indicate per la conciliazione obbligatoria di cui all'articolo 5 del dlgs 28/2010. Dopo il dl fare, infatti, il giudice può ben disporre che le parti ricorrano alla conciliazione in una controversia per un credito rimasto insoddisfatto, ad esempio dopo il divorzio. E gli ex coniugi, se sono d'accordo, possono derogare al criterio della competenza territoriale, che prevede di rivolgersi a un organismo "pacificatore" nel luogo dove ha sede il giudice investito della lite, scegliendo invece un altro mediatore di loro fiducia. È quanto emerge da un provvedimento pubblicato il 29 ottobre dalla nona sezione civile del tribunale di Milano (giudice Giuseppe Buffone).

Soluzioni condivise
È la più classica delle liti fra divorziati quella che il giudice manda in conciliazione, avvisando le parti che l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale: gli ex coniugi hanno quindici giorni per presentare l'istanza al paciere. La controversia nasce sulle spese per il mantenimento dei figli: lei ottiene un precetto contro di lui per somme non versate, che poi è ridotto nell'importo, laddove i conti non tornano su spese come i ticket sanitari e l'acquisto di vestiti. Perché scatta la mediazione ex officio? In passato i genitori sono stati in grado di mettersi d'accordo: lo testimonia ad esempio il ricorso congiunto per la fase del divorzio. E comunque lo strumento giudiziario azionato da lei, che prevede due gradi di giudizio, pare spropositato rispetto al diritto che si vuol far valere: si tratta di un credito di meno di mille euro. Senza dimenticare che i mediatori ben potrebbero estendere la trattativa ai fatti emersi successivamente alla instaurazione della lite e non fatti valere nel processo, così essendo evidente che l'eventuale soluzione conciliativa potrebbe definire il conflitto nel suo complesso, mentre la sentenza conclusiva del procedimento civile potrebbe definire solo una lite, in modo parziale.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Luglio 21 2014
  
30
Ottobre
2013

HAI MAI SENTITO PARLARE DELLA MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE?

L’Odio non si combatte con l’odio, ma con l’Amore e la Pace (Questo è il mio concetto di Mediazione,  scrive il Presidente e Resp. Scientifico OMCI Dr. Claudio Salusso). In un mondo senza più Valori, ridotto allo stremo, con guerre dappertutto, persone che muoiono di Fame, Ricordiamoci di essere Uomini, portatori di pace se poi siete cattolici veri, dovrebbe essere il Primo Vostro obbiettivo, ma lo è anche per tutti gli altri, siamo gli unici Animali che si distruggono tra Loro invece di Aiutarci;

La «mediazione» è l’attività svolta da un terzo imparziale: il Mediatore Professionista, iscritto in un Organismo di Mediazione registrato presso il Ministero della Giustizia, nel “Registro Organismi di mediazione”.

La «mediazione» è  finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta, effettuata dallo stesso Mediatore, per la risoluzione della stessa senza passare alle vie Giudiziarie con i suoi relativi tempi e costi che tutti conosciamo.

Dopo numerose sollecitazioni, in ultime la Direttiva 2008/52 CE, il Parlamento e gli avvisi di Bruxelles, del CSM, dell’ANM la Mediazione Civile è tornata obbligatoria, sanando l’eccesso di delega anche da noi! Ci uniformeremo così agli altri paesi, nei quali esiste da decenni con Risultati Positivi fino al 85 ÷ 90%.

Sai che è più conveniente sotto numerosi aspetti la mediazione civile

invece che rivolgersi direttamente  al Tribunale?

1) I tempi: la Mediazione deve terminare entro un massimo di TRE mesi;

2) Spese ridotte;

3) Detrazioni di imposta fino ad un massimo di € 500,00;

4) Le parti invece di continuare ad avere rancori inutili perché non è odiando che si risolvono le situazioni durature nel tempo ma al contrario con un po’ di Amore Umano, Dialogo, e meno orgoglio personale,  possono ritrovare

di comune accordo una soluzione amichevole: cosa non da poco.

 

L’ Omci (Organismo di mediazione e conciliazione Italia), ha esperti mediatori in tutte le discipline, dalla Giuridica, all’economica, alla sociologica (materia specialista in mediazione per antonomasia); non esitare quindi a contattarci per risolvere al più presto i tuoi problemi.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Luglio 07 2014
  

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